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Guida all’acquisto stufe a pellet: riscaldare casa rispettando l'ambiente

Da quando le stufe a pellet sono entrate nelle nostre case, si è rivoluzionato il concetto di riscaldamento invernale. Il motivo principale va ricercato nelle peculiari caratteristiche del nuovo biocombustibile che, oltre ad avere un potere calorifico molto elevato, risulta più sostenibile di gas e gasolio. E meno costoso. Ma una stufa a pellet, come la King 6, a tali vantaggi intrinseci ne aggiunge ancora uno: la suggestiva fiamma a vista. Tanti sono i modelli fra cui scegliere, differenti per prezzo e prestazioni. Con la nostra guida, potrai scovare quello giusto per te.
stufe a pellet

Come scegliere la stufa a pellet?

Efficienza, confort, sostenibilità e risparmio: ecco i principali vantaggi della stufa a pellet (nel Magazine di Trovaprezzi.it, Che cosa sono le stufe a pellet e quali vantaggi offrono). Nonostante i molti pro, però, potrebbe assalirci qualche dubbio. La stufa sarà sufficiente a scaldare adeguatamente la casa? A questa domanda cercheremo di rispondere nel corso della guida. Ma ancor prima, è bene capire quale tipo di stufa fa al caso nostro. La stufa a pellet ventilata, ad esempio, è la soluzione ideale per un unico ambiente. La stufa a pellet canalizzata, invece, si presta a scaldare più stanze, anche poste su differenti livelli. Le idrostufe, infine, sono pensate per sostituire in toto la caldaia di casa, riscaldando l’acqua nei termosifoni e quella sanitaria. Come è facile capire, la scelta si lega al ruolo che vorremo assegnare alla stufa. Elemento centrale del sistema di riscaldamento oppure complementare? Da qui è bene cominciare per individuare il modello giusto. La potenza della stufa è un altro fattore chiave in sede d’acquisto. E per darti un aiuto concreto, ti spieghiamo come valutarla in relazione alle dimensioni della casa o dell’ambiente da scaldare. Discorso simile per la capacità del serbatoio che si lega indissolubilmente all’autonomia oraria. Anche la questione economica è stata approfondita a dovere, con un’analisi delle variabili che incidono sul costo d’acquisto e una selezione di modelli suddivisi per fasce di prezzo. Ma senza tralasciare un tema cruciale: quello delle numerose agevolazioni proposte dal Governo per chi scelga una stufa a pellet. Tali bonus, oltre al costo d’acquisto, vanno a coprire anche le spese per l’installazione della stufa e per lo scarico fumi. E ciò vale sia che si impieghi la canna fumaria che un tubo da 8 cm con fungo terminale sul tetto. In entrambi i casi, l’intervento di un tecnico specializzato è obbligatorio. Normativa in vigore, installazione, etichetta energetica, programmi e funzioni smart, pulizia e manutenzione: ecco altri degli argomenti affrontati nella guida.

Quanto costa una stufa a pellet?

prezzi stufe a pellet
L'acquisto di una stufa a pellet rappresenta, senza dubbio, un ottimo investimento (nel Magazine di Trovaprezzi.it, Le 10 stufe a pellet più cercate nel 2020). A fronte di una spesa inziale abbastanza consistente, infatti, godremo di un risparmio considerevole nel tempo, tanto da ripagare la stufa nel giro di qualche anno. Senza considerare il fatto che le stufe a pellet sono silenziose, facili da pulire, ecologiche e, soprattutto, assicurano un comfort termico senza eguali. Ma, come vedremo nella guida, la scelta deve essere ben rapportata allo spazio da scaldare, fattore che può condizionare con decisione il prezzo. Una stufa a pellet slim, ad esempio, costerà sempre meno di un potente modello canalizzato o, magari, di una idrostufa. Ma sarà anche in grado di scaldare ambienti dalle dimensioni notevolmente inferiori. Oltre alla potenza, incidono sul prezzo anche altri fattori, come la presenza di funzioni evolute, del telecomando, di materiali costruttivi premium e di un design altamente ricercato. Del resto, trattandosi di oggetti molto ingombranti, è preferibile che siano gradevoli alla vista, oltre che funzionali. In ogni caso, la scelta finale si lega, per forza di cose, al budget a disposizione. Così, per aiutarti nell'acquisto, abbiamo suddiviso le migliori stufe a pellet in tre fasce di prezzo: economica (entro 700 euro), media (da 700 a 1200 euro) e alta (oltre 1200 euro).
(Dati aggiornati a novembre 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 700 euro)

Semplicità strutturale e funzionale, design lineare e potenza adeguata ad ambienti non troppo grandi: ecco alcuni degli elementi che accomunano le stufe a pellet di fascia economica. Dietro linee e forme non troppo appariscenti si nasconde, però, tanta qualità. Prendiamo, ad esempio, la King 6, una delle più leggere in circolazione. Disponibile in molteplici varianti cromatiche, è una mini stufa a pellet da 6 kW, ideale per un monolocale. 11 chili è la capacità del serbatoio, non male per un prodotto così compatto. Per chi sia alla ricerca di un po’ di potenza in più, consigliamo la stufa a pellet economica Pegaso Vera, modello ventilato da 7 kW. Molto sobria grazie al caratteristico aspetto squadrato, è la soluzione giusta per un appartamento di circa 60 m². Proseguendo nella nostra selezione, incontriamo due stufe a pellet ventilate dalle prestazioni simili. Punto Fuoco Dora e Qlima Fiorina 74 S-line, infatti, offrono all’utente una potenza termica di 8 kW, sufficiente per scaldare un appartamento di medie dimensioni. In entrambi i casi, la capacità del serbatoio si assesta sui 13 chili, sufficienti per garantire una giornata piena di autonomia. Dotate di programmi giornalieri e settimanali, si impostano in pochi passi per assicurare un confort senza paragoni. 

Fascia media (da 700 a 1200 euro)

Le stufe a pellet di fascia media rendono l’esperienza d’uso ancora più comoda, grazie ad interessanti tecnologie progettate in nome del confort. Senza considerare che, in media, vantano una potenza termica superiore rispetto alle stufe a pellet economiche. Cominciamo, però, dal modello che rappresenta l’eccezione alla regola. La Nordica Luisella, infatti, offre 4.4 kW di potenza, perfetti per un ambiente singolo o un monolocale. Leggera e compatta, è una delle più curate a livello estetico, grazie a rifiniture davvero ben fatte. Ottimo anche il sistema di autopulitura del braciere Auto Clean Check Up. Con una potenza quasi doppia, Palazzetti Ecofire Malù 8 soddisfa senza problemi le esigenze di un appartamento di medie dimensioni. Provvista di display LED e pratico menù di programmazione settimanale per tranche orarie, si gestisce in modo intuitivo e veloce. Fra le più silenziose in circolazione, include il sistema Zero Fan Speed pensato per l’utilizzo di notte. Ancora superiore è la potenza termica nominale della stufa a pellet ventilata King 10, vero best-buy di fascia media. 10 sono i kW che riesce ad erogare, scaldando a dovere anche un appartamento di 120 m². E lo fa limitando al massimo le emissioni inquinanti, tanto da risultare una delle più ecologiche della categoria. In ultimo ma non per importanza, introduciamo la Cadel Prince 3, stufa a pellet da 11 kW che brilla anche sul versante estetico, grazie all’impiego di materiali ricercati. Telecomando, menù ricco di programmi, efficienza e confort: a questo modello non manca niente.

Fascia alta (oltre 1200 euro)

Oltre la soglia dei 1200 euro, si posizionano le stufe a pellet top di gamma, i modelli di punta pensati dalle varie case costruttrici per offrire confort e versatilità unici. Nella nostra selezione non mancano, poi, idrostufe e stufe a pellet canalizzate che nascono per sostituire in toto la caldaia di casa. Cominciamo da un modello tradizionale nel funzionamento che, però, spicca per prestazioni e design. Con la peculiare forma cilindrica, la stufa a pellet ventilata Cadel Sfera non passa certo inosservata. Bellissimi, in particolare, sono gli inserti in metallo in grado di riflettere la luce, dando respiro all’ambiente circostante. E con 11 kW di potenza, si adatta bene alla maggior parte degli scenari domestici. Per chi desideri ancora maggiore potenza e ami le linee country, non possiamo che consigliare Cola Beauty 13, modello canalizzabile di grande impatto estetico. Con una potenza di 13 kW e pregevoli innesti in maiolica, eccelle sia sul versante delle prestazioni che dello stile. Procedendo con la nostra selezione, abbiamo scelto un’idrostufa davvero eccezionale. King 14 Idro, oltre ad offrire potenza da vendere, una solida autonomia e un ricco menù, lavora con efficienza per scaldare l’acqua sanitaria e quella dei termosifoni. E concludiamo alla grande con la regina della categoria: La Nordica Costanza Idro. Siamo al cospetto di una termostufa canalizzata da ben 17 kW, forte di un generoso serbatoio da 27 chili per il combustibile. Efficiente, bella ed evoluta, offre all’utente un ampio parterre di funzionalità smart, gestibili tramite l’apposita app per smartphone. 

Tutti i vantaggi del pellet

migliori stufe a pellet
Il pellet è un biocombustibile derivante dal legno venduto in forma di piccoli bastoncini cilindrici lunghi dai 5 ai 30 mm. Si realizza a partire dalla selezione della materia prima, non necessariamente ricavata tagliando tronchi di albero. Può, infatti, essere ottenuto dagli scarti della lavorazione di altri prodotti in legno, fattore che ne mette in evidenza la natura sostenibile. In aggiunta, l’assenza di additivi chimici permette al pellet di limitare le emissioni inquinanti dannose per l'ambiente prodotte dalla combustione. Compatto ed altamente pressato, il combustibile delle stufe a pellet brucia sempre in modo uniforme, garantendo un riscaldamento omogeneo dell'ambiente. Ne consegue che, pur sfruttando la stessa materia prima di base, una stufa a pellet è più efficiente di una a legna. Semplice e veloce, anche la pulizia della stufa a pellet è un punto di forza di questa tipologia di prodotti. Senza contare che l'alto grado di pressatura del combustibile, lo rende più comodo da trasportare, stoccare e caricare. Infine, se ciò non bastasse, sono previste varie agevolazioni fiscali per chi decida di scegliere una stufa a pellet. Ne parliamo nel paragrafo successivo.

Bonus, Ecobonus, Superbonus: tutte le agevolazioni da sfruttare

È vero, l’acquisto di una nuova stufa a pellet può rappresentare un esborso non da poco. È anche vero, però, che il Governo ha predisposto un ampio parterre di incentivi volti a favorirne la diffusione. Data la natura sostenibile del prodotto, infatti, non mancano agevolazioni nate per premiare chi intraprenda tale strada. I bonus disponibili sono ben tre, tutti validi fino a fine 2021. Il Bonus Ristrutturazioni scatta in concomitanza con lavori di ammodernamento della casa. E dà diritto ad una detrazione del 50% dei costi per l’acquisto e l’installazione della stufa a pellet. L’Ecobonus, invece, è usufruibile nel caso in cui la stufa a pellet venga acquistata e montata come strumento di riqualificazione energetica. In tale specifico frangente, l’incentivo copre il 65% delle spese sostenute ma solo qualora vengano rispettati alcuni stringenti requisiti relativi alla potenza nominale dell’impianto, alle emissioni, alla trasmittanza termica ed all’uso di biomasse combustibili. La terza agevolazione, poi, è la più interessante. Chiamata Superbonus, arriva a rimborsare il 110% dei costi sostenuti ma esclusivamente se l’esborso per la stufa avviene in contemporanea ad interventi sull’isolamento termico della casa o alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale. Applicabili all’acquisto di una stufa a pellet slim come di un massiccio modello canalizzato, i bonus possono essere erogati solo se i lavori sono stati svolti da un tecnico autorizzato nel rispetto delle prescrizioni imposte per legge. Entro 90 giorni dalla conclusione dell’opera, infatti, la certificazione del professionista dovrà essere inviata all’ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile. Altro requisito chiave è il pagamento attraverso bonifico parlante, che attesti i dati anagrafici di acquirente e venditore, oltre al riferimento normativo corretto a seconda del tipo di intervento per cui si richiede il bonus. Tale modalità, però, è d’obbligo solo per coloro che non siano titolari di reddito di impresa. In caso contrario, fa fede qualsiasi altro tipo di documentazione prodotta, purché idonea. Infine, è fondamentale consegnare tutta la documentazione al CAF o al commercialista che si occuperà della nostra dichiarazione. Venendo ai termini del rimborso, i tre bonus sono detraibili attraverso la dichiarazione dei redditi. Ma mentre i primi due in 10 rate spalmate in altrettanti anni, il Superbonus si rimborsa nella metà del tempo. In alternativa, il solo Superbonus dà diritto allo sconto diretto in fattura in sede d’acquisto o alla cessione del credito maturato in banca. In questo caso, però, lo sconto ammonterà al 100% anziché al 110. 

Come funziona una stufa a pellet?

Vista dall'esterno, una stufa a pellet appare come un blocco massiccio dalla forma stretta ed allungata, provvisto di un piccolo display e tasti per regolare le impostazioni di temperatura e potenza. Nella parte alta, solitamente, trova posto il serbatoio per il combustibile che può essere caricato fino al limite massimo. Sarà, poi, un'apposita coclea a gestire il passaggio in automatico del pellet fino al crogiolo, dove ha luogo la combustione. Qui, la fiamma è innescata da una resistenza elettrica ed alimentata dal combustibile insieme all'aria presa dall'esterno. Il calore viene, quindi, convogliato attraverso dei tubi scambiatori e spinto nell'ambiente grazie ad una ventola. Nel caso delle stufe a pellet canalizzate, l'aria calda può essere trasferita anche ad altre stanze tramite un sistema di tubi che si diramano dal retro della stufa stessa. L’espulsione dei fumi nelle stufe a pellet, invece, avviene per mezzo di una seconda ventola che li spinge fuori attraverso la canna fumaria. A gestire tutto è una centralina elettrica che lavora in base alle impostazioni da noi fornite. Proprio per la presenza di questo componente, le stufe a pellet (piccole o grandi che siano), dovranno sempre essere posizionate vicino ad una presa di corrente.

Installazione e posizionamento: la sicurezza prima di tutto

Rispetto ai modelli a legna, le stufe a pellet richiedono qualche attenzione in più in fase di posizionamento. Oltre all'installazione della canna fumaria, infatti, è necessario che nei paraggi sia presente una presa elettrica, fondamentale per alimentare la centralina ed altri meccanismi interni, come le ventole. Inoltre, una stufa a pellet posizionata al centro della stanza riscalderà l'ambiente meglio che se collocata in modo defilato. Ma è anche vero che la necessità di espellere i fumi nel miglior modo possibile impone alla stufa di trovare posto nei pressi di un muto esterno. Le modalità per lo scarico sono, sostanzialmente, due: sfruttare la canna fumaria per portare i fumi verso l’alto o impiegare un tubo da 8 cm che corra lungo la parete esterna. Nel secondo caso, si fa necessario predisporre un buco nel muro attraverso il quale far passare il tubo. E lo stesso, salendo in orizzontale, dovrà spuntare sul tetto con un fungo terminale. Per verificare tali aspetti e garantire un'installazione sicura al 100%, il lavoro deve essere svolto per legge da un tecnico specializzato, seguendo le indicazioni previste dalla normativa europea vigente. Due sono i corpus di regole attualmente in vigore: uno espressamente dedicato alla stufa a pellet (EN 14785), l’altro valido per tutti gli impianti di riscaldamento provvisti di scarico fumi esterno (UNI 10683). Il rispetto di tali norme è obbligatorio per qualsiasi modello, con particolare attenzione per le stufe a pellet da incasso. Una volta effettuato un primo sopralluogo per verificare la conformità dell’ambiente, il tecnico monterà la stufa nel punto in cui possa garantire un riscaldamento omogeneo e ad ampio raggio. Il tutto facendo sempre i conti con il posizionamento della canna fumaria. Inoltre, sarà necessario installare anche una sonda ambientale per rilevare la temperatura della stanza. In fase di valutazione preliminare, poi, il tecnico dovrà fare particolare attenzione alla presenza in prossimità della stufa di materiali potenzialmente infiammabili, come ad esempio il legno del parquet. Nel caso specifico, viene di norma predisposta una pedana per distanziare la stufa dal pavimento. 

Stufe a pellet a confronto: le variabili principali

Indipendentemente da quali siano le nostre esigenze domestiche, una buona stufa a pellet dovrebbe garantirci sempre un ottimo comfort e consumi ridotti. È pur vero che, fra le varie tipologie presenti in commercio, le differenze non riguardano solo le mere prestazioni ma anche la comodità d'uso. Vediamo, di seguito, quali sono le variabili che differenziano in modo più marcato un modello dall’altro. 

Stufe a pellet da incasso o freestanding
Nell'immaginario comune, la stufa a pellet è freestanding, ovvero a libera installazione. Parliamo di un blocco a forma di parallelepipedo abbastanza pesante e massiccio da posizionare a distanza da qualsiasi altro mobile. Meno comuni, invece, sono i modelli da incasso, pensati di solito per essere installati a parete nel caso in cui il muro presenti una nicchia sufficientemente capiente. Oltre al risparmio in termini di spazio, tale tipo di soluzione si va ad armonizzare meglio con l'arredamento e lo stile della casa. In alcuni casi, poi, le stufe a pellet da incasso possono essere collocate a terra, a ricordare un vero e proprio caminetto.

Stufe a pellet da incasso La Nordica più popolari:
Inserto Wide
Inserto 70 Ventilato
Inserto 80 Crystal Ventilato Evo

Stufe ventilate o canalizzate?
I modelli base sono anche definiti "stufe ad aria" o "ventilate". Parliamo di sistemi di riscaldamento a pellet piuttosto semplici, perfetti per un’unica stanza o un piccolo appartamento. Il riscaldamento dell’ambiente, in questo caso, è operato da una ventola elettrica che spinge l’aria verso l’esterno. Se, invece, volessimo scaldare una superficie molto più grande, potremmo optare per una stufa a pellet canalizzata. Si tratta di un particolare modello, provvisto di tubazioni poste sul retro, in grado di trasportare il calore in tutte le stanze, singolarmente. Molto più costoso ed elaborato, un sistema del genere dà il meglio nelle abitazioni a più piani, poiché sfrutta la naturale propensione del calore a salire verso l'alto. Ovviamente, la stufa va posizionata al livello più basso. 

Stufe a pellet canalizzabili più cercate dagli utenti:
La Nordica Giusy Plus Evo
Cola Afrodite
Cola Ellisse

Idrostufe
Anche dette termostufe, le idrostufe funzionano, come si può intuire dal nome, ad acqua. Collegate all'impianto idraulico della nostra abitazione, sfruttano la combustione del pellet per riscaldare l'acqua che scorre nei termosifoni, oltre a quella sanitaria. In pratica, una stufa del genere va a sostituire in toto la caldaia, ma con consumi ed emissioni inquinanti inferiori. 

Idrostufe a pellet molto diffuse:
King 14 Idro
Laminox Apollo Idro
La Nordica Iside Idro

Manuali, semiautomatiche o automatiche
Ecco tre differenti sistemi con cui la stufa a pellet gestisce l'accensione della fiamma ed il carico del combustibile. Le stufe manuali sono le più semplici poiché necessitano di un fiammifero per avviarsi e vanno caricate a mano. Nelle semiautomatiche, invece, sebbene il serbatoio debba essere rabboccato manualmente, l'avvio non richiede il nostro intervento, sfruttando una resistenza elettrica per generare la scintilla al momento dell’accensione. Le automatiche, infine, pur avviandosi nello stesso modo, prelevano il pellet in totale autonomia, attingendo da un silos posto all’esterno.

Potenza e volume: la stufa giusta per ogni ambiente

etichetta energetica stufe a pellet e idrostufe
Il potere calorifico delle stufe a pellet è strettamente legato alla loro potenza termica, misurabile in kW e sempre indicata nell'etichetta energetica. Ma com'è possibile capire quale stufa a pellet sia giusta per la nostra casa? Semplice, basta verificare il rapporto fra potenza del modello e volume della stanza o dell'intero appartamento. Una casa di 80 m² ha un volume di 216 m³ che, per essere riscaldato in modo uniforme, richiede una stufa da 7 kW. Partendo da questo semplice assunto, basterà calcolare il volume del nostro appartamento e poi effettuare la debita proporzione. Per completare il primo passaggio è sufficiente moltiplicare la superficie della casa per 2.7, valore che indica la distanza media in metri fra pavimento e soffitto. Per fare un esempio concreto, un appartamento di 60 m², avrà un volume pari a 162 m³. In seconda battuta, dovremo procedere con la seguente proporzione, il cui terzo termine (in grassetto) corrisponde al volume della nostra casa:

216 : 7 = 162 : X

Moltiplicando il secondo termine per il terzo e dividendo il risultato per il primo, otterremo un valore di 5,25 che corrisponde ai kW necessari per la soluzione abitativa in questione. In base allo stesso ragionamento, una casa di 100 m² (ovvero 270 m³ di volume), richiederà una stufa da 8.75 kW. Di norma, la potenza delle stufe a pellet oscilla fra i 2,5 ed i 20 kW. I modelli più potenti sono in grado di scaldare appartamenti fino a 200 m². In questo caso, però, si dovrà optare per una stufa a pellet canalizzata, ossia dotata di un sistema di tubazioni in grado di portare il calore in tutte le stanze. Come accennato ad inizio paragrafo, l’etichetta energetica deve sempre riportare chiaramente il valore della potenza termica nominale della stufa. Resa obbligatoria dal primo gennaio 2018, l’energy label diventa quindi un prezioso alleato in fase di scelta. Ancora più, se siamo orientati all’acquisto di una termostufa, tipologia per cui l’etichetta fornisce un dato aggiuntivo: la potenza termica indiretta, ovvero il quantitativo di energia dedicato al riscaldamento dell’acqua sanitaria. Vi è, poi, un altro dato che balza subito all’occhio osservando l’etichetta. Parliamo della classe di efficienza energetica, espressa attraverso categorie corrispondenti a lettere dell’alfabeto. Partendo dalla classe G per arrivare alla A++, si passa dal minore al maggiore grado di efficienza.

Combustibile e luce: i consumi della stufa a pellet

Una stufa a pellet impone all’acquirente un esborso iniziale piuttosto impegnativo. Oltre al prezzo del prodotto in sé (che parte da 500 euro circa per superare anche i 2000), pesano sul portafoglio le spese per l’installazione e, in un secondo tempo, quelle derivanti dalla pulizia e manutenzione annuale. Ma a fronte di un costo di partenza non certo da poco, l'investimento viene ripagato nel giro di qualche anno. Il tutto grazie a quote di gestione energetica relativamente basse. Iniziamo dal combustibile. Il pellet, infatti, è fra le materie prime più economiche in assoluto, con un prezzo simile a quello della legna. Venduto in sacchi da 15 chili, ha un costo medio di 4/5 euro a confezione. Il consumo dipende, naturalmente, dal modo in cui sfruttiamo le nostre stufe a pellet. Possiamo, comunque, affermare che, con un utilizzo standard, viene bruciato circa un chilo di combustibile all'ora. Pertanto, tenendo accesa la stufa 10 ore al giorno, spenderemo fra i 3 ed i 4 euro, ovvero quasi la metà rispetto ad un impianto a metano utilizzato per pari tempo. Il consumo elettrico di una stufa a pellet, invece, è quasi irrilevante. L'elettricità serve esclusivamente in fase di accensione e per alimentare le ventole della stufa, accostandone i consumi annui a quelli di un televisore. 

Capacità del serbatoio e autonomia

In media, la capacità del serbatoio di una stufa a pellet ammonta a 15 chili. Tale valore corrisponde al peso standard dei sacchi di combustibile, andando a stabilire così una corrispondenza fra i due elementi. Come visto nella sezione relativa ai consumi, stufe a pellet di medie dimensioni bruciano circa un chilo di combustibile all'ora. Da ciò si deduce che un sacco potrà durare 1/2 giorni, a seconda dell'utilizzo che ne faremo. Fra i modelli più performanti in termini di capacità, troviamo la stufa a pellet canalizzata che può accogliere fino a 60 chili di combustibile. Ma in questo caso, anche i consumi saranno superiori rispetto ad un modello ventilato standard, costringendoci al rifornimento più o meno con le stesse tempistiche. Nel caso in cui volessimo liberarci definitivamente di tale incombenza, la soluzione sarebbe il ricorso ad un silos esterno. Parliamo di un contenitore in acciaio o tessuto, posto al di fuori delle mura domestiche e collegato alla stufa con un tubo, attraverso il quale la stufa stessa può attingere al pellet in autonomia. Particolarmente utilizzato per ambienti molto grandi, capannoni e uffici, tale soluzione è spesso disponibile sulle migliori stufe a pellet. Con una capacità che può andare da qualche quintale fino a più di una tonnellata di combustibile, il silos riesce a garantire il funzionamento continuo della stufa anche per tutto l'inverno.

Le funzioni dedicate al confort

Uno dei vantaggi principali della stufa a pellet è nell’intrinseca comodità d'uso, nettamente superiore rispetto ad un modello a legna. Per prima cosa, il combustibile, oltre ad essere venduto in pratici sacchi, si carica in modo semplice e dura più a lungo. Ma anche a livello di pulizia e manutenzione, l'impegno che dovremo profondere risulterà minore. Senza contare il fatto che le stufe a pellet, una volta caricate, gestiscono il combustibile in autonomia, così come il tiraggio e lo scarico dei fumi, attraverso la centralina elettrica integrata. E lo stesso vale per la temperatura, tanto che, una volta impostata manualmente quella desiderata, sarà la stufa a mantenerla costante, dosando la potenza in automatico. Ma vediamo ora quali accessori e funzioni aggiuntive ci assicurano un confort ancora superiore:

Accensione e spegnimento programmati
Sia le migliori stufe a pellet che i modelli base ne sono provvisti. Parliamo della possibilità di impostare alcuni programmi pensati per gestire accensione e spegnimento in modo automatico. Come per il cronotermostato di un impianto a metano, è possibile selezionare programmi giornalieri o settimanali, personalizzabili manualmente. Così facendo, al nostro risveglio (o al ritorno a casa) troveremo l’ambiente già caldo, evitando inutili sprechi di risorse.

Funzioni smart
Ne sono provviste di default le stufe a pellet di fascia alta ma si vanno via via diffondendo anche a bordo di modelli meno cari. Ci riferiamo alle funzioni smart che, sfruttando la connessione alla rete tramite il Wi-Fi, ci semplificano molto la vita. Scaricando sullo smartphone l'apposita app, infatti, potremo controllare la stufa anche se siamo fuori casa, avviandola o spegnendola da remoto. Inoltre, saremo in grado di ricevere in tempo reale notizie sul suo funzionamento e notifiche relative ad eventuali criticità. Oltre ad alert relativi agli interventi di manutenzione.

Telecomando
Non sempre la semplice stufa a pellet ventilata ne è provvista ma è vero che con pochi euro si può rimediare a tale mancanza, acquistando un telecomando universale. E come avviene con i climatizzatori, potremo regolare la temperatura a distanza e agire sulla potenza alla quale la stufa lavora. Nei modelli più evoluti, sarà possibile anche accedere alle funzioni di programmazione per accensione e spegnimento.

Le stufe a pellet smart più popolari:
La Nordica Glenda WiFi
San Marco Courmayeur
Mcz Clio Hydro Wifi 

Dimensioni, peso e design

La stufa a pellet è un oggetto tanto ingombrante quanto utile, un elettrodomestico che non passa certo inosservato. Parliamo di modelli che misurano in larghezza dai 50 ai 100 cm, aspetto che si lega in parte alla potenza in kW di cui sono provvisti. E se una stufa a pellet slim è la scelta migliore per un ambiente unico o un piccolo appartamento, le soluzioni più grandi e pesanti saranno in grado di scaldare anche superfici superiori ai 100 m². Dimensioni e peso vanno sempre a braccetto e le stufe a pellet non sono certo fra gli oggetti più leggeri in circolazione. Si va, infatti, da un minimo di 40 chili fino a un massimo di 200, sempre a seconda del potere calorifico che può essere espresso. E poiché spostare una stufa a pellet non sempre risulta agevole, è bene scegliere al meglio il posizionamento iniziale del prodotto. Del resto, i materiali con cui sono realizzate le stufe a pellet (piccole o grandi che siano) sono pesanti per natura. Parliamo, infatti, di acciaio, ghisa, porcellana, terracotta e vetro. E la loro combinazione, oltre a condizionare il peso, influisce con forza sull'aspetto estetico. I dettagli, infatti, possono fare la differenza, distinguendo un modello dallo stile spartano da uno più elegante, moderno, rustico o volutamente retrò. La cura del design e la scelta di materiali pregiati può trasformare la stufa in elemento d'arredo. E ciò, giocoforza, ne fa lievitare il prezzo.

Pulizia e manutenzione

La pulizia regolare di una stufa a pellet è l’ingrediente segreto per farla funzionare al meglio. Tale pratica semplice e veloce deve essere svolta con una certa frequenza per far sì che combustione e tiraggio dei fumi siano sempre ottimali. Strumento indispensabile per eseguire una buona pulizia delle stufe a pellet è l'aspirapolvere, da passare sul piano fuoco. Esistono, poi, degli specifici aspiracenere dal costo abbastanza contenuto, pensati appositamente per questa operazione e capaci di aspirare anche le polveri più sottili. Per quel che riguarda la manutenzione quotidiana, potremmo fermarci qui, andando al massimo a pulire il vetro della stufa per godere appieno della suggestiva fiamma a vista. Venendo alla manutenzione straordinaria, invece, sarà necessario svolgere ogni anno una pulizia più approfondita della stufa di cui dovrà occuparsi un tecnico specializzato. Il lavoro consiste, sostanzialmente, in un controllo generale di tutti i componenti, dai cavi elettrici alla canna fumaria, e nella pulizia delle parti interne: il serbatoio del combustibile, il braciere ed i ventilatori. Inoltre, nel caso della stufa a pellet canalizzata, è importante verificare pulizia e funzionamento delle canalizzazioni in grado di portare il calore verso le varie stanze della casa.

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