Beauty 8 gennaio 2021

Colliri e gocce oculari: quali sono le differenze e le rispettive indicazioni?

colliri e gocce oculari differenze

In commercio esistono molti diversi tipi di formulazioni adatte alla somministrazione oculare: le gocce, che possono essere contenute in flaconi monodose o multidose, gli spray oculari e i gel o le pomate oftalmiche.

Alcuni di questi prodotti possono essere venduti senza obbligo di prescrizione e utilizzati per la gestione in automedicazione dei disturbi minori dell’occhio, come l’arrossamento e la secchezza oculare. Altri, invece, devono essere dispensati esclusivamente dietro presentazione di una ricetta medica, perché destinati alla cura di vere e proprie malattie dell’occhio, come il glaucoma o la cataratta.

Accade anche che, per il trattamento della stessa patologia esistano più tipologie di collirio, classificati in differenti categorie ai fini della dispensazione. È il caso della congiuntivite allergica, per la quale sono disponibili prodotti da banco contenenti principi attivi antistaminici o medicinali soggetti a prescrizione a base di cortisonici, in funzione della gravità della sintomatologia.

colliri gocce

In generale, tutti i colliri devono essere formulati in maniera da essere isotonici con le lacrime: in questo modo la loro applicazione non risulta irritante per l’occhio.

Possono contenere sostanze medicinali che si depositano semplicemente sulla superficie dell’occhio, come Optrex Night Repair Collirio Gel; in questo caso vengono classificati come dispositivi medici. Oppure possono essere assorbiti attraverso la cornea (la sclera, ovvero la parte bianca dell’occhio non ha capacità di assorbimento). In quest’ultimo caso, possono raggiungere le strutture più interne dell’occhio.

Quando utilizzati in modo non appropriato o eccessivo, i colliri possono rappresentare un rischio per gli occhi: se sintomi anche banali permangono, è opportuno chiedere consiglio all’oculista, che, oltre a indicare il prodotto più adatto, saprà individuare la causa del disturbo.

Nell’utilizzo dei colliri è anche importante ricordare di verificare sempre la data di scadenza prima dell’apertura della confezione se si tratta di un prodotto acquistato tempo prima e conservato a casa. Una volta aperto il confezionamento, controllare il numero dei giorni in cui il prodotto risulta valido e prenderne nota.

Verificare anche se è necessario conservarlo in frigorifero.

Poiché l’occhio è molto sensibile alle contaminazioni microbiche, i colliri contengono conservanti che hanno lo scopo di sfavorire la proliferazione dei microorganismi.

Alcune persone sono allergiche ai conservanti: in questo caso, è possibile optare per prodotti in confezione monodose, che mantengono la sterilità evitando l’uso di conservanti.

Quando sono indicate le gocce oculari a base vegetale

La fitoterapia può venire in aiuto per la formulazione di gocce oculari decongestionanti, rinfrescanti e lenitive indicate nel trattamento degli arrossamenti oculari.

Questi prodotti contengono in soluzione sterile derivati vegetali come l’estratto di camomilla, presente in Aboca Fitostill Plus Gocce Oculari 10 flaconcini, di amamelide, di calendula presente in Calenduvis gocce o di eufrasia presente in Dompè Alfa Natura gocce oculari, efficaci nel garantire sollievo in caso di bruciore degli occhi dovuto all’esposizione a fenomeni atmosferici intensi (ad esempio il forte vento).

L’instillazione di un paio di gocce di gocce oculari a base vegetale favorisce l’espulsione del pulviscolo accidentalmente finito nell’occhio.

Questi prodotti sono classificati come dispositivi medici perché non vengono assorbiti dall’occhio, ma esercitano un’azione superficiale: in questo caso, per differenziarli dai farmaci, sia da banco che soggetti a prescrizione, la normativa impone di utilizzare l’espressione gocce oculari.

Scegliendo il prodotto giusto, anche le persone con allergia ai conservanti possono utilizzare le gocce oculari che contengono estratti vegetali. Sul mercato, infatti, sono disponibili prodotti appartenenti a questa categoria formulati come monodose, nei quali viene garantita la stabilità del prodotto anche in assenza di conservanti.

Quando scegliere l’automedicazione

Uno dei problemi più diffusi in oculistica è rappresentato dalla secchezza, causata da un’alterazione nella composizione o nello spessore del film lacrimale. L’assenza di lubrificazione a livello della cornea, la membrana trasparente che permette il passaggio dei raggi luminosi verso la retina, rende questa struttura più vulnerabile nei confronti di possibili stati irritativi e infettivi.

La secchezza oculare è più frequente nelle donne, in particolare durante la menopausa. Sembra, infatti, esserci una correlazione fra secchezza oculare e la sospensione della sintesi degli ormoni femminili, gli estrogeni, che si verifica durante questa fase.

Più in generale, le cause possono essere legate allo smog, alla prolungata permanenza di fronte allo schermo del computer e all’aria condizionata.

I prodotti indicati per il trattamento della secchezza oculare, fra cui Alcon Systane Ultra Collirio Lubrificante 10 ml, sono formulati con sostanze idratanti e viscose come l’acido ialuronico, che trattengono l’acqua sulla superficie dell’occhio, contrastando l’evaporazione del film lacrimale. Sono disponibili anche in confezioni monodose, adatte anche alle persone allergiche ai conservanti e comodamente trasportabili.

Questi prodotti devono essere instillati nel sacco congiuntivale più volte al giorno, per prevenire la secchezza oculare, e possono essere utilizzati anche dalle persone che indossano lenti a contatto.

L’arrossamento oculare può essere dovuto a reazioni transitorie e sporadiche dell’occhio a fenomeni atmosferici irritanti, come il vento intenso, ad allergie o ad altre patologie. A meno che non sussistano controindicazioni, per contrastare l’arrossamento possono essere impiegati prodotti decongestionanti.

Questi trattamenti contengono principi attivi vasocostrittori: riducono il rossore perché determinano una contrazione del calibro dei capillari della congiuntiva, la membrana che riveste interamente l’occhio e la parete interna delle palpebre. Non devono essere utilizzati per lunghi periodi, perché possono creare qualche problema. Una volta interrotta l’applicazione, i vasi sanguigni tendono nuovamente a dilatarsi, l’occhio si arrossa e, per disarrossarlo, è necessario applicare il collirio: si innesca così un circuito vizioso che porta al peggioramento del sintomo.

Se l’arrossamento oculare non è occasionale, conviene chiedere un consulto all’oculista per comprenderne le cause.

Le allergie stagionali causano una manifestazione chiamata pollinosi, che comprende rinite, congiuntivite e, talvolta, anche asma. Per trattare i sintomi oculari è possibile utilizzare antistaminici come Sanofi Fexactiv Collirio 10 ml. I colliri antistaminici sono perlopiù prodotti da banco, vendibili quindi senza obbligo di prescrizione, che riducono l’arrossamento, la lacrimazione eccessiva, la sensazione di sabbia negli occhi e la fotofobia (fastidio all’esposizione alla luce), i sintomi tipici della congiuntivite.

In caso di infiammazione e dolore, dopo avere sentito il medico, è possibile ricorrere a colliri antinfiammatori non steroidei, che contengono gli stessi principi attivi dei farmaci che assumiamo per i dolori articolari di lieve o moderata entità.

Quando è necessario rivolgersi all’oculista?

Quando l’occhio è affetto da una vera e propria patologia o ha subito un trauma importante o, ancora, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico, da un lato si moltiplicano i rischi connessi all’utilizzo dei farmaci e dall’altro è richiesto l’utilizzo di medicinali che trattino il problema.

In questi casi la gestione della situazione non può che passare dall’oculista.

Le principali categorie di farmaci appartenenti a questa fascia sono gli antibiotici, che vengono prescritti dopo la chirurgia (per ridurre il rischio di infezioni dovute alla contaminazione dell’occhio) e in caso di infezione batterica, gli ipotensivi (che riducono la pressione oculare e vengono usati per il trattamento del glaucoma) e i midriatici (colliri che dilatano la pupilla e che vengono impiegati a fini diagnostici).

Gli antibiotici, in particolare, sono al centro di numerosi dibattiti scientifici. La diffusione di batteri resistenti anche alle molecole più potenti ha creato una vera e propria emergenza: si stima addirittura che nel 2050 i batteri insensibili agli antibiotici causeranno più morti dei tumori.

Per contrastare questo fenomeno occorre agire su più fronti. Da un lato dobbiamo usare meglio gli antibiotici già approvati: questo significa, per esempio, ricorrervi solo quando il medico ce li prescrive e non assumerli in automedicazione e che non dobbiamo usarli nel tentativo di curare malattie virali, come l’influenza o il raffreddore.

In secondo luogo, abbiamo bisogno di nuove molecole, a cui i batteri resistenti non siano ancora stati esposti e nei confronti delle quali siano dunque sensibili. L’industria farmaceutica sta lavorando in questa direzione.

Infine, dobbiamo imparare a proteggerci dalle infezioni, ad esempio lavandoci frequentemente le mani con acqua calda e sapone. Abbiamo imparato a causa di questa pandemia quanto sia utile ed è un principio che dobbiamo applicare anche in futuro e anche per prevenire tutte le altre malattie infettive.

Il problema dell’antibiotico resistenza è molto sentito anche in oculistica. Di recente sono stati rivisti i protocolli di terapia, con un accorciamento dei tempi di somministrazione dei colliri antibiotici dopo gli interventi chirurgici.

In generale, attenersi alle prescrizioni del medico, sia dal punto di vista dei tempi che delle modalità di applicazione dei colliri antibiotici permette di massimizzare l’efficacia della terapia e minimizzare i rischi ad essa associati.

Monica Torriani
Monica Torriani

Farmacista, consulente scientifica e blogger. La sua attività ruota intorno alla terapia, da quella basata sugli estratti vegetali all’estrema frontiera dell’innovazione tecnologica.

Si laurea e si abilita alla professione presso l’Università degli Studi di Milano, dopo avere frequentato il tirocinio in un grande ospedale della città. Un’esperienza che le permette di mettere a fuoco gli aspetti normativi e gestionali delle realtà...Leggi tutto

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