Lifestyle 20 febbraio 2021

Piccoli e colorati: storia degli orologi Swatch dal 1983

storia di swatch

Un orologio Swatch si riconosce subito: è piccolo, molto colorato, dal profilo semplice ed essenziale. Quando sono approdati sul mercato, lo hanno letteralmente rivoluzionato perché non si era mai visto niente del genere prima del 1983, anno del lancio della prima collezione Swatch. Il brand nasce a Zurigo e secondo alcuni è stata proprio la sua nascita a salvare l’industria degli orologi svizzera. Gli orologi piccoli e colorati hanno saputo intercettare la moda del tempo e si sono proposti come oggetti economici ma di qualità, adatti a chiunque, bambini compresi. Ed effettivamente, chi di noi non ha indossato almeno uno Swatch in vita sua?

Scopriamo l’uomo dietro al brand e le caratteristiche chiave che hanno resto gli orologi Swatch un must have senza tempo.

L’inventore degli orologi Swatch

Nicolas Hayek nasce nel 1928 a Beirut, studia matematica e fisica in Francia e si stabilisce in Svizzera nei primi anni Cinquanta con sua moglie, figlia del proprietario di una fonderia. Quando il suocero viene colpito da un ictus, Hayek rileva la direzione della fabbrica e, durante gli anni in cui guida l’azienda, acquisisce molta esperienza nel campo industriale. E sarà questo che gli consentirà, a soli 35 anni, di fondare la sua prima società di consulenza che si costruisce in breve tempo una solida reputazione e un ottimo giro di affari nel panorama imprenditoriale svizzero.

Nicolas Hayek swatch

Negli anni Settanta l’industria degli orologi svizzera, da sempre famosa a livello globale, entra in una grossa crisi che si traduce in un crollo delle esportazioni e nel fallimento di molte aziende del settore. La concorrenza internazionale, prima americana e poi giapponese, il turbolento andamento del mercato petrolifero, il rincaro del franco svizzero e l’arrivo sul mercato degli orologi a batteria: in questa complicata situazione Hayek viene incaricato dalle banche svizzere, in qualità di consulente, di muoversi per trovare una strategia che possa assicurare il futuro dei due più grandi gruppi orologieri svizzeri.

Fu così che Hayek presentò il suo piano per salvare l’industria orologiera svizzera: innanzitutto la fusione dei due gruppi ASUAG e SSIH in un’unica società, che nacque nel 1983 con il nome di SMH (Societé Suisse de Microelectronique et d’Horlogerie). Allo stesso tempo, volle puntare sul lancio su larga scala di un nuovo genere di orologio, sottile e altamente tecnologico, diverso da tutti i modelli svizzeri precedenti.

swatch collection

Swatch dal 1983 al 2011

I rivoluzionari orologi Swatch

Gli svizzeri sono sempre stati all’avanguardia nella produzione di orologi. Nella seconda metà dell’Ottocento fu proprio uno svizzero, Patek Philippe, a inventare gli orologi da polso. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Svizzera è la produttrice ed esportatrice della metà degli orologi che si acquistavano nel mondo: il suo dominio è pressoché assoluto fino agli anni Cinquanta, quando gli americani cominciano a impiegare metalli duri per i meccanismi invece delle pietre preziose. Gli svizzeri restano però fedeli alla tradizione e continuano a realizzare orologi meccanici dalla produzione lenta, rigorosamente manuale, e dall’aspetto lussuoso. Quando arriva l’orologio analogico al quarzo, di cui la giapponese Seiko diventa pioniera, gli svizzeri si trovano ad arrancare: grazie ad un piccolo cristallo al quarzo, i nuovi orologi avevano una precisione superiore a qualsiasi altro orologio meccanico. E il prezzo era molto più basso rispetto ai preziosi orologi svizzeri, così le persone cominciarono a preferire questa nuova tecnologia, anche se meno elegante.

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Swatch Irony Chrono

In questo panorama si inserisce l’orologio Swatch, contrazione delle parole Swiss e Watch. Con metodi di produzione automatizzati tipici dell’industria orientale, Hayek cominciò a produrre oggetti che avevano un bassissimo prezzo di acquisto ma una qualità molto elevata, nella migliore tradizione svizzera. Rispetto ai modelli precedenti, uno Swatch era dell’80% più economico da produrre grazie all’assemblaggio automatizzato e alla riduzione del numero di componenti, passati da 91 a soli 51 pezzi. Ed era anche molto più pratico da utilizzare nella vita di tutti i giorni: realizzato in plastica, è leggero e impermeabile, con un’ottima resistenza all’acqua e agli urti. Infine, il design: non si erano mai visti orologi così colorati e fantasiosi.

swatch collezione

Il successo degli orologi Swatch

L’idea di Hayek si dimostrò quindi vincente. Nel 1983 venne lanciata la prima collezione di Swatch su mercato europeo: 12 modelli di orologi resistenti all’acqua e agli urti, con movimento al quarzo e colori accesi. Orologi alla moda a prezzi accessibili, con un funzionamento impeccabile e un’estetica creativa non potevano non conquistare il mercato: durante la metà degli anni Ottanta, negli Stati Uniti si diffondono gli Swatch Stores, che vengono unicamente orologi del brand, e le vendite all’inizio degli anni Novanta raggiungono i 100 milioni di esemplari in tutto il mondo. Divenne di moda attaccare gli Swatch ai vestiti, portarne due contemporaneamente e persino utilizzarli per legare i capelli con una coda di cavallo: insomma, gli orologi Swatch erano un oggetto iconico, un accessorio di moda immancabile.

Anche se i numeri sono calati dal boom degli anni Novanta, ancora oggi il brand controlla un quarto del mercato mondiale degli orologi e Nicolas Hayek, morto nel 2010 a 82 anni, per tutti è rimasto colui che “l’uomo che ha salvato l’industria degli orologi svizzera”.

Irene Bicchielli
Irene Bicchielli

Nata nel 1988 a Firenze, dove vive ancora oggi, ha da sempre uno smisurato amore per le parole. Ha imparato a leggere e a scrivere prima delle scuole elementari e da allora non ha più smesso: lettrice seriale con un'originale passione per i romanzi storici, ha frequentato il liceo classico e poi si è laureata in Scienze Politiche per diventare...Leggi tutto

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