Irene Sartoretti

È nata nel 1982 a Perugia, nello stesso concitato giorno in cui l’Italia vinceva ai mondiali. Nella sua città natale, frequenta il liceo classico, per poi abbandonare i vocabolari di greco e latino in favore dell’architettura, studiata a Firenze, fra palazzi rinascimentali e dolci colline. Da Perugia a Parigi. A cambiarle la vita sono state tre semplici vocali.

Ormai da 7 anni, dopo aver lavorato come architetto in Italia e aver conseguito un dottorato in sociologia urbana, abita in Francia, dove è maître-de-conférence in scienze umane e sociali alla scuola di architettura di Strasburgo. Qui si divide fra ricerca e insegnamento. Della prima, che pratica attraverso esperienze concrete sul campo con i soggetti che studia, ama il carattere imprevedibile. Ci si aspetta di trovare una cosa e invece se ne scopre un’altra. Del secondo, ama il contatto interpersonale. Con lei, niente esami standard, ma prove finali sotto forma di spettacoli teatrali, di realizzazione di video e di mostre di street-photography.

Dopo essersi occupata di sociologia della casa e dei sentimenti, due ambiti che le hanno permesso di comprendere come stanno evolvendo gli stili di vita e di consumo, attualmente lavora sulla relazione fra arti e scienze sociali e sulla dimensione spaziale delle disuguaglianze scolastiche in contesto rurale. I suoi articoli scientifici sono usciti su riviste nazionali e internazionali e i suoi lavori si caratterizzano per il fatto di situarsi all’intersezione fra prodotto artistico e scientifico.

Sempre a caccia di nuove sfide, il 2019 corrisponde per lei in un tuffo nell’ennesima avventura: la creazione, con un gruppo di amici sparsi in giro per l’Europa, di una brain box o think factory, chiamatela come vi pare, dal nome Chôros, in greco spazio. Tradotto: i nuovi progetti le piacciono da impazzire, soprattutto se sono collaborativi, bottom-up e sono transdisciplinari anzi, come dice lei in-disciplinari. Più in generale si innamora di tutte quelle sfide che hanno l’ambizione di innovare o anche solo di cambiare, nel mondo, qualche piccola cosa che non va.

Appassionata di viaggi e divisa fra più città d’adozione, in primis la sua adorata Strasburgo che è il luogo in cui si ricarica, lavora anche come giornalista scientifica e collaboratrice di Trovaprezzi, due attività che le permettono di stare lontana dal solito, polveroso ufficio. Una connessione internet, una tastiera, una buona dose di caffeina (perfetta se sotto forma di cremoso cappuccino) e what else? Basta questo per potervi tenere informati su tante cose diverse, con stile e passione. Per Trovaprezzi, si occupa di moda e di lifestyle. In fondo, non c’è niente di più terapeutico che un bell’abito, un bel paio di scarpe e qualche goccia di buon profumo a stregare le narici.

Nel tempo libero, oltre che curiosare fra le ultime novità di moda, ama leggere in modo onnivoro, visitare mostre di qualunque genere, andare a teatro o all’opera, di cui è una fan sfegatata soprattutto se contemporanea, e organizzare il suo prossimo viaggio. Magari, come cantava Serge Gainsbourg sous le soleil, exactement, juste en dessous.