Colesterolo: teniamolo sotto controllo con uno stile di vita sano e gli integratori giusti

Di Monica Torriani @Monica_Torriani 5 febbraio 2021
come tenere controllato il colesterolo

L’ipercolesterolemia, ossia l’aumento oltre il valore massimo dei range di normalità, del livello di colesterolo nel sangue, è riconosciuta da tempo come uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo delle malattie cardiovascolari. La comunità scientifica ha anche accertato che questo rischio è tanto maggiore quanto maggiore è il valore della colesterolemia.

Negli anni, la crescente diffusione delle malattie cardiovascolari, che rappresentano la prima causa di morte al mondo, ha portato da un lato allo sviluppo di farmaci efficaci e dall’altro alla produzione di integratori sempre più mirati a base di sostanze quali la monakolina K come PaharmaExtracta Berberol, oltre a ceppi sempre più selezionati di probiotici e i tradizionali steroli vegetali come quelli contenuti in Swisse Colesterolo.

La concentrazione totale del colesterolo nel sangue comprende l’LDL, conosciuto ai più come colesterolo cattivo (che non dovrebbe superare i 100 mg/dL) e l’HDL, o colesterolo buono (che non dovrebbe scendere al di sotto dei 50 mg/dL). Gli effetti di valori elevati della colesterolemia vengono potenziati dalla presenza di altri fattori di rischio, quali il fumo, l’ipertensione, la sindrome metabolica e il diabete, il sovrappeso e l’obesità.

Com’è strutturato il trattamento dell’ipercolesterolemia?

Proprio per le sue ripercussioni sullo stato di salute generale dei singoli individui e a causa delle ricadute sociali che le patologie cardiovascolari hanno in termini di morbilità e mortalità, le principali istituzioni scientifiche internazionali del settore hanno stilato linee guida per il trattamento dell’ipercolesterolemia.

Queste indicazioni prevedono diversi gradi di intervento. Nell’immediato, quando ad una persona vengono diagnosticati livelli di colesterolemia superiori alla norma, i medici prescrivono una modifica terapeutica dello stile di vita. Una misura che può impattare in maniera significativa su alcuni aspetti della patologia e che deve comunque essere mantenuta anche nel momento in cui viene istituita la terapia farmacologica.

Questa deve essere prescritta quando la sola modifica dello stile di vita non è sufficiente a riportare nella norma la colesterolemia.

In associazione a queste due misure terapeutiche, viene considerata l’introduzione di alimenti funzionali, ossia cibi impiegati per sviluppare e migliorare la salute e per i quali sono stati approvati e dimostrati specifici effetti fisiologici. Gli integratori, che dal punto di vista normativo (secondo la Direttiva 2002/46/CE) sono considerati alimenti, fanno parte di questa categoria.

Sulla base di queste considerazioni, la SISA (Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi) e la SID (Società Italiana di Diabetologia) hanno elaborato un documento sull’utilizzo dei nutraceutici per il trattamento dell’ipercolesterolemia.

I nutraceutici che contribuiscono a inibire l’assorbimento del colesterolo

Alcuni degli elementi compresi nel paper sono di uso consolidato. Fra questi, le fibre, i derivati della soia, contenuti in numerosi integratori in uso da tempo che contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo in circolo e i fitosteroli (o steroli vegetali), che rappresentano la base per formulazioni come Esi Normolip 5 capsule.

Insieme ai chitosani, polisaccaridi ottenuti dall’esoscheletro di alcuni crostacei presenti in alcuni prodotti in associazione ad altri elementi ad azione ipolipemizzante, e ai probiotici, microorganismi che potenziano l’ecosistema microbico intestinale producendo ricadute positive per la salute dell’organismo e contenuti in integratori per il mantenimento dei livelli fisiologici di colesterolo, questo primo gruppo agisce inibendo l’assorbimento del colesterolo dagli alimenti.

Ridurre la quantità di colesterolo sintetizzata dal fegato

Ma la dieta non è l’unica fonte da cui proviene il colesterolo presente nel sangue. Esiste una quota di questa molecola che viene prodotta dal fegato. Dunque, un’altra maniera di tenere a bada la sua concentrazione è quella di ridurre questa quota.

Fra gli elementi che svolgono questa funzione, il riso rosso fermentato, caratteristico di prodotti come Lactoflorene Colesterolo e altre formulazioni che contengono composti in grado di contribuire ad aumentare la mobilizzazione del colesterolo come Colesterol Act Plus. Ma anche i policosanoli, presenti in integratori che sfruttano l’azione prodotta da queste sostanze chimiche estratte dalla canna da zucchero come Arkocapsule Arkosterol.

In particolare, maggiori evidenze scientifiche si ottengono sui prodotti che contengono il riso rosso fermentato in associazione con la berberina o con gli omega-3 oppure ancora i fitosteroli.

L’uso tradizionale di diversi alimenti appartenenti a questa categoria è stato confermato dalla pratica clinica: accade per l’aglio (anch’esso base per la produzione di integratori ad azione ipolipemizzante) e per il bergamotto.

Favorire l’eliminazione del colesterolo

Per mantenere sotto controllo la colesterolemia, oltre ad agire sulle fonti da cui proviene il colesterolo, è possibile intervenire sull’accelerazione della sua eliminazione dall’organismo.

La berberina, una sostanza derivata dalla corteccia della radice di Berberis vulgaris e contenuta in prodotti che contribuiscono a ridurre la colesterolemia, mostra questa azione. Insieme al tè verde e alle proteine della soia.

Esistono poi altri nutraceutici con meccanismi d’azione misti o non chiaramente identificati, come gli acidi grassi polinsaturi della linea omega-3, contenuti in prodotti quali Biofutura Ezimega Plus, il gamma-orizanolo, la spirulina, la curcumina, la L-carnitina, il carciofo, la vitamina E, gli antociani, la silimarina e gli acidi linoleici coniugati.

Il fenomeno borderline

L’assunzione di integratori con azione ipolipemizzante assume un significato clinico specialmente nei casi di persone con valori di colesterolo border-line, ossia LDL compreso tra 115 mg/dL e 160 mg/dL.

Nel caso di soggetti con colesterolemia al di sopra di questi range, sono previsti interventi farmacologici e un monitoraggio medico stretto.

Nella zona grigia in cui la colesterolemia è troppo bassa per ricorrere ai medicinali e troppo alta per non introdurre misure di alcun tipo, generalmente si adotta un approccio misto che prevede la modifica dello stile di vita e il ricorso ai nutraceutici.

Spesso i risultati della dieta restrittiva, evidenti in termini di riduzione dei valori dei trigliceridi, della glicemia e dell’ipertensione, sono meno significativi sulla colesterolemia. Da questa considerazione nasce anche la frequente necessità di affiancare, ad un’alimentazione povera di grassi saturi e ipocalorica, nutraceutici specifici.

 Scientific opinion on the safety of monacolins in red yeast rice – EFSA

2019 Guidelines of Dyslipidaemias (Management of) – European Society of Cardiology

Position Statement su “Nutraceutici per il trattamento dell’ipercolesterolemia” della Società Italiana di Diabetologia (SID) e della Società Italiana per lo Studio della Arteriosclerosi (SISA) – SISA, SID

Colesterolo e ipercolesterolemia – Istituto Superiore di Sanità

Aspetti normativi dei functional foods – Università di Ferrara

 

Monica Torriani
Monica Torriani

Farmacista, consulente scientifica e blogger. La sua attività ruota intorno alla terapia, da quella basata sugli estratti vegetali all’estrema frontiera dell’innovazione tecnologica.

Si laurea e si abilita alla professione presso l’Università degli Studi di Milano, dopo avere frequentato il tirocinio in un grande ospedale della città. Un’esperienza che le permette di mettere a fuoco gli aspetti normativi e gestionali delle realtà...Leggi tutto

Scrivi un commento

Altri articoli che potrebbero interessarti