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Quando confort e sicurezza s’incontrano: guida all’acquisto dei migliori caschi da moto

La sicurezza stradale del motociclista passa per la scelta del mezzo adatto e del giusto abbigliamento. Ma l’elemento che più si fa determinante in tale ottica è, senza dubbio, il casco moto. In un mercato che ha davvero tanto da offrire in termini di estetica e varianti cromatiche, la nostra guida vuole far luce, prima di tutto, sulla qualità costruttiva del prodotto. Casco integrale, jet, come MOMO Design Fighter, modulare, come Schuberth E1 e off-road: tante sono le tipologie proposte dai produttori. E ciascuna di esse offre caratteristiche specifiche che la rendono ideale per un preciso scenario di utilizzo. Vedremo anche come sono realizzati i caschi da moto e quali sono le parti che li compongono. Il tutto senza perdere di vista il prezzo, attraverso una ricca selezione delle migliori offerte del momento.
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Indice
Prima dell’acquisto Quanto costa un casco da moto? Evoluzione del casco e componenti base Vai alla categoria
Caschi e Visiere Moto
casco moto

Prima dell’acquisto: hai le idee chiare?

Scooter, moto da passeggio, da corsa o da enduro: questi i mezzi su due ruote più amati e diffusi, ognuno col proprio stile e approccio stradale. Ma anche la scelta del casco da moto si mostra molto personale, andando a rispecchiare le abitudini individuali alla guida. Di seguito, tutti i temi che andremo a trattare nella guida:

Il prezzo
È doveroso partire dal prezzo per andare, poi, ad approfondire gli altri aspetti. Per chi ha un tetto di spesa entro il quale rimanere, infatti, il costo del casco moto resta una priorità. E per soddisfare tale tipo di esigenza, abbiamo selezionato i modelli migliori, suddividendoli in tre fasce di prezzo.

Struttura ed evoluzione del casco
In questa sezione, trova posto un breve excursus sull’evoluzione del casco nella storia. Ma anche una sintetica descrizione dei componenti che lo caratterizzano.

Omologazione e normativa vigente
Per tutelare la nostra sicurezza è indispensabile conoscere le regole che inquadrano e delimitano l’uso del casco. In particolare, approfondiremo la normativa vigente in tema di omologazione.

Le principali tipologie
Casco moto integrale, come Hjc RPHA 11, jet, modulare e off-road: qui vedremo in cosa si differenziano le tipologie più vendute ed apprezzate.

Calotta ed imbottitura
Indipendentemente dal modello scelto, struttura esterna ed interna dovranno rispettare precisi standard qualitativi. Per questo, calotta ed imbottitura sono così importanti. 

Visiera ed occhialino parasole
Visibilità, protezione dalla luce e dall’aria sono elementi chiave per assicurare al motociclista sicurezza e confort. In tale ottica, visiera e occhialino parasole vanno valutati con attenzione.

Tipi di cinturino a confronto
Il cinturino a sgancio rapido si mostra molto comodo da allacciare e slacciare. Mentre quello a doppio anello si mostra perfetto per chi ha uno stile di guida aggressivo. Qui vedremo in cosa differiscono.

I vantaggi dell’interfono Bluetooth
Ascoltare la musica, telefonare o comunicare col passeggero dietro di noi: ecco alcuni vantaggi che la tecnologia ha integrato nel casco, di cui approfondiremo gli aspetti principali.

La scelta della taglia giusta
Che sia un casco integrale o un modello aperto, come l'AGV Junior Open, ciò che conta maggiormente è l’acquisto della taglia giusta. A tale requisito si lega non solo il confort di guida ma anche la sicurezza stradale.

Peso e dimensioni
Un modello troppo pesante potrebbe risultare scomodo durante lunghe sessioni di guida. Inoltre, non tutti i mezzi su due ruote sono provvisti di bauletto portacasco. Ecco perché peso e dimensioni del casco meritano un’analisi a parte.

Stile e design
Aspetto molto caro al motociclista, il design del casco non va mai perso di vista. E fra i tanti stili e colori proposti, alcuni si mostrano classici, altri più vintage. Ma non mancano modelli dal piglio appariscente ed aggressivo

Pulizia del casco
In ultimo ma non per importanza, abbiamo inserito l’immancabile sezione dedicata alla pulizia del prodotto. E per ciò che riguarda il casco, i benefici offerti da un’imbottitura lavabile sono fondamentali.

Quanto costa un casco da moto?

prezzo casco moto
Posto che tutti i caschi da moto omologati assicurano al rider un elevato livello di sicurezza, vi sono tanti altri fattori che entrano in gioco per farne oscillare il prezzo. In primis, la tipologia scelta. Un casco integrale, come Arai Tour-X4, infatti, costerà tendenzialmente più di un modello jet di fascia simile. La questione si lega strettamente a forma e dimensioni del casco ed alla quantità di materiali impiegati in fase di costruttiva. Ma oltre alla quantità, è la qualità di questi ultimi a condizionare il costo dei caschi moto. In particolare, ci riferiamo ai materiali scelti per la calotta, il più economico dei quali è il policarbonato. Carbonio, kevlar e fibra di vetro, pur mostrandosi ugualmente resistenti, avranno nella leggerezza il proprio punto di forza. E si caratterizzeranno per un prezzo più alto. Ma è anche la qualità degli interni ad avere un ruolo chiave, specie in presenza di finiture in pelle o tessuti pregiati. Tipo di visiera, presenza dell’occhialino parasole e dell’interfono Bluetooth sono ulteriori variabili da valutare in fase d’acquisto. Senza contare la componente estetica che differenzia caschi moto vintage da modelli più tradizionali. Nella nostra guida, abbiamo raccolto i modelli più interessanti e li abbiamo suddivisi in fasce di prezzo. Entro i 120 euro, parliamo di caschi economici, da 120 a 250 euro di modelli di fascia media. Oltre tale cifra, si apre la fascia alta del mercato.
(Dati aggiornati a maggio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 120 euro)

Nella fascia economica, trovano spazio i caschi da moto con limite di spesa fissato a 120 euro. Non mancano, però, soluzioni ancora più convenienti che, pur non rinunciando alla sicurezza, hanno nell’estrema semplicità la propria forza. È questo il caso del casco moto Origine Primo, modello jet senza visiera estremamente lineare, disponibile in molteplici varianti cromatiche vintage. Spendendo un po’ di più, ci portiamo a casa il Givi X.07 Comfort-J, sempre di tipo jet ma con copertura superiore per le guance. Pochi sono i colori fra cui scegliere ma la presenza della visiera lo rende perfetto nell’uso urbano. Rimanendo ancora nell’ambito dei caschi da moto aperti sulla parte frontale, vogliamo presentare il Caberg Riviera V3. Stilosissimo e sobrio, aggiunge alla visiera anche l’occhialino parasole, perfetto per ripararsi dai fastidiosi riverberi di luce. Concludiamo, infine, con un prodotto differente da quelli fino ad ora proposti. LS2 FF390 Breaker, infatti, è un casco integrale dal rivestimento interno molto comodo e dall’ottimo sistema di ventilazione. Perfetto per le lunghe percorrenze, è disponibile sia in tinta unita che arricchito da disegni colorati ed aggressivi.
(Dati aggiornati a maggio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia media (da 120 a 250 euro)

Prodotti molto interessanti sono quelli di fascia media, caratterizzati dall’impiego di materiali di qualità per accrescere il confort ed il feeling. E rendere la calotta più leggera. Prendiamo, ad esempio, il casco moto Caberg Freeride, in perfetto stile cafè racer. La calotta in fibra di vetro lo rende un peso piuma ma anche l’assenza della visiera contribuisce ad alleggerirlo. Abbiamo, poi, un casco integrale dal design decisamente aggressivo e colorato. Si tratta dell’AGV K-3 SV, modello ultra-aerodinamico e perfetto per i viaggi a medio raggio. Morbido e traspirante, conta anche su un ottimo sistema di ventilazione. Meglio ancora si comporta il casco moto Shark Evoline 3, in variante jet, integrale o modulare. E quest’ultima configurazione può fregiarsi dell’omologazione P-J che ne consente l’uso su strada sia aperto che chiuso. Ultimo ma non per importanza, ecco un altro modello integrale di grande qualità. Parliamo del Nolan N87, uno dei best-buy del noto brand italiano. Elegante e sportivo nel contempo, è anche in grado di assicurare un grande confort per ogni scenario d’utilizzo.
(Dati aggiornati a maggio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia alta (oltre 250 euro)

Per chi ha un budget superiore ai 250 euro, il mercato offre tante soluzioni di fascia alta, in cui la cura dei materiali si fonde con lo stile. Il casco moto Nolan N100-5 è la sintesi perfetta di questi due elementi. Si tratta di un modello modulare comodissimo e abbastanza compatto. Ideale per il mototurismo, vanta un’imbottitura interna soffice e altamente traspirante. Simile è l’approccio dello Shoei Neotec, altro esempio di casco moto modulare di elevata versatilità. Forte della doppia omologazione P-J può restare aperto anche mentre siamo in movimento. E, grazie al sistema Vortex-Generator, attutisce molto bene i rumori esterni. Virando in ambito off-road, l’Arai Tour-X4 è il perfetto complemento del motociclista più avventuroso. Paliamo di un casco moto enduro pensato per affrontare al meglio i terreni più accidentati ed i percorsi meno battuti. Abbiamo scelto di concludere la nostra selezione con uno dei caschi moto più completi e leggeri sul mercato. L’X-Lite X-903 Ultra Carbon, infatti, riduce al minimo peso e volume grazie alla calotta in carbonio. Comodissimo sui lunghi tragitti, vanta una delle visiere più ampie in assoluto.
(Dati aggiornati a maggio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Evoluzione del casco e componenti base

casco integrale
Risale agli anni ’10 del 900 la diffusione dei primi caschi da moto e auto, utilizzati prevalentemente per le competizioni ufficiali. Provvisti di calotta in pelle morbida, non si mostrano però particolarmente efficaci nell’attutire i colpi. I modelli con scodella in pelle rigida, introdotti poco dopo, si comportano meglio, grazie anche all’imbottitura in sughero, tela o polpa di legno. Bisogna attendere gli anni ’50 per vedere la comparsa dei primi caschi moto con calotta in fibra di vetro e protezioni laterali resistenti. Il passaggio più significativo dell’evoluzione del casco si posiziona, però, negli anni ’70 e coincide con l’introduzione del casco integrale. Pur essendosi trasformato ulteriormente negli ultimi 50 anni, questo modello condivide molti aspetti strutturali con i caschi di oggi. La parte esterna, denominata calotta, è rigida ed estremamente dura, realizzata in policarbonato, carbonio o fibra di vetro. Immediatamente sotto la calotta, trova posto l’imbottitura di protezione, di solito in polistirolo. A contatto con il volto, invece, abbiamo l’imbottitura di conforto, in materiale morbido e antiallergico. Sempre sulla calotta trova posto il sistema di ventilazione, complemento fondamentale del casco integrale. Frontalmente, invece, la visiera offre al motocilista visibilità e protezione dall’aria. Rispetto all’integrale, però, il casco jet è sprovvisto di mentoniera, lasciando scoperta la parte inferiore del volto. Mentre un casco modulare permette si sollevare l’intera mentoniera per far entrare l’aria. Infine, nella parte inferiore del casco, abbiamo il cinturino che può essere a sgancio rapido o a doppio anello.

Omologazione del casco: la normativa vigente

Quando un casco moto può dirsi omologato, significa cha il prodotto ha superato una serie di test che ne hanno messo alla prova resistenza, affidabilità, visibilità e rumorosità: in altre parole, la sicurezza. Un casco non omologato, oltre ad essere fuorilegge, rappresenta un potenziale pericolo per il motociclista. Per questo, è fondamentale accertarsi che il nostro casco da moto sia provvisto della relativa etichetta di omologazione. Per quel che riguarda l’Europa, vige una normativa comune (ECE 22-05) che prevede regole ferree per i produttori di caschi da moto. Il risultato dei test a cui i prodotti sono sottoposti è documentato dall’etichetta su cui campeggia la lettera “E”, seguita da un numero che identifica il Paese in cui l’omologazione è avvenuta (per l’Italia è il 3). Appena sotto, incontriamo due codici che identificano, rispettivamente, tipologia e numero dell’omologazione. Notiamo, poi, la presenza di alcune lettere, poste in coda al primo valore. La “J”, ad esempio, ci rivela che siamo al cospetto di un casco moto jet, senza mentoniera. Con la “P”, invece, viene identificato un casco modulare con mentoniera da tenere abbassata mentre stiamo guidando. Ma se desideriamo tenerla alzata anche durante il viaggio, dovremo verificare la presenza delle lettere “P-J”.

La scelta in base alle abitudini di guida: le tipologie principali

Le abitudini di guida ed il tipo di mezzo che abbiamo scelto possono condizionare l’acquisto del casco moto. Velocità, numero di soste che intendiamo fare e percorsi preferiti esercitano un peso importante anche sul casco. Senza contare il fattore design di cui, però, parleremo in una sezione a parte.

Casco integrale
Il casco integrale è il più protettivo in assoluto perché si compone di una calotta tutta d’un pezzo che si allunga fino al mento. Forte di un una visiera che si solleva per lasciare entrare l’aria, può anche presentare un occhialino parasole, uno speciale visierino che protegge gli occhi dai raggi solari. Abbastanza compatto e pratico, ha lo svantaggio di far sudare la pelle più di altri, essendo chiuso sulla parte frontale. È, senza dubbio, consigliato per i lunghi viaggi in moto a velocità sostenute e, naturalmente, per la pista.

Casco jet o demi-jet
Privo di mentoniera e talvolta di visiera, il casco moto jet offre un livello di protezione inferiore rispetto all’integrale. Ma, di contro, freschezza e aerazione raggiungono i livelli massimi. Ideale per percorsi brevi su strade urbane, si presta bene per l’utilizzo con lo scooter. Un po’ meno efficace in termini di sicurezza è la variante demi-jet che, però, si mostra più compatta e leggera.

Casco modulare
A metà strada fra i due modelli precedenti, si collocano i caschi moto modulari. Qui, la mentoniera è in grado di sollevarsi, aprendo il casco sulla parte frontale. Inoltre, i prodotti con omologazione “P-J” permettono al motocilista di procedere anche con la mentoniera alzata. Negli altri casi, invece, andrà sempre chiusa prima di partire. Ottimi per il mototurismo, si prestano per viaggi lunghi e tranquilli, con soste frequenti e velocità non esagerate.

Casco off-road
Fra i modelli più aggressivi in circolazione, il casco off-road è pensato per la guida su strade sterrate, fangose e sconnesse. Dedicato agli amanti del cross e dell’enduro, viene anche chiamato casco adventure. Tale particolare modello non prevede la visiera, da sostituire con occhiali e maschere tecniche. Nella parte superiore, inoltre, trova posto il frontino parasole che, però, ad alte velocità, può rappresentare più un ostacolo che un vantaggio. In ogni caso, al pari del casco integrale, la calotta è tutto un pezzo con la mentoniera.

Il cuore del casco: calotta ed imbottitura interna

Calotta ed imbottitura interna sono due elementi fondamentali del casco moto posizionati a stretto contatto. La prima svolge un ruolo chiave in termini di sicurezza, la seconda di confort e freschezza. Di seguito il nostro approfondimento:

Calotta
Punto di forza dei caschi da moto, la calotta esterna serve a proteggere il motociclista dai colpi diretti e distribuire sulla superficie intera la spinta che segue un impatto. Durezza e resistenza sono, quindi, i due requisiti base della calotta che può essere realizzata in policarbonato, carbonio, fibra di vetro o kevlar. I modelli più economici sono costruiti, in genere, col primo materiale. Ciò non significa, però, che il casco in questione sia poco sicuro. Dal momento in cui viene omologato, infatti, ogni modello ha superato rigorosi test in fatto di protezione e sicurezza. Un prodotto con calotta in carbonio o fibra di vetro, semmai, si mostra più leggero e comodo nei lunghi percorsi, specialmente se avremo scelto un casco integrale, come Airoh Phantom o un casco modulare, come LS2 FF399 Valiant. Il prezzo, come è naturale, si regola di conseguenza e l’impiego di materiali evoluti lo farà alzare significativamente. Fra la superficie esterna della calotta e l’imbottitura interna, inoltre, si colloca un altro strato protettivo in polistirolo che attutisce ulteriormente gli urti. E sempre sulla calotta, trovano posto le prese d’aria che assicurano al motociclista un’adeguata ventilazione interna, specie nel casco integrale e off-road.

Imbottitura interna
A contatto diretto con la nuca e la pelle del volto, abbiamo l’imbottitura interna del casco. A seconda del modello che andremo a scegliere, morbidezza e confort potrebbero variare, per via dell’impiego di materiali più o meno pregiati. Parliamo, in genere, di tessuti anallergici ed altamente traspiranti che vanno a rivestire un’imbottitura in spugna soffice o gommapiuma. In fase di acquisto, è fondamentale scegliere la giusta taglia del casco e, in tal senso, l’imbottitura dovrà mostrarsi il più stabile possibile, meglio leggermente stretta piuttosto che lasca. Tali materiali, infatti, tendono a cedere col tempo, assumendo la forma della testa. Inoltre, alcuni modelli in commercio ci consentono di rimuovere la parte interna del casco per lavarla comodamente in lavatrice. In certi casi, è possibile estrarre solo la porzione frontale a contatto con il volto. Altri modelli, invece, offrono un’imbottitura interamente removibile.

Protezione e visibilità: il ruolo chiave di visiera e occhialino parasole

Quando si procede a velocità sostenute, l’aria che colpisce il volto e gli occhi può arrecare più di un fastidio e rappresentare un pericolo. Per questo, la maggior parte dei caschi da moto prevede una visiera da alzare e abbassare a seconda delle esigenze. Sempre sostituibile, la visiera non solo ripara dal vento ma limita anche il riverbero del sole. Proprio per questo, molte visiere sono scure o a specchio. Inoltre, possono differenziarsi nelle dimensioni, andando a coprire solo la zona degli occhi o allungarsi fino alla bocca. Non tutti i caschi moto, però, ne sono provvisti e alcuni particolari modelli legano il proprio design vintage all’assenza della visiera. Ed in tali frangenti, è bene munirsi di occhiali o maschere da moto che possano sostituirla. Il casco integrale ed i modelli modulari, al contrario, possono affiancare alla visiera l’occhialino parasole. Parliamo di una visiera in miniatura a diretto contatto con gli occhi, utile per proteggerli ancora meglio dal sole. L’occhialino parasole è, di solito, estraibile e tale peculiarità ci consente di nasconderlo all’interno della calotta del casco, spingendolo manualmente o tramite un’apposita levetta. Per quel che riguarda, infine, il fastidioso appannamento della visiera, è possibile applicarvi sopra una lente Pinlock, talvolta inclusa nella confezione del casco moto. Particolarmente utile in inverno ed in caso di pioggia, tale lente antiappannante garantisce sempre una visibilità ottimale. 

La sicurezza prima di tutto: tipi di cinturino a confronto

Nella parte inferiore del casco moto trovano posto due cinghie pendenti che si agganciano sotto la gola per assicurarne la completa stabilità attorno al cranio. Le cinghie compongono il cinturino che può presentarsi in due differenti tipologie, entrambe estremamente affidabili: il sistema a sgancio rapido e quello a doppio anello. Il primo è il più semplice e diffuso a bordo dei caschi da moto e consta di un meccanismo di aggancio con linguetta da infilare nell’apposita fessura a tacche. Veloce da allacciare e slacciare, può essere regolato in lunghezza in modo pratico così da ottenere il giusto grado di aderenza. La seconda tipologia, invece, meno intuitiva nel funzionamento, è utilizzata comunemente in pista ma è scelta anche da chi percorra tanti chilometri su strada a velocità sostenute. Il sistema a doppio anello di questi caschi per moto prevede una prima cinghia con due fessure a forma di D, al cui interno viene inserita la seconda cinghia. In seguito, la stessa va ripiegata a fatta passare dentro uno dei due anelli. La parte di cinghia sporgente, infine, viene bloccata e assicurata attraverso un bottone con click. 

Comodità al top con l’interfono Bluetooth

Per gli amanti dei viaggi in moto a medio-lungo raggio, la necessità di comunicare con gli altri motociclisti senza doversi per forza fermare è molto importante. Per soddisfare tale esigenza, alcuni caschi moto vengono equipaggiati con un interfono Bluetooth integrato, provvisto di microfono in prossimità della bocca e auricolare nella zona dell’orecchio. Sfruttando la connettività Bluetooth, questo sistema ci consente di collegare il casco moto agli analoghi dispositivi presenti sui caschi dei nostri compagni o del passeggero. La qualità audio si mostra mediamente buona, per quanto il raggio d’azione difficilmente superi i 30 metri. La tecnologia Bluetooth, inoltre, ci offre ulteriori vantaggi. In primis, connettendo il casco allo smartphone, potremo effettuare chiamate ed ascoltare le nostre playlist musicali o la radio. Data la propria natura, un interfono del genere si adatta bene al casco integrale o ai modelli modulari. Ma trova posto anche sul casco moto jet, sebbene il fatto che sia aperto ed esponga il volto all’aria potrebbe rendere difficoltose le comunicazioni in certi frangenti. Alcuni modelli, infine, pur non montando alcun tipo di interfono, sono progettati per poterne accogliere uno al proprio interno da acquistare separatamente.

Scelta della taglia: i criteri per farlo al meglio

La scelta della taglia corretta rappresenta un requisito imprescindibile per garantire confort e sicurezza al motociclista. Un casco moto della misura giusta deve stringere leggermente la testa e le guance, senza arrecare fastidi. Un casco troppo lento, oltre a mostrarsi poco sicuro, tenderebbe a “ballare” in testa, risultando fastidioso. Le taglie che il mercato propone sono molte, dalla XXS fino alla XXL. Mentre quelle per i baby rider sono, in sostanza, tre: S, M e L. Sebbene stiamo parlando di un sistema di misurazione internazionale, può capitare di incontrare piccole oscillazioni fra i vari produttori. In ogni caso, per acquistare il casco da moto perfetto è necessario misurare la circonferenza del nostro cranio e cercare, di seguito, la taglia corrispondente sul catalogo del produttore. Per effettuare la misurazione, basterà usare un metro da sarta, facendo attenzione a tenerlo ben teso appena sopra le orecchie e le sopracciglia. Un altro elemento da valutare con attenzione è, poi, la misura della calotta. Di norma, infatti, i costruttori di caschi da moto realizzano le calotte in varie dimensioni, da scegliere sulla base della nostra corporatura. Ma tale valore non ha una corrispondenza precisa con la taglia del casco. Per fare un esempio concreto, un casco integrale potrebbe presentare tre misure diverse per la calotta e fino a dieci per la taglia.

Peso e dimensioni

In questa sezione, andiamo ad analizzare due aspetti davvero rilevanti in fase di acquisto: il peso e le dimensioni del casco moto. In media, il peso di un casco si assesta sui 1500 grammi mentre è più complesso quantificarne le dimensioni. In entrambi i casi, il tipo di modello scelto andrà ad influire sui due fattori. Un casco integrale, ad esempio, avrà peso e dimensioni superiori ad un modello jet. Mentre un casco moto modulare si posizionerà all’incirca a metà strada. Anche la taglia e la misura della calotta eserciteranno una certa influenza sull’ingombro. Mentre per quel che riguarda la pesantezza, sarà il materiale costruttivo impiegato a fare la differenza. I modelli con calotta in policarbonato sono i più pesanti sul mercato, al contrario dei più leggeri caschi moto in carbonio e fibra di vetro. Sfruttati al meglio in pista, i secondi si prestano bene anche per i viaggi più lunghi, laddove la loro “leggerezza” sulle spalle e sulla schiena si sente davvero. Nell’uso di tutti i giorni, invece, le differenze si vanno a limare e, specie in città, la scelta di un buon casco jet ci permette di coniugare praticità e scarso ingombro.

Stile e design

Superbike, enduro, tourer, naked e classic bike: ecco solo una piccola selezione delle tipologie di moto più amate, ognuna forte del proprio stile unico ed originale. Ma mezzi così diversi richiedono accessori coerenti a livello di design, colori ed approccio alla strada. E questo giustifica l’incredibile varietà estetica che caratterizza il mercato dei caschi per moto. Non mancano modelli sobri, in tinta unita e privi di fronzoli, dedicati ai più minimalisti. Per chi non vuol passare inosservato, però, un aggressivo casco integrale con livrea multicolore è la scelta ideale. Senza contare che i disegni sul casco e le colorazioni accese si mostrano utili per segnalare al meglio la presenza del motociclista sulla strada. Gli amanti dell’iconico stile Harley Davidson, invece, preferiranno un casco moto vintage, aperto, in cui la visiera verrà sostituita da occhiali o maschere. I colori si attenuano, le rifiniture si fanno più curate ed il casco diventa un simbolo di design al pari della moto stessa e del resto dell’abbigliamento. Molto diffusa, infine, è la customizzazione del casco da moto, attraverso una vasta gamma di immagini e disegni proposti dai produttori. 

Pulizia del casco

Un casco moto sporco può rappresentare un bel problema per il biker. Non parliamo del mero aspetto estetico, che comunque ha la sua importanza, quanto della sicurezza. In particolare, è la visiera a catturare il grosso di polveri, detriti e resti di insetti che incontreremo per strada. Senza contare, per gli amanti dell’off-road, di fango e terra. Il tutto andrà a compromettere la visuale, portando i rischi ad aumentare. Per questo, pulire regolarmente il nostro casco da moto è il modo migliore per farlo rendere al massimo. Si comincia smontando la visiera e detergendola in modo molto delicato, utilizzando prodotti specifici antigraffio. La calotta, invece, non necessita di trattamenti particolarmente dolci e si pulisce usando un panno imbevuto di detersivo: va bene anche quello per i piatti. Le prese d’aria dei caschi per moto sono, poi, un vero e proprio ricettacolo di moscerini e sporcizia. Fondamentale, quindi, è soffiare via tutto per liberare i condotti. Venendo alla parte interna, le possibilità sono due e dipendono dal tipo di casco scelto. In un modello con rivestimento non estraibile, potremo usare una spugnetta imbevuta d’acqua per lavare via i resti di sudore. Quando l’interno è removibile, invece, lo potremo anche infilare in lavatrice a bassa temperatura, lasciandolo poi asciugare all’aria.

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