Fermenti lattici: cosa sono e per quali disturbi vengono utilizzati

Quali sono le funzioni dei fermenti lattici probiotici e quali sono i ceppi più impiegati dall’industria farmaceutica?
Di Monica Torriani @Monica_Torriani 23 aprile 2021
fermenti lattici

L’espressione fermenti lattici è comunemente usata per indicare un gruppo di batteri in grado di digerire il lattosio, lo zucchero presente nel latte. La reazione tramite la quale si verifica questa scomposizione è detta fermentazione. La fermentazione del latte ad opera dei fermenti lattici in commercio in formulazione liquida o solida liofilizzata (come nel caso di Sofar Enterolactis 12 bustine) produce acido lattico.

L’uso dei fermenti lattici risale all’antichità e riguarda in particolare alcuni processi industriali o di conservazione degli alimenti: venivano aggiunti al latte per prolungare il suo periodo di stabilità. Più tardi, in epoche più recenti, ne fu osservata la correlazione con la salute dell’intestino.

Questa grande categoria di microorganismi comprende ceppi la cui azione promotrice della salute umana è supportata da studi scientifici e ceppi per i quali non sono, ad oggi, state raccolte prove in questo senso. I primi, detti fermenti lattici probiotici, sono stati definiti nel 2001 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come microorganismi vivi e vitali che conferiscono benefici alla salute dell’ospite quando consumati, in adeguate quantità, come parte di un alimento o di un farmaco.

L’aspetto caratteristico che differenzia i probiotici da tutti gli altri fermenti lattici è proprio quello della vitalità: questi batteri riescono a resistere all’aggressione dell’ambiente acido presente nello stomaco e ad arrivare vivi e vitali nell’intestino. D’altra parte, questo concetto è presente anche nel nome: probiotico significa a favore della vita.

La formulazione di un probiotico presuppone la conoscenza di tutti i ceppi contenuti nel prodotto e la loro titolazione. Per fare un esempio, Montefarmaco Lactoflorene Pancia Piatta contiene Bifidobacterium lactis HN019 in ragione di 1 miliardo di unità formanti colonia (1 mld UFC) e Lactobacillus acidophilus NCFM® 0,10 miliardi UFC.

Al contrario, quando si parla di fermenti lattici in termini generici ci si riferisce a prodotti che contengono microorganismi in grado di digerire il lattosio e produrre acido lattico, ma di cui di cui non sono noti composizione, quantità e dosaggio né la capacità di resistere agli acidi gastrici.

tipologie di probiotici

Tipologie di probiotici

Fra i ceppi più impiegati dall’industria farmaceutica, ci sono:

Ma fra i probiotici che entrano a far parte della composizione dei prodotti in commercio, sono presenti anche miceti o lieviti: nel mercato sono disponibili integratori a base di ceppi del genere Saccharomyces come in Arkolevure Capsule di Arkopharma.

Le caratteristiche dei fermenti lattici probiotici

Per raggiungere l’intestino, organo nel quale esprimono la loro attività, i fermenti lattici devono superare indenni il transito attraverso lo stomaco, che secerne succhi acidi necessari alla digestione. Gli unici ceppi per i quali questa condizione è garantita sono i probiotici.

Una volta giunti nell’intestino, questi microorganismi aderiscono alle cellule epiteliali. Da qui si sviluppano e si moltiplicano, favorendo il raggiungimento della corretta composizione microbica (una condizione detta eubiosi) e tenendo sotto controllo la proliferazione dei ceppi patogeni.

Le terapie antibiotiche hanno l’obiettivo di eliminare i batteri patogeni che infettano l’organismo. Poiché la loro azione non è specifica, danneggiano anche la flora batterica amica, creando squilibrio nella composizione del microbiota. Per questa ragione, fra gli effetti collaterali degli antibiotici sono inclusi dissenteria e gonfiore addominale. L’assunzione di probiotici resistenti agli antibiotici permette di accelerare il recupero dell’eubiosi.

La temperatura ambientale ed il grado di umidità ai quali i farmaci vengono conservati possono influenzarne la stabilità. Questo è vero in particolare nel caso di specie vive. Al fine di prolungare la validità del prodotto e renderlo più resistente a temperature anche al di sopra di quella ambientale (per convenzione fissata a 25°C) i fermenti lattici probiotici vengono formulati soprattutto in capsule contenenti un liofilizzato, flaconi di polvere liofilizzata (come nel caso di Dr. Giorgini Lactovis Prebiotico e Probiotico 100 g) e in flaconcini con tappo separatore (da unire e agitare al momento dell’assunzione).

Il liofilizzato permette di portare l’integratore in viaggio senza timori per la sua stabilità, di aggiungerlo alle bevande e, nel caso di bambini piccoli, al latte del biberon.

Quali sono le funzioni dei fermenti lattici probiotici?

La parete intestinale rappresenta, come e più delle altre mucose, vista la sua estensione, una barriera nei confronti delle sostanze che arrivano dall’esterno. Partecipa alla produzione di anticorpi (sintetizza le immunoglobuline di tipo A – IgA) e contribuisce alla formazione della risposta immunitaria dell’organismo.

Le alterazioni della flora batterica si ripercuotono su questa attività e possono provocare un indebolimento del sistema immunitario.

In caso di disturbi intestinali, ad esempio gastroenteriti di origine virale, l’assunzione di integratori a base di probiotici e prebiotici può accelerare il recupero. I prebiotici sono una categoria di zuccheri (fruttoligosaccaridi – FOS), che non vengono assorbiti dall’intestino umano e di cui i probiotici si alimentano.

Alcune forme di disbiosi, ossia di alterazione dell’equilibrio nella composizione del microbiota, sono causate o favorite da un’alimentazione disordinata e possono avere conseguenze quali diarrea o stipsi, gonfiore e dolore addominale, rallentamento della digestione. Anche in questi casi, può essere utile, oltre ad introdurre un regime alimentare più corretto, assumere un integratore che supporti nel recupero dell’eubiosi.

Quando la cattiva digestione è legata a squilibri del microbiota, si può optare per formulazioni che alla funzione probiotica dei fermenti lattici abbinino quella procinetica e antifermentativa di estratti vegetali come quelli di curcuma e zenzero come Zeta Prolife Enzimi.

I ceppi probiotici hanno anche un ruolo fisiologico nella digestione e nell’assorbimento degli alimenti, per i quali supportano il microbiota, e nella sintesi di vitamine. La vitamina B₁ e la vitamina K vengono prodotte dalla flora intestinale. Uno stato di disbiosi può, dunque, essere alla base di una carenza vitaminica.

Probiotici e bambini

Subito dopo la nascita, i neonati possono contare sul supporto del latte materno, ricco di fermenti lattici vivi in grado di offrirgli protezione, in attesa che la sua fisiologia raggiunga i primi obiettivi del suo sviluppo.

Superata questa prima fase, tuttavia, e fino a quando la maturazione dei diversi sistemi non è completa, i piccoli sono soggetti ad una maggiore vulnerabilità rispetto agli adulti. Sono, per esempio, più esposti a rischio di contrarre gastroenteriti virali (come quelle da rotavirus) e di sviluppare alterazioni del microbiota a seguito di processi fisiologici come la dentizione.  

Può essere utile, in questi casi, supportare i bambini, una volta sentito il parere del pediatra, con la somministrazione di integratori di fermenti lattici vivi indicati per la popolazione pediatrica.

Probiotics to minimise antibiotic damage – CORDIS – Commissione Europea

Evidence based review of probiotics for antibiotics associated diarrhea and Clostridium difficile infections – L. McFarland et al – Clinical Microbiology, 2009

Monica Torriani
Monica Torriani

Farmacista, consulente scientifica e blogger. La sua attività ruota intorno alla terapia, da quella basata sugli estratti vegetali all’estrema frontiera dell’innovazione tecnologica.

Si laurea e si abilita alla professione presso l’Università degli Studi di Milano, dopo avere frequentato il tirocinio in un grande ospedale della città. Un’esperienza che le permette di mettere a fuoco gli aspetti normativi e gestionali delle realtà...Leggi tutto

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