Scegli le stufe a pellet migliori: guida all'acquisto | Trovaprezzi.it
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Riscaldare la casa senza perdere di vista l'ambiente: guida all’acquisto delle migliori stufe a pellet

Da quando le migliori stufe a pellet sono entrate nelle nostre case, si è rivoluzionato il concetto di riscaldamento invernale. E il motivo principale va ricercato nelle peculiari caratteristiche del nuovo biocombustibile. Il pellet, infatti, oltre ad avere un potere calorifico molto elevato, risulta più sostenibile di gasolio e gas. Senza contare che anche i costi di utilizzo si fanno più contenuti. Ma una stufa a pellet come il modello La Nordica Ketty, oltre a questi vantaggi intrinsechi, ne ha uno senza prezzo: la suggestiva fiamma a vista. Certo, orientarsi nel mare dei prodotti in commercio non è semplice. Grazie alla nostra guida, però, potrai scovare il modello perfetto per il tuo stile e per quello della tua casa.
Indice
Prima dell'acquisto Che caratteristiche deve avere una stufa a pellet? Quanto costa una stufa a pellet?
stufe a pellet

Prima dell'acquisto: hai le idee chiare?

Optare per una buona stufa a pellet può rappresentare una vera e propria svolta in termini di consumi e comfort. Il tutto a patto che si tengano in considerazione alcuni aspetti di vitale importanza. Primo fra tutti, la potenza della stufa che va calcolata in relazione alla superficie dell'ambiente da scaldare. Ma non solo, trovi di seguito un breve approfondimento su tutti gli elementi che entrano in gioco:

Come funzionano le stufe a pellet?
Per effettuare un acquisto consapevole, è sempre bene partire dall'origine, ponendosi queste 2 domande: cos'è il pellet e come funziona? Vedremo, quindi, di capire cosa accade all'interno delle stufe quando le accendiamo, come il calore viene spinto fuori e i fumi convogliati verso l'esterno attraverso la canna fumaria.

Le norme di sicurezza base
Quando si ha a che fare con la combustione, la sicurezza deve essere sempre al primo posto. E non a caso, vige una normativa europea che impone alle stufe a pellet il rispetto di alcuni requisiti imprescindibili. Inoltre, per l'installazione della stufa a pellet, non è permesso il "fai da te" ma solo un tecnico specializzato può occuparsene.

Tipologie di stufe a confronto
Stufa a pellet canalizzata, ventilata, ad acqua, da incasso o freestanding. Ecco solo alcune delle principali tipologie presenti in commercio che andremo a descrivere. E poi, parleremo di quelle con accensione manuale, semiautomatica oppure automatica.

Potenza, consumi e autonomia
Aspetti molto delicati sono quelli relativi a potenza e consumi, oscillanti in base alla qualità della stufa e al volume dell'ambiente da scaldare. Entrambi influiscono sull'autonomia della stufa che, però, può crescere sensibilmente con un serbatoio interno più capiente della media.

Comodità d'uso e funzioni aggiuntive
Esistono stufe base che si accendono col fiammifero e modelli altamente tecnologici che si possono anche avviare a distanza, sfruttando il Wi-Fi. In questa sezione, andremo a descrivere quegli elementi che ci semplificano la vita: dal telecomando al cronotermostato, passando per il controllo remoto.

Design, peso e dimensioni
Acciaio, vetro, pietra ollare: ecco solo alcuni dei materiali impiegati per costruire le stufe a pellet e che fanno sentire il proprio peso a livello di design. Ma restando in tema di aspetto estetico, entrano in gioco anche altri 2 fattori: peso e dimensioni.

Pulizia e manutenzione
Come è naturale che sia, la stufa produce una serie di scarti derivanti dalla combustione. E tali polveri vanno eliminate con una certa frequenza per farla funzionare al meglio. Ma non dobbiamo scordarci della manutenzione annuale di cui solo un tecnico specializzato può occuparsi.

Prezzo
Il prezzo può oscillare a seconda di vari fattori: la potenza, l'efficienza, le funzioni più evolute ed il design. Ma per chi non abbia grandi pretese e sia in grado di cogliere le offerte provenienti dal web, è possibile acquistare modelli base anche a 500 euro. In aggiunta alla categoria economica, abbiamo preso in considerazione i prodotti di fascia media e alta, come Cadel Kriss 3  e Caminetti Montegrappa Alpina Evo, selezionando le stufe migliori in base al prezzo.

Che caratteristiche deve avere una stufa a pellet?

migliori stufe a pellet
Il pellet è un biocombustibile derivante dal legno che si mostra in forma di piccoli bastoncini cilindrici lunghi dai 5 ai 30 mm. Si realizza a partire dalla selezione della materia prima, non necessariamente ricavata tagliando gli alberi. Può, infatti, essere ottenuto dagli scarti della lavorazione di altri prodotti in legno, fattore che già ne mette in evidenza la natura sostenibile. In aggiunta, è privo di additivi chimici e ciò va a limitare le emissioni inquinanti dannose per l'ambiente prodotte dalla combustione. Compatto ed altamente pressato, il combustibile delle stufe a pellet, brucia sempre in modo uniforme, garantendo un riscaldamento omogeneo dell'ambiente. Ne consegue che, pur sfruttando la stessa materia prima di base, una stufa a pellet è più efficiente di una a legna. Semplice e veloce, anche la pulizia della stufa a pellet è un punto di forza di questa tipologia di prodotti. Senza contare che l'alto grado di pressatura del combustibile, lo rende più comodo da trasportare, stoccare e caricare. Infine, se ciò non bastasse, sono previste varie agevolazioni fiscali per chi decida di scegliere una stufa a pellet. Detraibili dall'Irpef, tali rimborsi possono coprire, in certi casi, anche il 65% del prezzo d'acquisto.

Come funziona una stufa a pellet?

Vista dall'esterno, una stufa a pellet si mostra come un blocco massiccio dalla forma stretta ed allungata, provvisto di un piccolo display e tasti per regolare le impostazioni di temperatura e potenza. In alto, solitamente, trova posto il serbatoio per il combustibile che può essere caricato al massimo. Infatti, sarà un'apposita coclea a gestire il passaggio in automatico del pellet fino al crogiolo, il luogo della combustione. Qui, la fiamma è innescata da una resistenza elettrica ed alimentata dal combustibile insieme all'aria presa dall'esterno. Il calore viene, quindi, convogliato attraverso dei tubi scambiatori e spinto nell'ambiente grazie ad una ventola. Nel caso della stufa a pellet canalizzata, l'aria calda può essere trasferita anche ad altre stanze, tramite un sistema di tubi posizionati sul lato posteriore. Invece, la gestione dei fumi nelle stufe a pellet avviene per mezzo di una seconda ventola che li spinge fuori attraverso la canna fumaria. A controllare tutto è una centralina elettrica che si regola in base alle impostazioni da noi fornite. Proprio per la presenza di questo componente, le stufe a pellet (piccole o grandi che siano), dovranno sempre essere posizionate vicino ad una presa di corrente.

Installazione e posizionamento

Rispetto ai modelli a legna, le stufe a pellet richiedono qualche attenzione in più in fase di posizionamento. Oltre all'installazione della canna fumaria, infatti, è necessario che nei paraggi sia presente una presa elettrica, fondamentale per alimentare la centralina ed altri meccanismi interni, come le ventole. Inoltre, una stufa a pellet posizionata al centro della stanza riscalderà l'ambiente meglio che se collocata in modo defilato. Ma è anche vero che la necessità di espellere i fumi nel miglior modo possibile attraverso la canna fumaria, impone alla stufa di non stare troppo lontana da una parete esterna. Per verificare tali aspetti e garantire un'installazione sicura al 100%, il lavoro dovrà essere svolto per legge da un tecnico specializzato, seguendo le indicazioni prevista dalla normativa europea vigente, la EN 14785. E ciò è necessario per tutti i modelli ma con particolare attenzione per le stufe a pellet da incasso. Una volta effettuato un primo sopralluogo, il tecnico monterà la stufa nella posizione migliore possibile, considerando anche la necessità di installare una sonda ambientale per rilevare la temperatura della stanza. Il tutto facendo particolare attenzione alla presenza in prossimità della stufa di materiali potenzialmente infiammabili, come ad esempio il legno del parquet. Nel caso specifico, viene di norma predisposta una pedana per allontanare la stufa dal pavimento. 

Stufe a pellet a confronto: tutte le tipologie

Indipendentemente da quali siano le nostre esigenze domestiche, una buona stufa a pellet dovrebbe garantirci sempre un ottimo comfort e consumi ridotti. È pur vero che, fra le varie tipologie presenti in commercio, le differenze non riguardano solo le mere prestazioni ma anche la comodità d'uso. Vediamo, di seguito, in che modo si distinguono i modelli più diffusi:

Stufe a pellet da incasso o freestanding
Nell'immaginario comune, la stufa a pellet è freestanding, ovvero a libera installazione. Parliamo di un blocco a forma di parallelepipedo abbastanza pesante e massiccio, da posizionare nella stanza, separato da qualsiasi altro mobile. In realtà, molto interessanti risultano i modelli da incasso, da installare solitamente a muro. Oltre al risparmio di spazio, queste stufe si vanno ad armonizzare meglio con l'arredamento e lo stile della casa. In alcuni casi, poi, possono essere collocate a terra, a ricordare un vero e proprio caminetto.

Stufe ventilate o canalizzate?
I modelli base sono anche definiti "stufe ad aria" o "ventilate". Parliamo dei sistemi di riscaldamento a pellet più semplici, perfetti per un solo ambiente o una piccola casa. Il loro funzionamento si basa proprio sull'aria calda spinta all'esterno attraverso una ventola elettrica. Se, però, volessimo scaldare una casa molto grande, potremmo optare per una stufa a pellet canalizzata. Si tratta di un particolare modello, provvisto di tubazioni poste sul retro, in grado di trasportare il calore in tutte le stanze, singolarmente. Molto più costoso ed elaborato, un sistema del genere dà il meglio nelle case a più piani, grazie alla naturale propensione del calore a salire verso l'alto. Ovviamente, la stufa va posizionata nel piano inferiore. 

Idrostufe
Paragonabili più alle stufe canalizzate che alle ventilate, le idrostufe funzionano, come si può intuire dal nome, ad acqua. Vanno collegate all'impianto idraulico della nostra abitazione e, sfruttando la combustione, riscaldano l'acqua che scorre nei termosifoni, oltre a quella sanitaria. In pratica, vanno a sostituire in toto la caldaia, ma con consumi ed emissioni inquinanti inferiori. 

Manuali, semiautomatiche o automatiche
In questo caso, le 3 tipologie si distinguono per modalità d'accensione della fiamma e carico del combustibile. Le manuali, infatti, necessitano ancora di un fiammifero per avviarsi e vanno caricate a mano. Nelle semiautomatiche, invece, il serbatoio deve essere riempito manualmente ma l'avvio non richiede il nostro intervento, sfruttando una resistenza elettrica per generare la scintilla. Le automatiche, infine, pur accendendosi nello stesso modo, prelevano il pellet in modo del tutto autonomo, andandolo a pescare da un silos esterno.

Potenza e volume: la stufa giusta per ogni ambiente

Il potere calorifico delle stufe a pellet è strettamente legato alla loro potenza, misurabile in kW e sempre indicata nell'etichetta energetica. Ma com'è possibile capire quale stufa a pellet risulti giusta per la nostra casa? Semplice, basta verificare il rapporto fra potenza del modello e volume della stanza o dell'intero appartamento. Facciamo un esempio concreto. Una casa di 80 m² ha un volume di circa 200 m³ che, per essere riscaldato in modo uniforme, richiede una stufa da 7 kW. Partendo da questo semplice assunto, basterà calcolare il volume del nostro appartamento e poi effettuare una proporzione. Se viviamo in una casa di 60 m², dovremo moltiplicare questa cifra per 2,7, ovvero la distanza media fra pavimento e soffitto. Ne risulta un valore pari a 162 m³, corrispondente a 5,7 kW. In base allo stesso ragionamento, una casa di 100 m², richiederà una stufa da 9,5 kW. Di norma, la potenza delle stufe a pellet oscilla fra i 2,5 ed i 20 kW. I modelli più potenti sono in grado di scaldare appartamenti fino a 200 m². In questo caso, però, si dovrà optare per una stufa a pellet canalizzata, ossia dotata di un sistema di tubazioni in grado di portare il calore in tutte le stanze. 

Combustibile e luce: i consumi della stufa pellet

L'impatto economico iniziale derivante dall'acquisto di una stufa a pellet risulta abbastanza importante. Oltre al prezzo in sé del modello scelto, ricadono sull'acquirente le spese di installazione della stufa a pellet e, in seguito, quelle derivanti dalla pulizia e manutenzione annuale. A fronte di un costo di partenza non certo da poco, l'investimento inziale viene ripagato nel giro di qualche anno. Il tutto grazie a costi di gestione energetica piuttosto bassi. Partiamo dal combustibile. Il pellet, infatti, è fra i più economici in assoluto, con un prezzo simile a quello della legna. Venduto in sacchi da 15 chili, costa mediamente 4 euro a confezione. Il consumo dipende, naturalmente, dal modo in cui sfruttiamo le nostre stufe a pellet. Possiamo, comunque, affermare che, con un utilizzo standard, viene bruciato un chilo di combustibile all'ora. Pertanto, tenendo accesa la stufa 10 ore al giorno, spendiamo fra i 2 ed i 3 euro, ovvero quasi la metà rispetto ad un impianto a metano. Il consumo elettrico di una stufa a pellet, invece, è quasi irrilevante. L'elettricità serve esclusivamente in fase di accensione e per alimentare le ventole della stufa, avvicinando i consumi annui a quelli di un televisore. 

Capacità del serbatoio e autonomia

In media, la capacità del serbatoio di una stufa a pellet ammonta a 15 chili. Tale valore, infatti, corrisponde alla capacità standard dei sacchi di combustibile, andando a stabilire così una corrispondenza fra i 2 valori. Come visto nella sezione relativa ai consumi, stufe a pellet di medie dimensioni bruciano circa un chilo di combustibile all'ora. Da ciò si deduce che un sacco potrà durare da 1 a 2 giorni, a seconda dell'utilizzo che ne faremo. Fra i modelli più performanti in termini di capacità, troviamo la stufa a pellet canalizzata che può accogliere fino a 60 chili di combustibile. Ma in questo caso, anche i consumi saranno superiori rispetto ad un modello ventilato standard, costringendoci al rifornimento più o meno con le stesse tempistiche. Nel caso in cui volessimo eliminare definitivamente tale pratica, l'unica soluzione sarebbe il ricorso ad un silos esterno. Parliamo di un contenitore in acciaio o tessuto, posto all'esterno dell'abitazione e collegato alla stufa con un tubo, attraverso il quale attingere al pellet in automatico. Particolarmente utilizzato per ambienti molto grandi, capannoni e uffici, tale soluzione è perfetta per le migliori stufe a pellet. Con una capacità che può andare da qualche quintale fino a più di una tonnellata di combustibile, un silos può garantire il funzionamento continuo della stufa anche per tutto l'inverno.

Comodità d'uso e funzioni aggiuntive

Uno dei vantaggi principali di una stufa a pellet sta nella comodità d'uso, nettamente superiore rispetto ad un modello a legna. Per prima cosa, il combustibile, oltre ad essere venduto in pratici sacchi, si carica in modo semplice e dura più a lungo. Ma anche a livello di pulizia e manutenzione, l'impegno che dovremo profondere risulterà minore. Senza contare il fatto che le stufe a pellet, una volta caricate, gestiscono il combustibile in autonomia, così come il tiraggio e lo scarico dei fumi, attraverso la centralina elettrica integrata. E lo stesso vale per la temperatura, tanto che, una volta impostata manualmente quella desiderata, sarà la stufa a mantenerla costante, dosando la potenza in automatico. Ma vediamo ora quali accessori e funzioni aggiuntive ci assicurano una comodità d'uso ancora superiore:
 
Accensione e spegnimento programmati
Non si tratta di una prerogativa solo delle migliori stufe a pellet ma è presente a bordo di molti modelli, anche fra i più economici. Parliamo della possibilità di scegliere alcuni programmi per gestire accensione e spegnimento in modo automatico. Come per il cronotermostato di un impianto a metano, sarà possibile selezionare impostazioni giornaliere o settimanali, personalizzabili manualmente. Così facendo, al nostro risveglio troveremo la casa già calda, evitando inutili sprechi di risorse.
 
Funzioni smart
Ne sono provviste di default le sole stufe a pellet di fascia alta, per quanto sia possibile aggiungerle in un secondo tempo anche a molti modelli base. Ci riferiamo alle funzioni smart che, sfruttando la connessione alla rete tramite il Wi-Fi, ci semplificano molto la vita. Scaricando sullo smartphone l'apposita app, infatti, potremo controllare la stufa anche se siamo fuori casa, avviandola o spegnendola da remoto. Inoltre, saremo in grado di ricevere in tempo reale notizie sul suo funzionamento e notifiche relative a eventuali problemi.
 
Telecomando
Non sempre la semplice stufa a pellet ventilata ne è provvista ma è vero che con pochi euro si può rimediare a tale mancanza, acquistando un telecomando universale. E come nel caso dei condizionatori in estate, potremo regolare la temperatura a distanza e agire sulla potenza alla quale la stufa lavora. Nei modelli più evoluti, sarà possibile anche accedere alle funzioni di programmazione per accensione e spegnimento.

Dimensioni, peso e design

Una stufa a pellet è un oggetto tanto ingombrante quanto utile, un elettrodomestico che non può passare inosservato. Parliamo di modelli che misurano in larghezza dai 50 ai 100 cm, aspetto che dipende, in larga parte, dalla potenza in kW di cui sono provvisti. Mentre una stufa a pellet slim è la scelta migliore per un ambiente unico o un piccolo appartamento, le soluzioni più grandi e pesanti saranno in grado di scaldare anche superfici superiori ai 100 m². Dimensioni e peso vanno sempre a braccetto e le stufe a pellet non sono certo fra gli oggetti più leggeri in circolazione. Si va, infatti, da un minimo di 40 chili fino a ad un massimo di 200, sempre in relazione al potere calorifico che può essere espresso. In tal senso, gli spostamenti possono diventare problematici e, quindi, scegliere al meglio il posizionamento iniziale è fondamentale. Del resto, i materiali con cui sono realizzate le stufe a pellet (piccole o grandi che siano) sono pesanti per natura. Si tratta, infatti, di acciaio, ghisa, porcellana, terracotta e vetro. E la loro combinazione, oltre a condizionare il peso, influisce con forza sull'aspetto estetico. I dettagli, infatti, possono fare la differenza, distinguendo un modello dallo stile spartano da uno più elegante, moderno o volutamente retrò. E, naturalmente, la cura del design e la scelta dei materiali può trasformare la stufa in elemento d'arredo, facendone anche salire il prezzo.

Pulizia e manutenzione

La pulizia regolare di una stufa a pellet è il segreto del suo corretto funzionamento. Tale pratica semplice e veloce deve, infatti, essere svolta quasi quotidianamente per far sì che combustione e tiraggio dei fumi siano ottimali. Strumento indispensabile per eseguire una buona pulizia delle stufe a pellet è l'aspirapolvere, da passare sul piano fuoco. Esistono, poi, degli specifici aspiracenere dal costo abbastanza contenuto, pensati appositamente per questa funzione e capaci di aspirare anche le polveri più sottili. Per quel che riguarda la manutenzione quotidiana, potremmo fermarci qui, andando al massimo a pulire il vetro della stufa per godere appieno della suggestiva fiamma a vista. In aggiunta, però, sarà necessario svolgere ogni anno una pulizia più approfondita di cui dovrà occuparsi un tecnico specializzato. Il lavoro consiste, sostanzialmente, in un controllo generale di tutti i componenti, dai cavi elettrici alla canna fumaria, e nella pulizia delle parti interne: il serbatoio del combustibile, il braciere ed i ventilatori. Inoltre, nel caso della stufa a pellet canalizzata, è importante verificare pulizia e funzionamento delle canalizzazioni in grado di portare il calore verso le varie stanze della casa.

Quanto costa una stufa a pellet?

prezzi stufe a pellet
L'acquisto di una stufa a pellet rappresenta, senz'altro, un ottimo investimento. A fronte di una spesa inziale abbastanza consistente, infatti, vi sarà un risparmio considerevole, in grado di ripagare la stufa nel giro di qualche anno. Senza considerare il fatto che le stufe a pellet sono silenziose, facili da pulire, ecologiche e, soprattutto, assicurano un comfort termico senza eguali. Ma, come abbiamo evidenziato nella guida, la scelta deve essere ben rapportata allo spazio da scaldare, fattore che può far lievitare con decisione il prezzo. Una stufa a pellet slim, ad esempio, sarà adatta ad ambienti piccoli e avrà un prezzo inferiore rispetto ad un potente modello canalizzato o, magari, ad una idrostufa. Oltre alla potenza, condizionano il prezzo anche altri fattori, come la presenza di funzioni evolute, del telecomando, di materiali costruttivi premium e di un design altamente ricercato. Del resto, trattandosi di oggetti molto ingombranti, è preferibile che siano gradevoli alla vista, oltre che funzionali. Comunque sia, la scelta finale dipende molto dal budget a disposizione. Così, per aiutarti nell'acquisto, abbiamo suddiviso le migliori stufe a pellet in 3 fasce sulla base del prezzo: economica (entro 600 euro), media (da 600 a 1200) e alta (oltre 1200 euro).
(Dati aggiornati a ottobre 2018)

Fascia economica (entro 600 euro)

Il limite principale delle stufe a pellet di questa fascia è la potenza. In media, infatti, si mantiene intorno ai 5/6 kW, ottimi per scaldare ambenti singoli o piccoli appartamenti. Per locali con metratura importante dovremmo, quindi, rivolgerci agli articoli di fascia superiore. Nonostante ciò, non mancano all'appello prodotti interessanti. Prendiamo, ad esempio, la Vulkana dell'azienda Maggie stufe a pellet: un modello da 5,9 kW dall'aspetto un po' spartano. Piccola e provvista di serbatoio da 5 chili, costa qualcosa meno di 500 euro. All'incirca alla stessa cifra, troviamo anche la Eva Calor Matilde, più curata esteticamente ma con potenza pari a 4,5 kW. Superata la soglia dei 500 euro le prestazioni vanno migliorando. Come nel caso della stufa a pellet King 6, provvista di un più capiente serbatoio da 11 chili e 6,4 kW di potere calorifico. Facendo un balzo fino al limite della fascia economica, incontriamo un modello fra i più interessanti in assoluto. Con circa 600 euro, infatti, ci portiamo a casa la stufa a pellet Qlima Fiorina 74 S-Line. Potente ed elegante, è in grado di scaldare con i suoi 7,45 kW un appartamento di medie dimensioni. Ottimo anche il serbatoio da 13 chili. 
(Dati aggiornati a ottobre 2018)

Fascia media (da 600 a 1200 euro)

Superata la soglia dei 600 euro, è più facile imbattersi in stufe a pellet di notevole qualità, il cui prezzo resta comunque abbordabile. È questo il caso della Fulvia Extraflame La Nordica, caratterizzata da un accattivante design rustico, reso unico dal rivestimento in maiolica decorata. L'efficienza è il punto di forza di questo modello di classe A+, forte di una potenza di 6 kW. Intorno ai 700 euro, invece, si posiziona la stufa a pellet Susy Slim di Eva Calòr, provvista di funzioni per programmare l'accensione e lo spegnimento. Notevole anche la potenza che raggiunge di 7,5 kW. Con una somma simile ci portiamo a casa la stufa a pellet La Nordica Extraflame Luisella, modello sottile, piccolo e leggero. Adatta ad ambienti non troppo grandi, questa stufa a pellet slim è provvista delle tecnologie più evolute in circolazione, come l'auto clean checkup. Chiudiamo la carrellata delle stufe di fascia media con 2 prodotti di qualità eccellente: la Elledi Finny 8 e la Giusy Plus La Nordica. La prima costa circa 1000 euro ma vanta una potenza di ben 8 kW; stesso discorso per la seconda che, però, ha il vantaggio di essere canalizzata.
(Dati aggiornati a ottobre 2018)

Fascia alta (oltre 1200 euro)

Una stufa a pellet di alto livello garantisce non solo un funzionamento perfetto ma anche un'affidabilità nel tempo massima. Pulizia e manutenzione risultano più semplici e l'efficienza energetica elevata permette di ripagare in breve l'investimento iniziale. Il primo modello scelto è la stufa a pellet Dafne 65 dell'Olimpia Splendid, marchio italiano d'eccellenza. Con circa 1300 euro, possiamo acquistare una stufa compatta e leggera, ricca di programmi e perfetta per un ambiente unico. Spendendo qualche euro in più, ci accaparriamo la Ravelli RV80, altro grande prodotto made in Italy dal design finemente retrò. Pur essendo decisamente contenuta nelle misure, vanta ben 7,3 kW di potenza, capaci di scaldare fino a 215 m³, equivalenti ad un appartamento di circa 80 m². Salendo fino a 1600 euro circa, ci imbattiamo in una fra le stufe a pellet Palazzetti più interessanti. Si tratta del modello Violetta, elegante, minimale ed estremamente sottile. Colorata e ricca di funzioni, può raggiungere una potenza di 8 kW. Ultima ma non per importanza è la stufa a pellet idro Edilkamin Idropoint da 11 kW. Potentissima e silenziosa, non funziona ad aria ma ad acqua.
(Dati aggiornati a ottobre 2018)

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