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Vini toscani: guida all’acquisto dei migliori prodotti regionali

I numeri della produzione vinicola toscana parlano chiaro, ponendo la regione fra le prime a livello nazionale. Ma quando si parla di vini toscani, è la qualità a balzare subito all’occhio. Scenario naturale perfetto, condizioni climatiche ideali, coltivazione attenta della vite e vinificazione controllata: ecco alcuni dei segreti dietro il successo dei vini della Toscana. Tradizione ed innovazione si fondono nell’approccio delle cantine più rappresentative, molte delle quali ancora oggi guidate da poche grandi famiglie. Presenza di una grande varietà di vitigni autoctoni e internazionali è un altro dei fattori chiave poiché assicura un’offerta incredibilmente variegata. Nella nostra guida, abbiamo analizzato tutti gli elementi che caratterizzano l’enologia toscana, a partire dal territorio. Ma senza tralasciare una carrellata delle denominazioni più importanti. Oltre ad un breve excursus sul legame atavico fra cibo e vino. Il tutto, accompagnato da una selezione dei migliori vini toscani, suddivisi per fasce di prezzo.
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Indice
Prima dell’acquisto Quanto costa un vino toscano? Alle origini del successo dei vini toscani Vai alla categoria
Vini
migliori vini toscani

Prima dell’acquisto: hai le idee chiare?

Per delineare al meglio i tratti di un fenomeno di portata internazionale, occorre osservarlo da varie angolazioni. E tale è l’approccio impiegato per analizzare i vini toscani. Ecco di seguito i vari argomenti trattati nella guida.

Il prezzo
L’ampia gamma di vini realizzati in Toscana comprende sia prodotti economici che bottiglie di enorme pregio dal costo notevole. Per questo, abbiamo pensato di selezionare i migliori vini della Toscana dividendoli in tre fasce di prezzo. Così facendo, ogni consumatore troverà facilmente ciò che sta cercando.

Le origini del successo dei vini toscani 
Nell’introduzione d’apertura della nostra guida, abbiamo delineato i tratti salienti dell’enologia toscana, cominciando con un breve excursus storico. Utile ad inquadrare il rapporto stretto fra uomo e vite, ci permette di capire quale sia stato (e sia tutt’ora) il ruolo del vino in questa regione. Segue un piccolo focus sulle caratteristiche del territorio che hanno portato al successo i vini toscani rossi e bianchi.

Vitigni e vini
Vitigno e vino non sono la stessa cosa, per quanto spesso il nome di un prodotto si leghi inscindibilmente a quello delle uve con cui è realizzato. In questa sezione, dopo aver messo in luce le differenze fra i due termini, andremo a descrivere i vitigni toscani più diffusi ed utilizzati. Oltre a quelli autoctoni, di cui è re il Sangiovese, parleremo anche delle uve internazionali di maggiore successo.

Le denominazioni principali
DOC, DOCG, IGT: ecco le principali denominazioni che leggiamo comunemente sull’etichetta della bottiglia. Ciascuna di esse esprime un insieme di regole che limitano e tutelano la produzione vinicola di una precisa zona geografica. Descrivendole nel dettaglio, vedremo come sono classificati i vini tipici della Toscana. E quelli dal respiro più internazionale.

Le aree vinicole storiche
L’enografia Toscana può essere suddivisa in due grandi aree, non sempre ben distinte a livello di posizione geografica. La Toscana vinicola storica è quella dalla più lunga tradizione, le cui radici si distendono in profondità correndo parallelamente alla storia del nostro Paese. Chianti, Montalcino, Montepulciano, San Gimignano e Carmignano: ecco i luoghi più suggestivi e conosciuti. 

Le aree vinicole più giovani
L’altra Toscana è quella più giovane, salita alla ribalta negli ultimi 50 anni. Alfiere della nuova viticoltura è, senza dubbio, il Sassicaia: un vino che interpreta in modo unico i vitigni provenienti dalla Francia. L’area produttiva è quella di Bolgheri che si affianca ad altre realtà geografiche rilevanti. Maremma e Suvereto, Scansano, Montecucco, Isola d’Elba e Val di Cornia: ecco le principali.

L’abbinamento cibo-vino in Toscana
Pappa al pomodoro, ribollita, minestra di cavolo nero, bistecca alla fiorentina, pici al sugo di lepre e cinghiale in umido: ecco solo alcuni dei piatti più noti e gustosi della cucina toscana. In questa sezione, abbiamo voluto approfondire il tema dell’abbinamento cibo-vino, elemento fortemente tradizionale nella regione.

Quanto costa un vino toscano?

prezzo vino toscano
Se parliamo di vino, non c’è niente che conti di più del gusto personale. E gli amanti dei vini rossi toscani potrebbero preferire un prodotto economico rispetto ad un vino bianco di fascia alta. Per quanto la qualità si leghi indissolubilmente al prezzo, non è l’unico fattore da tenere in considerazione. Senza considerare la questione dell’abbinamento cibo-vino che condiziona con frequenza la scelta. Per una cena a base di pesce, ad esempio, è preferibile un vino bianco della Toscana, a meno che non si stia preparando un ricco baccalà alla livornese. Nella nostra selezione, abbiamo suddiviso i prodotti in tre fasce di prezzo, con lo scopo di facilitare l’acquisto online a chi abbia un budget di spesa ben preciso. Sebbene una bottiglia da 5 euro possa già garantire un buon rapporto qualità-prezzo, abbiamo spinto il tetto della fascia economica fino a 15 euro. La fascia media, compresa fra i 15 ed i 30 euro, include vini toscani DOCG, DOC e IGT di qualità superiore, il cui prezzo è giustificato spesso da operazioni in vigna e cantina più meticolose. Oltre ad una selezione più accurata delle uve. Oltre tale soglia, si apre la fascia alta del mercato, che comprende i migliori vini rossi toscani.
(Dati aggiornati a settembre 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 15 euro)

All’interno della fascia economica, abbiamo selezionato due vini rossi toscani e due bianchi. Si parte nel rispetto della tradizione, proponendo un prodotto tipico della regione: il Rosso di Montalcino DOC Banfi. Realizzato a partire da uve Sangiovese in purezza, rappresenta la variante più economica e giovane del Brunello di Montalcino. Altro prodotto molto interessante è il rosso Santa Cristina IGT Marchesi Antinori, garantito da un marchio che è una certezza. Siamo al cospetto di uno dei vini toscani più venduti in assoluto perché forte di un prezzo incredibilmente conveniente. In questo caso, sono impiegate uve Sangiovese, Syrah, Merlot e Cabernet Sauvignon, provenienti dalla zona di Cortona. Per gli amanti dei vini bianchi toscani, consigliamo il Toscana IGT Villa Antinori, prodotto versatile ed equilibrato che nasce da un blend di uve autoctone (Trebbiano e Malvasia) ed internazionali (Pinot Bianco, Pinot Grigio e Riesling). Ultimo ma non per importanza, abbiamo scelto un altro bianco dalle caratteristiche uniche: il Vermentino Ammiraglia Massovivo Toscana IGT dell’azienda Marchesi de' Frescobaldi. Fresco e molto profumato, si abbina alla perfezione con piatti a base di pesce e verdure.
(Dati aggiornati a settembre 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia media (da 15 a 30 euro)

Nella selezione di fascia media spuntano i grandi nomi dell’enologia regionale, vini rossi toscani eccellenti che hanno saputo conquistarsi una considerevole fetta del mercato internazionale. Iniziamo con il Brunello di Montalcino DOCG Banfi, un classico senza tempo. Realizzato a partire da uve 100% Sangiovese, si caratterizza per gli intensi profumi fruttati, floreali e speziati, oltre che per un equilibrio gustativo raro. Ragionamento simile vale per il Vino Nobile di Montepulciano DOCG Poliziano, i cui tratti peculiari sono dati dall’unione del Sangiovese con altri vitigni a bacca rossa in piccole quantità. Perfetto in abbinamento a salumi e formaggi, accompagna al meglio anche i piatti a base di selvaggina. Fra i vini della Toscana più riconoscibili incontriamo, poi, il Chianti Classico DOCG Castello di Ama, con il Sangiovese ancora protagonista. Armonico e strutturato, si mostra versatile nell’abbinamento ma si esalta con la bistecca alla fiorentina. E concludiamo alla grande, spostandoci verso la costa toscana, per l’esattezza a Castagneto Carducci. A pochi chilometri dal mare si estendono i vigneti di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot che danno vita al Toscana IGT Le Volte, prodotto da una delle aziende simbolo dell’intera regione: Tenuta dell’Ornellaia. Potenza, equilibrio e ampio bouquet olfattivo lo rendono uno dei vini toscani più apprezzati.
(Dati aggiornati a settembre 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia alta (oltre 30 euro)

Superata quota 30 euro, si entra ufficialmente nell’Olimpo dei vini toscani ma l’esborso sarà decisamente superiore nel caso volessimo portarci a casa alcune delle bottiglie più prestigiose. È questo il caso del Brunello di Montalcino DOCG Biondi Santi, alfiere dell’intero movimento toscano. Esaltazione del vitigno Sangiovese in purezza, siamo al cospetto di un vino complesso, strutturato e ideale per l’invecchiamento. Anche il Bolgheri Sassicaia DOC della Tenuta San Guido assurge a prestigioso portavoce dell’intera regione. Ma qui l’approccio cambia e la tradizione lascia il posto alla sperimentazione, data dall’impiego di vitigni internazionali, quali il Cabernet Sauvignon ed il Cabernet Franc. Unico e prezioso, il Sassicaia è, fra i vini toscani pregiati, il più noto al mondo. Proseguiamo nella nostra selezione con un’altra eccellenza toscana, a metà fra tradizione e innovazione: il Toscana IGT Tignanello dei Marchesi Antinori. Riconoscibile per la perfetta combinazione di Sangiovese e vitigni internazionali, è stato il primo vino rosso della Toscana a maturare in barrique. Chiudiamo il cerchio con un vino dal prezzo un po’ più abbordabile. Parliamo del Toscana IGT Merlot Casalferro dell’azienda Barone Ricasoli. Espressione stupenda del vitigno di origine, eccelle in equilibrio e morbidezza, mostrandosi ideale compagno per formaggi, salumi e ricette a base di selvaggina.
(Dati aggiornati a settembre 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Alle origini del successo dei vini toscani

vini Toscana
Con oltre due milioni e mezzo di ettolitri di vino prodotti all’anno, la Toscana è una delle regioni più prolifiche a livello nazionale. Per quanto Puglia, Veneto, Emilia Romagna e Sicilia facciano segnare numeri nettamente superiori, ciò che colpisce dei vini toscani è il livello qualitativo. La quasi totalità della produzione, infatti, rientra nei disciplinari delle denominazioni DOC e DOCG. I vini bianchi toscani, seppure in ascesa, occupano ancora una piccola fetta del mercato. Sono i rossi a dominare le classifiche di vendita con l’85% del totale prodotto. Il binomio fra vite e uomo è parte integrante della tradizione toscana. Responsabile della crescita qualitativa e quantitativa dell’ultimo secolo, ha però radici storiche molto più profonde. Già gli etruschi coltivano la vite e producono vino con tecniche piuttosto semplici ma, comunque, pionieristiche. Lo stesso vale per i romani che le ereditano espandendo la produzione. In epoca medievale, sono numerosi gli scritti che attestano la presenza in Toscana di un fervido commercio vinicolo, oltre a scambi fiorenti con le altre regioni. I vini della Toscana, considerati fra i migliori in assoluto, sono venduti ed acquistati dai vinattieri fiorentini, tutelati da una specifica corporazione fin dal 1282. Circa un secolo dopo, ne entra a far parte anche Giovanni Antinori, la cui famiglia è ancora oggi fra le più illustri in ambito vinicolo. Negli scritti del ‘400 già si fa accenno alla zona del Chianti come terra vocata alla produzione vinicola. Ma bisogna attendere fino al 1716 per veder nascere la prima delimitazione territoriale alla base delle attuali denominazioni. Voluta con forza dal Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici, anticipa di due secoli la fondazione del Consorzio per la tutela del Chianti Classico, avvenuta nel 1924. Sebbene sia il vino rosso della Toscana più conosciuto al Mondo, non è stato il primo a vedersi assegnata una denominazione. È la Vernaccia di San Gimignano, infatti, a precederlo di un anno, diventando la prima DOC italiana nel 1966. Attualmente, la Toscana conta 41 DOC e 11 DOCG, molte delle quali piuttosto recenti, come la Bolgheri Sassicaia DOC, assegnata nel 1994 e cucita su misura del grande vino ideato da Mario Incisa della Rocchetta. Storia e tradizione si intrecciano in modo inscindibile in Toscana. Alla base di tutto, un territorio ampio e variegato, fertile e collinare, un paesaggio naturale perfetto per la vite. Ma all’interno di uno scenario così suggestivo e fortunato, è il lavoro dell’uomo a fare la differenza. Un impegno che in Toscana si tramanda da secoli di padre in figlio.

Vitigni e vini in Toscana

Il nome di un vino comprende frequentemente quello del vitigno che ne è alla base. La Vernaccia di San Gimignano DOCG, ad esempio, è un vino toscano bianco costituito da uve Vernaccia in purezza o combinate con piccole quantità di altri vitigni. Il Vino Nobile di Montepulciano DOCG, al contrario, non include nel nome il vitigno di origine, ovvero il Sangiovese. In questa sezione ci concentreremo sulle uve toscane più diffuse, autoctone e non.

Vitigni autoctoni 
I vitigni autoctoni toscani sono quelli originari del territorio regionale. Parliamo di uve, cioè, coltivate tradizionalmente in quest’area geografica. Il Sangiovese è, senza dubbio, il vitigno a bacca rossa più importante, sia per quantità prodotte che per varietà dei vini cui dà vita. Due sono le varianti presenti, il Sangiovese piccolo ed il Sangiovese grosso, detto anche “Sangioveto” “Brunello” o “Prugnolo gentile”. Coltivato in abbondanza nel senese, è impiegato nella produzione del Brunello di Montalcino DOCG e del Vino Nobile di Montepulciano DOCG, nel quale le uve Sangiovese sono spesso unite ad altri vitigni a bacca rossa locali, come il Canaiolo ed il Colorino. Tipico della zona della Maremma è, invece, il Ciliegiolo, così chiamato perché colore, forma e sentori degli acini richiamano proprio le ciliegie. Fra le uve rosse più rappresentative incontriamo anche l’Aleatico dell’Elba, punto di partenza per la vinificazione di vini passiti di qualità. Sebbene i vini toscani rossi rappresentino il grosso della produzione regionale, non mancano ottimi vini bianchi realizzati a partire da uve autoctone. Fra le più importanti, ricordiamo la già citata Vernaccia, l’Ansonica, la Malvasia bianca lunga ed il Trebbiano toscano.

Vitigni Internazionali 
Molti vitigni non autoctoni si sono ambientati ottimamente in Toscana, riscuotendo un notevole successo negli ultimi 50 anni. In particolare, sono le uve di origine francese ad aver rimodellato il volto dell’enologia toscana. Un’armoniosa combinazione di Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc è il segreto alla base del Sassicaia, uno dei vini toscani più noti al Mondo. I due vitigni, trasferiti dall’area di Bordeaux alla costa toscana, hanno trovato nei pressi di Bolgheri uno scenario perfetto. Merlot e Syrah sono altre delle uve a bacca rossa ad offrire in Toscana i risultati migliori. In ambito di vini bianchi, invece, Chardonnay e Sauvignon Blanc regalano sensazioni gusto-olfattive molto eleganti.

DOC, DOCG e IGT: uno sguardo alle denominazioni principali

41 DOC e 11 DOCG: questo il quadro attuale delle due principali denominazioni in cui sono suddivisi i vini toscani. In entrambi i casi, i due marchi impressi sull’etichetta tutelano il consumatore, imponendo alle aziende produttrici il rispetto di regole ferree sancite da scrupolosi disciplinari. Tipo di uve impiegate, annata di produzione, zona di origine: ecco solo alcune delle informazioni che non possono mai mancare. Ma rispetto ai vini DOC (denominazione di origine controllata), i DOCG (denominazione di origine controllata e garantita) sono soggetti a norme ancora più stringenti. Fra le principali DOCG della Toscana, incontriamo il Brunello di Montalcino, il Chianti ed il Morellino di Scansano. Mentre in ambito di DOC, la Bolgheri Sassicaia è di certo la più prestigiosa. Ma non mancano tanti altri prodotti di qualità, inclusi nelle DOC Rosso di Montepulciano, Rosso di Montalcino e Cortona. Al di fuori delle due principali denominazioni, però, esiste un universo di vini toscani rossi e bianchi di qualità. IGT (Indicazione geografica tipica) è il nome scelto per includere tutti quei prodotti che sfuggono alle regole dei vari disciplinari. Vini spesso innovativi, trovano la chiave del proprio successo al di fuori delle rigide denominazioni. Proprio da qui nasce il fenomeno dei Supertuscan, vini toscani pregiati (e molto costosi) non inquadrabili, però, fra le DOC e le DOCG. Infine, un breve accenno lo meritano anche i VDT, i vini da tavola semplici ed economici che hanno nel buon rapporto qualità-prezzo il proprio punto di forza.

Le aree vinicole storiche

Il legame fra vitigno e territorio è ciò che rende ogni vino diverso dagli altri. Le particolari condizioni del suolo, l’esposizione solare, l’altitudine delle vigne ed il clima contribuiscono a sviluppare nei vini toscani caratteristiche uniche. Di seguito, vedremo la configurazione delle aree vinicole toscane tradizionali.

Chianti e Chianti Classico
È il Chianti il vino toscano più famoso al Mondo, grazie ad una storia che allunga le proprie radici nel Medioevo. Realizzato a base di Sangiovese, può contare sull’aggiunta di altre varietà d’uva in modesta quantità. Notevole è la differenza fra Chianti Classico DOCG e Chianti DOCG. Nel primo caso, l’area geografica interessata si limita alle colline fra Siena e Firenze. Nel secondo caso, il disciplinare consente l’impiego di uve provenienti da larga parte della regione, comprese le provincie di Arezzo, Pisa, Pistoia e Prato.

Montalcino
Fra le aree più vocate per la produzione vinicola in Toscana, non possiamo non considerare Montalcino. A farla da padrone è sempre il Sangiovese, localmente chiamato “Brunello”. E non a caso, il Brunello di Montalcino DOCG è uno dei vini rossi toscani più apprezzati. Molto importanti sono anche le DOC Rosso di Montalcino, Moscadello di Montalcino e Sant’Antimo.

San Gimignano
Se parliamo di tradizione, l’area di San Gimignano non è seconda a nessun’altra. Ma la fortuna di questo territorio, contrariamente ai due precedenti, si lega ad un vitigno a bacca bianca: la Vernaccia. Si tratta di una delle uve più antiche della Toscana, la prima a conquistarsi la DOC nel 1966. Divenuto DOCG nel 1993, questo vino bianco toscano mostra tutta la propria struttura nell’invecchiamento. Al contrario della maggior parte dei bianchi, infatti, è disponibile anche nella versione Riserva.

Montepulciano
Montepulciano sorge sul lato sud-est del territorio regionale, al confine con l’Umbria. Siamo di nuovo in un’area che vede i vini rossi protagonisti. È il Nobile di Montepulciano DOCG il prodotto di punta, un vino realizzato a base di uve Sangiovese in purezza o, in alternativa, con l’aggiunta di altri vitigni in piccole quantità. Oltre alla DOC Rosso di Montepulciano, un’altra denominazione tipica è rappresentata dal Vin Santo di Montepulciano DOC.

Carmignano
Chiudiamo alla grande la nostra rassegna sulla Toscana storica. Ci troviamo nel comune di Carmignano, compreso nella provincia di Prato. Qui, il Sangiovese si fonde armoniosamente con i vitigni internazionali, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc in primis, per dare vita a vini particolarissimi, antesignani dell’approccio bolgherese.

Le aree vinicole più giovani

Se le aree enologiche tradizionali si concentrano nell’entroterra, molte delle più giovani sono collocate lungo la costa. Si tratta di un territorio ampio che ha raggiunto il successo grazie al traino dei grandi vini di Bolgheri. Non mancano, comunque, nuove zone molto vocate anche all’interno, bacini di produzione per ottimi vini toscani rossi e bianchi.  

Bolgheri
Come accennato, è da Bolgheri che parte la rivoluzione dei vini toscani, grazie soprattutto all’impegno di Mario Incisa della Rocchetta, padre dell’arcinoto Sassicaia. La costa toscana compresa fra Livorno e Piombino rappresenta uno scenario ideale per la vite, per via di un clima mitigato dagli influssi marini e di suoli ad alto tasso minerale. Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Sauvignon Blanc: ecco i vitigni internazionali che offrono i risultati più interessanti.

Maremma e Suvereto
A sud di Bolgheri, si apre l’area vinicola maremmana, tutelata da una specifica denominazione DOC. Qui si coltivano vitigni autoctoni e non, che danno vita a rossi, bianchi e rosati di qualità. Oltre al caratteristico vin santo. Il comune di Suvereto, però, si distingue per le eccellenze vinicole prodotte partendo dalle uve internazionali. Tanto da meritarsi una la denominazione Suvereto DOCG.

Scansano
Conosciuto in tutto il mondo, il Morellino di Scansano è uno dei vini rossi toscani più venduti in assoluto. L’area di produzione è piuttosto grande e, oltre al comune di Scansano, comprende vaste zone dei comuni limitrofi, tutti in provincia di Grosseto. Il Sangiovese, localmente chiamato “Morellino” torna a farla da padrone, tanto che il disciplinare della DOCG ne impone la presenza almeno all’85%.

Montecucco
La percentuale di Sangiovese minimo sale al 90% all’interno della DOCG Montecucco Sangiovese. Disposto più a nord, il territorio resta all’interno della provincia di Grosseto, includendo i comuni di Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Cinigiano, Civitella Paganico, Roccalbegna e Seggiano. Per quest’area è prevista anche la denominazione Montecucco DOC.

Val di Cornia 
Spostandoci di nuovo verso la costa, incontriamo una delle denominazioni più giovani, la Val di Cornia Rosso DOCG, ufficializzata nel 2011. L’area produttiva si estende lungo la costa, fra Follonica e San Vincenzo, includendo anche una porzione di entroterra. I vini toscani pregiati qui prodotti nascono dalla combinazione di tradizione ed innovazione, di uve Sangiovese con uve Cabernet Sauvignon e Merlot. 

Isola d’Elba
Sul territorio insulare dell’Elba si coltivano vitigni a bacca bianca straordinari. Ansonica, Moscato e Vermentino sono i principali e fanno da base per vini bianchi e spumanti qualità. Mentre a partire dalle uve a bacca rossa Aleatico, si produce il meraviglioso Elba Aleatico Passito DOCG.

Tradizione nel piatto e nel bicchiere: l’abbinamento cibo-vino in Toscana

L’abbinamento fra cibo e vino viene effettuato di solito per concordanza o per contrapposizione. Nel primo caso, le caratteristiche del cibo rispecchiano quelle del vino, nel secondo l’abbinamento nasce per contrasto, come quando si impiega un vino secco spumante provvisto di grande acidità per stemperare la grassezza di una frittura. Nel caso dei vini toscani, l’abbinamento con la cucina si compie spesso per tradizione, ovvero unendo il vino di un’area specifica con le ricette della stessa zona. La cucina toscana è piuttosto semplice ma gustosa, basata sull’impiego di verdure, carne e tanto pane. È Proprio questo riutilizzo del pane senza sale raffermo a fare da sfondo a piatti tipici come la ribollita, la panzanella o la pappa al pomodoro. Ricette tradizionali richiedono vini tradizionali ed un buon Chianti DOCG si sposerà armoniosamente con queste pietanze. Così come con le carni alla griglia, specie la bistecca di Chianina alla fiorentina. Ideali con i piatti a base di selvaggina, cinghiale e lepre in primis, troviamo invece Il Brunello di Montalcino DOCG ed il Nobile di Montepulciano DOCG, vini rossi toscani dalla grande struttura. Mentre con i vassoi di salumi e formaggi, è il Morellino di Scansano DOCG a mostrarsi indicato. I vini bianchi toscani, infine, si comportano bene con le ricette di pesce. E se un Bianco dell’Empolese DOC è perfetto per i piatti semplici, la Vernaccia di San Gimignano DOCG regge bene anche le ricette più elaborate e sapide. Di fronte ad un succoso baccalà alla livornese, però, il vino bianco potrebbe non bastare. Per stemperare una ricetta così saporita, meglio optare per un Bolgheri DOC giovane, vino in grado di creare con il piatto un legame gustativo, oltre che geografico. Arrivando a fine pasto, la cucina tradizionale toscana prevede soprattutto dolci secchi come i cantucci, i cavallucci, i ricciarelli ed il panforte. Qui, è la scelta di un vino dolce passito a rivelarsi vincente. Fra i vini tipici della Toscana più indicati, incontriamo l’Aleatico dell’Elba passito DOCG ed il Vin Santo di Montepulciano DOC.

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