Beauty 17 novembre 2020

Come viene diagnosticata la COVID-19? Tutti i test disponibili ad oggi

test diagnostici covid 19

I test diagnostici per COVID-19 fanno parte della strategia riconosciuta come efficace per la gestione della pandemia, quella delle tre T: testing-tracing-treating, ovvero testare, tracciare, trattare.

Il testing corrisponde all’esecuzione di test diagnostici nella popolazione: i kit per l’esecuzione di tamponi, test sierologici come Alpha Pharma Service Vivadiag COVID-19 IgM/IgG Rapid Test e salivari possono essere venduti solo al personale sanitario, secondo la normativa attualmente vigente.

Il contact tracing è l’attività di ricerca e gestione dei contatti di un caso confermato COVID-19, un’azione di sanità pubblica essenziale per combattere l’epidemia. Identificare e gestire i contatti dei casi confermati di COVID-19 permette di individuare e isolare rapidamente gli eventuali casi secondari, interrompendo la catena di trasmissione.

Il trattamento consiste nella somministrazione delle terapie farmacologiche e mediche previste nei singoli casi; può essere ospedaliero, nei casi più gravi, o domiciliare, nei pazienti che non hanno insufficienza respiratoria.

Cosa sono i test sierologici?

I test sierologici vengono eseguiti sulla componente liquida, il siero, di un campione di sangue prelevato da una vena. L’esame consiste nella ricerca degli anticorpi specifici diretti contro le proteine di superficie del virus SARS-CoV-2.

L’utilità dei test sierologici, noti anche come test immunologici, è sia individuale che collettiva. Oltre ad essere uno strumento in grado di segnalare al singolo soggetto l’avvenuta esposizione al contagio e la produzione degli anticorpi relativi, forniscono informazioni sulla valutazione epidemiologica della circolazione virale, sulla percentuale della popolazione nella quale l’infezione si è diffusa.

Questi dati costruiscono la conoscenza epidemiologica che permette di gestire adeguatamente le fasi pandemiche successive.

Ha senso che mi sottoponga al test sierologico se non ho avuto sintomi? Sì, perché la produzione degli anticorpi si verifica dopo che si è entrati in contatto con il virus, indipendentemente dalla comparsa o meno dei sintomi.

Come momento di riferimento per calcolare la tempistica dei test viene utilizzata l’infezione, che coincide con il momento in cui il virus fa il suo ingresso nelle cellule dell’apparato respiratorio del soggetto.

A 5-10 giorni dall’infezione, il periodo di incubazione del virus, il sistema immunitario avvia la produzione di immunoglobuline di tipo A (IgA) e M (IgM), gli anticorpi precoci, che scompaiono dopo qualche settimana. Nel frattempo, ha inizio anche la secrezione di IgG, i cosiddetti anticorpi della memoria immunologica, che hanno la funzione di proteggere da future infezioni. Le IgG possono permanere mesi o addirittura anni.

Tutti gli anticorpi prodotti proteggono da una successiva infezione? No. Non solo gli anticorpi devono essere prodotti in quantità adeguata, ma devono essere anche della tipologia giusta. Gli anticorpi protettivi sono quelli cosiddetti neutralizzanti, specificamente diretti contro la proteina Spike del virus, lo strumento che gli permette di infettare le cellule dei polmoni.

Come si leggono i test sierologici?

I test sierologici possono fornire indicazioni utili sull’eventuale esposizione al virus e sul momento in cui questa si è realizzata.

Vediamo tutte le situazioni che si possono presentare:

coronavirus anticorpi

Cosa sono i test sierologici rapidi?

I test sierologici rapidi sono quelli cosiddetti a pungidito, che ricercano gli anticorpi prodotti in risposta all’infezione su una sola goccia di sangue capillare prelevata dal polpastrello di un dito. Si tratta di una procedura analoga a quella prevista per la rilevazione della glicemia nelle persone diabetiche, effettuabile con dispositivi quali Roche Accu-Chek Softclix Penna Pungidito Kit.

A differenza dei sierologici standard, che sono di tipo quantitativo (ovvero in grado di rilevare non solo la qualità degli anticorpi presenti, ma anche la loro quantità), i test sierologici rapidi sono solo qualitativi. Il risultato che forniscono è binario: se positivo indica che la persona è entrata in contatto con il virus e ha prodotto anticorpi; se negativo, che non è stata esposta al contagio.

Il grande vantaggio di questi test è rappresentato, oltre che dalla rapidità dell’esecuzione, dal tempo di ottenimento del risultato: mentre per i sierologici standard sono necessarie 48 ore circa, i test sierologici rapidi come Mylan My Test Rapido COVID-19 forniscono una risposta in 10-15 minuti. Un altro indubbio aspetto positivo è rappresentato dai costi, inferiori.

Malgrado i dubbi sorti sulla loro presunta minore affidabilità rispetto ai test sierologici tradizionali, uno studio effettuato presso l’Istituto Mario Negri e pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale EBioMedicine mostra che per sensibilità e specificità questi test sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli venosi.

Cosa sono i test molecolari?

Il test molecolare, nonché esame di riferimento per la diagnosi dell’infezione COVID-19, è il tampone naso-faringeo.

Uno strumento (il tampone vero e proprio) simile ad un lungo cotton fiock viene strofinato sulle mucose della gola e delle cavità nasali per prelevare campioni di secrezioni respiratorie.

Da questi campioni, in laboratorio, vengono estratti eventuali frammenti molecolari (da qui il nome) di materiale genetico del virus (ricerca dell’RNA virale). I frammenti di RNA vengono amplificati con una tecnica molto specifica, chiamata RT-PCR, sensibile anche a tracce di materiale genetico.

Nella maggior parte dei soggetti sintomatici, l’RNA virale, è rilevabile al tampone naso-faringeo già nel giorno in cui si manifestano i sintomi e raggiunge un picco entro la prima settimana. La positività inizia a diminuire entro la terza settimana; successivamente non è più rilevabile.

Questo non accade nei pazienti che sviluppano la forma grave della malattia, tipicamente la polmonite interstiziale bilaterale, nei quali la positività può persistere oltre le 3 settimane dall’insorgenza dei sintomi.

Cosa sono i test molecolari rapidi?

Il test molecolare può essere effettuato anche su campioni di saliva, poiché eventuali tracce di materiale genetico del virus SARS-CoV-2 possono essere presenti anche in questo fluido.

Oltre ai costi limitati, alla minore invasività e alla velocità di ottenimento dei risultati, queste procedure possono essere eseguite anche in assenza di un operatore sanitario specializzato.

Lo svantaggio è invece rappresentato dalla minore affidabilità rispetto al tampone naso-faringeo, anche se gli ultimi kit che hanno avuto accesso al mercato sono stati migliorati rispetto ai primi prodotti.

Cosa sono i test antigenici?

I test antigenici si basano sulla ricerca delle proteine del virus (i cosiddetti antigeni, responsabili dell’attivazione della produzione anticorpale) nei campioni di secrezione respiratoria, prelevati dal paziente con lo stesso strumento con cui viene eseguito il tampone naso-faringeo.

Queste procedure hanno tempi di risposta molto brevi (circa 15 minuti), ma sensibilità e specificità minori rispetto al test molecolare: pertanto, se un test antigenico ha determinato una risposta positiva, l’esito deve essere confermato da un secondo tampone molecolare.

La rapidità del test ne permette l’uso in circostanze nelle quali è necessaria una risposta tempestiva, come lo screening dei passeggeri negli aeroporti.

I test antigenici salivari permettono la rilevazione degli antigeni virali in campioni di saliva. Queste procedure potrebbero essere utili nel monitoraggio periodico di categorie di persone a rischio e ridurre la lista delle persone in attesa di essere sottoposte a tampone. Se positivi, richiederebbero la conferma di un test molecolare, se negativi no.

Lo svantaggio, attualmente, è costituito dalla necessità di passare attraverso un laboratorio specializzato: oggi non sono compatibili con la necessità di effettuare screening rapidi.

COVID-19 and Lombardy: testing the impact of the first wave of the pandemic – G. Remuzzi et al – EbioMedicine – The Lancet – November, 2020

I test per il coronavirus: facciamo chiarezza – Istituto Spallanzani Roma

Uso dei test antigenici rapidi per la diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, con particolare riguardo al contesto scolastico

Monica Torriani
Monica Torriani

Farmacista, consulente scientifica e blogger. La sua attività ruota intorno alla terapia, da quella basata sugli estratti vegetali all’estrema frontiera dell’innovazione tecnologica.

Si laurea e si abilita alla professione presso l’Università degli Studi di Milano, dopo avere frequentato il tirocinio in un grande ospedale della città. Un’esperienza che le permette di mettere a fuoco gli aspetti normativi e gestionali delle realtà...Leggi tutto

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