Recensione Lenova Yoga 9i, l’ultrabook che sfida il MacBook Pro 13

Qualità costruttiva da primo della classe per lo Yoga 9i di Lenovo. In Italia si parte da 1.450 euro con 512 gigabyte di memoria
Di Saverio Alloggio @Save1990 2 giugno 2021
Lenovo Yoga 9i

Lenovo Yoga 9i si inserisce in una fascia di mercato particolarmente affollata. Gli ultrabook infatti sono particolarmente richiesti e questo notebook targato Lenovo deve vedersela con mostri sacri come il MacBook Pro 13″ di Apple, il Surface Laptop 4 di Microsoft e lo Spectre X360 di HP. Con il modello oggetto della nostra recensione l’azienda cinese punta soprattutto sulla combinazione tra qualità costruttiva, caratteristiche tecniche e trasportabilità. Un connubio che potrebbe essere vincente sul mercato, a fronte di un posizionamento di prezzo tutto sommato in linea con i diretti concorrenti.

Qualità costruttiva e tastiera i punti di forza

Partiamo innanzitutto dalla costruzione di questo Yoga 9i, aspetto su cui Lenovo ha risposto una particolare attenzione. Il notebook pesa infatti appena 1,35 chilogrammi ed è spesso 15,3 millimetri. Misure che lo rendono maneggevole, comodissimo da portare con sé nella quotidianità, magari all’interno di uno zaino o una borsa. Tutto questo senza però rinunciare a un’assoluta robustezza, condita peraltro dalla presenza di una cerniera che permette di ribaltare sul retro lo schermo.

Quest’ultimo, sulla parte esterna, è ricoperto da una finitura in simil-pelle. Molto piacevole al tatto, restituisce una sensazione premium. C’è però un aspetto da considerare, ovvero la longevità nel tempo di questo tipo di materiale. Non è escluso che l’usura possa donargli un aspetto “vintage” anche gradevole, ma è chiaro che è impossibile fare una valutazione a priori dopo un paio di settimane di utilizzo. Tenete a mente questo aspetto in fase d’acquisto.

Gli altoparlanti sono incastonati nella cerniera e ruotano dunque assieme a essa. Questo consente dunque di avere il suono sempre frontale, a prescindere dall’angolazione dello schermo. Quest’ultimo è un pannello touch-screen da 14 pollici IPS, caratterizzato peraltro da risoluzione 4K. Offre un’elevata qualità di visione, si vede bene all’aperto e, grazie al pennino capacitivo incluso in confezione (si estrae dalla parte posteriore), consente di trasformare il Lenovo Yoga 9i in una piccola tavoletta grafica.

Una funzionalità simile a quella vista con Apple Pencil sugli iPad Pro e che è stata implementata molto bene da Lenovo. Appare evidente come l’azienda cinese abbia concepito questo notebook per gli utilizzi più disparati, che non siano semplicemente quelli “classici”. Da apprezzare la presenza del lettore per le impronte digitali, che garantisce massima sicurezza per l’accesso al sistema.

In tal senso, la tastiera è tra le migliori in assoluto di tutto il panorama notebook. Lenovo ha una lunga tradizione alle spalle e tutto il lavoro di ricerca e sviluppo maturato in questi anni si è concretizzato in questo Yoga 9i. La corsa corta dei pulsanti permette di affrontare lunghe sessioni di scrittura senza affaticare le dita e la velocità di digitazione risulta particolarmente elevata. Il trackpad invece, non essendo caratterizzato da contorni fisici, può risultato poco preciso in alcune occasioni. Un peccato.

Senza infamia e senza lode la dotazione di porte, che include due USB-C con supporto Thunderbolt e una USB tipo A, oltre ovviamente al jack audio da 3.5 mm (per microfono e cuffie cablate). Manca purtroppo un lettore di schede di memoria, che sarebbe stato particolarmente utile su un ultrabook di questo tipo.

Prestazioni in linea con la fascia di prezzo

Il Lenovo Yoga 9i è disponibile in diverse configurazioni. La più equilibrata è probabilmente quella con processore Intel Core i5 di decima generazione affiancata a 16 Gigabyte di RAM. In questa maniera, con una cifra attorno ai 1.600 euro, ci si porta a casa un computer in grado di gestire qualsiasi operazione quotidiana e spingersi anche su funzionalità complesse, come il montaggio video e il ritocco fotografico. In questi ultimi due casi senza esagera.

Noi invece abbiamo provato la variante con CPU Intel Core i7 abbinata alla scheda grafica integrata Intel Iris Xe Graphics. Con questa piattaforma hardware le performance sono da fascia alta, per cui è possibile utilizzare questo notebook anche in ambito professionale, potendo peraltro contare sulla risoluzione 4K dello schermo. Senza dimenticare l’utilizzo come tavoletta grafica di cui vi abbiamo già parlato.

Lenovo Yoga 9i

Per portarsi a casa la nostra configurazione però occorre salire ben oltre i 2.000 euro e questo significa giocarsi la partita con il MacBook Pro 13″ e il Surface Laptop 4 in maniera svantaggiata. Questi ultimi due infatti sono da preferire per performance generali (specie la versione con processore ARM M1 del portatile Apple) ed ecosistema complessivo offerto.

Lenovo ha comunque seguito un approccio estremamente conservativo su Windows 10. Le personalizzazioni sono infatti ridotte all’osso e il sistema operativo non viene appesantito più di tanto. Un aspetto da non sottovalutare, spesso affrontato in maniera apposta da altri brand che riempiono le proprie interfacce di software inutili.

Tutto questo ha un riflesso positivo sull’autonomia. All’interno di questo Yoga 9i troviamo infatti una batteria da 60Wh (wattora) che è sufficiente per garantire una buona durata. La ricarica avviene comunque tramite USB-C con il caricatore in confezione che è in grado di erogare fino a 65 Watt, una potenza sufficiente a caricare il notebook anche quando questo stesso sta lavorando a pieno carico.

Conclusioni

Pro:

Contro:

Lenovo Yoga 9i ci ha convinti appieno. La versione su cui puntare è quella con processore Intel Core i5 di decima generazione, che permette di contenere il prezzo su cifre sensate. Nel caso in cui foste alla ricerca di un ultrabook (dunque di un dispositivo particolarmente portatile) in grado di gestire qualsiasi operazione quotidiana, questo è il prodotto che fa per voi.

Saverio Alloggio
Saverio Alloggio

Sono nato nel 1990 e ho vissuto da adolescente l’arrivo degli smartphone. La mia passione per la tecnologia è nata però ben prima, iniziando ad assemblare computer in quinta elementare. Circuiti e schede di rete mi hanno affascinato da quando ne ho memoria. È stato il 2007 però l’anno della svolta: sono stato tra i pochi italiani (rispetto ai numeri...Leggi tutto

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