I vini della cantina Banfi sono figli di una lungimirante mentalità imprenditoriale messa al servizio dell’eccellenza. Attiva a Montalcino fin dal 1978, l’azienda conta su importanti distaccamenti in tutta Italia, Piemonte compreso.
Vino rosso strutturato A base di Sangiovese Potente ed equilibrato Perfetto con la selvaggina
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Vino e Cantina: Banfi Piemonte è il ramo aziendale del colosso toscano che ha trovato al nord terreno fertile. Sede e cantina si trovano nel comune di Strevi, a sud di Alessandria. In una zona vocata per i vini spumanti, si produce il Banfi Tener Brut Metodo Charmat, con denominazione VSQ (vino spumante di qualità). Vitigni: il mix di uve che fa da sfondo al Banfi Tener Brut è piuttosto insolito. Nel vino convivono, infatti, Chardonnay e Sauvignon Blanc, il secondo in proporzione leggermente superiore.Suoli: terreni calcarei-marnosi con buone quantità di ferro e magnesio contraddistinguono la zona di Acqui Terme. E sono responsabili per la ricchezza minerale della pianta. Ma anche il profilo orografico fa la differenza, per via di rilievi collinari marcati. Esposizione e altitudine sono ottimali. In più, le brezze provenienti dal mare mitigano il clima in inverno.Vinificazione: questo vino spumante brut è ottenuto con Metodo Charmat che si distingue dal Metodo Classico per via della rifermentazione in tini d’acciaio anziché in bottiglia. Il tutto a temperatura controllata compresa fra 16 e 18 gradi. Ma rispetto al Brachetto d’Acqui Rosa Regale Banfi, non è sottoposto a criomacerazione sulle bucce. Descrizione sensoriale: il colore è giallo paglierino, coadiuvato da un’effervescenza molto fine. Il bouquet olfattivo si apre con note di frutta a polpa gialla fresca e fiori bianchi. Armonioso ed equilibrato, conta su un buon rapporto fra cremosità ed acidità.Abbinamento: perfetto all’ora dell’antipasto, fa da contraltare ideale a formaggi e salumi, oltre che al fritto misto di pesce e verdure.
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Vino e Cantina: Il Vermentino La Pettegola rappresenta il modo di intendere il terroir bolgherese da Banfi. Uscendo dai familiari confini di Montalcino, l’azienda vinicola ha acquisito alcuni vigneti in provincia di Livorno, a sud di Castagneto Carducci. Siamo in una zona resa famosa dai grandi rossi, Sassicaia in primis. Ma la particolare conformazione del territorio la rende ideale anche per i bianchi.Vitigni: vitigno autoctono, il Vermentino toscano costituisce la base per questo vino bianco. Suoli: tanti sono i fattori che rendono unica la zona di Bolgheri a livello vitivinicolo. Il clima, reso mite dalla vicinanza del mare è uno dei primi. Ma tale prossimità è anche responsabile della particolare sapidità dei vini. Ed il suolo contribuisce, con la propria peculiare composizione, a renderli piacevolmente minerali. Vinificazione: vinificato in bianco, il Vermentino La Pettegola è in primis il risultato di una vendemmia operata con cura. In cantina, poi, la fermentazione alcolica si svolge in serbatoi d’acciaio a temperatura controllata e dura circa 15 giorni. Dopo un breve periodo di riposo, è il momento dell’imbottigliamento.Descrizione sensoriale: giallo paglierino alla vista, si distingue per sentori molto freschi e fruttati in cui le note di pompelmo ed albicocca si alternano a quelle di aghi di pino. Vivace in bocca, offre un’acidità composta e gradevolissima.Abbinamento: semplice nella struttura, è un vino bianco che si abbina facilmente a piatti leggeri a base di pesce ed a primi conditi con verdure.
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Vino e Cantina: il fratello minore del Brunello di Montalcino DOCG è il Rosso di Montalcino DOC. E quello prodotto dall'azienda vinicola Castello Banfi è uno dei migliori per rapporto qualità-prezzo. Vitigni: tipicamente toscano, questo vino rosso conta su una base al 100% di Sangiovese. Suoli: siamo a sud di Montalcino, in un'area in cui le condizioni del clima sono ideali. Le temperature si mantengono miti, limitando le gelate invernali; la ventilazione è sufficiente ad eliminare l'umidità in eccesso. E le viti, poste in collina, godono di un'esposizione solare ottimale. Il suolo, infine, grazie all'equilibrato mix di galestro, albarese, calcare ed argilla, si mostra particolarmente drenante.Vinificazione: conclusa la vendemmia e dopo la pressatura, le uve Sangiovese cominciano la macerazione sulle bucce della durata di 7/10 giorni. Segue la fermentazione alcolica e l'invecchiamento di 10/12 mesi in barrique e botti di rovere. Altri 6 mesi in bottiglia anticipano la messa in vendita di questo vino.Descrizione sensoriale: il colore è un rosso rubino che vira al porpora. L'esame olfattivo vede da subito emergere profumi di viola, ciliegia e fragola matura, tipici del vitigno. In bocca si mostra equilibrato, armonizzando le spigolosità del tannino con una buona morbidezza. Abbinamento: piatti non troppo elaborati a base di carne sono l'ideale terreno per abbinare questo Rosso di Montalcino che regala bellissime sensazioni anche con i formaggi di media stagionatura.
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Vino rosso secco di corpo Brunello di Montalcino DOCG Elegante e strutturato Perfetto con la selvaggina
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Vino e Cantina: Banfi non è solo sinonimo di Brunello di Montalcino. Al nord, infatti, l’azienda toscana ha creato un’oasi tecnologica. Si chiama Banfi Piemonte ed ha la propria sede a Strevi, nell’Alto Monferrato. Qui si trova la cantina che produce il Rosa Regale Brachetto D’Acqui DOCG, vino spumante dolce che è elegante espressione del territorio.Vitigni: solo uve Brachetto autoctone alla base di questo vino rosso ottenuto con Metodo Charmat.Suoli: la regione a sud di Alessandria, denominata Alto Monferrato, si caratterizza per rilievi prevalentemente collinari, ideali per la vite. Le piante, infatti, godono di abbondante esposizione solare. Inoltre, l’altitudine media di 250 metri rende la zona particolarmente ventilata. Ed il clima è in parte mitigato dagli influssi del Mar Ligure.Vinificazione: la cantina Banfi di Strevi produce circa 2 milioni di bottiglie all’anno. Ampia sezione è dedicata alla vinificazione degli spumanti con Metodo Charmat, ovvero con rifermentazione in autoclave. Per il Brachetto d’Acqui Rosa Regale è decisiva anche la fase di criomacerazione, della durata di 4/5 giorni, fondamentale per estrarre i pigmenti dalle bucce.Descrizione sensoriale: rosso rubino chiaro, mostra un perlage molto vivace. Al naso è un tripudio di frutti di bosco appena colti e fiori rossi freschi. Piacevolmente dolce, offre un finale di mandorla. Abbinamento: vino caratterizzato dalla tipica dolcezza, si sposa alla perfezione con i dessert, in particolare con la pasticceria mignon. E dà grande risalto alla frutta, specialmente alle fragole.
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Vino e Cantina: partendo da Montalcino, l'azienda vinicola Banfi ha ampliato considerevolmente il proprio bacino produttivo, includendo vini provenienti da altre aree della Toscana. In questo caso, ci troviamo di fronte al Chianti Classico DOCG Banfi, un esempio di come il Sangiovese si esalti al massimo in questa regione.Vitigni: non parliamo, però, di Sangiovese in purezza. Qui, infatti, il vitigno è coadiuvato in piccola parte da altre varietà tradizionali. Suoli: a Castellina in Chianti, in provincia di Siena, trovano posto i 40 ettari vitati che fanno da base al vino. Il suolo sul quale prosperano le viti offre un ideale mix di sabbia, argilla ed albarese. Inoltre, la posizione collinare delle vigne le rende ottimamente esposte.Vinificazione: dopo la vendemmia e la pressatura delle uve, ha inizio la fase di macerazione sulle bucce, centrale per estrarre colore e aromi, della durata di circa 10 giorni. Dopo la fermentazione alcolica, poi, è il turno della malolattica. Di seguito, il vino riposa in botti di legno fino all'estate successiva, ovvero fino al momento dell'imbottigliamento.Descrizione sensoriale: rosso rubino nel bicchiere, profonde nel naso sentori estremamente tipici, fra cui spicca la violetta, la prugna e la ciliegia matura. Il finale offre una leggera speziatura vanigliata. Coerente con l'esame olfattivo, in bocca si mostra equilibrato e consistente, arricchito da tannini molto presenti ed una buona persistenza gusto-olfattiva.Abbinamento: tagliata al rosmarino, filetto al pepe verde e carni alla brace in generale: ecco i piatti con i quali questo Chianti Classico dà il meglio di sé.
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Vino e Cantina: Banfi Piemonte porta al nord tradizione e competenza dell'azienda Castello Banfi, nata a Montalcino per produrre il Brunello, vino italiano conosciuto in tutto il Mondo. È proprio l'Alta Langa ad ospitare le viti alla base di questo Brut Metodo Classico, con denominazione VSQ (vino spumante di qualità).Vitigni: tradizionale nell'uvaggio, si compone di un blend di Pinot Nero, Pinot bianco e Chardonnay, in percentuali variabili in base all'annata.Suoli: le viti sono disposte in collina, nella zona di Strevi, in provincia di Alessandria. Qui il suolo assicura il giusto livello di drenaggio per le piante e l'ottimale ventilazione impedisce all'umidità ed alle muffe di ristagnare.Vinificazione: la raccolta delle uve viene un po' anticipata in modo da mantenere elevata l'acidità degli acini. Dopo la pressatura soffice, comincia la fermentazione alcolica. La rifermentazione in bottiglia, invece, ha luogo in primavera ed è seguita da 24 mesi di affinamento sui lieviti, qualcuno meno rispetto alla Cuvée Aurora Alta Langa DOCG. Infine, sboccatura, dosaggio e affinamento in bottiglia.Descrizione sensoriale: allo sguardo appare di un bel giallo paglierino brillante, coadiuvato da un perlage fine e persistente. Agrumi, note di frutta candita, spezie e crosta di pane compongono il bouquet olfattivo. In bocca è particolarmente fresco e vivace.Abbinamento: salumi, formaggi, frittura mista e tartine assicurano un perfetto abbinamento per questo vino spumante che si sposa con successo anche alla pizza.
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Vino e Cantina: è rilevando l’azienda vinicola Bruzzone che Banfi ha allargato il proprio raggio d’azione dalla Toscana al Piemonte. Nell’alto Monferrato, fra Acqui Terme e Novi Ligure, la Banfi Piemonte ha posto il proprio quartier generale. Siamo in una zona di grande tradizione per i vini spumanti ottenuti con Metodo Charmat. Ed il Moscato d’Asti DOCG Sciandor non delude le aspettative. Vitigni: uve Moscato in purezza sono il punto di partenza del processo di vinificazione.Suoli: suoli ricchi di minerali sostengono la crescita della pianta e le offrono il perfetto nutrimento. Superfici collinari di media altitudine garantiscono alla vite corretta esposizione ed escursione termica ottimale. A tutto ciò si aggiunge un clima temperato dalla vicinanza del mare. Ecco il quadro completo di una zona ideale dal punto di vista vitivinicolo.Vinificazione: tipici della regione, Moscato e Brachetto sono vitigni autoctoni aromatici destinati alla produzione di vini spumanti dolci. Per farlo, è impiegato comunemente il Metodo Charmat che prevede una rifermentazione in autoclave. Ma mentre il Brachetto d’Acqui Banfi subisce una criomacerazione sulle bucce, il Moscato Sciandor non vi entra mai in contatto.Descrizione sensoriale: allo sguardo si mostra giallo paglierino, forte di un perlage fine. Al naso è un’esplosione di aromi tipici del vitigno, dai fiori di pesco al miele. Equilibrato in bocca, stempera la dolcezza con l’acidità.Abbinamento: vino da dessert per antonomasia, crea un connubio perfetto con la piccola pasticceria ed i dolci a base di nocciola.
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Vino e Cantina: Il Banfi Centine Rosso è un vino fermo con denominazione IGT che rappresenta l’altra anima della nota azienda vinicola toscana. Accanto al grande Brunello di Montalcino, Banfi produce anche vini più giovani ed informali, di pronta beva. E qui ne abbiamo una grande espressione, frutto delle vigne che Banfi ha acquisito nel Chianti.Vitigni: le viti alla base di questo vino si trovano nel comune di Castellina in Chianti. Si tratta di uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot.Suoli: suoli argillosi e rocciosi con prevalenza di albarese e galestro sono la fotografia dello scheletro fossile della zona. Le piante ne traggono linfa vitale e le radici si spingono in profondità alla ricerca d’acqua. Le colline del Chianti offrono, poi, un’ottimale esposizione solare e si mostrano perfette in quanto ad escursione termica fra il giorno e la notte. Sempre mite si mantiene il clima.Vinificazione: semplice ma attenta è la vinificazione del Centine Rosso. Si parte in vigna con una prima selezione dei grappoli che si completa, poi, in cantina. Veloce è la macerazione sulle bucce a cui seguono fermentazione alcolica e malolattica. Ad un affinamento in botti di rovere di breve durata, segue quello in bottiglia.Descrizione sensoriale: vino rosso rubino intenso nel bicchiere, si apre al naso con freschissime note fruttate e floreali. Semplici ma intense. Morbido in bocca, si mette in luce per la spiccata acidità che lo rende beverino.Abbinamento: ideale in abbinamento con le pappardelle al ragù, si comporta molto bene anche con arrosti e grigliate.
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Banfi è un nome che gli appassionati di vino conoscono molto bene. Il Banfi Poggio Alle Mura Brunello di Montalcino DOCG, infatti, è una delle eccellenze italiane in grado di superare i confini nazionali per approdare oltreoceano, e riscuotere il meritato successo. Ma che questa propensione internazionale fosse una peculiarità di Banfi lo si legge tra le righe della storia aziendale. È all’inizio del ‘900 che Teodolinda Banfi adotta il piccolo Giovanni Mariani, infondendo in lui la passione per il vino. Anni di studi ed esperienze portano Giovanni a New York, città in cui fonda la Banfi Vintners. Dedicata alla zia Teodolinda, l’azienda si occupa di importare negli Stati Uniti i vini italiani più apprezzati. Ma sono i figli di Giovanni, John e Harry Mariani a sbarcare a Montalcino nel 1978, acquistando quello che è oggi è chiamato Castello Banfi. Situata in località Castello di Poggio alle Mura, l’imponente fortezza medievale è sede dell’azienda gestita attualmente dalla terza generazione Mariani: i cugini Cristina e James. Oggi Banfi può contare su 850 ettari vitati e produce circa 10 milioni di bottiglie ogni anno. I vini più importanti sono i rossi realizzati a base di Sangiovese grosso, detto localmente Brunello. La zona di Montalcino rappresenta, infatti, la cornice perfetta per la coltivazione della vite, offrendo condizioni climatiche ottimali. Le temperature si mostrano miti e risentono in parte dei benefici influssi del mare e della vicina Maremma. Ma è anche la struttura dei suoli ad avere un ruolo determinante, grazie ad uno scheletro fossile unico che restituisce nel vino una struttura complessa. Altitudine ed esposizione delle viti fanno il resto, permettendo ai grappoli di maturare a dovere e favorendo l’escursione termica fra il giorno e la notte. Va detto, però, che i possedimenti dell’azienda si allargano ben oltre i confini di Castello Banfi, giungendo fino al Chianti e a Bolgheri. Al Sangiovese toscano si alternano il Cabernet Sauvignon ed il Merlot, senza considerare i vitigni a bacca bianca quali il Moscato, il Moscadello, lo Chardonnay, il Pinot Grigio ed il Sauvignon Blanc. Oltre al classico Brunello di Montalcino DOCG, tanti sono i grandi vini realizzati dall’azienda. Il Chianti Classico DOCG Banfi è un esponente esemplare di questa varietà produttiva. Così come il Banfi Centine Rosso Toscana IGT. Inoltre, con l’acquisizione dell’azienda vinicola Bruzzone, le propaggini di Castello Banfi si spingono fino al nord. Banfi Piemonte è il nome scelto per il nuovo ramo aziendale, i cui vigneti sono posizionati fra i comuni di Novi Ligure e Acqui, dando vita a vini Brachetto e Moscato di altissima qualità. Sebbene collocati in territori distanti e differenti, i vigneti dell’azienda sono messi sempre nelle condizioni di dare il massimo. E questo grazie ad un approccio alla vigna amorevole e sostenibile, al quale fa seguito una cura attenta delle operazioni di cantina e dell’affinamento in botti e barrique.
È il famoso Castello Banfi la sede principale dell’azienda. Posto in località Castello di Poggio alle Mura, è una fortezza medievale di proprietà della famiglia che ospita anche un lussuoso resort. Dall’alto del castello, posizionato a pochi chilometri da Montalcino, dominano i vigneti che offrono una vista suggestiva.
850 sono gli ettari vitati di proprietà che Banfi impiega per produrre vini molto differenti fra di loro. In totale, le bottiglie realizzate ogni anno sono circa 10 milioni, un numero impressionante se messo in relazione all’elevata qualità del prodotto finale.
Senza dubbio, sono i grandi vini rossi Brunello di Montalcino a rappresentare nel modo migliore il lavoro svolto da Banfi in vigna e cantina. In particolare, all’interno del vasto catalogo brillano il Banfi Poggio All'Oro Brunello di Montalcino Riserva DOCG ed il Poggio alle Mura Riserva.
No, alle svariate tenute di proprietà in Toscana, si affiancano anche quelle sabaude, gestite dal ramo Banfi Piemonte. Vini rossi e bianchi specchio del territorio prendono vita nelle aree più vocate della regione. Ma non manca una ricca selezione di vini mossi, sia Metodo Classico che Charmat. In aggiunta, Banfi distribuisce in Italia i vini di numerose aziende estere di peso.