Dentro a un computer portatile c’è un hard disk, o per i modelli più moderni un SSD, meglio ancora se di tipo NVMe, come il Western Digital Black SN850X. Si tratta del tradizionale “disco rigido” ed è sostanzialmente lo spazio su cui salvare i dati. Quando i dati diventano troppi e compare il messaggio “memoria insufficiente”, significa che è arrivato il momento di cancellare qualcosa. Oppure di comprare un nuovo SSD e sostituire quello esistente.
Se avete un notebook anche solo di qualche anno fa, infatti, ci sono buone probabilità che abbiate un SSD da 256 GB, mentre se è un po’ più vecchiotto, potrebbe persino ancora essere dotato di un classico hard disk interno da 500 GB. Nel primo caso lo spazio è quello ormai minimo necessario per far girare il sistema operativo ed alcuni programmi, ma risulta invece impossibile conservare tanti dati. Se avete un hard disk meccanico, invece, lo spazio è probabilmente sufficiente ma il computer sarà lento, a volte così lento da risultare inutilizzabile.
E se bastasse una piccola spesa e qualche minuto di lavoro per avere un praticamente un computer nuovo? Passando dai migliori hard disk agli SSD il salto in termini di prestazioni risulterebbe così alto, che in effetti il risultato sarebbe più o meno quello. Inoltre, se il vostro computer supporta i più recenti SSD NVMe, il risultato ottenuto sarebbe addirittura incredibile, dato che si tratta di “dischi” in grado di raggiungere velocità in lettura ne scrittura decisamente elevati.
Installare un nuovo SSD nel vostro notebook non è difficile, e si riassume sostanzialmente in due passaggi: la clonazione del disco esistente e la sostituzione vera e propria. Diciamo sin da subito, però, che se possibile è meglio evitare la clonazione e passare ad un’installazione pulita. Nel qual caso sarà necessario avere una chiavetta USB con il vostro sistema operativo preferito.
Cambiare il drive principale è possibile con molti portatili ma non con tutti, quindi la prima cosa da fare è verificare se sotto al notebook c’è uno sportellino bloccato con delle viti che dà accesso all’hard disk o SSD. Se tale sportello non è presente l’operazione potrebbe comunque essere possibile smontando tutta la copertura posteriore del computer, e forse rimuovendo qualche elemento per arrivare al disco. Questa opzione tuttavia è indicata solo per chi ha esperienza e per i tecnici specializzati, e va oltre lo scopo di questo articolo.
Se lo sportellino citato è presente, l’operazione è abbastanza semplice. Prima di tutto bisogna procurarsi un SSD delle dimensioni adeguate. Considerati i prezzi odierni consigliamo di prenderne un SSD da almeno 512 GB, sufficienti per gestire il sistema operativo con gli aggiornamenti, installare i vostri programmi preferiti e persino conservare un piccolo archivio di file (documenti, foto, video e musica).
Per prepararsi all’operazione prima di tutto dovrete procurarvi un pendrive da almeno 8 GB e metterci una versione installabile del vostro sistema operativo preferito. Se usate Windows, non sarà necessario comprare una nuova licenza perché varrà quella del sistema operativo già installato sul notebook.
Una volta pronti, spegnete il computer, rimuovete la batteria se possibile, e aprite lo sportellino dell’hard disk. Rimuovete poi le viti che bloccano l’hard disk e toglietelo dalla sua sede, facendo attenzione a non tirare i cavi. Una volta estratto il disco inserite al suo posto la nuova unità SSD. Nel caso si dischi SSD Sata (ad esempio il Western Digital Blue 3D NAND), non dovete far altro che inserire il nuovo disco esattamente nella stessa posizione dell’hard disk. Cambiano invece le cose nel caso degli SSD di tipo M.2 o NVMe (ad esempio il Western Digital Black SN850P), che invece hanno la necessità di un collegamento differente, non sempre presente su tutti i computer. Una volta collegato il nuovo SSD, richiudete tutto.
All’avvio del computer noterete un errore dovuto al fatto che non c’è nessun sistema operativo installato. Dovrebbe bastare inserire la chiavetta USB e riavviare, ma se così non fosse dovrete impostare il BIOS del computer stesso selezionando l’unità USB per l’avvio del sistema. Così facendo partirà l’installazione del sistema operativo; basterà seguire le istruzioni a schermo e aspettare.
Questa opzione è quella preferibile anche se avete dei dati (non programmi) da conservare. Dovrete solo farne una copia su un disco esterno (o DVD) prima di cominciare, e poi copiarli di nuovo sul computer dopo aver completato l’installazione del sistema operativo.
Se volete conservare il sistema operativo e i programmi installati, allora dovrete fare un’operazione detta clonazione. Per farlo sarà necessario un box esterno per il nuovo SSD, da usare per collegarlo come drive esterno tramite la porta USB. È anche necessario che il nuovo SSD sia grande almeno quanto il vecchio hard disk.
Inserite il nuovo SSD dentro all’alloggio esterno e collegatelo a una porta USB del computer, e assicuratevi che il nuovo drive compaia come risorsa esterna. Formattatelo usando il file system adeguato (NFTS per Windows).
Installate poi un software specifico per la clonazione, come per esempio Acronis True Image; la clonazione non è una semplice copia, e non servirà “trascinare” i file da una parte all’altra. Seguite le istruzioni e avviate la clonazione.
Quando la clonazione dei dati è terminata, potete sostituire fisicamente l’hard disk con l’SSD seguendo la procedura riportata sopra. A questo punto è possibile avviare il computer e cominciare a usarlo.
La mole di documenti, foto, video e ricordi vari che ciascuno di noi colleziona nei decenni è aumentata enormemente nel corso del tempo. Merito (o colpa, a seconda dei punti di vista)
Nonostante il sempre maggiore impiego delle memorie di tipo SSD, apprezzate principalmente per la loro velocità, gli hard disk interni di tipo meccanico rappresentano ancora la soluzione più diffusa per l’archiviazione digitale,