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Manutenzione della caldaia: tutti gli obblighi e le scadenze da rispettare

La caldaia deve essere periodicamente controllata e revisionata, ma quali sono le scadenze e cos'è il Bollino Blu?
Di Irene Bicchielli Aggiornato il 14 settembre 2022
manutenzione della caldaia

Settembre è il mese in cui regolarmente si procede al controllo periodico della caldaia. Si consiglia infatti di eseguirlo in questo periodo in modo che l’apparecchio sia perfettamente funzionante, pulito ed efficiente al momento di accenderlo per il riscaldamento di casa. Nonostante sia risaputo che il controllo della caldaia è obbligatorio per legge, non tutti hanno perfettamente chiaro in cosa consiste questo controllo e soprattutto ogni quanto va fatto per evitare multe e sanzioni.

In questo articolo scopriremo tutto quello che c’è da sapere sulla manutenzione delle caldaie rispondendo ad alcune frequenti domande su questo argomento.

Prima di tutto però è importante una premessa. Il controllo della caldaia è una questione di sicurezza prima di tutto, ma non solo. Un elettrodomestico che non funziona come dovrebbe, magari vecchio di qualche anno, ha costi molto maggiori in bolletta e inquina di più perché ha consumi più alti rispetto ad un modello ben manutenuto. I costi per il portafoglio (che quest’anno saranno notevoli visto come vanno le cose) e per l’ambiente possono essere quindi abbattuti occupandosi regolarmente della manutenzione della propria caldaia. Con controlli costanti si evita quindi il rischio di dispersioni dannose per l’ambiente e per la salute, oltre ad un aumento considerevole dei costi della bolletta del gas.

Cosa si intende per manutenzione ordinaria della caldaia

Per prima cosa, facciamo chiarezza perché i controlli da fare sulla caldaia sono di diverso tipo. Esistono due tipologie di controllo che vanno fatte sulla caldaia: il primo è quello che riguarda appunto la manutenzione ordinaria dell’impianto e il secondo riguarda invece l’efficienza energetica.

Manutenzione ordinaria: la revisione della caldaia

La revisione della caldaia consiste in un generale controllo dell’impianto, con particolare attenzione alle parti più utilizzate e soggette a deterioramento come la camera di combustione, la guarnizione di tenuta e i ventilatori. Contestualmente viene effettuata anche la pulizia della caldaia, che ha lo scopo di rimuovere eventuali depositi e incrostazioni che potrebbero compromettere il rendimento della caldaia e quindi comportare costi maggiori in bolletta. Se necessario, verranno anche sostituiti i filtri.

manutenzione della caldaia

Il controllo dei fumi

Il controllo dei fumi è invece un test obbligatorio per legge che serve a verificare la regolazione del bruciatore: in questo modo, si determinano i valori di tiraggio e la temperatura dei fumi di combustione. Inoltre, vengono misurati i valori inquinanti e i parametri di sicurezza e di risparmio energetico. Si tratta di un controllo a cui non devono essere sottoposte solo le caldaie ma anche tutti i tipi di riscaldamento che abbiano una potenza superiore ai 10 w, ad esempio le stufe a pellet di uso domestico. Il controllo dei fumi è conosciuto anche come “bollino blu”: è proprio questo a certificare che la combustione avviene correttamente e non ci sono rischi di incendi o esplosioni.

Quando va fatto il controllo della caldaia?

Molti pensano che la revisione della caldaia vada fatta obbligatoriamente una volta all’anno, mentre in realtà la periodicità è diversa da modello a modello. Basta controllare il libretto delle istruzioni con il quale viene venduto l’elettrodomestico per scoprire ogni quanto è necessario chiamare un tecnico per verificare che tutti funzioni correttamente. Il Decreto del Presidente della Repubblica numero 74 del 2013, che disciplina la materia, non impone infatti alcun controllo annuale.

La cadenza dipende essenzialmente dalla potenza dell’elettrodomestico: anche se nella maggioranza dei casi è annuale, potrebbe essere anche biennale nei modelli più moderni e innovativi. Sarà il tecnico che effettuerà la revisione a indicarvi con esattezza la periodicità dei controlli. Secondo la legge, gli unici vincoli sono che il controllo venga effettuato a regola d’arte e che l’esito della revisione sia riportato sul libretto di impianto.

Ogni quanto va fatto il controllo dei fumi

Il controllo dei fumi, invece, ha una cadenza che è stabilita per legge in base alla tipologia di impianto e di combustibile utilizzato:

In ogni caso, sul libretto di impianto troverete specificata la cadenza con cui va eseguito il controllo dei fumi.

Cos’è il Bollino Blu?

Sicuramente avrete anche sentito parlare del Bollino Blu.

Si tratta della certificazione che la vostra caldaia ha superato il controllo dei fumi ed è risultata efficiente e funzionante. In pratica, il Bollino Blu attesta che le emissioni di sostanze inquinanti nell’aria, attraverso i fumi di scarico della caldaia, siano al di sotto della soglia massima stabilita per legge. Se invece la caldaia non supera il controllo, il tecnico concorderà con il proprietario l’intervento necessario per sistemare il malfunzionamento.

Su quanto costa il Bollino Blu non possiamo dare una risposta univoca perché il costo varia sensibilmente da un comune all’altro: si va da un minimo di 50 euro fino a superare anche i 150 euro per l’intero lavoro di controllo da parte del tecnico.

Chi fa la revisione della caldaia?

Sia la revisione della caldaia che il controllo dei fumi devono essere eseguiti necessariamente da un tecnico specializzato: bisogna dunque rivolgersi a una ditta, che potrebbe essere sia la stessa che ha installato la caldaia sia una specifica addetta all’assistenza delle caldaie. La revisione della caldaia ha un costo che può variare dagli 80 ai 100 euro a seconda della ditta a cui ci si rivolge e della città in cui si vive.

Chi deve pagare il controllo della caldaia?

Solitamente, la revisione della caldaia spetta al proprietario della casa, ma non è detto. Se la casa è in affitto, infatti, la spesa spetta a chi vive nell’immobile e dunque usufruisce della caldaia: saranno gli inquilini a doversi occupare dei controlli annuali e di conservare correttamente il libretto. In caso di guasto alla caldaia, salvo accordi diversi, le spese saranno a carico degli inquilini se di piccola manutenzione; se invece l’elettrodomestico deve essere sostituito o ci sono grossi danni, sarà una spesa a carico del proprietario.

Cosa succede se non si fa il controllo della caldaia?

Nel caso in cui il registro non venga aggiornato nei termini previsti, scatteranno le sanzioni, che generalmente vanno da un minimo di 500 a un massimo di 3.000 euro. Il rischio di sanzione è previsto anche se l’inquilino o il proprietario vengano trovati sprovvisti del libretto d’impianto: in questo caso, la sanzione è compresa tra 500 e 600 euro.

Inoltre, è bene sapere che la responsabilità per legge spetta sempre al proprietario della caldaia ossia chi l’ha acquistata e fatta installare: esiste infatti un registro regionale in cui sono riportati i dati anagrafici del proprietario e della caldaia, con lo scadenzario della revisione periodica.

Irene Bicchielli
Irene Bicchielli

Nata nel 1988 a Firenze, dove vive ancora oggi, ha da sempre uno smisurato amore per le parole. Ha imparato a leggere e a scrivere prima delle scuole elementari e da allora non ha più smesso: lettrice seriale con un'originale passione per i romanzi storici, ha frequentato il liceo classico e poi si è laureata in Scienze Politiche per diventare...Leggi tutto

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