Per l’acquisto degli pneumatici, è cosa comune delegare tutto al gommista. È pur vero che conoscere il funzionamento e i consumi degli pneumatici auto ci aiuta a capire meglio i consigli dati dal professionista. In alternativa, potremo decidere di acquistare gli pneumatici online, risparmiando sempre qualcosa e, magari, chiamare in causa il gommista solo per il montaggio. Tanto più che molti shop online sono convenzionati con officine specializzate sul territorio. La nostra guida all’acquisto nasce per fornire gli strumenti necessari per scegliere consapevolmente. Non manca, come al solito, una selezione dei migliori pneumatici in commercio, suddivisi per fasce di prezzo.
Di seguito abbiamo raccolto quattro punti chiave in fase di scelta. Vediamoli insieme.
Estivo-Invernale o 4 stagioni? – Sono differenti scuole di pensiero quelle che suddividono in due il mondo degli automobilisti. Meglio alternare periodicamente gomme estive e invernali o non pensarci più con gli pneumatici all season? Molto dipende, come spesso accade, dalle nostre abitudini al volante. Per chi macina tanti chilometri, alternare pneumatici estivi e invernali assicura prestazioni migliori nei rispettivi periodi di competenza. Ma la praticità dei 4 stagioni è innegabile, specie per chi non vada oltre i 10.000 chilometri l’anno.
Trovare la gomma giusta – Sulla spalla della gomma leggiamo una serie di numeri e sigle che rappresentano l’identikit dello pneumatico. Per scovare quello giusto è fondamentale partire da qui, verificando la compatibilità fra i dati riportati sul libretto di circolazione dell’auto e quelli presenti sulla gomma.
Leggere l’etichetta europea – Come gli elettrodomestici, anche gli pneumatici sono corredati da un’etichetta europea che raccoglie numerose informazioni utili. Classe di consumo e indice di aderenza sono i principali, seguiti a ruota dalla rumorosità dovuta al rotolamento.
L’importanza del DOT – Oltre alla qualità della gomma, è bene controllarne l’età. A cinque anni dalla fabbricazione, infatti, uno pneumatico non rende più come da nuovo, anche se è stato utilizzato poco o niente. Per controllare l’anagrafica della gomma, è necessario fare riferimento al DOT: una serie di quattro numeri che specificano anno e mese di produzione. E che sono leggibili su uno dei fianchi dello pneumatico.
Ecco le variabili che più incidono sul budget necessario per l’acquisto.
Dimensioni
A condizionare con decisione il prezzo degli pneumatici sono, in primis, le misure. A parità di modello, infatti, uno pneumatico da 205 mm costerà sempre meno di una gomma più larga e più di una più stretta. E questo vale anche se prendiamo in causa l’altezza della spalla e il diametro del cerchio. Parliamo di elementi su cui l’automobilista non può nulla, essendo strettamente connessi alle specifiche della propria vettura.
Tipologia
Sulla tipologia degli pneumatici auto, invece, c’è più margine decisionale. La regola base che vale per tutti i brand è che gli pneumatici estivi costano mediamente meno degli invernali e degli all season, sempre restando all’interno della stessa fascia di mercato. Vi sono, poi, modelli speciali il cui prezzo si fa ancora più importante. È il caso, ad esempio, delle gomme sportive, delle XL e delle RunFlat.
Consumi ed efficienza
Non dobbiamo trascurare, infine, l’impatto che l’etichetta europea ha sul costo finale della gomma. Analoga a quella degli elettrodomestici, esprime con lettere e numeri alcune importanti caratteristiche dello pneumatico. In particolare, evidenzia il livello di consumo carburante prodotto dalle gomme (da E ad A), la capacità di aderenza e frenata sul bagnato (da E ad A) e la rumorosità espressa in decibel. Parleremo dell’argomento in una specifica sezione della guida. È bene precisare, però, che una gomma dal comportamento migliore costerà anche di più. D’altro canto, limitando i consumi di carburante, uno pneumatico dall’ottimo rotolamento ci consentirà di risparmiare qualcosa a fine anno.
Le fasce di prezzo
In concreto, abbiamo individuato tre fasce di prezzo e, per ciascuna, selezionato le gomme migliori. Si parte con la fascia economica (con prezzo unitario entro i 70 euro), per proseguire con la media (da 70 a 90 euro) e concludere con la fascia alta (oltre 90 euro). Onde evitare oscillazioni di prezzo dovute alle dimensioni dello pneumatico, abbiamo preso come punto di riferimento un unico formato. Parliamo del 205/55 R16: uno dei più diffusi in assoluto.
Seppur di categoria economica, le gomme entro i 70 euro offrono buone performance e una discreta efficienza. Parliamo, nella maggior parte dei casi, di gomme estive. Si parte all’insegna della convenienza con i Nexen N’blue HD Plus, pneumatici auto dal brillante rapporto qualità-prezzo. Certificati di classe C nei consumi e di classe B per aderenza sul bagnato, si comportano bene anche in fatto di rumorosità. Provvisti di tre accentuate scanalature lungo la circonferenza, gestiscono a dovere l’effetto aquaplaning. Sempre di tipo estivo, le gomme Dunlop Sport BluResponse assecondano meglio uno stilo di guida grintoso. Le scanalature, in questo caso, salgono a quattro, fattore che aumenta il quantitativo d’acqua spostato. Convincenti sul bagnato, elevano anche l’efficienza, raggiungendo la classe B. Un ulteriore step in avanti nelle performance è assicurato dagli pneumatici estivi Hankook Ventus Prime4 K135 che ottengono la classe massima in aderenza sul bagnato. Il risvolto della medaglia, però, sono consumi un po’ più alti rispetto ai precedenti. Molto interessante è il disegno a zig zag del battistrada, un accorgimento che incide positivamente sul controllo in curva e la stabilità generale. E chiudiamo con un modello dal DNA differente. Le Goodride All Season Elite Z-401, infatti, sono gomme all season che, in rapporto al prezzo, sfoderano prestazioni di tutto rispetto. Adatte tutto l’anno, mostrano un battistrada diverso che, per via dei tasselli a V, le avvicina molto alle invernali.
Gli pneumatici di fascia media si distinguono in termini di aderenza, rumorosità e resistenza al rotolamento, fattore che incide con decisione sui consumi di carburante. Anche in questo caso, abbiamo preso come riferimento un formato molto comune sulle nostre vetture: il 205/55 R16. Poco oltre la soglia dei 70 euro, si posizionano i Continental EcoContact 6, pneumatici estivi dalla straordinaria efficienza. In questo particolare formato, infatti, sfoderano una resistenza al rotolamento di classe A. Forti di quattro grandi scanalature, sono realizzati con la speciale mescola Green Chili 2.0, una combinazione ad alta percentuale di silice che riduce l’energia assorbita dalla gomma quando percorre l’asfalto. Ottima è anche l’aderenza sul bagnato, sempre di classe A. Ci spostiamo sul terreno delle gomme 4 stagioni con le Bridgestone Turanza All Season 6, fra le più equilibrate della nostra selezione. Perfette per chi percorre meno di 15.000 km l’anno e non intende alternare periodicamente le estive e le invernali, mettono su strada una solida aderenza. Un po’ meno virtuose per consumi e rumorosità, non temono il fango, la neve leggera e il ghiaccio meno arcigno. A chi cerca prestazioni ancora superiori sia in estate che in inverno, però, consigliamo le Pirelli Cinturato All Season SF 3 che, a fronte di emissioni acustiche non proprio esaltanti, raggiungono il top su asfalto bagnato, accorciando non poco gli spazi di frenata. In ultimo ma non per importanza, le Nokian Snowproof 1 brillano sotto la soglia dei 7 gradi. Pneumatici invernali di grande concretezza, artigliano il fondo umido e scivoloso attraverso una serie di piccoli tasselli e lamelle disposti a V.
Superata la soglia dei 90 euro, si entra di diritto nel terreno degli pneumatici migliori, prodotti che fanno sentire la propria qualità sia in termini di aderenza che di spazi di frenata. Per effettuare un confronto alla pari, come sempre, abbiamo considerato il formato standard 205/55 R16. Ci siamo concentrati, questa volta, sui modelli all season e invernali. Ottimo rappresentante della prima famiglia, il Pirelli Cinturato All Season Plus mostra un battistrada perfettamente ibrido. Mentre al centro corrono due ampie scanalature pensate per gestire l’aquaplaning, i lati sono occupati da piccoli tasselli geometrici. Certificate di classe B per aderenza sul bagnato, combinano bene le caratteristiche delle gomme estive e invernali. Ci muoviamo sempre in casa Pirelli ma presentando delle performanti gomme invernali. Le Pirelli Cinturato Winter 2, infatti, sono fra le più apprezzate su neve e ghiaccio perché, oltre a tenere il mezzo su strada egregiamente, producono una rumorosità bassissima. Analoghe nelle specifiche tecniche, le Dunlop Winter Sport 5 assecondano al meglio la guida sportiva attraverso un battistrada irregolare e pronunciato nella parte centrale. Non mancano due scanalature importanti che, però, trovano posto in posizione più esterna rispetto a molti modelli della concorrenza. Un po’ più rumorose delle altre, offrono un’efficienza di tutto rispetto. Concludiamo in bellezza con le Michelin Alpin 5 205/55 R16 91H, sempre di tipo invernale. Qui il battistrada è completamente diverso, risultando più uniforme e regolare. Caratterizzato dal tipico profilo a V, mette in campo una rumorosità contenuta. Spesso consigliate dalle case automobilistiche più prestigiose per le proprie vetture, sono fra le migliori per performance pure, peccando un po’ nei consumi.
La struttura di uno pneumatico si mostra piuttosto semplice a uno sguardo superficiale. Ma come vedremo, le cose non stanno esattamente così. Cominciamo dicendo che oggi tutte le gomme delle auto sono tubeless, ovvero senza camera d’aria. La porzione più esterna dello pneumatico è chiamata battistrada ed è l’indispensabile ponte di collegamento fra la forza motrice dell’automobile e l’asfalto. Composto da tipi differenti di gomma addizionata alla silice, è responsabile dell’aderenza della vettura. Inoltre, grazie a un disegno composto da tagli e scanalature, il battistrada limita l’effetto aquaplaning, accrescendo la stabilità. Ma non solo di gomma sono costituiti gli pneumatici. Al di sotto del battistrada, infatti, trovano posto vari strati concentrici realizzati in differenti materiali. Lo strato più interno si chiama carcassa e rappresenta la struttura portante degli pneumatici estivi come di quelli invernali. Composta da fibre di nylon, rayon o acciaio, ha anche il compito di trattenere l’aria e mantenere costante la pressione. Appena sopra la carcassa, incontriamo due strati in acciaio denominati cinture e un terzo in nylon detto cinturino. Lo scopo di queste fasce sovrapposte è di evitare l’ovalizzazione degli pneumatici auto dovuta al peso della vettura. In più, assicurano alla gomma maggiore resistenza rispetto ai colpi laterali. Il fianco dello pneumatico, infine, è detto spalla, porzione che culmina con i talloni, ovvero gli agganci per la ruota.
Pneumatici estivi e invernali si adattano a condizioni stradali e climatiche differenti. E per mantenere alta la sicurezza in ogni stagione, il Codice della Strada ne circoscrive l’utilizzo attraverso una serie di norme specifiche. Non parliamo di indicazioni di massima quanto di vere e proprie leggi, trasgredire le quali ci può costare caro, con sanzioni amministrative comprese fra 87 e 1.731 euro. Al pagamento della multa, inoltre, può aggiungersi in casi particolari il ritiro del libretto di circolazione. Due sono i periodi principali dell’anno identificati per legge: dal 15 aprile al 15 ottobre vi è l’obbligo di montare gomme estive; dal 15 ottobre al 15 aprile dell’anno successivo gli pneumatici invernali. Entrambe le scadenze, però, sono derogabili di 30 giorni, portando il termine ultimo tassativo, rispettivamente, al 15 maggio e al 15 novembre. Posto che tali date sono soggette a variazioni in base alle zone climatiche, le gomme da neve possono essere sostituite dalle catene a bordo o dalle calze da neve, purché conformi alla normativa UNI EN 16662-1:2020. Ma c’è un’altra eccezione. Dopo il 15 aprile, infatti, è consentito mantenere gli pneumatici invernali a patto che abbiano un indice di velocità pari o uguale a quello specificato nel libretto. Optare per pneumatici 4 stagioni è, invece, la soluzione migliore se non siamo intenzionati a effettuare il cambio gomme due volte all’anno. Anche perché l’operazione ha un costo minimo di 20 euro.
Sulla spalla di ogni pneumatico (vedi foto) è riportata una serie di numeri e lettere, detti anche codici, che ne identificano le caratteristiche. Siamo di fronte al DNA degli pneumatici, preziose informazioni da leggere correttamente per scegliere al meglio. Eccole nel dettaglio:
Entrata in vigore il primo novembre 2012 e aggiornata a partire dal primo maggio 2021, l’etichettatura europea è obbligatoria per tutti gli pneumatici auto, sia nuovi che rigenerati. Del tutto simile all’energy label degli elettrodomestici, l’etichetta campeggia sopra il battistrada e contiene preziose informazioni associate a lettere dell’alfabeto. Eccole di seguito nel dettaglio.
Classe di consumo
In alto a sinistra trova posto la classe di consumo dello pneumatico. Legata all’attrito dovuto al rotolamento sull’asfalto, incide non poco sui consumi di carburante. Per fare un esempio concreto, viaggiando a 80 Km/h per 1.000 chilometri, uno pneumatico di classe A, come il Bridgestone Turanza 6 225/45 R17 94W, consuma circa 66 l di carburante. Tale calcolo è soggetto a un mare di variabili, fra cui il tipo di carburante usato e le caratteristiche dell’auto, peso e aerodinamica in primis. Possiamo, però, fare un ragionamento generale, in base al quale uno pneumatico di classe B consuma circa un litro di carburante in più di un modello di classe A. E se consideriamo le gomme di classe E, il divario può raggiungere i 6 litri. Va anche detto che uno specifico pneumatico può cambiare classe a seconda del formato. È ciò che accade allo stesso Bridgestone Turanza 6 che, nel formato 205/55 R16 91H e in svariati altri, ottiene la classe B. Mentre le gomme auto di classe A sono piuttosto rare, quelle con certificazione B sono sensibilmente più diffuse, rappresentando il punto di riferimento per chi cerca una buona efficienza. Fra le più performanti, troviamo le Michelin Primacy 5, le Continental PremiumContact 7 e le Goodyear EfficientGrip Performance 2.
La variabile auto elettrica
Un ragionamento a parte lo meritano gli pneumatici per vetture elettriche, come i Michelin E-Primacy. In questo caso, l’etichetta europea non ci aiuta perché coinvolge solo le auto a benzina e gasolio. Seppure il comportamento delle auto elettriche è analogo, cambia la scala di riferimento, passando da litri di carburante a kWh di energia, fattore che non permette di stabilire una corrispondenza esatta. Ciò che, invece, è possibile affermare con certezza è che le due varianti di pneumatico sono piuttosto diverse a livello costruttivo. Le gomme per auto elettriche, infatti, sono più robuste perché pensate per auto mediamente più pesanti. In aggiunta, abbassano la resistenza al rotolamento ma, di contro, possono usurarsi più in fretta perché il motore elettrico è più scattante a causa di una coppia maggiore. E data l’intrinseca silenziosità di queste vetture, la rumorosità percepita delle gomme potrebbe sembrare superiore. Non mancano, comunque, opzioni compatibili, ovvero pneumatici che vanno bene sia su auto tradizionali che elettriche, come ad esempio le Goodyear Vector 4Seasons G3. Per evitare fraintendimenti, questo tipo di gomma deve riportare la marcatura EV-Ready.
Indice di aderenza
Discorso simile per l’indice di aderenza, posto in alto a destra sull’etichetta, che traduce in lettere lo spazio di frenata della gomma sul bagnato. E se alla lettera A corrispondono le prestazioni migliori, alla E si lega il comportamento peggiore. Rispetto alla classe di consumo, però, il test risulta più complesso poiché tiene in considerazione le differenze strutturali fra pneumatici estivi e pneumatici invernali. Oltre al quantitativo di acqua presente sull’asfalto.
Rumorosità da rotolamento
In basso a sinistra, uno specifico pittogramma è dedicato alla rumorosità della gomma in fase di rotolamento. Determinata in larga parte dal profilo del battistrada, è espressa in decibel, con valori compresi fra 67 e 77 dB. Oltre a tale valore, le prestazioni acustiche dello pneumatico sono rese attraverso tre ulteriori classi, corrispondenti alle lettere A, B e C.
Compatibilità con neve e ghiaccio
Gli ultimi due pittogrammi dell’etichetta, inseriti con l’ultimo aggiornamento della normativa in vigore da maggio 2021, fanno riferimento alla capacità della gomma di affrontare superfici innevate e ghiacciate. Ovviamente, saranno presenti solo su gomme invernali o 4 stagioni.
Stabilire la durata chilometrica di uno pneumatico non è semplice. In media, ogni 40.000 chilometri le gomme andrebbero sostituite ma l’impatto sull’usura varia a seconda del tipo di utilizzo cui sono sottoposte. Stile di guida, carichi trasportati ed eventuali urti condizionano la durata degli pneumatici auto. Ma un consumo anomalo e precoce può anche scaturire da una scorretta pressione degli stessi. Per questo, è bene controllare costantemente lo stato di usura delle gomme per farle rendere al massimo. Un indicatore chiaro è l’altezza delle scanalature. Per legge, tale valore non può scendere sotto 1,6 mm. Ma sarebbe bene sostituire gli pneumatici estivi al raggiungimento dei 2,5 mm mentre, per gli pneumatici invernali, il limite consigliato sale a 4 mm. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che le gomme hanno una scadenza temporale e, di norma, ogni 5 anni andrebbero cambiate. Fondamentale per tenere gli pneumatici sotto controllo è leggere la marcatura DOT impressa su uno dei due fianchi. Acronimo di Department of Transportation, tale indicatore (introdotto in origine nel mercato americano) è seguito da quattro numeri: i primi due che identificano il mese di produzione, i secondi due l’anno. Anche se i chilometri percorsi non sono molti, infatti, una gomma tende a indurirsi col tempo, offrendo prestazioni progressivamente meno brillanti.
Obbligatoria per legge, l’alternanza annuale fra pneumatici estivi e invernali è strettamente connessa alle differenti prestazioni dei due prodotti. L’elemento distintivo principale è la temperatura di utilizzo. Ma è bene fare qualche ragionamento anche sul disegno del battistrada e sul tipo di mescola. In certi casi, poi, anziché montare gli pneumatici invernali, è più vantaggioso munirsi di catene da neve a bordo. E ciò soprattutto nelle zone più calde del Paese, laddove le temperature si mantengono relativamente miti per la maggior parte dell’anno. In linea generale, comunque, adottare la gomma giusta a seconda del clima non solo garantisce una sicurezza superiore ma anche consumi minori del battistrada. Ma analizziamo meglio in cosa differiscono le due tipologie principali di pneumatico.
Pneumatici estivi
Con l’avvento delle gomme da neve, gli pneumatici estivi hanno subìto un’evoluzione. Oggi, le gomme estive si caratterizzano per una mescola abbastanza dura che si adatta bene all’asfalto caldo asciutto e bagnato. E all’aumentare delle temperature, anche le prestazioni si fanno migliori, poiché il battistrada va ammorbidendosi. In linea generale, possiamo dire che questo tipo di pneumatico lavora bene quando la temperatura è superiore a 7 gradi. Venendo al disegno del battistrada, nelle gomme estive trovano spazio tasselli dalla superficie lineare e molto estesa, ideali per fare buona presa sull’asfalto. E non mancano due o più scanalature lungo tutta la circonferenza per alleviare il fenomeno dell’aquaplaning.
Pneumatici invernali
Quando le temperature scendono sotto i 7 gradi, montare pneumatici auto di tipo invernale assicura una superiore stabilità e spazi di frenata ridotti. Ottimi nel controllo della vettura su neve, ghiaccio e in presenza di fondo umido e freddo, si differenziano dagli estivi per vari motivi. Primo fra tutti, l’aspetto estetico. Infatti, le gomme invernali, dette anche termiche, prevedono un battistrada più articolato che sfrutta lamelle e tagli irregolari per fare maggiore presa sul fondo stradale. E più questi elementi sono profondi, migliore risulta l’aderenza sulla neve e sul ghiaccio. Anche se riconoscibili a colpo d’occhio, le gomme invernali prevedono sulla spalla la dicitura M+S (Mud and Snow) e il simbolo di un fiocco di neve racchiuso all’interno di tre vette montuose (in inglese Three Peak Snow Flake). A livello di mescola, infine, gli pneumatici invernali si mostrano più morbidi perché costruiti usando una maggiore percentuale di gomma naturale. E ciò permette loro di rimanere duttili e flessibili anche a temperature particolarmente rigide.
Gli pneumatici 4 stagioni, anche detti all season (o multiseason), rappresentano la soluzione giusta per chi non vuole invertire periodicamente gli pneumatici estivi con gli invernali. Secondo il Codice della Strada, infatti, questi modelli sono alternativi alle gomme termiche in inverno e, dopo il 15 aprile, alle estive. Parliamo di pneumatici in grado di coniugare le caratteristiche di entrambe le tipologie principali, ponendosi esattamente a metà strada. A livello di mescola, le all season si mostrano un po’ più morbide delle gomme estive grazie all’aggiunta di una maggiore quantità di silice. In quanto a disegno, invece, sono più simili alle invernali, per via di un battistrada molto aggressivo. E come queste ultime, vengono identificate dalla dicitura M+S (Mud And Snow) o, in certi casi, dalla sigla 4S. Ma tale compromesso offre risultati positivi? Tutto sommato, possiamo dire di sì, a patto che non si percorrano troppi chilometri all’anno. Pur non eguagliando le prestazioni di pneumatici invernali ed estivi nel rispettivo periodo di riferimento, i 4 stagioni sono una via di mezzo affidabile su quasi tutte le superfici e con qualsiasi temperatura. Inoltre, vantano un consumo del battistrada abbastanza omogeneo sia in inverno che in estate. Buone performance e una comodità senza paragoni hanno, però, un risvolto della medaglia. Ci riferiamo al prezzo, mediamente più alto delle estive e, in molti casi, anche delle invernali.
Velocità elevate, cambi di direzione secchi, accelerazioni e frenate brusche: ecco alcuni elementi che delineano i tratti di un guidatore sportivo. Per assecondare al meglio tale stile al volante, la scelta ideale è uno pneumatico largo e ribassato, in grado di offrire una migliore aderenza, specialmente su strada asciutta. Pneumatici del genere regalano un’affidabilità superiore nelle manovre impegnative ma, di contro, un comfort di guida minore. Aumentando, infatti, la superficie di battistrada a contatto con l’asfalto, ogni asperità del fondo stradale risulterà amplificata, specie in presenza di buche, sterrato e dossi. Negli pneumatici auto sportivi, oltre alla larghezza del battistrada, conta molto l’altezza della spalla che risulta inferiore alla media. Anche dette gomme ribassate, hanno un’altezza massima del fianco pari al 50% della larghezza. Diversamente da quanto si pensava in passato, pneumatici larghi e ribassati assicurano un’ottima resa anche in inverno. La superficie più larga del battistrada, infatti, lascia spazio a un numero maggiore di lamelle e, quindi, a una più efficace aderenza sulla neve. Fra gli svantaggi principali, invece, segnaliamo i consumi di carburante. Questo perché la larghezza del battistrada genera una maggiore resistenza al rotolamento, per via di un attrito più deciso col fondo stradale.
Diversamente da quanto si possa pensare, gli pneumatici XL o reinforced, non sono pneumatici più grandi del normale. XL, infatti, è l’acronimo di Extra Load, traducibile con “carico extra” o “carico aggiuntivo”. Con questa sigla non ci riferiamo, quindi, alla dimensione dello pneumatico ma alla sua resistenza al peso. La scelta di montare tale tipologia di gomma si lega alla necessità di trasportare carichi gravosi, il cui peso però non dovrà eccedere il limite massimo specificato nel libretto di circolazione. Furgoni, autocaravan e pick-up: ecco alcuni dei mezzi per i quali gli pneumatici XL possono rivelarsi d’obbligo. Ma vediamo in che modo si fa sentire la differenza fra pneumatici standard e XL attraverso un esempio concreto. Prendiamo degli pneumatici auto con indice di carico pari a 90 il cui peso massimo sopportato, in base alla specifica tabella, è di 615 kg per ruota. Se optiamo per una versione XL degli stessi, potremo eccedere tale limite, assestandoci su un indice carico pneumatici superiore. Con un valore pari a 95, ad esempio, sarà possibile caricare fino a 690 chili per ruota. Seppur non troppo marcata, un’oscillazione del genere incide significativamente sul comportamento delle gomme e della vettura. Gli pneumatici XL, infatti, a fronte di una migliore tenuta di strada con carico superiore e di una maggiore precisione in curva, risulteranno più rigidi dei corrispondenti modelli standard.
Per chi non voglia perdere tempo a sostituire una gomma bucata, sono stati progettati gli pneumatici RunFlat antiforatura. Parliamo di gomme con spalle particolarmente robuste che evitano loro di appiattirsi troppo, permettendoci di percorrere in modo tranquillo circa 80 chilometri di strada a una velocità massima di 80 km/h. Tale soluzione, quindi, non evita la foratura ma assicura allo pneumatico un’autonomia stradale sufficiente per raggiungere il più vicino gommista. Disponibili sia come pneumatici estivi che invernali, i RunFlat possono essere montati solo a bordo dei veicoli che supportino tale sistema. In più, prima di farlo è necessario sostituire il cerchione, scegliendo un modello che non si deformi a seguito di urti violenti. La praticità che questo tipo di pneumatici auto offre è impareggiabile. In caso di foratura, infatti, potremo viaggiare per molti chilometri senza troppi problemi. E non saremo obbligati a portarci dietro la gomma di ricambio, elemento che ci farà guadagnare molto spazio nel portabagagli. Di contro, l’esborso iniziale per l’acquisto di tali gomme risulta superiore rispetto allo standard. Senza contare che più difficoltosi si mostrano il montaggio e lo smontaggio, realizzabili solo grazie a una particolare attrezzatura. Infine, si tenga presente che uno pneumatico RunFlat non sempre è riparabile. In certi casi, dopo la foratura, si rende necessario acquistarne uno nuovo.
La qualità degli pneumatici auto ha una ricaduta diretta sulle prestazioni della vettura e sulla sicurezza al volante. Alternativi alle classiche gomme estive e invernali, gli pneumatici 4 stagioni hanno rivoluzionato il
Proprio come noi facciamo il cambio armadio per abiti e scarpe, anche la nostra auto deve fare il cambio di stagione: ha bisogno delle gomme estive per circolare in tutta sicurezza in estate ma quando
Scrivi un commento