Recensione Samurai Shodown: il ritorno di un classico picchiaduro

Di Valerio Porcu 25 agosto 2019
Samurai Shodown

Samurai Shodown è un gioco di combattimento sviluppato dalla società giapponese SNK. Famoso sin dagli anni ‘90 (il primo gioco è del 1993), l’ultima versione è Samurai Shodown, pubblicato a giugno 2019 e oggetto di questa recensione. È disponibile in versione per PlayStation 4 e versione per Xbox One.

Si tratta quindi del ritorno di un classico, come ce ne sono stati molti negli ultimi anni. E come sempre, il problema è reggere il confronto con i capitoli precedenti e con un passato glorioso – in questo caso iniziato nelle sale giochi di un tempo.

Samurai Shodown

Samurai Shodown appartiene alla stessa categoria di Street Fighter e di Mortal Combat, vale a dire i cosiddetti “picchiaduro”. Un genere che conta su moltissimi appassionati in tutto il mondo, che SNK spera di convincere ancora una volta.

Gameplay

Voto: 8/10

A differenza di altri giochi, Samurai Showdown punta su una grafica moderna ma semplice, e lo stesso vale per il gameplay. Dove altri giochi propongono furiose combinazioni, in questo gioco bisognerà stare attenti alle giuste distanze. Il giocatore dovrà applicare tutta la sua maestria tattica per vincere gli scontri.

Vien da sé che questo è un gioco un po’ più difficile degli altri, e di conseguenza potrebbe non essere adatto a tutti – sicuramente non a chi cerca un passatempo leggero e poco impegnativo.

I contenuti del gioco sono essenziali: c’è la modalità di allenamento, per impratichirsi con tutte le mosse possibili, tre diverse modalità di gioco vero e proprio (Storia, Survival e Time Attack), e gli scontri online.

Ci sono sedici personaggi tra cui scegliere, alcuni già noti dai capitoli precedenti e altri nuovi. Ognuno, naturalmente, ha caratteristiche particolari che bisognerà sfruttare appieno per ottenere l’agognata vittoria.

Samurai Shodown

Il gioco propone un sistema del tutto tradizionale, a partire dal sistema di combattimento. Gli scontri non sono particolarmente frenetici, il che aiuta senza dubbio a dare l’impressione che siano dei veri samurai, ma allo stesso tempo bisognerà essere precisi nella scelta dei colpi e del tempo. Anzi, quando si riesce a fare una mossa in modo perfetto, sia in attacco sia in difesa, il gioco ci premia con l’occasione di un contrattacco o di un disarmamento.

Lo schema è abbastanza rigido, ma si può presentare il momento in cui portare un attacco più potenti degli altri, quando la barra della rabbia sarà caricata al massimo. Se sarete abbastanza bravi, potrete anche usare Esplosione di Furia per fare il doppio dei danni. Insomma, non manca la classica “super mossa” che può ribaltare le sorti dello scontro. Un altro elemento di varietà è rappresentato dalle armi: a seconda di cosa decidete di usare, dovrete aggiustare il vostro approccio.

Grafica

Voto: 7/10

Samurai Shodown usa l’Unreal Engine 4 e il suo cel shading, il che lo fa somigliare, graficamente, a Street Fighter 4. I movimenti appaiono fluidi ed eleganti, e ci sono molti dettagli ad arricchire i personaggi. C’è qualche piccola imperfezione nei modelli, che di tanto in tanto si notano un po’ troppo.

Molto belli anche i fondali, ispirati al giappone feudale, ma anche qui il livello di dettaglio potrebbe essere migliore.

Samurai Shodown

In generale si sente la mancanza di qualcosa che sia veramente originale e che caratterizzi questo gioco, e allo stesso tempo non c’è nulla che sia davvero realizzato in modo impeccabile. D’altra parte va detto anche che si sono solo piccole imperfezioni, ma nessun grosso problema.

Nel complesso l’evoluzione grafica è ovvia ed apprezzabile, ma in qualche modo non del tutto soddisfacente. Soprattutto se mettiamo Samurai Shodown a confronto con altri giochi della stessa categoria, che dal punto di vista visivo offrono qualcosa in più.

Conclusioni

Voto: 8/10

PRO

CONTRO

Samurai Shodown torna con una nuova veste grafica, ma resta fedele alle meccaniche di gioco originali. È più tecnico e forse anche più impegnativo rispetto ad altri giochi della stessa categoria, e si propone combattimenti meno movimentati e più ragionati. I contenuti sono scarni, con poche modalità di gioco, e la nuova grafica piacevole seppure imperfetta.

Valerio Porcu
Valerio Porcu

Classe 1976, ha studiato elettronica e letteratura, con una specializzazione in didattica delle lingue. Grazie all’unione della formazione tecnica con quella umanistica, ha sviluppato uno sguardo critico e attento, e la capacità di osservare con attenzione e distacco lo sviluppo tecnologico, sia per i grandi salti evolutivi sia per i piccoli oggetti di uso quotidiano. Uno sguardo maturo che sa...Leggi tutto

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