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Vini Gaja

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Quando si parla di vino Barbaresco, Gaja è il primo nome che salta alla mente. Ma l’azienda piemontese, portavoce di un approccio rispettoso del territorio e della vite, vanta un catalogo ricco di eccellenze, anche prodotte da vitigni a bacca bianca.

Gaja Barbaresco DOCG

Vino e Cantina: emblema di un marchio che ha fatto la storia del vino nostrano, il Barbaresco DOCG Gaja è un prodotto strepitoso che si proietta nel futuro grazie ad una capacità di invecchiamento unica. E che, assieme al Gaja Sperss Langhe DOC, è uno dei vini rossi italiani più apprezzati all’estero.Vitigni: alla base di questo grande vino il Nebbiolo in purezza: vitigno simbolo del Piemonte.Suoli: le Langhe rappresentano uno scenario ideale per la coltivazione della vite. La posizione collinare delle piante è uno dei fattori più importanti ma anche il clima gioca un ruolo chiave, mantenendosi abbastanza mite per la gran parte dell’anno. I suoli tipicamente calcarei e argillosi contribuiscono all’unicità di questo Barbaresco.Vinificazione: vendemmia svolta a mano e selezione delle uve in cantina sono il primo passo di un processo di vinificazione lungo. Alla fermentazione alcolica con prolungata macerazione sulle bucce segue la malolattica. Sosta di 24 mesi in barrique e botti grandi e affinamento in bottiglia chiudono il ciclo. Descrizione sensoriale: rosso granato nel bicchiere, si apre in un bouquet olfattivo a 360 gradi, forte di aromi fruttati e floreali netti. Rosa, viola, ciliegia, confettura di more, tabacco e grafite sono i principali. In bocca è potente, equilibrato e si mostra elegantemente promettente.Abbinamento: selvaggina arrosto o in umido, primi a base di porcini, piatti con il tartufo in evidenza: ecco alcuni degli abbinamenti capaci di esaltare questo vino.

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da 190,00 €
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Gaja Sito Moresco Langhe DOC

Vino e Cantina: Gaja è un marchio che non passa inosservato quando si parla di vino. La storica cantina di Barbaresco, fondata nel lontano 1859, è probabilmente il fiore all’occhiello dell’intera viticoltura piemontese. Superbi sono i grandi vini rossi prodotti, fra cui il pluripremiato Barbaresco DOCG Gaja. Il Langhe DOC Sito Moresco rappresenta, invece, l’approccio più creativo della cantina, forte di un afflato internazionale dato dal particolare uvaggio.Vitigni: 85% Nebbiolo, 10% Barbera e 5% Merlot.Suoli: nei comuni di Barbaresco e Serralunga D’Alba si concentrano i vigneti Gaja impiegati per questo vino. Le dolci colline delle Langhe accolgono le vigne con amorevole cura, proteggendole dal ristagnare di muffe e umidità. Ma sono anche le brezze costanti a contribuire in tal senso. Al complesso e fortunato mix di fattori climatici e ambientali, si aggiunge una varietà dei suoli davvero straordinaria. Drenanti e ricchi di nutrienti, permettono alle viti di crescere forti e sane.Vinificazione: raccolta delle uve, selezione, pigio-diraspatura e pressatura sono le fasi preliminari del processo di vinificazione, il cui passaggio chiave è la fermentazione alcolica con macerazione sulle bucce. Protratta per circa 3 settimane, è svolta separatamente per i vari vitigni. A malolattica ultimata, si apre la fase di affinamento della durata di 18 mesi. All’assemblaggio, infine, segue l’imbottigliamento.Descrizione sensoriale: rosso rubino intenso nel calice, inebria il naso con sentori di mora, lampone, viola, erbe aromatiche e spezie. In bocca è gustoso ed elegante, giustamente acido e con tannini ben cesellati.Abbinamento: primi piatti a base di ragù di lepre, cinghiale in agrodolce e quaglie lardellate al forno.

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Gaja Magari Ca' Marcanda Bolgheri DOC

Vino e Cantina: Gaja e Barbaresco rappresentano un binomio inscindibile. Ma Angelo Gaja, che ha dato un contributo fondamentale al successo dei grandi vini rossi piemontesi nel mondo, ha superato i confini regionali con il progetto Ca’ Marcanda. Fondata nel 1996 a Castagneto Carducci, la cantina si fa portavoce dell’approccio Gaja in Toscana. Fra gli straordinari prodotti in catalogo, spicca il Bolgheri DOC Magari, un vino rosso eccezionale che è espressione originale del territorio. Così come il Toscana IGT Promis.Vitigni: Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon.Suoli: i vitigni internazionali hanno trovato sul litorale toscano terreno fertile. È proprio a Castagneto Carducci che si distendono le viti Ca’ Marcanda, disposte ordinatamente a pochi chilometri dal mare. Ricca composizione dei suoli, clima mite, ventilazione abbondante e vicinanza della costa: ecco i tratti distintivi del terroir che regalano ai vini mineralità e complessità. E il Bolgheri DOC Magari non fa eccezione.Vinificazione: ultimata la raccolta delle uve, si attua un’attenta selezione dei grappoli che presagisce alla diraspatura e pressatura degli stessi. La fermentazione alcolica ha luogo in contenitori d’acciaio a temperatura controllata ed è seguita a distanza di qualche mese, dalla malolattica. Per l’affinamento di circa 12 mesi vengono impiegate barrique seminuove.Descrizione sensoriale: rosso rubino nel bicchiere, si apre in un bouquet ampio composto da note di frutta rossa in confettura, viola appassita, vaniglia, pepe, cuoio e caffè. Freschissimo al palato, regala una beva di rara piacevolezza, sorretta da tannini ben cesellati.Abbinamento: dalla bistecca agli arrosti importanti, siamo al cospetto di un vino che si esalta con le preparazioni a base di carne. E sorprende in abbinamento al quinto quarto.

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Gaja Sorì San Lorenzo Barbaresco DOCG

Vino e Cantina: fondata nel 1859 e condotta magistralmente dalla famiglia Gaja, l’omonima azienda vinicola ha sede a Barbaresco. E lega il proprio successo al vitigno principe di questo territorio: il Nebbiolo. Il Barbaresco DOCG Gaja è un vino rosso portentoso, capace di trasportare nel Mondo un’idea precisa di viticoltura. Ma il Gaja Sorì San Lorenzo va ancora oltre, rappresentando il vertice dell’intera produzione. Questo Langhe Nebbiolo DOC, infatti, vede la luce solo nelle annate perfette.Vitigni: 95% Nebbiolo e 5% Barbera.Suoli: il Sorì San Lorenzo è un cru, ovvero un vino ricavato da un unico vigneto dal quale prende il nome. Il numero di bottiglie prodotte è piuttosto piccolo ma la qualità si fa altissima. In più, parliamo di un vino realizzato solo nelle migliori annate, quando cioè le condizioni risultino perfette. Composizione dei suoli, ventilazione costante, posizione collinare del vigneto: questi gli altri elementi che entrano in gioco.Vinificazione: dopo la vendemmia, hanno luogo in cantina la selezione delle uve e la pressatura. La fermentazione alcolica a contatto con le bucce si protrae per circa 25 giorni. Seguono 24 mesi di maturazione in legno, i primi 12 in barriques ed i restanti in botti grandi.Descrizione sensoriale: rosso granato brillante allo sguardo, infonde nel naso un bouquet olfattivo splendidamente vario. Ciliegia, mora, rosa, spezie, humus e erbe aromatiche: queste le note più evidenti. In bocca è caldo e strutturato, con acidità e tannini ideali per un lungo invecchiamento.Abbinamento: selvaggina in umido e arrosto, formaggi stagionati e salumi saporiti.

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Gaja Sorì Tildin Barbaresco DOCG

Vino e Cantina: fondata nel 1859 a Barbaresco, l’azienda vinicola Gaja vanta ormai 160 anni di storia, un percorso lunghissimo attraverso la migliore tradizione piemontese che, però, ha saputo rinnovarsi. Carattere da vendere, potenza ed equilibrio: ecco i tratti comuni a tutti i vini rossi Gaja. Si parte dal Barbaresco base per arrivare al Sorì Tildin, uno strepitoso Barbaresco DOCG frutto di un cru piccolo ma dalle potenzialità immense.Vitigni: Nebbiolo in purezza.Suoli: il vigneto Sorì Tildin prospera nel comune di Barbaresco, affondando le radici in suoli ricchi di marna, calcare ed argilla, ottimamente drenanti. Le piante, posizionate ad un’altitudine media di 250 metri s.l.m. godono di tutti i benefici che un territorio unico ha da offrire. Posizione collinare, esposizione corretta, luce abbondante: a questi fattori si sommano un clima piuttosto mite tutto l’anno e la costante ventilazione.Vinificazione: la vendemmia svolta a mano anticipa la selezione delle uve in cantina, con conseguente diraspapigiatura. Alla pressatura degli acini fa seguito la fermentazione alcolica con macerazione sulle bucce, della durata di circa 3 settimane. Maturazione ed affinamento in legno si protraggono per 24 mesi, ai quali segue un periodo di sosta in vetro.Descrizione sensoriale: rosso rubino intenso che vira al granato nel bicchiere, si apre al naso con sentori decisi di mora, ciliegia, amarena, viola appassita, cacao, tabacco e spezie. In bocca è potente ed equilibrato, fresco e giustamente tannico. Memorabile la persistenza gusto-olfattiva con richiami fruttati nel finale.Abbinamento: un vino importante si abbina a ricette importanti. Largo, quindi, a brasati, arrosti di selvaggina, piatti a base di piccione, tartufi e porcini.

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Gaja: la quintessenza del Barbaresco

Si scrive Gaja, si legge Barbaresco. Sì perché l’azienda piemontese, fondata nel lontano 1859 è la massima espressione nel Mondo di questo storico vitigno autoctono. I vini Gaja sono il frutto di un lavoro certosino sul territorio d’origine, volto a valorizzarne le eccellenze vinicole. Un lavoro compiuto a livello familiare e perpetrato negli anni in modo attento. Si parte a metà ‘800 con Giovanni Gaja che per primo ebbe l’intuizione di produrre vino ad alti livelli nelle proprietà di famiglia concentrate nel comune di Barbaresco. E proprio qui, sede e cantina dell’azienda rappresentano il fulcro attorno al quale ruota tutto. A dare, però, la svolta vera al marchio piemontese è il nipote di Giovanni: Angelo Gaja. Nato nel 1940, è lui ad ereditare l’azienda di famiglia negli anni ’60, portandola a raggiungere il grande successo internazionale. Pieno di idee e forte di un’esperienza importante negli Stati Uniti, imprime all’azienda una spinta decisa verso la modernità. La cura delle viti rimane la stessa ma le operazioni di cantina si raffinano con l’introduzione della barrique nel 1966. Negli anni ’70, poi, ai grandi vini rossi Gaja si accostano bianchi strepitosi a partire da vitigni Chardonnay e Cabernet Sauvignon. Oggi, a distanza di 50 anni, è ancora Angelo a dirigere l’azienda, coadiuvato dai figli Gaia, Rossana e Giovanni. Il vino che rappresenta al meglio l’azienda piemontese è il Barbaresco DOCG, al quale si affiancano il Langhe DOC Sperss e la selezione Sorì San Lorenzo. Siamo al cospetto di immensi vini rossi che esprimono il meglio del vitigno autoctono per eccellenza: il Nebbiolo. Strutturati e ricchi a livello olfattivo, si esaltano con il passare del tempo, acquistando ulteriore qualità con l’affinamento in bottiglia. 92 sono gli ettari vitati dell’azienda e circa 350.000 le bottiglie prodotte. La selezione delle uve è un momento chiave del processo di vinificazione che procede in cantina con approccio tecnologico altamente controllato. I vigneti disposti in posizione collinare godono di condizioni climatiche ottimali, grazie anche al volano termico offerto dal vicino Lago d’Iseo. Esposizione al sole ed escursioni termiche fra il giorno e la notte permettono agli acini di maturare a dovere, pur senza perdere la spiccata componente acida. Ma va detto che la produzione Gaja non si limita al solo territorio di Barbaresco. Dai vigneti de La Morra, ad esempio, prendono vita vini Barolo straordinari come il Gaja Dagromis. Le propaggini dell’azienda, poi, si allargano anche fuori Regione. In Toscana, infatti, sono ben due le cantine che portano il nome Gaja. Parliamo dell’azienda Ca’ Marcanda di Bolgheri e della cantina Pieve Santa Restituita di Montalcino, la prima delle quali produce l’eccezionale Bolgheri DOC Magari. In più, da una costola di Gaja nasce nel 1977 Gaja Distribuzione, il ramo aziendale che si occupa di importare in Italia i vini più prestigiosi del Mondo. Colpisce e fa riflettere il fatto che un’azienda così importante non abbia un sito internet che la racconti e ne descriva i prodotti. Ma per Angelo Gaja è tutta una questione di libertà, oltre che un modo per evitare facili autocelebrazioni. Insomma, siamo al cospetto di un approccio al vino sincero e senza compromessi.

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