Il ventilatore è il sistema più semplice ed economico per affrontare la calura estiva. Basta, infatti, una presa elettrica per farlo funzionare ma non mancano sul mercato modelli alimentati con cavo USB. Ventilatore da tavolo, ventilatore con piantana, a parete e da soffitto: ecco alcune delle tipologie più diffuse. Senza contare i modelli a colonna e il futuristico ventilatore senza pale. Di tutto questo parliamo nella nostra guida, concentrandoci sugli elementi da valutare in sede di acquisto, prezzo in primis.
Ecco raccolti alcuni elementi chiave per chiunque si accinga a effettuare l’acquisto:
Tipologie e dimensioni – Ventilatore da soffitto, ventilatore a piantana e modelli da parete: ecco alcune delle tipologie classiche più diffuse. A questi prodotti se ne affiancano altri che lavorano in modo differente e, in certi casi, più efficienti, ovvero i ventilatori centrifughi a colonna e i raffrescatori evaporativi. I modelli da soffitto sono la variante fissa più efficace. Peso e dimensioni, di contro, superano i valori medi della categoria. Al di sotto di tale soglia, invece, si posizionano i compatti ventilatori a batteria o alimentati con cavo USB.
Potenza, velocità, angolo di rotazione – Questi tre elementi entrano in gioco per definire le prestazioni del ventilatore. Maggiore è la potenza (espressa in watt), più elevata risulterà la velocità delle pale e il conseguente volume d’aria spostato. Ma tale comportamento è influenzato anche dal diametro delle stesse. Un grande ventilatore da soffitto, ad esempio, muoverà le palle a basse velocità pur spostando grandi quantità d’aria. L’angolo di rotazione, invece, definisce il campo d’azione del ventilatore nel range 45/350 gradi.
Funzionalità aggiuntive – Oltre a muovere l’aria, il ventilatore può lavorare come purificatore d’aria, raffrescatore, termoconvettore o nebulizzatore. In certi casi, poi, è arricchito da un pratico telecomando mentre avanzati controlli touch trovano posto nei pressi del display LCD. I prodotti di fascia alta, inoltre, non si fanno mancare funzionalità smart e comandi vocali.
Design – Le scelte estetiche della casa madre non sempre influiscono sul funzionamento del ventilatore. Un design curato, semmai, è una piacevole aggiunta non strettamente necessaria. Un oggetto così in vista, comunque, dovrebbe mostrarsi gradevole allo sguardo. Per fortuna, come vedremo, non mancano modelli dalle linee particolarmente riuscite.

Il prezzo del ventilatore è un fattore decisamente rilevante. E per offrire un supporto concreto in fase di acquisto, abbiamo cercato le migliori offerte sugli store online per poi suddividerle in fasce di prezzo. Si parte con i ventilatori più economici, il cui tetto di spesa massimo è di 50 euro. Nonostante il budget sia contenuto, non mancano prodotti interessanti, sia che si opti per un classico ventilatore da tavolo che per modelli a piantana. La fascia media include device più potenti e più curati a livello di design, il cui prezzo è compreso fra 50 e 100 euro. E in questa categoria fa la propria comparsa il raffrescatore evaporativo in grado di sfruttare l’acqua per offrire una piacevole sensazione di refrigerio. Superata la soglia dei 100 euro, infine, si apre la fascia alta. Qui, oltre a prodotti ricchi di utili funzionalità aggiuntive, incontriamo il suggestivo ventilatore senza pale, in grado di coniugare efficacia straordinaria e design audace e innovativo.
(Dati aggiornati ad agosto 2025 e soggetti a variazione nel tempo)
Il ventilatore di fascia economica punta tutto sull’essenzialità. Semplici ma funzionali, questi modelli si mettono in luce anche per i ridottissimi consumi. Prendiamo, ad esempio, il Vinco VIN70602, un ventilatore da tavolo compatto e leggero ideale per ambienti di piccole dimensioni. Classico nel design e nell’impostazione dei comandi, prevede 3 velocità e l’oscillazione automatica con blocco semplice da attivare. Il diametro è di 40 cm. Seppur con misure invariate, lo Zephir ZBF04CM rappresenta un notevole salto in avanti, anche a livello estetico. Modello da pavimento che, all’occorrenza, può essere fissato a una parete, spinge le 5 pale a velocità sostenute, dando vita a un getto d’aria intenso e ampio. Non manca la rotazione sull’asse centrale che raggiunge un buon angolo di 90 gradi. Cambiamo tipologia con il Beko EFS5100B, un ventilatore a piantana a proprio agio in ambienti piuttosto grandi. Regolabile in altezza fino a 135 cm, può essere personalizzato nell’inclinazione. Ma anche il tempo di utilizzo è programmabile attraverso un timer per lo spegnimento automatico. In ultimo ma non per importanza, è corredato dal telecomando. Concludiamo la prima parte della nostra selezione con l’Argo Standy Evo, altro modello a piantana di ottima fattura. Sempre dotato di telecomando, mette in campo la modalità Sleep a bassa rumorosità.
Pur senza richiedere all’acquirente un esborso esagerato, il ventilatore di fascia media si arricchisce di utili funzionalità che possono fare la differenza o propone un design fuori dagli schemi, come nel caso del Philips CX3050. Silenzioso e compatto, questo ventilatore da tavolo permette di direzionare il getto d’aria con precisione attraverso un’inclinazione di 180 gradi. In più, eroga il flusso in modo molto naturale. Provvisto di timer per lo spegnimento automatico e velocità gestibile su 3 livelli, è impreziosito da dettagli color acciaio. Rowenta Essential+ VU4420F0, invece, è un ventilatore a piantana dalle dimensioni significativamente più importanti. Unico nel proprio segmento, permette di installare in un apposito vano interno una ricarica per antizanzare in formato liquido, erogando il prodotto nell’ambiente in modo omogeneo durante il funzionamento. Cambiamo di nuovo categoria con il Macom Power Cyclone 987, un ventilatore con annesso raffrescatore evaporativo. Facile da gestire attraverso un pratico pannello touch, trasforma l’acqua del contenitore integrato in vapore, amalgamandolo al flusso d’aria. Il tutto per offrire una sensazione di reale refrigerio, specie in ambienti molto secchi. Voltiamo ancora pagina con l’ultimo prodotto di fascia media: il Philips CX5535. Ventilatore a colonna dalla silhouette affusolata ed elegante, offre numerose possibilità di personalizzazione, anche attraverso il telecomando incluso in confezione. In più, grazie al cassettino per gli oli essenziali, si trasforma in macchina per l’aromaterapia.
La fascia alta raccoglie il meglio di questo particolare segmento, partendo da circa 100 euro per spingersi anche molto oltre. Cominciamo bene con il Philips Amigo, un ventilatore da soffitto dal design moderno e curato che, al posto delle classiche pale di grandi dimensioni, propone una struttura analoga a un modello a piantana. Disponibile in due versioni differenziate per wattaggio, monta una lampada potente e regolabile in intensità. Voltiamo pagina con un ventilatore nebulizzatore di alto livello. Parliamo dello Shark Clean FlexBreeze FA220EU, un prodotto che cambia volto a seconda dello scenario di utilizzo. Impiegabile come ventilatore da tavolo o a piantana, si comporta bene fra le mura domestiche ma anche all’aperto. E la funzione di nebulizzatore offre un sollievo tangibile quando il clima è molto secco. In analoghe condizioni ambientali, si fa protagonista l’Olimpia Splendid Peler 25 WIFI che, però, appartiene alla categoria dei raffrescatori evaporativi. Provvisto di grande contenitore per l’acqua da 25 l, sfrutta le proprietà del vapore per sottrarre umidità all’aria. Gestibile con il telecomando o attraverso il ricco pannello di controllo integrato, include la modalità ionizzatore. Chiudiamo nel modo migliore la selezione attraverso un prodotto Dyson. Il termoventilatore Hot+Cool Jet Focus si comporta bene sia in estate che in inverno perché capace di produrre aria fresca oppure calda all’occorrenza. Il tutto attraverso la tecnologia AirMultiplier che rende il flusso omogeneo e diffuso. Sprovvisto di purificatore d’aria, consente di regolare l’intensità del getto su 10 livelli e sfodera l’inimitabile design che contraddistingue i modelli del celebre marchio inglese.

Rudimentali sistemi di ventilazione meccanica sono stati costruiti dall’uomo fin dal 500 a.C. Ma per veder nascere il primo esemplare di ventilatore moderno bisogna aspettare la fine del XIX secolo. Corre l’anno 1882 quando l’ingegnere elettrico americano Schuyler Skaats Wheeler brevetta una macchina provvista di pale in grado di spostare l’aria sfruttando la corrente elettrica. Nel secolo successivo, i ventilatori si diffondono su larga scala e si evolvono grazie all’utilizzo di nuovi materiali costruttivi. Il principio alla base del loro funzionamento, però, resta invariato. Che sia un ventilatore da soffitto o un modello da poggiare a terra, il cuore del sistema è un motore elettrico che produce il movimento delle pale. Quest’ultime sono responsabili dello spostamento d’aria che genera la sensazione di refrigerio. Non parliamo, infatti, di una vera e propria climatizzazione degli ambienti in quanto la temperatura resta invariata. Ma il ventilatore contribuisce a eliminare parte dell’umidità presente in una stanza, offrendoci un tangibile sollievo. I modelli più tradizionali sono stati affiancati di recente dal ventilatore a colonna le cui pale sono più piccole e nascoste sotto la scocca. Ma vi sono in commercio anche modelli più evoluti che affiancano alla funzione di ventilatore quella di nebulizzatore e purificatore d’aria.
Ventilatori più popolari:
Ardes AR5A40
Philips CX3550
Dyson Purifier Cool Formaldehyde
Numerose variabili condizionano le prestazioni del ventilatore. Parliamo di fattori concatenanti che contribuiscono in egual misura a determinarne l’efficacia. Ecco, di seguito, i più importanti.
Numero e diametro delle pale
Come appena accennato, forma e dimensioni delle pale svolgono un ruolo chiave nel ventilatore. Il loro numero può variare da tre a cinque e, a seconda della velocità a cui si muovono, sono in grado di spostare un preciso quantitativo d’aria. Oltre al modo in cui sono costruite le pale, è importante valutarne il diametro tenendo in mente che più grande è meglio è. Tale discorso vale per i classici modelli con pale a vista ma non per i ventilatori centrifughi a colonna che, invece, sfruttano una piccola ruota con palette posta all’interno per dare vita allo spostamento d’aria.
Angolo di rotazione
Il movimento rotatorio del ventilatore sul proprio asse rappresenta un altro importante fattore di scelta. Sempre presente sui ventilatori a torre o a piantana, è invece assente nei modelli da soffitto. A determinare l’efficacia di tale sistema, quindi, è l’ampiezza dell’angolo che riesce a tracciare ruotando verso destra e sinistra. Alcuni modelli possono contare su un angolo limitato di 45 gradi, mentre altri raggiungono addirittura i 350 gradi. Fondamentale, in ogni caso, è la possibilità di bloccare il movimento rotatorio attraverso un apposito tasto o una leva.
Portata e numero di velocità
L’indicatore che meglio traduce la qualità di un ventilatore è la sua portata. Misurabile in m3/min, esprime il quantitativo volumetrico di aria che riesce a spostare nell’unità di tempo. Non sempre tale valore è indicato dai produttori ma, quando è disponibile, risulta molto prezioso. Per fare un esempio concreto, un piccolo ventilatore da tavolo si assesta in media sui 20 m3/min, un flusso d’aria efficace solo se puntato direttamente verso di noi. Un modello da 100 m3/min, invece, sarà in grado di muovere l’aria in modo deciso entro un raggio d’azione di circa 20 m2: ovvero una stanza di medie dimensioni. In ogni caso, agendo sulle velocità del ventilatore, potremo regolare la portata d’aria spostata a nostro piacimento. Le velocità, in genere, sono 3 o 4 e si attivano premendo i relativi tasti. Ma i modelli più evoluti mettono in campo un range più ampio di velocità, così da gestire il flusso in modo più capillare. Il tutto anche a distanza grazie al telecomando.
Ventilatori con ampio angolo di rotazione:
H.Koenig JOE50
Ardes AR5CIR02
Zephir ZDM65CM
Un ventilatore domestico assorbe e consuma energia in quantità piuttosto limitata, motivo per cui non è prevista un’etichettatura energetica per questa particolare categoria. Ciò non significa, però, che non manchino differenze tra un modello e l’altro. Parlando di numeri, un ventilatore per uso casalingo consuma dai 10 ai 100 watt ogni ora. Ma se prendiamo in considerazione i modelli da esterno, i valori sono destinati a salire. A incidere significativamente sui consumi, e quindi sui costi in bolletta, sono le misure delle pale. Più sono grandi e più energia assorbono. E da ciò si deduce che, in linea generale, un ventilatore a piantana risulterà più energivoro di un modello da tavolo o un ventilatore a colonna. Nel ragionamento sui consumi, entra in gioco anche un altro elemento: la velocità delle pale. I modelli a soffitto, ad esempio, non ruotano a velocità altissime, fattore che permette loro di tenere a bada i consumi nonostante le pale siano di grandi dimensioni. Da notare, inoltre, che lo stato di pulizia del ventilatore può incidere sulle prestazioni e sui consumi. Se polvere e sporcizia si accumulano sulle pale, infatti, spingerle alla giusta velocità richiederà più potenza. Ecco perché dedicare un po’ di tempo alla manutenzione dell’elettrodomestico è così importante.
Ventilatori dai bassi consumi:
Zephir PFV41C
Coveri Collection Nataluna Ventilatore a piantana
Dyson Purifier Cool AutoReact

A livello strutturale e di funzionamento, sono tre le tipologie principali di ventilatore presenti sul mercato, ciascuna con le proprie specifiche tecniche. A variare sono le prestazioni ma anche il prezzo che tenderà ad aumentare, procedendo dalla prima all’ultima categoria.
Ventilatore con pale a vista
I ventilatori classici sono quelli inclusi in questa famiglia. Parliamo dei modelli orientabili con pale a vista, montate su un’asse centrale collegato a un motorino elettrico che le fa muovere. Di forma circolare, sono sempre dotati di griglia protettiva che impedisce il contatto con le eliche in movimento. Variabili per potenza, numero di velocità e portata del flusso d’aria, consumano poco e si mostrano abbastanza efficaci. A seconda dell’ampiezza del loro diametro, avremo varie sottocategorie di prodotto. Il ventilatore da tavolo, ad esempio, ha un diametro compreso fra i 20 e i 30 cm; i modelli a piantana, invece, possono arrivare a 50 cm. Un ventilatore da soffitto, infine, può superare abbondantemente tali misure, raggiungendo anche i 100 cm. Inoltre, questi modelli possono integrare una lampada attivabile con interruttore a muro o telecomando. Non mancano, infine, ventilatori da parete che si fissano al muro con delle viti.
Ventilatore centrifugo
Mentre i modelli appena descritti sono anche detti assiali, il ventilatore a colonna (o a torre) viene definito centrifugo. La differenza è tutta nel modo in cui l’aria è spinta verso l’esterno. Per prima cosa, la ruota che genera il flusso d’aria è in posizione parallela al terreno e non perpendicolare. La corrente viene poi indirizzata verso l’alto, correndo lungo la colonna. Di seguito, il flusso d’aria sfrutta la forza centrifuga per compiere una curva di 90 gradi e raggiungere l’esterno. Più complessi nel funzionamento, tali modelli hanno anche un costo superiore. Ma si caratterizzano per un basso assorbimento energetico e una silenziosità notevole. Inoltre, diffondono l’aria in modo più naturale e sono spesso provvisti di telecomando, display e funzionalità evolute.
Ventilatore senza pale a vista
A metà strada fra le due tipologie appena descritte, collochiamo i ventilatori senza pale, progettati e brevettati in prima battuta da Dyson e arricchiti spesso dalla modalità di purificazione dell’aria. Ma non dobbiamo lasciarci ingannare dal nome: le pale ci sono eccome. Non sono, però, visibili perché integrate nella scocca del ventilatore. In questo, assomigliano ai modelli centrifughi ma sono dotati di ventole a pale simili a quelle dei prodotti più tradizionali. Peculiare è il modo in cui l’aria è spinta fuori, fluendo lungo i bordi della struttura che è solitamente circolare o ellittica. Innovativi e molto costosi, sono in grado di unire efficienza, silenziosità e design. E si arricchiscono spesso di funzionalità smart.
Ventilatori a colonna più apprezzati:
Olimpia Splendid Peler Tower
Philips CX5535
Dyson Purifier Cool Gen 1
Con un budget piuttosto limitato, ci dovremo accontentare di un ventilatore standard, cercando di ottenere il miglior rapporto qualità-prezzo possibile. Ma se il tetto di spesa è un po’ più alto, potremo valutare modelli con interessanti funzioni aggiuntive. Eccole.
Nebulizzatore
Progettato inizialmente in ambito industriale e commerciale, il ventilatore con nebulizzatore si sta diffondendo anche per uso domestico. Si tratta di un prodotto in grado di unire alla forza della ventola la freschezza dell’acqua sotto forma di piccolissime gocce nebulizzate. Dotato di un contenitore per il liquido posto nella parte inferiore, è in grado di spingere l’acqua attraverso un tubo ed erogarla di fronte alle pale. Di seguito, il flusso d’aria andrà a nebulizzare l’acqua, accrescendo il potere rinfrescante generato. Così come il raffrescatore evaporativo, il nebulizzatore dà il meglio in ambienti molto secchi, contrastando il calore attraverso un aumento del tasso di umidità. Risulta meno efficace, invece, laddove i valori iniziali di umidità siano piuttosto elevati.
Raffrescatore evaporativo
Un ventilatore con sistema di raffrescamento evaporativo è, per certi versi, assimilabile al nebulizzatore. Anziché erogare piccole goccioline d’acqua addizionate all’aria, però, il liquido viene trasformato in vapore, fondendosi alla perfezione con il getto. La sensazione finale è simile ma la percezione dell’umidità sulla pelle, che per alcuni può risultare fastidiosa, è ridotta a zero. Sempre provvisto di contenitore per l’acqua, al cui interno potremo anche inserire del ghiaccio, sfrutta una pompa per trasformare il liquido in vapore. Più complesso del nebulizzatore, è strutturato come un ventilatore a colonna.
Purificatore
Inquinamento, polvere, muffe, pollini e batteri: ecco alcuni dei fattori che alterano l’equilibrio chimico dell’aria, rendendola meno salubre. Per limitare al massimo la presenza di particelle potenzialmente nocive, alcuni ventilatori sono provvisti di appositi filtri. Siamo al cospetto di ventilatori purificatori per ambienti che catturano l’aria, la filtrano e la rimettono in circolo pulita. Presente su molti ventilatori di fascia alta, il purificatore caratterizza i moderni modelli centrifughi o senza pale. Fondamentale per un corretto funzionamento generale, però, è la regolare pulizia dei filtri.
Getto d’aria variabile e timer per lo spegnimento
Andiamo ora a descrivere altre due funzioni davvero molto utili, entrambe programmabili. Il getto d’aria variabile ci consente di personalizzare il flusso secondo le nostre esigenze, cambiandone intensità e direzione in modo automatico. Prerogativa del ventilatore a torre, può essere programmato per un impiego a bassi regimi nel corso della notte. Così facendo, oltre a un’erogazione più dolce dell’aria, è possibile limitare al massimo le emissioni acustiche potenzialmente fastidiose e ridurre i consumi. Anche il timer per lo spegnimento automatizzato può essere impiegato durante la notte, programmando l’orario in cui il ventilatore dovrà entrare in stand-by. Di giorno, invece, si rivela utile per limitare i consumi elettrici nelle fasce orarie in cui il costo dell’energia è più elevato.
Ventilatori con purificatore più diffusi:
Dyson Purifier Cool
Dyson Purifier Hot + Cool
Philips AMF765
A bordo del classico ventilatore da tavolo o a piantana abbiamo, di solito, quattro tasti: tre utilizzati per impostare la velocità delle pale e l’ultimo per avviare e spegnere il motorino. Facilmente direzionabili in modo manuale, questi modelli sono in grado di ruotare sul proprio asse in automatico. Sul mercato, poi, troviamo anche ventilatori provvisti di sistemi di controllo più avanzati. Il telecomando è forse l’accessorio più utile in assoluto, perché ci consente di regolare la velocità e l’orientamento delle alette stando comodamente seduti sul divano. Inoltre, potremo impostare un timer per lo spegnimento del ventilatore e, se previsto, un programma notturno. Sui modelli centrifughi di fascia alta e sul ventilatore senza pale, oltre al telecomando, è comune trovare un display LCD con comandi touch. Ma l’ultima frontiera tecnologica è rappresentata dalle funzionalità smart che rientrano nell’ambito della domotica. Prendiamo, ad esempio, l’accensione e lo spegnimento da remoto, i comandi vocali, il controllo dei livelli di inquinamento dell’aria in tempo reale e l’attivazione del purificatore a distanza. A tali utili funzioni, infine, si aggiunge la possibilità di ricevere informazioni sullo stato del ventilatore, su eventuali malfunzionamenti e sulla necessità di un intervento di manutenzione. Il tutto attraverso una specifica app per smartphone o tablet.
Un ventilatore portatile rappresenta il giusto compromesso fra prestazioni e praticità. Certo, la portata del getto d’aria è piuttosto limitata ma le dimensioni compatte ci permettono di avere il device sempre con noi. Data la propria particolare natura, in genere, parliamo di un ventilatore alimentato con cavo USB collegato a un powerbank, un portatile o a un computer fisso. Comodo in ufficio, un piccolo ventilatore da tavolo può fare la differenza anche mentre siamo in viaggio, specie se alimentato a batterie. Colorati, fantasiosi e molto creativi nelle forme, i ventilatori di questa famiglia sono spinti da batterie ricaricabili oppure sostituibili. Nel primo caso, il battery pack è integrato nella scocca e viene ricaricato in modo semplice attraverso il cavo USB. I modelli con batterie sostituibili, invece, a fronte di un regolare ricambio delle pile, costano mediamente un po’ meno. Pur nella loro compattezza, a questi prodotti non manca la possibilità di regolare le velocità e l’orientamento del getto d’aria. In più, alcuni modelli sostituiscono la classica base d’appoggio con una clip, una molletta con cui agganciarli a una mensola, alla scrivania o al tavolino del treno.
Peso e dimensioni dei ventilatori hanno una ricaduta diretta sulla portata del flusso d’aria. Il diametro delle pale, infatti, incide sul volume di aria spostata. Rispetto al ventilatore da tavolo, il ventilatore a piantana risulta più ingombrante per via dell’asta regolabile in altezza. Molto differente è il ventilatore da soffitto che, a fronte di una portata superiore, non permette un orientamento del getto. Vero è che modelli del genere richiedono interventi di installazione di cui solo un tecnico specializzato può farsi carico. Le altre tipologie, invece, possono essere spostate con facilità da una stanza all’altra, per via del peso molto contenuto. A metà strada si colloca il ventilatore a colonna, dal peso superiore ma comunque piuttosto comodo da trasportare. Parlando di design, alcuni ventilatori si elevano dalla media per via dell’impiego di materiali pregiati, in primis il metallo. Ma altri modelli puntano con maggiore decisione sul colore, proponendo audaci varianti cromatiche. Certo è che i più suggestivi a livello estetico sono gli evoluti ventilatori Dyson. A colpire, in particolare, è la testa circolare priva di pale, un concept estetico imitato da molti.
Ventilatori da soffitto Philips più efficaci:
Philips Bliss
Philips Amigo
Philips Atlas
Il ventilatore, specie dopo anni di utilizzo, tende a riempirsi di polvere e sporcizia. Tali depositi, a lungo andare, si incrostano, creano attrito e possono influire negativamente sul funzionamento del dispositivo. In particolare, è il ventilatore da tavolo (o a piantana) il più esposto a tale rischio, essendo aperto e dotato di pale a vista. Con una pulizia regolare del rotore, però, possiamo mantenere elevate le prestazioni dei nostri ventilatori, il tutto in modo abbastanza semplice. Per farlo, è necessario smontare il blocco con le pale e pulirlo bene. Come prima cosa, però, è indispensabile staccare la spina per evitare qualsiasi tipo di pericolo. Di seguito, dobbiamo aprire la griglia che racchiude il rotore, fissata con tre o più levette o, in alternativa, con delle viti. Per il lavaggio delle pale, sarà sufficiente immergerle in una bacinella con acqua e sapone, strofinando con decisione. Una volta asciutte, è il momento di rimontare le pale e richiudere la griglia. Per una manutenzione ancora più efficace, possiamo sfruttare una bomboletta di aria compressa per soffiare via la polvere depositata sul perno che regge il rotore. E, magari, lubrificarlo con del grasso spray. I ventilatori centrifughi e i modelli senza pale richiedono una manutenzione decisamente minore, essendo provvisti di scocca che racchiude e protegge le pale. In ogni caso, per la pulizia della parte esterna, possiamo usare un panno morbido imbevuto d’acqua.
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