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Toccare il cielo con un dito: guida all’acquisto dei migliori droni

Nati per l'utilizzo in campo militare, i droni vengono oggi impiegati per molteplici attività. Riprese aeree in ambito cinematografico e musicale, fotografia, agricoltura, investigazioni, rilievi catastali e consegne postali. Eccone solo alcune fra le più diffuse ma l'elenco potrebbe continuare a lungo. La popolarità del drone, però, non nasce solo dalla propria effettiva funzionalità. Parliamo di un successo su larga scala che trae linfa da un desiderio primigenio dell'uomo: quello di librarsi in aria e volare. E anche se solo parzialmente, i modelli con telecamera sono in grado di mostrarci una visione dall'alto del Mondo simile a quella degli uccelli. In commercio troviamo modelli di tutti i tipi, da quelli professionali al drone giocattolo. Nella nostra guida ne abbiamo descritto il funzionamento e le caratteristiche principali, così da fornirti molti utili strumenti per acquistare consapevolmente. 
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Prima dell’acquisto Quanto costa un drone? Com’è fatto un drone? Vai alla categoria
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Prima dell’acquisto: hai le idee chiare?

Un mini drone da far volare indoor è ben diverso da un drone racing pensato per la competizione. A metà strada fra questi due estremi, si posizionano modelli per tutti gusti e tutte le tasche. A variare è potenza, velocità, stabilità e qualità dei materiali. Ma non solo, di seguito tutte le variabili punto per punto:

Tipologie di droni a confronto
Nel vasto mercato dei droni, incontriamo modelli economici con prestazioni limitate e macchine volanti capaci di raggiungere altezze e distanze considerevoli. Ma prima di approfondirne le caratteristiche, analizzeremo un drone in tutte le sue componenti per capire com'è fatto.

La normativa vigente
Abbiamo fatto riferimento ad altezza e distanza. Questi e molti altri aspetti vengono definiti a livello legale nella normativa ENAC al momento in vigore. Ci troviamo, però, in una fase di passaggio, nell'attesa che diventino effettive le nuove norme europee. In questa sezione, vedremo come queste regole influenzino l'utilizzo dei droni.

Le funzioni del radiocomando
Il controllo del drone, a parte qualche rara eccezione, passa sempre attraverso un radiocomando provvisto di due stick. Qui vedremo quali sono le principali caratteristiche che un dispositivo del genere dovrebbe avere.

La fotocamera
Punto di forza dei droni più evoluti è proprio il comparto video. Grazie ad un'ottima fotocamera, infatti, sarà possibile effettuare riprese video professionali e scattare foto di qualità. La risoluzione è fondamentale ma anche la stabilizzazione dell'immagine gioca un ruolo chiave.

Il comparto connettività
Alcuni droni sono controllabili via Bluetooth e Wi-Fi, tecnologie che ci permettono anche di trasmettere in tempo reale su uno smartphone le immagini riprese dalla fotocamera. Inoltre, il supporto alle schede SD, assicura lo spazio sufficiente per il salvataggio di video e foto. Di questo e altro tratterà questa sezione.

Le funzioni che semplificano il volo
A bordo dei droni più evoluti sono presenti vari sensori in grado di rendere più semplice e sicura l'esperienza di volo. Ma fra tutte le tecnologie in grado di aiutarci, la più importante resta di sicuro il GPS.

Dimensioni e peso
Si parte con leggerissimi droni da 50 grammi per arrivare a modelli che superano i 2 chili. Ma qual è l'effettiva influenza di dimensioni e peso sul volo di un drone? Qui approfondiremo l'argomento.

Materiali costruttivi e design
Plastica, policarbonato, alluminio, carbonio, fibra di vetro: ecco alcuni dei materiali più comunemente sfruttati per costruire il telaio di un drone. Vedremo in cosa si differenziano e come possono influenzare l'aspetto estetico del nostro modello.

Durata della batteria
Tasto dolente di tutti i droni al momento in circolazione è proprio l'autonomia. Anche quelli più evoluti, infatti, non vanno oltre i 30 minuti. E tali risultati sono in influenzati sia dal peso del drone che dalla capacità della batteria stessa.

Il prezzo
Infine, l'aspetto economico. Per chi desidera solo un assaggio di questo particolare Mondo, la spesa da affrontare può anche essere davvero piccola. Le cose cambiano se consideriamo i modelli professionali o da corsa. Per inquadrare meglio la questione, abbiamo inserito i migliori in tre fasce di prezzo: economica, media e alta.

Quanto costa un drone?

prezzo droni
Un drone giocattolo compatto e semplice a livello di funzionalità può essere acquistato ad una cifra davvero contenuta, anche inferiore a 50 euro. E si mostra la scelta migliore per i curiosi, per chi non ha mai pilotato un drone ed è interessato a tutto il Mondo che ruota attorno a questi piccoli velivoli. Un mini drone del genere è perfetto per prendere confidenza con i comandi e con i movimenti. Inoltre, lo si può utilizzare anche all'interno di un appartamento, facendo sempre molta attenzione. In un secondo tempo, potremo passare ad un modello più evoluto e più costoso, forti dell'esperienza fatta e, giocoforza, di diverse cadute al suolo. I droni professionali sono l'ultimo step di scelta e sono rivolti ai piloti più abili. Pensati per ogni tipo di attività lavorativa (rilievi, riprese, indagini, operazioni militari ed umanitarie…), nulla vieta che si possano sfruttare per puro divertimento o in competizioni ufficiali. Le differenze di prezzo fra droni economici e top di gamma sono molto accentuate ed è importante inquadrare il budget a disposizione per acquistare quello giusto per noi. Per questo, abbiamo selezionato i migliori inserendoli in tre fasce di prezzo: economica (entro 100 euro), media (fino a 500 euro) e alta (oltre 500 euro). 
(Dati aggiornati a gennaio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 100 euro)

Pur culminando a quota 100 euro, la fascia economica contiene anche diversi droni decisamente più economici. I primi due che vi presentiamo, ad esempio, non ci faranno spendere più di 50 euro. Parliamo del Dromocopter Ducati Corse e del drone TwoDots Snap. Il primo, come si evince dal nome, si ispira alle moto della celebre scuderia italiana ed è colorato di rosso e bianco. Si tratta di un mini drone leggerissimo ma abbastanza robusto. L'autonomia è di 5 minuti a fronte di 30 per la ricarica: davvero un buon risultato. Il secondo, un po' più evoluto, si arricchisce di luci e di una discreta fotocamera da 1 MP. L'autonomia raggiunge gli 8 minuti. Si comporta ancora meglio il drone Parrot Mambo Fly, molto stabile e facile da manovrare. In più, è provvisto di pilota automatico che lo manterrà sospeso anche se lasciamo i comandi e funzione di spegnimento dei motori a seguito di impatto col suolo. Chiudiamo con il drone economico Tekk Vampire. Particolarissimo a livello di design, è provvisto di 3 eliche anziché 4 e di una notevole fotocamera con risoluzione HD. 
(Dati aggiornati a gennaio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia media (fino a 500 euro)

Spendendo circa 100 euro, ci portiamo a casa il primo modello di fascia media. Si tratta del drone DJI Ryze Tello, uno dei più convenienti del marchio cinese leader del mercato. La particolarità di questo drone è la sua elevata semplicità di utilizzo. Si comanda attraverso lo smartphone ma può anche essere associato ad un classico radiocomando. Ottimo è il comparto fotografico e la batteria assicura fino a 13 minuti in aria. Fra i droni più interessanti di questa categoria, trova posto anche il TwoDots Falcon pro, caratterizzato da un design davvero ricercato e aerodinamico. Buonissima l'autonomia di 15 minuti ed il telecomando compreso nella confezione si mostra preciso. Procedendo, incontriamo un modello dedicato ai piloti più abili. Il drone Yuneec Breeze 4k, infatti, appare agile e scattante, sobrio nel design e completo nelle funzioni. In più, può contare su una fotocamera che registra video in 4K. La fascia media ci regala anche un drone racing: il Dromocopter F58sic, ispirato alla livrea del grande Marco Simoncelli. Sportivo al massimo, può contare su un ampio raggio d'azione e un'autonomia di 10 minuti. Ottimo anche il radiocomando in dotazione. 
(Dati aggiornati a gennaio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia alta (oltre 500 euro)

Eccoci a descrivere i prodotti migliori della categoria, i droni che possono tranquillamente essere utilizzati anche a scopo professionale. Partiamo col drone Parrot Anafi, quadrirotore dall'aspetto elegante e compatto. Sicuro ed affidabile, conta anche sul GPS per un perfetto posizionamento satellitare. La fotocamera è da 21 Mp mentre l'autonomia raggiunge i 24 minuti. Gli ultimi tre droni che vogliamo presentare sono tutti a marchio DJI, a dimostrazione del fatto che questo sia il brand da battere. Il drone DJI Mavic Air è il meno costoso ma vanta prestazioni di notevole livello. Con un raggio d'azione di 4 Km ed un sistema Gimbal per la stabilizzazione delle immagini, assicura riprese video di qualità. Ancora meglio riesce a fare il drone Mavic 2 Pro, fra i più apprezzati della categoria. Aggressivo e veloce, vanta un preciso sistema di rilevamento degli ostacoli ed una fotocamera in grado di girare video in 4K. Chiudiamo alla grande col drone Phantom 4 Advanced Plus. Vero best-seller di fascia alta, può restare in aria fino a 30 minuti e mostra una stabilità senza paragoni.
(Dati aggiornati a gennaio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Com’è fatto un drone?

caratteristiche droni
Ogni drone appartiene alla categoria degli APR, acronimo di Aeromobile a Pilotaggio Remoto. Considerando il significato stretto del termine, anche i velivoli radiocomandati utilizzati durante la Prima Guerra Mondiale sono da considerarsi droni. Nell'immaginario attuale, però, associamo a questo termine i quadricotteri, ovvero i modelli con quattro eliche che saranno oggetto della nostra guida. Il corpo centrale di un drone è, di solito, molto leggero e prevede quattro braccia al cui culmine si collocano i motori e, appena sopra, le eliche. In basso, invece, altrettanti piedini lo tengono stabile a terra, impedendo al corpo di toccare il suolo. All'interno, abbiamo la batteria ricaricabile e la centralina di volo (Flight controller), il cervello che gestisce tutti i movimenti impartiti dal radiocomando, sfruttando sensori come il giroscopio e l'accelerometro. La ricarica avviene in modo semplice collegando la batteria direttamente ad una presa elettrica o ad un cavo USB. A decretare la differenza fra un mini drone ed un drone professionale è la qualità dei materiali costruttivi, l'autonomia, la velocità raggiungibile e la sensibilità dei comandi. Ma, a livello generale, il funzionamento resta il medesimo. Inoltre, il numero dei componenti davvero limitato permette di sostituirli facilmente in caso di rottura.

Mini droni contro modelli evoluti: le principali differenze

Il funzionamento di un drone, sia di tipo economico che professionale, resta sempre lo stesso. I quattro motori di cui è fornito, infatti, sono in grado di aumentare e diminuire la propria velocità indipendentemente, così da eseguire i vari spostamenti. Inoltre, per tenerlo stabile in aria, due eliche ruotano in senso orario mentre le restanti nel verso opposto. E ciò gli permette anche di ruotare su se stesso. Pur restando fissi i principi base del volo, le differenze fra un mini drone ed un drone evoluto non mancano. Vediamole meglio di seguito:

Mini droni
Per cominciare a prendere dimestichezza col Mondo dei droni, la cosa migliore è acquistare un drone giocattolo a poco prezzo. Leggerissimi e compatti, questi piccoli APR ci aiutano a familiarizzare con le operazioni principali. Alzarsi in quota, procedere frontalmente o indietro, virare a destra, a sinistra e ruotare su un asse centrale. Questi i movimenti principali che un drone particolarmente minuto può affrontare anche all'interno di un appartamento. All'esterno, però, le cose cambiano e, in caso di forte vento, è sconsigliato utilizzare modelli così leggeri che diventerebbero difficili da controllare. In ogni caso, anche se non provvisti di funzionalità particolari, i droni giocattolo montano quasi sempre una piccola fotocamera a bassa risoluzione per registrare video, naturalmente di scarsa qualità.

Droni evoluti
Salendo di prezzo, le prestazioni si fanno più interessanti. Il peso e le dimensioni crescono, così come la quantità di energia necessaria per permettere al drone di librarsi in aria. Le batterie sono, quindi, più capienti, fattore che permette ad un drone professionale di raggiungere i 30 minuti di autonomia che, attualmente, è il risultato massimo possibile. I materiali costruttivi di questi droni si fanno più ricercati, viene introdotto il carbonio, il policarbonato e l'alluminio. E la componente hardware è in grado di gestire un numero maggiore di processi e funzionalità. Pensiamo, ad esempio, al Return to Home (RTH), feature legata al GPS che permette al drone di tornare in automatico nel punto esatto da cui è partito. Altro elemento chiave che differenzia un prodotto economico da uno più evoluto è la fotocamera. I droni migliori, infatti, saranno in grado di girare incredibili video aerei fino a risoluzione 4K.

Droni a scopo ricreativo o professionale: uno sguardo alla normativa vigente

In quanto mezzi aerei a tutti gli effetti, il comportamento dei droni è attualmente regolato dall'ENAC, l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile. Ci troviamo, però, in una fase di transizione se consideriamo che dal 2018 è diventato legge il Regolamento Europeo che prevede norme comuni per tutti i Paesi UE. Ma non essendo ancora in vigore, tale insieme di leggi non rappresenta ancora un punto di riferimento. In attesa che ciò accada, quindi, vale a tutti gli effetti il regolamento ENAC. Ma quali aspetti riguarda questo insieme di norme? Per prima cosa, distingue un drone usato a scopo ricreativo da un drone professionale. Nel primo caso, non vi sono particolari restrizioni tranne il divieto di farlo volare sopra gruppi di persone, centri abitati o siti sensibili. In più, 70 metri è l'altitudine massima raggiungibile mentre la distanza del drone dal radiocomando non deve superare i 500 metri. Le cose cambiano se usiamo gli APR in ambito lavorativo. In tal caso, infatti, il drone dovrà essere registrato e assicurato. Chi lo manovra, poi, dovrà poter esibire un apposito attestato. Altre limitazioni, infine, riguardano il peso del drone ma solo se questo superi i 300 grammi. In ogni caso, visitando il sito dell'ENAC, sarà possibile reperire informazioni più approfondite sull'argomento.

Le funzioni del radiocomando

Il collegamento fra droni e telecomando può sfruttare la tecnologia Bluetooth oppure il Wi-Fi. Senza contare la possibilità di utilizzare il nostro smartphone come controller. Il raggio d'azione di questi sistemi, però, è molto limitato. In tal senso, per dare fondo alle potenzialità del nostro APR è meglio scegliere un modello che sfrutti le frequenze radio. I comandi principali del radiocomando sono due stick in grado di controllare i movimenti del drone. Una leva gli permette di alzarsi in aria ed abbassarsi (throttle), oltre che ruotare su un asse centrale (rudder). Con l'altra, invece, potremo spostare il drone avanti e indietro (elevator) e lateralmente (aileron). In aggiunta, alcuni tasti posizionati in prossimità degli stick ci consentono di calibrare al meglio i suddetti movimenti (trim). È poi presente quasi sempre un display che ci fornisce informazioni sullo stato di carica del radiocomando e del drone stesso. E potremmo fermarci qui, se stiamo considerando un drone giocattolo. Molte di più, invece, sono le funzioni a bordo del radiocomando di un drone professionale o semiprofessionale. Fra le principali, segnaliamo tasti specifici per attivare il GPS, far tornare il drone al punto di partenza, farlo fluttuare sempre alla stessa altezza e avviare la registrazione video. Molto interessanti sono anche i pulsanti che, senza alcuno sforzo, consentono al drone di esibirsi in evoluzioni e trick speciali.

Qualità della fotocamera

Indispensabile per alcuni, piacevole valore aggiunto per altri: la fotocamera di un drone resta, comunque, una delle variabili che maggiormente ne fa oscillare il prezzo. Se da un drone giocattolo non otterremo mai una qualità video eccezionale, i modelli più evoluti con fotocamera ci permetteranno di girare filmati incredibilmente coinvolgenti. Ecco il perché: 

Risoluzione
Ad influenzare la qualità video in modo diretto è la risoluzione della fotocamera. Se a bordo di un mini drone si ferma di solito a 480p, i migliori APR montano dispositivi in grado di arrivare fino a risoluzione 4K. Senza dover per forza arrivare a tale traguardo, le risoluzioni HD (720p) e Full HD (1080p) ci danno la possibilità di registrare video con una definizione più che soddisfacente.

Stabilizzazione dell’immagine 
La qualità della fotocamera non sarà ben sfruttata se le naturali vibrazioni del drone in aria non vengono limitate attraverso una forma di stabilizzazione dell'immagine. Nei droni economici tali tecnologie non sono previste ma, salendo di livello, esistono varie possibili soluzioni. La prima è legata ad un sistema meccanico in cui sospensioni poste su un piano vanno a compensare le vibrazioni. Ma la forma più evoluta di stabilizzazione si chiama Gimbal. Sfruttando un giunto cardanico, consente alla telecamera di mantenere sempre la stessa posizione anche se il drone si muove nelle varie direzioni. Il Gimbal a tre assi assicura una stabilizzazione praticamente perfetta dell'immagine mentre quello a due solo parziale.

App per smartphone e visore VR
Sfruttando specifiche app per smartphone è, poi, possibile trasmettere al telefono l'immagine che il drone sta riprendendo in tempo reale. Il tutto attraverso il Bluetooth o il Wi-Fi. Proprio per questo, molti radiocomandi in commercio prevedono un supporto aggiuntivo sul quale posizionare il telefono, in modo da avere le immagini visibili a colpo d'occhio. Ma l'ultima frontiera dell'immedesimazione è rappresentata dall'utilizzo di visori VR. Una volta inserito lo smartphone all'interno e indossato il visore, infatti, potremo vivere un'esperienza in prima persona, come se stessimo volando a bordo del drone stesso. Denominata FPV (first person view), è largamente utilizzata nel Mondo del racing ma si mostra incredibilmente coinvolgente in qualsiasi frangente. E visto che la qualità dell'esperienza si lega giocoforza a quella delle immagini, si fanno necessarie videocamere con risoluzioni particolarmente elevate.

Il comparto connettività

Si è accennato al fatto che Bluetooth e Wi-Fi possano essere utilizzati per connettere il drone al controller. Ma i due protocolli di connettività svolgono un altro compito importante: permettere alla fotocamera dei droni di mostrare immagini aeree in tempo reale. Basterà, infatti, che i due dispositivi siano accoppiati per ottenere tale risultato. In un'ottica del genere, il Wi-Fi si mostra la soluzione migliore per via di un raggio d'azione decisamente più ampio rispetto al Bluetooth che si ferma a circa 20 metri. Venendo alla connettività più tradizionale, va detto che ogni modello, dal drone giocattolo a quello professionale, è provvisto di uno slot per schede di memoria SD. E una volta inserite nell'apposito vano, queste unità di memoria faranno da archivio per foto e video catturati ad alta quota. Infine, per quel che riguarda la ricarica della batteria, viene di solito utilizzato un cavo con uscita USB. Nei droni economici l'operazione avviene collegando il cavo alla porta di un computer o di un altro dispositivo che possa fornire energia. Ma quando la batteria si fa più grande, la ricarica richiede un apposito alimentatore da parete.

Funzioni che semplificano il volo

In questa sezione punteremo la lente d'ingrandimento sui sistemi in grado di rendere più semplice e sicura l'esperienza di volo del drone. Cominciamo con i sensori per, poi, spostare il focus sul GPS. E concludiamo con la comodissima modalità Headless.

I Sensori 
Tutti i modelli in commercio, dai droni economici ai top di gamma, montano a bordo alcuni sensori di fondamentale importanza per il volo. Ci riferiamo al giroscopio, all'accelerometro ed al barometro. La combinazione di questi tre sensori, infatti, permette ai droni di rimanere stabili ad una certa altitudine da terra, mantenendo la propria posizione anche se, ad esempio, c'è del forte vento. Nei modelli più evoluti, poi, trovano posto vari altri sensori in grado di estendere le potenzialità dell'APR e renderne il volo più sicuro. Uno per tutti, il sensore anticollisione che permette al drone di evitare in automatico gli ostacoli che gli si dovessero parare davanti. O quello a infrarossi per la visione notturna.

Il GPS
La presenza a bordo del GPS offre un enorme supporto nel controllo del drone. Basti pensare che su questa tecnologia poggia l'automazione delle consegne che già non è più fantascienza in alcuni Paesi, fra cui la Cina. Captando i segnali satellitari, potremo quindi impostare alcune operazioni automatiche per il nostro velivolo. Ad esempio, sarà possibile sfruttare la funzione RTH (Return To Home) per riportare il drone nell'esatta posizione da cui è partito. Fondamentale se siamo alle prime armi, ci consente di operare l'atterraggio in automatico, premendo un solo tasto. Inoltre, l'opzione Follow me, presente a bordo dei droni professionali, fa sì che il drone, connesso allo smartphone, segua i nostri movimenti passo dopo passo. E ciò, si rivela utilissimo per gli sportivi che desiderino essere ripresi mentre corrono, pedalano o fanno trekking.

La modalità Headless
Dedicata in particolare ai principianti, la modalità Headless rivoluziona il modo in cui i controlli del radiocomando inviano gli input al drone. Di norma, infatti, spostando in avanti lo stick preposto al movimento direzionale, l'APR si sposterà frontalmente rispetto al proprio senso di marcia. Facciamo un esempio. Prendiamo un drone posto perpendicolarmente al nostro sguardo con la punta rivolta a destra. In questo caso, spingendo in avanti lo stick, il drone si muoverà verso destra. Con la modalità Headless tutto questo viene meno. Il punto di riferimento non sarà più il senso di marcia del drone ma la nostra posizione. E così, indipendentemente dalla direzione verso cui l'APR sarà rivolto, spostando lo stick in avanti, procederà in avanti rispetto al nostro punto di vista. 

Dimensioni e peso

Mai come in questo frangente è importante parlare di peso e dimensioni. I droni, infatti, per librarsi in aria necessiteranno di potenza crescente in modo direttamente proporzionale alle proprie specifiche misure. Non a caso, un drone giocattolo in vendita a prezzo contenuto, si mostra estremamente minuto. Parliamo di oggetti dal diametro di circa 10 cm e dal peso che ruota attorno ai 50 grammi. Leggerissimi e compatti, risultano adatti all'utilizzo indoor, anche in casa. In spazi aperti le cose si complicano e, in caso di forte vento, diventano incontrollabili. Fra un mini drone ed un APR più performante le cose cambiano diametralmente. Alcuni fra i migliori modelli in commercio hanno un peso compreso fra i 500 ed i 900 grammi. Per forza di cose le dimensioni aumentano con il diametro che si assesta fra 20 ed i 30 cm. A crescere sono anche le dimensioni della batteria dato che la potenza necessaria si fa maggiore. A livello normativo, un drone dal peso inferiore a 300 grammi, non è soggetto a particolari restrizioni. E tale elemento non può essere preso sotto gamba in fase d'acquisto.

Materiali costruttivi e design

Aggressivi, colorati e ricchi di luci intermittenti: ecco l'identikit di molti fra i droni in commercio. Sì perché il volo è anche un fatto di stile oltre che di aerodinamica. Ed infatti, fra i modelli più venduti, alcuni sono decorati con adesivi che li rendono più appetibili a livello estetico. Le luci, invece, possono essere poste in concomitanza delle eliche e sotto al telaio, diventando particolarmente suggestive di notte o in ambienti bui. Al di là del non trascurabile ruolo svolto dal design, a decretare la qualità costruttiva di un drone sono i materiali impiegati per le varie componenti. In particolare, è il telaio (o frame) l'elemento che più ci interessa approfondire. Un drone giocattolo è provvisto di scocca in plastica dalla discreta solidità anche se difficilmente sarà grado di reggere a lungo i colpi dovuti ad impatti violenti. Salendo di prezzo, a materie plastiche più resistenti, come il policarbonato, si affiancano l'alluminio, il carbonio e la fibra di vetro, spesso usati in combinazione. Questo perché la caratteristica principale dell'alluminio è la leggerezza mentre la fibra di vetro si mostra molto resistente. Il carbonio, invece, è in grado di coniugare entrambe le proprietà.

Durata della batteria

L'autonomia è un po' il tallone d'Achille di tutti i droni. A fronte di tempi di ricarica che oscillano fra i 30 ed i 90 minuti, quelli di utilizzo appaiono decisamente inferiori, raggiungendo in media il quarto d'ora. Non si tratta di risultati esaltanti ma è anche vero che, fino a qualche anno fa, i tempi di volo si mostravano ancora più brevi. Attualmente, i droni professionali più evoluti riescono a raggiungere i 30 minuti di autonomia che corrisponde al massimo possibile al momento. E lo fanno sfruttando moderne batterie Li-Po (litio-polimero) dalla capacità di circa 5000 mAh, ovvero poco più grandi di quelle degli smartphone. Un mini drone, invece, potrà contare su molti meno milliampereora, fra 200 e 400 circa. Certo, il peso di un modello del genere è nettamente inferiore rispetto ai top di gamma ma anche l'autonomia calerà drasticamente, assestandosi sui 5 minuti. Per questo, indipendentemente da quale drone si decida di scegliere, è sempre bene dotarsi di una o più batterie di riserva da sostituire nel momento in cui la principale si sia scaricata.

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