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Videosorveglianza: guida all’acquisto per dormire sonni sereni

Un sistema di videosorveglianza è la soluzione definitiva per tutelare la nostra sicurezza e quella dei nostri cari. Oltre alle intrusioni domestiche indesiderate, ci consente di monitorare in modo continuativo ciò che accade fra le mura di casa, specialmente se ci sono in giro anziani o bambini. L'acquisto di un kit di videosorveglianza base come il Netgear Arlo Pro VMS4230 non richiede un esborso esagerato e si mostra molto semplice da installare. Vi sono, poi, in commercio, pacchetti più avanzati a livello tecnologico, il cui prezzo sale considerevolmente. Certo è che oggi quasi tutti i sistemi sono di tipo IP, ovvero sfruttano la rete per assicurare funzionalità più evolute in grado di semplificarci la vita. Nella nostra guida tratteremo tutti gli aspetti più importanti da valutare prima dell'acquisto. E ti segnaleremo i prodotti migliori in circolazione.
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Indice
Prima dell'acquisto Quanto costa un impianto di videosorveglianza? Com’è fatto un impianto di videosorveglianza? Vai alla categoria
Videosorveglianza
videosorveglianza

Prima dell'acquisto: hai le idee chiare?

Gli argomenti da trattare non sono pochi e, per rendere il tutto di più facile consultazione, li abbiamo riassunti di seguito, punto per punto: 

Il prezzo
Quando ci accingiamo ad acquistare un sistema di videosorveglianza, diventa necessario fare i conti col budget a disposizione. Da qui parte tutto e, a seconda di quanto saremo disposti a spendere, ci porteremo a casa un prodotto di maggiore o minore qualità. E per soddisfare le esigenze di tutti, abbiamo selezionato e descritto modelli di fascia economica, media e alta

Come funziona un sistema di videosorveglianza?
In questa sezione abbiamo descritto il funzionamento di un impianto di videosorveglianza piuttosto semplice. Parleremo dei vari componenti che lo costituiscono e di come si interfacciano gli uni con gli altri.

Videocamere a confronto e qualità dell’immagine
Il numero delle videocamere influenza l'efficacia del sistema. Ma ci sono anche differenze fra le varie tipologie in commercio. E, ogni modello si caratterizza per peculiari specifiche tecniche che influiranno sulla qualità dell'immagine.

Cavo ethernet o Wi-Fi?
La videosorveglianza IP è il cuore della nostra guida. Con questo termine, chiamiamo in causa i prodotti che si possono connettere alla rete di casa. Ma sfruttare il cavo ethernet o il Wi-Fi non è la stessa cosa. Qui capiremo perché. 

L’archiviazione dei dati
La registrazione dei filmati catturati dalle videocamere ci consente di rivederli e controllare con calma eventuali comportamenti sospetti. Ma non tutti i modelli archiviano i file sullo stesso tipo di supporto. 

Attivazione automatica delle videocamere di sorveglianza
Utilizzare i sistemi di videosorveglianza per filmare e registrare 24 ore su 24 può risultare poco efficace ed energicamente inefficiente. Ma grazie ai sensori di movimento, le videocamere entreranno in funzione solo in caso di necessità.

App e impostazioni
Il controllo sul nostro impianto da remoto è una delle funzionalità più importanti offerte dalla rete. E come avviene per elettrodomestici e TV, potremo farlo sfruttando un'app per smartphone, attraverso la quale ricevere anche notifiche in tempo reale.

Funzioni aggiuntive
Riconoscimento facciale, GPS, sensori estremamente evoluti per tenere tutta la casa sotto controllo. Ecco alcune delle funzioni aggiuntive che un sistema di videosorveglianza è in grado di garantire. E di cui tratteremo in questa sezione.

Alimentazione energetica
Le videocamere vengono alimentate a batteria o con apposite prese da muro. Ma la tecnologia PoE (Power Over Ethernet) riesce a coniugare la connettività internet con l'alimentazione elettrica.

La componente audio
Può sembrare un elemento secondario ma in realtà assume un peso considerevole in specifiche circostanze. Parliamo del suono, ovvero della possibilità per la videocamera di carpire l'audio ambientale. Alcuni modelli, poi, sono provvisti di speaker per riprodurre la nostra voce verso l'esterno.

La normativa vigente
In chiusura, è d'obbligo uno sguardo alla normativa vigente per capire se ci sono limitazioni per gli utenti legate alla legge sulla privacy. Privato o pubblico: vedremo come i due profili d'uso risponderanno a regole diverse.

Quanto costa un impianto di videosorveglianza?

prezzo impianto videosorveglianza
I vantaggi dell'acquisto online sono molteplici. Per prima cosa, abbiamo modo di confrontare i prodotti e informarci al meglio per poter scegliere sulla base delle nostre reali esigenze. Ma anche l'aspetto economico gioca un ruolo chiave e comprare sulla rete ci dà modo di cogliere offerte e promozioni molto interessanti. In ambito videosorveglianza, ad esempio, il mercato è decisamente ricco di prodotti dal buon rapporto qualità-prezzo. Parliamo di kit di videosorveglianza base per iniziare a capire questo Mondo. Li possiamo montare in autonomia e configurare in pochi passi. Il tutto senza svenarci. Per gli utenti più smaliziati, poi, l'offerta si allarga ai sistemi di videosorveglianza più evoluti, composti da svariati elementi e realizzati per assicurare immagini di ottima qualità. All'aumentare del prezzo, anche la gamma di funzionalità disponibili si allarga, includendo sensori altamente tecnologici. Tale varietà merceologica fa sì che un sistema di videosorveglianza possa costare meno di 50 euro ma anche più di 400. Per questo, abbiamo suddiviso i prodotti migliori a seconda del budget a disposizione in tre fasce di prezzo: economica (entro 100 euro), media (da 100 a 250 euro) e alta (da 250 euro in su).
(Dati aggiornati a febbraio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 100 euro)

100 euro è la cifra fissata come tetto massimo della fascia economica, ma ciò non significa che il mercato non abbia anche modelli meno costosi da offrire. Generalizzando, però, è facile trovare elementi comuni fra le caratteristiche di un sistema di videosorveglianza economico. In primis, parliamo quasi sempre di modelli da scrivania con base d'appoggio. In più, sono tendenzialmente fisse. Fra le più convenienti in assoluto, troviamo la telecamera di videosorveglianza D-Link DCS-932L. Compatta e discreta, si collega al Wi-Fi assicurando filmati con risoluzione VGA. Meglio riesce a fare la Nilox Smart Security Camera, raggiungendo il formato Full HD e garantendo una discreta qualità anche di notte, grazie agli infrarossi. Nella stessa fascia di prezzo, ci portiamo a casa una telecamera per la videosorveglianza Wi-Fi dalle prestazioni sorprendenti. La D-Link DCS-8000LH, infatti, assicura una visuale di 120 gradi ed è anche in grado di rilevare movimenti e rumori all'interno dell'area videosorvegliata. Concludiamo con la prima telecamera Bullet da esterno selezionata. Si tratta della Ezviz Husky Air, dotata di luce e allarme integrato, audio bidirezionale, sensore di movimento e infrarossi notturno in grado di coprire una distanza di 30 metri.
(Dati aggiornati a febbraio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia media (da 100 a 250 euro)

I sistemi di videosorveglianza di fascia media non offrono solo una qualità superiore nella resa delle immagini. Qui si inizia a fare sul serio in quanto a componibilità, potendo associare più di una telecamera allo stesso network e sfruttarne le potenzialità combinate. Netgear Arlo VMC3030, ad esempio, è solo la prima pedina di un sistema di videosorveglianza strutturabile a nostro piacimento. La telecamera in questione è anche impermeabile e le batterie assicurano un'ottima autonomia. Si comporta in modo analogo la Foscam FI9900P, modello Bullet da esterno con stabilizzatore d'immagine e risoluzione Full HD. Ma qui la videosorveglianza IP supporta sia il cavo ethernet che il Wi-Fi. In ambito di telecamere da scrivania, abbiamo scelto la D-Link DCS-8525LH. Superconnessa ed estremamente compatta, registra immagini di qualità e lo fa anche di notte. È provvista del sensore di movimento, del sistema motorizzato per allargare la visuale e dell'audio bidirezionale. Chiudiamo con Atlantis Land A11-UXNVR09-KIT, il primo vero kit di videosorveglianza completo. Composto da ben 4 telecamere Bullet, comprende anche un registratore NVR a 9 canali.
(Dati aggiornati a febbraio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia alta (oltre 250 euro)

Eccoci a descrivere i sistemi di videosorveglianza migliori, sia basati su una sola fotocamera che su un kit più ampio. Appartiene alla prima categoria la Netatmo Presence, un gioiello di estetica realizzata in vetro e alluminio. Parliamo di una fotocamera da esterni con luce integrata ed infrarossi, provvista di sensore di movimento estremamente preciso. Registra video in Full HD su scheda micro-SD e si gestisce grazie all'ottima app per smartphone. Più strutturato è il sistema di videosorveglianza Foscam FN3108XE-B4-1T, costituito da 4 ottime fotocamere mobili ed un registratore NVR con hard disk da 1T. L'alimentazione è assicurata dalla tecnologia PoE che la integra nei cavi ethernet. Ottimo si mostra anche il kit di videosorveglianza D-Link DCS-2802KT, composto da 2 fotocamere Wi-Fi molto versatili ed un hub dedicato che gestisce i processi più complessi, permettendo alle videocamere di estendere la propria autonomia. Adatte ad interni ed esterni, sono anche provviste di audio a due vie. Potete seguire l'articolo del nostro magazine sulla configurazione del kit di videosorveglianza D-Link DCS-2802KT. Al top della categoria, infine, abbiamo collocato Dahua IPC-KIT001, un ricchissimo impianto di videosorveglianza professionale a cui non manca davvero niente. 4 telecamere, registratore NVR e hard disk: il tutto della massima qualità.
(Dati aggiornati a febbraio 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Com’è fatto un impianto di videosorveglianza?

caratteristiche impianto videosorveglianza
Che sia casalingo, condominiale o installato presso un'attività commerciale, un impianto di videosorveglianza che sia Hikvision o Netgear si caratterizza per un numero abbastanza ristretto di componenti. Le telecamere, in versione da interno o esterno, sono le unità preposte a catturare le immagini. Ma come fa il segnale video ad arrivare al monitor? Per rispondere alla domanda, è necessario chiamare in causa il registratore, il dispositivo che acquisisce i dati e li rende fruibili grazie alle porte di cui è provvisto. Chiamato NVR (Network Video Recorder), in un sistema di videosorveglianza IP (Internet Protocol) riceve il segnale dalle videocamere attraverso cavi ethernet che sfruttano la rete di casa per effettuarne lo streaming. Il DVR (DIgital Video Recorder) è provvisto di un hard disk che archivia le registrazioni. Ma tale operazione può anche avvenire sul cloud o sfruttare schede micro-SD inserite all'interno delle telecamere stesse. Inoltre, queste ultime possono utilizzare il Wi-Fi al posto della connessione ethernet, dando vita ad un sistema di videosorveglianza senza fili che non necessita di registratore. Il collegamento fra DVR e monitor, invece, avviene di norma attraverso un comune cavo HDMI. A monte di tutto, infine, abbiamo il router di casa che dà vita alla rete sulla quale poggia lo streaming dei video. E che permette all'utente di controllare lo stato del sistema anche da lontano, tramite lo smartphone.

Tipologie di videocamere a confronto

Il primo passo da compiere per effettuare un acquisto azzeccato è valutare la finalità del sistema di videosorveglianza. Ne abbiamo bisogno per l'interno della casa o per la parte esterna? Quale distanza deve coprire l'occhio della videocamera? E quali sono i vantaggi di un modello mobile rispetto ad uno fisso. Ecco, di seguito, le risposte:

Da interni o esterni
Un impianto di videosorveglianza IP da montare indoor ha lo scopo di monitorare ciò che avviene fra le mura di casa e, attraverso i sensori di movimento, allertare il proprietario in caso di pericolo. Vale lo stesso per le videocamere da esterno ma, in questo caso, le immagini registrate ci mostreranno ciò che avviene fuori, in giardino o nel viale d'accesso. La scelta dipende dal tipo di abitazione in cui viviamo ma niente esclude che i due sistemi possano convivere. Di certo, le videocamere di un kit videosorveglianza esterno dovranno essere realizzate in modo da sopportare gli agenti atmosferici nel tempo, in particolare la pioggia ed il vento. E resistere ai forti sbalzi di temperatura.

Bullet, Dome o da scrivania
Le videocamere si dividono, in buona sostanza, in tre categorie: modelli Bullet, Dome o con base di appoggio. Le prime, progettate in particolare per gli esterni, presentano una forma allungata e si installano, di norma, negli angoli. Capaci di muoversi in tutte le direzioni, offrono zoom molto potenti. Le Dome, invece, sono a forma di cupola e sono spesso coperte da uno strato di vetro. Si installano sul soffitto e, quindi, sono impiegate maggiormente indoor. A livello estetico sono più discrete delle Bullet ma, di contro, coprono distanze inferiori. Il campo visivo, invece, è molto ampio e può anche superare i 180 gradi con un obiettivo Fisheye. Decisamente più economiche, infine, sono le videocamere con piedistallo da posizionare su un piano d'appoggio piatto: ad esempio, un tavolo, una scrivania o una mensola. La qualità non è il massimo ma la comodità d'uso è senza paragoni.

Fisse o mobili
I kit di videosorveglianza base, nella maggior parte dei casi, includono una o più videocamere fisse. Non potendosi muovere, è importante che siano installate a dovere, scegliendo la posizione che offra il raggio d'azione più ampio. I modelli mobili, invece, sono provvisti di motore che consente loro di orientarsi in ogni direzione. Tali movimenti possono venire automatizzati oppure possiamo controllarli in tempo reale tramite il computer o lo smartphone. A metà strada fra le due categorie, si collocano le telecamere PTZ (Pan Tilt Zoom), in grado di compiere movimenti molto limitati in orizzontale e verticale.

Qualità dell’immagine

Qualità dell’immagine
Indipendentemente da come la telecamera si presenta a livello estetico, ciò che conta maggiormente trova posto all'interno. Ci riferiamo alle caratteristiche delle lenti dell'obiettivo che andranno ad influenzare la capacità di fare zoom e la visione al buio. Ma a condizionare la qualità di un sistema di videosorveglianza è anche la risoluzione video supportata. Ecco, di seguito, maggiori dettagli in merito:

Risoluzione
Partiamo proprio da qui, da un aspetto di cruciale importanza. La risoluzione che un impianto di videosorveglianza è in grado di offrire, infatti, determina la maggiore o minore definizione dei video. Man mano che la risoluzione sale, i pixel crescono in numero e gli oggetti inquadrati si fanno più dettagliati. Alcuni dei kit videosorveglianza base sfruttano la risoluzione VGA mentre i sistemi più costosi sono in grado di offrire filmati in Full HD. A metà strada incontriamo la risoluzione HD che rappresenta un buon compromesso fra prezzo e prestazioni. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che, come accade per i film o le serie TV, all'aumentare della risoluzione, cresce anche la banda utilizzata per lo streaming, ovvero la quantità di dati trasmessi. E se il nostro piano tariffario internet non è in grado di gestire questo flusso, meglio optare per modelli a bassa risoluzione.

Luminosità e visione notturna
La qualità delle lenti che compongono l'obiettivo si mette in evidenza quando l'ambiente è particolarmente buio. Fondamentale, in tal senso, è l'apertura del diaframma che regola la quantità di luce in ingresso. Tale valore viene indicato con un numero preceduto dalla lettera f, ad esempio f/1.8. Ma bisogna fare attenzione perché all'aumentare di tale valore, l'apertura diminuisce. Così come la luminosità. Quando l'ambiente è completamente buio, però, non c'è apertura che tenga. In questo caso, le telecamere per videosorveglianza devono poter contare sui raggi infrarossi in grado di catturare le immagini anche di notte.

Zoom
Presente sia a bordo delle videocamere fisse che di quelle mobili, lo zoom ci permette di stringere l'obiettivo su un'area più piccola, ingrandendone i particolari. Due sono le tipologie di zoom che è possibile sfruttare: l'ottico e il digitale. Il primo assicura una resa migliore delle immagini perché si basa su un movimento analogico delle lenti delle videocamere. Il secondo, invece, si limita ad ingrandire l'inquadratura attraverso un artificio software, operazione che però degrada la qualità dei fotogrammi. Più lo zoom è potente e più alto sarà il numero (seguito dalla lettera "x") col quale viene espresso. 6x, ad esempio, è un buonissimo valore sia per lo zoom ottico che per il digitale. 

Il comparto connettività: cavo ethernet contro Wi-Fi

La principale differenza fra un sistema di videosorveglianza IP e le più classiche telecamere a circuito chiuso è tutta nel modo di fruire dei contenuti. Nel secondo caso, infatti, le immagini carpite vengono inviate ad un registratore (DVR) e, di seguito, ad un monitor. Non c'è possibilità, quindi, di controllare l'impianto se non siamo a casa, di fronte allo schermo. La prima tipologia di videosorveglianza, invece, si mostra decisamente più smart. Grazie alla connessione ad internet, infatti, potremo visionare i filmati in tempo reale e da qualsiasi device collegato alla rete, sfruttando lo streaming. Ma un impianto di videosorveglianza che sfrutti i cavi ethernet per stabilire i collegamenti principali funziona in modo diverso rispetto ad un analogo modello senza fili, basato sul Wi-Fi. Posto che entrambe le categorie di prodotto avranno bisogno di essere alimentate per funzionare, un kit videosorveglianza Wi-Fi può fare a meno del cavo, nel caso preveda telecamere a batteria. Ma l'indipendenza dai fili, che si rivela estremamente comoda in fase di installazione, ha anche una controindicazione. Ci riferiamo all'area che il router di casa copre con il Wi-Fi. Se, infatti, le videocamere non vengono posizionate all'interno di questa zona, non saranno in grado di connettersi alla rete.

Archiviazione dati: le varie alternative

L'occhio della fotocamera di un impianto si videosorveglianza nasce per carpire al meglio le immagini dentro e fuori la nostra casa. Monitorare in tempo reale ciò che sta accadendo grazie alla rete è la principale funzionalità legata alla videosorveglianza IP. Di fondamentale importanza, però, è anche il modo in cui i filmati vengono salvati e archiviati dal sistema per poi essere rivisti e analizzati. Un kit videosorveglianza può prevedere un registratore NVR al quale va associato un hard disk la cui dimensione saremo noi a scegliere. All'interno, naturalmente, verranno salvati i filmati girati e potranno essere consultati in qualsiasi momento. I sistemi di videosorveglianza Wi-Fi, invece, si caratterizzano per l'assenza di cavi e la mancanza del registratore esterno. In questo caso, per l'archiviazione sono sfruttate delle piccole schede micro-SD, alloggiate direttamente all'interno delle videocamere. Sia che la soluzione scelta sia con fili che senza, potremo sempre affidarci al cloud per l'archiviazione dei file. Tale servizio è offerto da quasi tutte le aziende del settore e prevede, di solito, un tetto dati gratuito con qualche limitazione. Una per tutte, ad esempio, la possibilità di rivedere i filmati solo entro un certo lasso di tempo. Per sopperire a queste lacune ed avere più spazio sarà possibile, poi, sottoscrivere un abbonamento a pagamento.

Attivazione automatica delle videocamere di sorveglianza

Un sistema di videosorveglianza economico prevede, in genere, un'unica fotocamera da tenere sempre attiva per riprendere la zona inquadrata 24 ore su 24. Certo, però, una soluzione del genere mostra qualche limite. Il primo è connesso ai consumi elettrici che, inevitabilmente, sono destinati a salire. In particolare, se abbiamo acquistato un kit di videosorveglianza Wi-Fi a batterie, difficilmente godremo di un'autonomia elevata. Ma c'è un altro punto da considerare. Riprendere in modo continuativo significa, conseguentemente, registrare un'enorme mole di dati e dover sbobinare ore ed ore di filmati per controllare eventuali comportamenti sospetti. La risposta, in entrambi i casi, è data dal sensore di movimento. "Motion detection" è il termine inglese che definisce tale tipo di tecnologia, in grado di rilevare movimenti nell'area videosorvegliata ed avviare la registrazione. Il vantaggio è, quindi, duplice, grazie ai consumi ridotti e al limitato materiale da visionare. In più, un impianto di videosorveglianza del genere sarà in grado di sfruttare la rete internet per inviare notifiche al nostro smartphone ogni volta che si avvierà in modo autonomo.

App e impostazioni

Molte sono le impostazioni di un sistema di videosorveglianza sulle quali è possibile agire. Una volta collegate le telecamere alla rete, potremo regolare l'immagine intervenendo su vari parametri. Il più significativo è, probabilmente, la risoluzione alla quale verranno catturate le immagini. Se, infatti, un elevato numero di pixel assicura filmati di qualità superiore, è anche vero che consuma più banda. E se l'internet di casa non è particolarmente veloce, sarà bene ripiegare su una risoluzione inferiore. La videosorveglianza IP ha anche aperto le porte al controllo da remoto del sistema attraverso lo smartphone. E non a caso, le aziende leader del settore hanno progettato ciascuna una specifica app, scaricabile per telefoni Android e iOS. Molto curate a livello di design, le app offrono tante funzioni utili. Per prima cosa, potremo accedere in ogni momento alle videocamere che compongono l'impianto di videosorveglianza. Avremo modo di attivare lo streaming live e osservare cosa accade dentro la casa, in giardino o sul vialetto d'ingresso. Riceveremo notifiche in caso di attivazione automatica del sistema, qualora rilevasse un movimento all'interno dell'area videosorvegliata. Inoltre, potremo sempre consultare la timeline degli eventi, con lo scopo di monitorare i momenti salienti e verificarne gli orari.

Funzioni aggiuntive

Il sensore che rileva il movimento e attiva le telecamere si mostra utilissimo per tenere a bada i consumi, segnalando solo gli eventi significativi. Esistono, poi, delle funzionalità ancora più evolute in grado rendere l'impianto di videosorveglianza sempre più smart. Ecco, di seguito, le più interessanti:

Riconoscimento facciale
Negli smartphone di ultima generazione viene impiegato per sbloccare il device in modo intelligente. Ma anche a bordo dei sistemi di videosorveglianza più smart svolge un ruolo chiave. Parliamo del software di riconoscimento facciale, una tecnologia che rappresenta un filtro fondamentale per distinguere gli eventi pericolosi da quelli che non lo sono. Una volta configurato, salvando i volti dei membri della famiglia, questi saranno esclusi dalle segnalazioni. In tal senso, l'impianto sarà in grado di riconoscere i familiari ed evitare così di attivarsi al loro rientro in casa. Di contro, rilevando un volto estraneo, andrebbe subito a segnalarcelo attraverso una notifica sullo smartphone.

GPS
La videosorveglianza intelligente di tipo IP nasce con lo scopo di monitorare le nostre case o il luogo di lavoro in modo intelligente. Il tutto finalizzato a renderci la vita più semplice, automatizzando la maggior parte delle operazioni. Quando parliamo di GPS non intendiamo dire che le videocamere sono provviste di tale tecnologia. Però, rendendolo attivo sullo smartphone, invieremo al sistema la segnalazione della nostra posizione in tempo reale. Così facendo, il sistema stesso saprà se siamo in casa o fuori casa. E regolerà le impostazioni di sicurezza di conseguenza.

Collegamento ad allarme esterno e sensori aggiuntivi
Il bello di un impianto di videosorveglianza IP, oltre alla possibilità di controllare i filmati ovunque ed in qualsiasi momento, è l'elevata configurabilità. Ad esempio, pur non presentando di base un allarme sonoro, ne potremo acquistare uno esterno e collegarlo al sistema attraverso la rete. E sarà possibile gestirlo per attivarsi solo in certi casi, a seconda delle nostre preferenze. Ma non solo: oltre al sensore di movimento, ve ne sono molti altri non presenti di serie ma facili da connettere al cuore dell'impianto. Pensiamo, per fare un esempio, ai sensori che rivelano perdite di gas o di acqua dalle tubature. Grazie a queste funzionalità aggiuntive, la sicurezza della casa può essere monitorata in tanti modi diversi, non solo per prevenire un'intrusione indesiderata. 

Alimentazione energetica

I consumi energetici di un impianto di videosorveglianza si legano, per forza di cose, al tempo di attività dello stesso. In tale ottica, il sensore di rilevamento ci permette di abbassare i costi in bolletta, attivando le videocamere solo in caso di necessità. Ma come viene alimentato un sistema di videosorveglianza IP? Per i modelli Wi-Fi, vengono impiegate di norma delle batterie ricaricabili. Questo perché, se sfruttassimo un alimentatore a parete, si perderebbero i vantaggi intrinsechi di un kit di videosorveglianza senza fili. La durata delle batterie dipende molto dal tipo di utilizzo e dall'ottimizzazione software impostata dalla casa madre ma, nei casi migliori, può arrivare fino a sei mesi. Discorso differente vale per i sistemi di videosorveglianza ethernet. In questo caso, la natura del sistema impone l'utilizzo di cavi specificamente pensati per trasmettere i dati sulla rete. Ma non solo: le videocamere, infatti, per essere alimentate necessitano di un cavo a muro ciascuna. La soluzione per contenere il numero di fili elettrici in giro è data dalla tecnologia PoE (Power over Ethernet) che permette al cavo ethernet di fornire anche l'alimentazione energetica. Ma per far funzionare questi cavi, occorre un apposito switch posto fra le videocamere ed il registratore.

La componente audio

A bordo delle fotocamere di un impianto di videosorveglianza entry-level non è necessariamente presente. Ci riferiamo al microfono, pensato per carpire, oltre alle immagini, il suono ambientale. Ma si tratta di una funzionalità che può mostrarsi particolarmente utile. E come avviene per il sensore di movimento che attiva le videocamere, ugualmente i rumori non passeranno inosservati. È possibile, infatti, impostare i sistemi di videosorveglianza per reagire a certi suoni, inviandoci una notifica. Una finestra che sbatte, una porta che si apre, un vetro rotto: ecco alcuni esempi di rumori che mettono in allerta l'impianto. I modelli più evoluti, inoltre, sono provvisti di audio bidirezionale. In altre parole, oltre al microfono che ci consente di ascoltare quello che succede nell'area videosorvegliata, le telecamere sono provviste di uno speaker, attraverso il quale potremo far sentire la nostra voce. Particolarmente utile in caso di effrazione, l'altoparlante integrato ci dà la possibilità di mettere in allerta gli intrusi, comunicando loro, ad esempio, che le forze dell'ordine sono in arrivo. Un kit di videosorveglianza del genere, infine, si presta bene ad essere montato nella stanza di un bebè, dandoci la possibilità di vedere e ascoltare il piccolo in qualsiasi momento.

Le norme in vigore per il rispetto della privacy

Riprendere un soggetto con una videocamera è un'operazione che, secondo il Garante della Privacy, necessita sempre del consenso. Questo perché l'immagine di una persona è da considerarsi, in tutto e per tutto, un dato sensibile. La disciplina che regola i sistemi di videosorveglianza è a dir poco ampia e richiede, per questo, un piccolo approfondimento. Posto che quando ospitiamo qualcuno a casa nostra, dovremmo avvertirlo della presenza di un impianto di videosorveglianza, non siamo tenuti però a richiedere alcun tipo di autorizzazione. Le riprese di aree private sono sempre consentite, a patto che venga affisso l'apposito cartello con la dicitura "area videosorvegliata". Più strutturata si fa la materia quando le aree inquadrate sono pubbliche. In tal caso, infatti, la videosorveglianza è consentita solo per tutelare la sicurezza, mai per controllare ciò che avviene nei paraggi. Ma è bene chiarire cosa si intende per spazio privato e pubblico. Il portone di casa, ad esempio, ricade nella prima categoria. Il giardino del vicino, invece, rientra palesemente nella seconda. A metà strada troviamo quelle aree comuni che, se rappresentano l'unico modo per accedere a casa nostra, possono essere riprese. Completamente diverso, invece, è il discorso relativo alle attività commerciali che necessitano di autorizzazioni speciali per poter installare videocamere di sorveglianza.

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