Precisi, rapidi e personalizzabili: guida all’acquisto dei migliori mouse gaming

Massima precisione e rapidità fulminea per sbaragliare ogni avversario. Come scegliere il mouse da gaming perfetto per arrivare alla vittoria.
Di Umberto Stentella Aggiornato il 13 Luglio 2026
21 minuti di lettura
Primo piano di un mouse da gaming cablato con illuminazione RGB laterale, posizionato accanto a una tastiera sfocata.

L’evoluzione del gaming su PC ha portato gli utenti a godere di una sempre maggiore libertà all’interno dell’ambiente di gioco. Rispetto a un accessorio da gaming più tradizionale, come un joystick o un controller, i giocatori hanno cominciato a preferire dispositivi più versatili e precisi, trasformando gradualmente il mouse in una vera e propria periferica da gaming. Esattamente come le tastiere gaming, i mouse gaming si distinguono dai modelli più basilari in tanti aspetti, mantenendo sempre come priorità la precisione e la rapidità dei movimenti, ma anche un occhio di riguardo per la personalizzazione estetica. In questa guida andiamo ad analizzare tutte le caratteristiche per trovare i migliori mouse gaming.

Come scegliere un mouse gaming

Di seguito, riassunti i punti chiave da considerare in fase di acquisto.

Design – Nella scelta di un mouse gaming il design non rappresenta solo un fattore estetico, ma anche funzionale. Un mouse da gaming, infatti, può assumere diverse forme e altrettante funzioni: comandi supplementari, impugnature ergonomiche, forma adatta o meno a utenti mancini e così via. Nel momento in cui si sceglie un mouse per lunghe sessioni di gioco, il design del prodotto può sicuramente fare la differenza in questo caso.

Connettività – Si tratta di uno dei punti chiave nella scelta di un mouse da gioco. Se in precedenza i giocatori più esigenti erano sicuri di trovare le soluzioni più precise tra i mouse USB, ad oggi anche i mouse gaming wireless garantiscono prestazioni molto solide, con tecnologie sempre più evolute che permettono di ridurre al minimo la latenza in gioco. Ciononostante, a parità di prezzo, un mouse USB riesce spesso a prevalere su una controparte wireless, specialmente a livello di funzioni disponibili.

Sensibilità – Come anticipato, a definire un mouse da gaming in termini di prestazioni sono due le caratteristiche: precisione e rapidità. Questi aspetti sono determinati dalla sensibilità del sensore di un mouse gaming, definita in DPI. Maggiore è il livello di DPI di un mouse, più alta sarà la rapidità raggiungibile in gioco. Allo stesso tempo, i mouse gaming con sensibilità più alta garantiscono maggiore libertà nella scelta del livello più adatto ai vari tipi di giocatori.

Personalizzazione – Oltre alla precisione dei comandi basilari, un mouse da gaming deve lasciare la libertà di impostare dei comandi personalizzati da poter attivare nei diversi giochi. Per questo motivo risultano molto importanti aspetti come la presenza o meno di pulsanti laterali aggiuntivi, da poter programmare via software non solo con azioni rapide, ma anche con comandi macro più complessi. Sempre in tema di personalizzazione, non bisogna dimenticare l’aspetto estetico: per completare al meglio la propria postazione da gaming, la presenza di led RGB modificabili gioca sempre un ruolo importante nella scelta del dispositivo ideale.

Quanto costano i mouse gaming?

Quattro mouse da gaming con illuminazione RGB disposti su una superficie grigia, a confronto per design, forma e pulsanti.

Come da tradizione, abbiamo individuato tre fasce di prezzo per facilitare la scelta del miglior mouse da gaming a seconda del proprio budget. In linea di massima, quando si entra nel campo dei prodotti da gaming bisogna quasi sempre pagare un ‘premium’ rispetto alle normali periferiche ad uso professionale o casual. I mouse da gaming non fanno eccezione.

In alcuni casi, questo premium è giustificato da materiali, scelte di design e altre soluzioni meramente estetiche. In molti altri, oltre al piacere per gli occhi, c’è anche tanta sostanza. In questa guida, abbiamo cercato di anteporre sempre l’aspetto pratico a quello esclusivamente estetico. Abbiamo, insomma, fatto scelte che potessero dare un reale vantaggio di gioco, ad esempio offrendo un’ottima precisione, DPI elevati, tasti programmabili e una bassa latenza.

Così facendo, siamo riusciti a trovare ottimi prodotti anche nella fascia budget (meno di 40 euro). Ad ogni modo, questo segmento dà il meglio di sé nelle fasce media e alta del mercato: è lì che troviamo mouse realmente in grado di offrire sensibilità (minimo 8.000 DPI) e tracciamento elevati, oltre che un’ampissima libertà di personalizzazione.

Fascia economica (entro 60 euro)

Se non si hanno velleità agonistiche, la fascia entry-level del mercato riserva già discrete sorprese piuttosto complete. Partiamo dal Logitech G502 Hero, ottima proposta che offre una sensibilità da ben 25.600DPI. Molto interessante è anche il sistema di regolazione del peso: è possibile aggiungere fino a 18 grammi extra, per un grip ancora più saldo e preciso. Completano il quadro ben otto tasti liberamente programmabili, utilissimi per un accesso ultra-rapido ai comandi preferiti — essenziale soprattutto quando si gioca a MOBA o MORPG come World of Warcraft. Insomma, nonostante il prezzo piuttosto aggressivo, c’è davvero tutto. Andiamo avanti con l’Asus ROG Harpe Ace Aim Lab Edition, che colpisce già dal suo design moderno e pulito, con un corpo nero satinato (ma esiste anche una versione bianca) e tasti a contrasto in colore ciano metallico. Il sensore ottico ROG AimPoint porta la sensibilità fino ad un massimo di 36.000 DPI, con una deviazione inferiore all’1%. Il mouse è completamente wireless (sfrutta la tecnologia ROG SpeedNova a 2.4 GHz) e si ricarica comodamente con un normale USB-C. E’ leggerissimo: appena 55 grammi, grazie ad un corpo che – tra le altre cose – sfrutta materiali leggeri come il nylon. Chi cerca qualcosa di essenziale e dritto al punto, con un prezzo straordinariamente aggressivo, troverà pane per i suoi denti nel Corsair Harpoon RGB, mouse cablato da gaming con un peso contenuto di 85 grammi. La forma sagomata, con supporti laterali in gomma, offre un grip saldo e deciso, mentre i sei pulsanti programmabili permettono, anche qui, di avere un piccolo arsenale di macro personalizzate e complesse. Bene il tracking, da 12.000 DPI. Infine, il Razer Basilisk V3 è una proposta davvero completa, con tanto di sistema di illuminazione RGB a 11 zone per un feeling da gaming puro. Sul piano della personalizzazione, il Basilisk V3 mette a disposizione 10+1 pulsanti programmabili, un totale che comprende anche l’acclamato grilletto multifunzione. Ogni tasto può essere associato a macro o funzioni secondarie come push-to-talk, ping di squadra o comandi specifici per il gioco. Il cuore prestazionale è il sensore ottico Razer Focus+ da 26.000 DPI, capace di tracciare i movimenti con accuratezza pixel per pixel e integrato con funzioni intelligenti come il cut-off asimmetrico. Davvero difficile chiedere di più.

Fascia media (da 60 a 120 euro)

In fascia media troviamo una conferma, se non un rafforzamento, delle ottime specifiche viste fino ad oggi, ma sblocchiamo finalmente un accesso alla tecnologia wireless a bassa latenza, per una comodità decisamente più importante. Partiamo dall’ASUS ROG Gladius III Wireless, una proposta in livrea bianca davvero curata che mette sul piatto qualcosa di raro: una tripla connettività che vi lascia scegliere in totale libertà tra ricevitore wireless RF a 2,4 GHz, Bluetooth e classico USB cablato. Sotto il cofano lavora la tecnologia ROG SpeedNova, che spreme la latenza al minimo e (cosa non da poco) taglia i consumi fino al 50% rispetto ad altri wireless con la stessa batteria. Sensibilità che arriva fino a 36.000 DPI, peso contenuto per movimenti nitidi anche dopo ore di sessione e illuminazione Aura Sync RGB per chi vuole fare scena. Un pacchetto davvero completo, confezionato in un corpo dal design pulito e non eccessivamente sfacciato, che ci convince molto. Il Logitech G PRO X Superlight 2 è invece un mouse che ha già fatto la storia degli eSports e che ora torna ancora più affilato. Il peso è da record, appena 60 grammi, e la sensazione sotto la mano è quella di qualcosa che semplicemente non c’è. Il nuovo sensore HERO 2 spinge fino a 44.000 DPI con un tracking di oltre 888 IPS, senza smoothing, accelerazione o filtri di sorta. A completare il quadro un polling rate da 8 kHz per una reattività impressionante, switch ibridi LIGHTFORCE con click tattile preciso, piedini in PTFE puro per uno scivolamento setoso e una batteria da 95 ore con ricarica USB-C. Da pro, fatto per i pro. Il Corsair M75 Wireless invece offre un’esperienza gaming personalizzabile fino al midollo. Il design ambidestro è la sua firma: i pulsanti laterali sono magnetici e intercambiabili, così potete decidere se tenerli a destra, a sinistra, in rilievo, piatti o del tutto disattivati. Il peso si ferma a 89 grammi, valore equilibrato che garantisce un controllo saldo senza affaticare il polso. Il sensore ottico CORSAIR MARKSMAN si spinge fino a 26.000 DPI con un tracking di 650 IPS e accelerazione fino a 50G, mentre il polling a 1.000 Hz mantiene la risposta immediata ai vostri comandi. Versatile e ben rifinito. Infine, il Razer Viper V3 Pro è un autentico bisturi pensato per la scena competitiva ai massimi livelli. Appena 54 grammi sulla bilancia, perfettamente equilibrato, con una finitura Smooth-Touch che offre grip senza attaccarsi alla pelle nemmeno nelle partite più sudate. Il sensore Focus Pro 35K DPI Gen-2 traccia con precisione chirurgica praticamente ovunque, vetro compreso, mentre gli switch ottici Razer Gen-3 promettono 90 milioni di click e attuazione a 0,2 ms senza il fastidioso problema del doppio click. Polling base a 1.000 Hz, ma con il dongle HyperPolling (venduto a parte) si arriva fino a 8.000 Hz. Batteria da 95 ore per non rimanere mai a piedi nel bel mezzo delle partite più adrenaliniche e concitate.

Fascia alta (oltre 120 euro)

Si parte forte con il Logitech G PRO X2 SUPERSTRIKE LIGHTSPEED , evoluzione spinta della famiglia PRO che porta in dote una vera novità di categoria: il sistema di attivazione aptico induttivo HITS, capace di restituire un feedback tattile in tempo reale completamente personalizzabile. Tradotto in pratica: potete decidere come deve “rispondere” il click sotto il vostro dito, regolando il punto di azionamento su 10 livelli e il trigger rapido su 5. Il peso resta da campione (61 grammi), il sensore HERO 2 macina fino a 44.000 DPI con tracking di 888 IPS, il polling sale a 8 kHz e la batteria regge dalle 60 alle 90 ore. Scocca ultra-sottile da 0,7 mm e ricarica USB-C completano un’offerta pensata per fare la differenza in alta competizione. Praticamente la Ferrari del segmento. Discorso diverso per lAsus ROG Spatha X che si rivolge a chi cerca un alleato robusto e infinitamente personalizzabile, perfetto per MMO e MOBA dove serve tenere sotto mano un piccolo arsenale di comandi. I tasti programmabili sono ben dodici, gestibili dal software Armoury Crate, e il vero asso nella manica è il socket push-fit che vi permette di sostituire fisicamente gli switch per cambiare forza di azionamento o riparare il mouse senza buttarlo. Funziona sia in wireless a 2,4 GHz sia in cablato via USB-C, con sensore ottico da 19.000 DPI e polling rate a 1.000 Hz. La batteria regge fino a 67 ore e con appena 15 minuti di ricarica ne portate a casa altre 12. Bella anche la base di ricarica magnetica inclusa nella confezione. Per chiudere, lAsus ROG Keris II Ace, mouse eSports puro nato in collaborazione con i professionisti degli FPS. Il peso si ferma a 54 grammi, valore competitivo che si traduce in maneggevolezza assoluta nei flick e nei microaggiustamenti di mira. Il sensore ottico AimPoint Pro spinge fino a 42.000 DPI con una deviazione inferiore all’1% e lavora anche su superfici vetrate, mentre i microswitch ottici ROG promettono fino a 100 milioni di click senza un cedimento. Il pezzo forte resta il ROG Polling Rate Booster: collegando il ricevitore al dongle apposito si arriva a 4.000 Hz in wireless e a 8.000 Hz in cablato, numeri che fino a poco fa erano dominio esclusivo dei modelli cablati.

Mouse gaming: il controllo totale del gioco nel palmo della mano

Mano appoggiata su un mouse da gaming con illuminazione RGB multicolore, durante una sessione di utilizzo su una scrivania.

Gli utenti che cercano un mouse gaming si dividono comunemente in due categorie: quelli che desiderano un prodotto dotato di design più aggressivo, il più delle volte accompagnato da sistemi di illuminazione a led personalizzabili, e quelli che puntano a una periferica capace di aumentare le prestazioni in gioco. Molto spesso i mouse definiti “da gaming” di fascia più economica prediligono solo il primo tipo di utenza, con prodotti che non si discostano da un qualunque mouse USB, almeno in termini prestazionali. Bisogna quindi considerare delle caratteristiche fondamentali quando si deve scegliere un mouse gaming, in modo da poter avere un effettivo miglioramento all’interno dei giochi, studiando termini come sensibilità, risoluzione, polling rate e LOD, che saranno analizzati nel dettaglio successivamente.

È comunque necessario fare una doverosa premessa: a meno che non si utilizzi un mouse da gaming in ambito professionale, o se non si è appassionati di titoli particolarmente competitivi, puntare a un modello top di gamma non porta con sé dei miglioramenti istantanei all’esperienza di gioco. Nella maggior parte dei casi, i mouse gaming di fascia alta integrano delle funzioni molto avanzate, ma sfruttate raramente da un utente medio. Per questo motivo si prediligono mouse da gaming di fascia media, dotati sì di buone prestazioni, ma soprattutto di un’ampia libertà di personalizzazione.

Un’altra questione di cui bisogna tenere conto è se si è abituati a utilizzare un controller da gioco, il mouse da gaming garantisce performance migliori in gioco? Non sempre. Come periferica, il mouse riesce chiaramente a dare una maggiore precisione rispetto a una levetta analogica o un tasto direzionale. Tuttavia, non tutti gli utenti riescono ad abituarsi rapidamente al passaggio a un mouse da gaming. Non è un caso che anche videogiocatori professionisti riescano a portare a casa risultati notevoli negli eSport con un semplice gamepad, proprio per una questione di abitudine.
Una volta chiariti questi argomenti, vediamo nel dettaglio tutte le caratteristiche da considerare per l’acquisto di un mouse gaming.

L’importanza del design in un mouse gaming

Quando si parla del design di una periferica come un mouse gaming, ci si potrebbe limitare alla questione che “anche l’occhio vuole la sua parte”. Una considerazione sicuramente vera, ma che risulta limitante nel caso dei mouse da gaming. Per questi dispositivi l’importanza del design ha dei risvolti soprattutto funzionali: basti pensare alla presenza di comandi aggiuntivi, rispetto alla classica configurazione clic sinistro, clic destro e rotellina di scorrimento centrale. Avere a disposizione dei comandi extra sul lato, e più nello specifico avere la libertà di poterli programmare liberamente, significa poter effettuare delle azioni in gioco con la semplice pressione del pollice, mantenendo l’altra mano ben salda sui comandi di movimento presenti sulla tastiera. A volte sono sufficienti due pulsanti laterali per migliorare nettamente le possibilità in gioco, ma è anche vero che alcuni generi di gioco richiederebbero molti più comandi extra su un mouse. Anche per queste situazioni sono presenti prodotti adatti allo scopo: si prenda come esempio il modello Razer Naga Pro. Questo mouse offre un design modulare molto interessante, con il lato sinistro caratterizzato da una placca removibile, e sostituibile con tre diverse configurazioni: un più semplice layout a due pulsanti, una ghiera a sei pulsanti e un tastierino laterale con ben dodici comandi rapidi programmabili. In questo modo si va incontro alle esigenze di ogni tipo di giocatore, dall’amante del genere FPS fino agli appassionati di strategici, MMO o MOBA.

La forma del mouse gioca, allo stesso modo, un ruolo importante per determinare la qualità del design di un mouse gaming. Questo aspetto è legato all’ergonomia del prodotto. Se si pensa a lunghe sessioni di gioco, un mouse con una forma più semplice potrebbe affaticare presto la mano con cui si impugna. Al contrario, un mouse dalla forma più particolare come il Logitech G402 Hyperion Fury permette di mantenere più riposato il braccio anche dopo diverse ore di utilizzo, grazie all’aletta di appoggio laterale. Non bisogna dimenticare, inoltre, le necessità di un utente mancino abituato a utilizzare il mouse con la mano sinistra. Va detto che, purtroppo, le soluzioni da gaming adatte ai mancini sono nettamente meno di quelle per i destrimani, ma comunque presenti. Per lo più si tratta di soluzioni ambidestre, con comandi rapidi presenti su entrambi i lati del mouse, ma sono disponibili anche modelli appositamente pensati per l’utilizzo con la mano sinistra.

Un altro aspetto che si considera spesso nella scelta di un mouse gaming è la presenza di un sistema di illuminazione. Che sia monocolore o RGB, un sistema a led all’interno di un mouse gioca sicuramente un ruolo importante per l’estetica della propria postazione, ma risulta rilevante anche per indicare all’utente delle informazioni specifiche. Quando si parla di un mouse da gaming con sensibilità regolabile su più livelli, il colore dei led può indicare quale dei profili è impostato. Alcuni marchi sono riusciti a portare innovazioni molto interessanti per sfruttare l’illuminazione RGB di un mouse, come Razer. Grazie al supporto della piattaforma Razer Chroma, alcuni giochi si integrano con il sistema RGB del mouse per indicare al giocatore delle informazioni precise, come lo stato di salute del personaggio.

USB o wireless? Quale tipo di collegamento preferire in un mouse gaming

Fino a pochi anni fa la risposta a questa domanda era scontata. Un mouse gaming USB è sempre più preciso di un mouse wireless. Questa affermazione era determinata da un motivo, in particolare: l’input lag. Rispetto al flusso di dati immediato dato da una connessione cablata, la comunicazione su rete wireless comporta una minore velocità con cui il comando viene convertito in un’azione su schermo. Oggi la situazione è decisamente cambiata, con la produzione di mouse da gaming sempre più precisi in modalità wireless. Ogni brand offre una propria tecnologia per migliorare le performance wireless dei mouse da gioco, ad esempio la tecnologia LightSpeed di Logitech o HyperSpeed di Razer. Con i modelli più recenti di mouse gaming wireless, dunque, si possono ottenere livelli di rapidità e precisione paragonabili a un mouse di tipo USB. Un mouse da gaming USB sarà comunque più preciso di un mouse wireless? Sì, ma con una differenza sempre più sottile, che potrebbero notare solo i veri e propri giocatori professionisti.

Un vantaggio più tangibile per i mouse gaming USB riguarda, invece, l’assenza di batterie. Essendo dotati di alimentazione continua, i mouse USB non corrono mai il rischio di disattivarsi proprio al culmine di una partita online. Per quanto i mouse wireless presentino questo tipo di limitazione, è pur vero che alcuni modelli riescono a raggiungere livelli di autonomia davvero notevoli. È quindi necessario distinguere i mouse da gaming wireless con alimentazione a pile da quelli dotati di una batteria ricaricabile. Nel primo caso si garantisce una durata molto più lunga, ma al netto di un peso maggiore dato proprio dalla presenza di pile alcaline all’interno del dispositivo. Viceversa, i mouse con batteria ricaricabile rappresentano sicuramente una soluzione più versatile, ma spesso inferiore in termini di autonomia. La batteria ricaricabile ha, però, un grande vantaggio: la possibilità di continuare a utilizzare il mouse in modalità USB nel momento in cui si mette sotto carica, collegandolo direttamente al proprio PC.

Mouse gaming wireless con batteria ricaricabile:
Asus TUF Gaming M4
Asus ROG Spartha X
Razer Viper V3 Pro

DPI, Polling rate e LOD: come leggere le specifiche tecniche di un mouse gaming

Leggendo la scheda tecnica di un mouse gaming, ci si trova di fronte a termini particolari, non sempre comprensibili facilmente da tutti. Vediamo come leggerli al meglio.

DPI: la sensibilità del sensore

Uno dei termini più diffusi è sicuramente DPI: questo termine indica la risoluzione massima del sensore ottico del mouse e determina la sensibilità del dispositivo. Quando si aumenta il livello di DPI di un mouse, aumenta di conseguenza la velocità del puntatore. Naturalmente si potrebbe pensare a una caratteristica superficiale, dato che la velocità del mouse può essere modificata su qualsiasi modello, semplicemente andando nelle impostazioni del sistema operativo. In realtà, quando la sensibilità di un mouse è più alta, significa anche che può coprire un maggiore numero di pixel ad alta velocità. Quando si modifica la velocità del puntatore da Windows o da MacOS, infatti, un mouse più semplice ed economico salta dei pixel durante lo spostamento, perdendo quindi in precisione.
Quale livello di sensibilità è migliore in gioco? Questo dipende dal tipo di giocatore. Infatti, quando si parla di sensibilità di un mouse si possono distinguere due tipi di utente: quelli abituati a giocare “di braccio” e quelli che preferiscono giocare “di polso”. I giocatori di braccio effettuano dei movimenti più ampi e preferiscono utilizzare un livello di DPI basso. Al contrario, i giocatori di polso effettuano micro-movimenti con la mano, spostando di pochi millimetri il mouse a ogni movimento, e prediligono livelli di DPI molto più elevati. Nel caso dei mouse gaming dotati di sensore da 25.000 DPI si potrebbe pensare a una caratteristica poco sfruttata, ma non è così. Un buon consiglio è quello di utilizzare livelli molto alti di DPI, laddove disponibili, per poi abbassare la sensibilità degli spostamenti direttamente dalle impostazioni del singolo gioco. In questo modo si può sfruttare al meglio la maggiore precisione di un mouse da gaming di qualità.

LOD: Lift Off Distance

Tornando ai cosiddetti giocatori di braccio, un altro termine da tenere in considerazione è LOD, che sta per Lift Off Distance, ossia la distanza dalla scrivania necessaria perché il sensore del mouse non invii più segnali di movimento. Nei giochi più competitivi, se si preferisce un movimento di braccio è necessario sollevare leggermente il mouse dal piano dopo uno scorrimento, riportarlo indietro e quindi ripetere lo scorrimento, fino a che la visuale non raggiunga il punto desiderato. Per questo tipo di utilizzo è molto importante che il valore di LOD sia minimo, per evitare che, dopo aver sollevato il mouse, vengano registrati movimenti della visuale indesiderati. Nella maggioranza dei casi è possibile scegliere tra un LOD di 1 o 2 mm.

Polling rate: puntare alla massima precisione

Cosa significa polling rate? Con questo termine si indica la frequenza (espressa in Hz) con cui viene registrata la posizione del cursore sul monitor. Più è alto il valore del polling rate, maggiore è la precisione con cui viene tracciato il movimento a schermo. La stessa frequenza è utile anche per la riduzione della latenza, in modo da rendere il più possibile immediato il comando a schermo dopo la pressione di un tasto. La frequenza di riferimento quando si vuole puntare a un buon mouse gaming è di 1.000 Hz di polling rate. Tuttavia, tra i prodotti top di gamma di questa categoria sono presenti modelli dotati di modalità HyperPolling, come il Corsair SABRE RGB PRO, capace di raggiungere un polling rate di ben 8.000 Hz.

Le possibilità di personalizzazione di un mouse gaming

Nella ricerca del miglior mouse gaming, il supporto software è di fondamentale importanza, specialmente quando si vuole avere la massima libertà di personalizzazione. Uno dei motivi chiave per cui si preferisce un mouse da gaming modificabile tramite un’applicazione di supporto, è la possibilità di programmare dei comandi rapidi in base alle proprie esigenze. Software come Razer Synapse o Logitech G Hub garantiscono questo tipo di libertà. Ogni pulsante presente nei mouse compatibili con queste piattaforme è modificabile a piacimento. Oltre alla semplice assegnazione di un comando, i migliori software per queste periferiche offrono il supporto macro. Si tratta della possibilità di programmare non un singolo comando, ma una combinazione di più tasti, con tanto di tempi di pausa tra una pressione e la successiva. Software di questo tipo sono presenti sia tra i mouse di fascia alta, sia tra i modelli più economici della categoria, ma con alcune differenze. Quella più facile da riscontrare è la presenza o meno di una memoria integrata, che permette di salvare configurazioni su più profili e attivarli rapidamente quando richiesto.

La personalizzazione di un mouse da gaming passa anche dall’hardware. In questo senso, oltre a prodotti più particolari come il già citato Razer Naga Pro, una delle possibilità più diffuse per la personalizzazione hardware di un mouse riguarda il peso. Modelli come il Logitech G502, infatti, presentano un vano interno in cui possono essere inseriti dei pesi aggiuntivi in base alle proprie preferenze. Altri prodotti, come Asus Spatha, permettono di regolare la tensione dei tasti o la forza della rotellina di scorrimento.

La personalizzazione dei led RGB, infine, assume per la maggior parte un valore puramente estetico, ma è possibile trovare un’applicazione funzionale anche in questo caso. Ad esempio, si possono impostare dei colori specifici per identificare i vari profili e le diverse configurazioni di tasti. I mouse gaming più avanzati si concentrano molto sulla libertà di personalizzazione RGB, specialmente quando si parla di veri e propri ecosistemi come Corsair iCUE, Asus Aura o Razer Chroma. Queste piattaforme permettono non solo una personalizzazione dei led nei minimi particolari, ma anche la sincronizzazione delle luci con altre periferiche collegate al PC, in modo da avere un effetto molto più omogeneo su una postazione da gaming. Va detto che, nel momento in cui si punta all’acquisto di un mouse gaming wireless, i led RGB possono rappresentare un ostacolo se si vuole allungare il più possibile l’autonomia del dispositivo ma, come detto in precedenza, con i mouse da gaming “anche l’occhio vuole la sua parte”.

Pubblicato il 9 Giugno 2023
Umberto Stentella
Umberto Stentella

Nato nel 1994 a Marghera, Venezia, ha iniziato a scrivere di tecnologia nel 2016, a 21 anni,
parallelamente agli studi in giurisprudenza. Il suo esordio è avvenuto dopo aver trovato il
coraggio di inviare la prima proposta editoriale a Motherboard, all'epoca inserto dedicato al
tech di VICE. Da allora non ha mai smesso di occuparsi di innovazione, web culture e
gadget.
Negli anni ha collaborato...Leggi tutto

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