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Cappe da cucina: trova il modello giusto per il tuo piano cottura

Cappa aspirante o filtrante, incassata nei pensili o a vista, in stile moderno oppure vintage: le variabili intorno all'acquisto delle cappe da cucina sono molteplici. Ma su una cosa non ci sono dubbi: parliamo di un elettrodomestico da associare necessariamente al piano cottura. Una cucina senza cappa, infatti, può rappresentare un pericolo per chi la utilizza. E proprio per questo, l'abbinamento dei due elementi è reso obbligatorio per legge. Fra i molti modelli presenti in commercio le differenze non mancano, a partire dal tipo di funzionamento per arrivare al design. E per capire qual è la cappa perfetta per la tua cucina, non dovrai fare altro che leggere la nostra guida.
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Prima dell'acquisto Che caratteristiche deve avere una cappa da cucina? Quanto costa una cappa da cucina? Vai alla categoria
Cappe da Cucina
cappa aspirante

Prima dell'acquisto: hai le idee chiare?

I requisiti fondamentali per una buona cappa da cucina sono una soddisfacente potenza aspirante e una notevole efficienza energetica. Ma non sono gli unici. Infatti, oltre agli aspetti puramente tecnici, le cappe da cucina rappresentano anche un elemento d'arredo, specialmente se sono a vista. Senza considerare il fattore rumorosità che spesso viene snobbato. Così, abbiamo raccolto di seguito questi e altri fattori che influenzano l'acquisto:

Le tipologie principali
La distinzione base è molto semplice: abbiamo, infatti, le cappe aspiranti e le cappe filtranti per cucina. Le prime sono dotate di tubo per lo scarico esterno mentre le seconde ripuliscono i vapori provenienti dal piano cottura reimmettendoli nel medesimo ambiente. E vedremo come i risultati cambiano significativamente.

Dimensioni e installazione
Vi sono misure standard che le cappe devono rispettare, soprattutto in relazione al piano cottura. E, a seconda delle dimensioni, può cambiare anche il tipo di installazione. Potremo avere, quindi, cappe da incasso, modelli da parete o da soffitto.

Come si misura la qualità di una cappa?
Il compito delle cappe per cucina sulla carta appare semplice: aspirare i cattivi odori, filtrarli ed espellerli. Ma bisogna vedere come tutto ciò viene svolto. Per valutare bene la qualità generale di una cappa, dovremo considerarne la potenza e la capacità aspirante. Dando anche un occhio ai consumi energetici.

La variabile rumorosità
Si misura in decibel ed è un valore sempre specificato nell'etichetta energetica. Del resto, non dobbiamo dimenticare che all'interno della cappa è presente un vero e proprio motore. Naturalmente, meno sono i decibel, minore sarà il livello di inquinamento acustico. 

Design e materiali
Qui si parla prevalentemente di estetica, per quanto la qualità dei materiali influisca anche sulla durata della cappa nel tempo. Oltre all'acciaio, vengono utilizzati di frequente il vetro temperato ed il ferro laccato. E poi, a seconda che sia freestanding o da incasso, le forme possono cambiare.

Controlli e funzioni aggiuntive
Pulsanti e leve molto semplici per i modelli base, comandi touch e spie luminose per quelli più evoluti. Ma, oltre alla qualità dei controlli, salendo di prezzo, aumentano anche le funzioni aggiuntive. Come, ad esempio, il timer per l'accensione programmata o il booster per la potenza.

Manutenzione e pulizia
Non c'è dubbio che per prendersi cura della cappa il punto di partenza sia sempre una buona pulizia generale. Vedremo, quindi, quali sono gli elementi da pulire o sostituire regolarmente.

Prezzo
I fattori che fanno lievitare il prezzo di una cappa non sono pochi e, oltre alla potenza del motore, contano molto i dettagli estetici. Ma per chi ha un budget limitato, conviene puntare esclusivamente sulla qualità, rivolgendosi a modelli di fascia economica, il cui prezzo si mantiene al di sotto dei 100 euro. Da 100 a 200 euro, invece, parliamo di fascia media mentre, oltre tale soglia, di fascia alta.

Che caratteristiche deve avere una cappa da cucina?

cappa da cucina nera
A seguito dell'entrata in vigore della legge 46/90, le cappe da cucina sono diventate obbligatorie e, ovunque ci sia un piano cottura, non può mai mancare la relativa cappa. Tale normativa si fa particolarmente necessaria nelle cucine professionali dei ristoranti, laddove l'uso prolungato dei fornelli può risultare nocivo per la salute, per via della produzione di vapori carichi di grassi e odori sgradevoli. Per quanto in misura inferiore, vale lo stesso ragionamento anche fra le quattro mura domestiche, ambiente in cui la cappa da cucina svolge un ruolo chiave, ripulendo l'aria dai cattivi odori e dalle sostanze grasse volatili provenienti dai cibi. Ma non solo: limita anche la pericolosità dei fumi di cottura che, specialmente nel caso delle carni, risultano dannosi per la salute se respirati. Provviste sempre di lampade a fluorescenza o a led, le cappe per cucina hanno anche il compito di illuminare il piano cottura e i piani di lavoro limitrofi. Data l'importanza di tale elettrodomestico, è fondamentale che venga installato a dovere. Pertanto, sempre per legge, solo un tecnico specializzato potrà svolgere il lavoro. E questo per garantire il corretto funzionamento dell'impianto e preservare la nostra salute.

Struttura della cappa e tipologie principali

Una cappa da cucina standard si costituisce di pochi componenti fondamentali. Il primo in assoluto è il motore elettrico la cui potenza dovrebbe essere commisurata alla metratura della stanza e che ha lo scopo di aspirare fumi e vapori provenienti dal piano cottura. Costruite di solito in acciaio, le cappe da cucina prevedono, poi, una griglia attraverso la quale passa l'aria e uno o più filtri, progettati per ripulirla dalle sostanze grasse e dannose. Di seguito, i fumi saranno espulsi tramite un'apposita apertura o la canna fumaria. Il funzionamento è semplice e ciò che differenzia le 2 principali tipologie di cappe presenti in commercio è proprio il modo in cui l'aria viene fatta uscire. Vediamone insieme i particolari:

Cappe aspiranti
Largamente diffuse nei ristoranti, le cappe aspiranti per cucina sono le migliori a livello funzionale dato che espellono i fumi esternamente. Come avviene per una stufa o per la caldaia, infatti, devono essere provviste di canna fumaria esclusiva che, in questo caso, è dedicata soltanto a convogliare i vapori della cottura fuori dalla cucina. A livello di installazione, creano qualche difficoltà in più, perché il tubo va posizionato appena sopra la cappa e portato fino ad una parete che dà sull'esterno. Di seguito, attraverso un buco nel muro, i fumi verranno fatti uscire. Proprio per questa maggiore complessità in fase di montaggio, una cappa aspirante per cucina vincola il posizionamento del piano cottura in prossimità di un muro esterno. Per quel che riguarda i filtri, è provvista del solo antigrasso. Gli odori sgradevoli, invece, saranno espulsi tramite la canna fumaria.

Cappe filtranti
Presenti nella maggior parte delle abitazioni, le cappe filtranti offrono un vantaggio notevole in fase d'installazione. L'assenza della canna fumaria, prerogativa di tale tipologia, non lega il piano cottura ad una posizione precisa, fattore che assicura molta più libertà in fase di progettazione della cucina. Il risvolto della medaglia, però, è una minore capacità di pulire l'aria rispetto ai modelli aspiranti. Al posto dell'espulsione dei fumi, il funzionamento delle cappe filtranti si basa sul ricircolo dell'aria. Quest'ultima, in pratica, viene aspirata, filtrata più volte e rimessa in circolo nello stesso ambiente dopo essere stata pulita. Non potendo spingere fuori l'aria, tali modelli richiedono una maggiore capacità filtrante, ottenibile per mezzo di un filtro secondario. Per questo, oltre a quello antigrasso, presente sempre nelle cappe aspiranti, ne abbiamo qui anche uno antiodore. Mentre il primo è realizzato, di solito, in metallo o materiali sintetici, il secondo, quasi sempre di forma circolare, è composto da carboni attivi che catturano gli odori. 

Dimensioni e posizionamento della cappa

Per risultare a norma di legge, le cappe da cucina devono avere una larghezza da 60 cm a 120 cm. Ma, requisito imprescindibile, non possono misurare meno del piano cottura, obbligo dettato dalla necessità di aspirare i fumi provenienti dal basso in modo efficace. Inoltre, anche in altezza ci sono delle precise regole e la distanza fra fornelli e cappa cucina deve necessariamente essere compresa fra 65 e 90 cm. A livello di posizionamento, invece, ci sono modelli che si montano appena sotto i pensili della cucina. Ma esistono anche varianti da incasso, da inserire direttamente all'interno del mobile. Invisibili e discrete, parliamo di cappe per cucina che funzionano in tutto e per tutto come le altre. Per chi, invece, desideri una cappa a vista, il mercato offre un'ampia scelta di modelli differenti per forma e materiali costruttivi. Ma le cappe "a imbuto capovolto" risultano le più diffuse e svolgono, oltre al proprio compito naturale, quello di elemento d'arredo. Se questi speciali modelli si fissano alla parete, ve ne sono anche altri che si possono ancorare in alto. Parliamo, nello specifico, delle cappe a soffitto per isola o penisola, da posizionare anche al centro della cucina. 

Come si misura la qualità di una cappa?

Ponendo da parte per il momento l'aspetto estetico, cercheremo di capire quali sono i fattori da considerare per valutare la qualità di una cappa da cucina. E per qualità intendiamo la capacità di aspirare ed espellere i fumi nel modo più efficace ed efficiente possibile. Posto che le differenze fra una cappa aspirante per cucina ed una filtrante non mancano, affronteremo l'argomento per linee generali, fatta eccezione per il discorso sulla pressione, prerogativa delle sole cappe aspiranti. Ecco di seguito le tre variabili principali che entrano in gioco:

La potenza
Si misura in Watt e ci mostra il valore del consumo energetico. Ma c'è differenza fra potenza nominale ed energia consumata. La prima, infatti, traduce numericamente l'utilizzo di risorse elettriche della cappa in tempo reale. E tale valore si mantiene costante dal momento dell'accensione fino allo spegnimento. In media, la potenza di una cappa standard si assesta intorno ai 150 W ma modelli particolarmente performanti possono arrivare anche a 300. L'energia, invece, si misura in Wh (wattora) o kWh (chilowattora) e ci mostra l'entità del consumo su base oraria. Dei due valori, solo il secondo appare nell'etichetta energetica delle cappe da cucina, in questo caso su base annua. E chiaramente, più è contenuto, maggiore sarà l'efficienza.

La potenza di aspirazione
Le cose cambiano quando parliamo di potenza (o capacità) aspirante. In questo caso, infatti, il valore sta ad indicare la quantità d'aria che le cappe per cucina riescono a aspirare ed espellere in un'ora. L'unità di misura è il metro cubo orario (m3/h) ed un buon valore non è mai inferiore a 300. È buona abitudine, infatti, che la quantità oraria d'aria assorbita sia pari ad almeno 8 volte il volume della stanza. Così facendo, in un'ora verrà ricambiata altrettante volte. Per fare un esempio pratico, una cucina di 15 m2 ha un volume di 40 m3 circa. In questo caso, con una cappa da 400 m3/h, tutta l'aria presente verrà aspirata ed espulsa ben 10 volte. E si tratta di un ottimo risultato.

La pressione
Questo dato è rilevabile solo per le cappe aspiranti e misura la forza con cui i fumi vengono spinti lungo la canna fumaria verso l'esterno. Maggiore sarà tale valore e migliore sarà il comportamento dell'elettrodomestico. Misurabile in Pascal (Pa), tale indice tenderà a scendere man mano che il percorso della cappa si allunga e incontra curve.

Leggere l'etichetta energetica

È solo dal primo gennaio 2015 che l'etichetta energetica è obbligatoria anche per le cappe da cucina. Strumento fondamentale per capire come funzioni il prodotto e quanto sia energivoro, raccoglie tante informazioni che è bene conoscere per poter scegliere consapevolmente. Il dato più in evidenza è la classe energetica che ci mostra a colpo d'occhio il livello d'efficienza di ogni cappa da cucina. Procedendo dalla classe G fino alla A, avremo prodotti sempre migliori e, ovviamente, più costosi. A tradurre numericamente la classe energetica, ci pensa un altro indicatore presente sull'etichetta. Ci riferiamo al consumo energetico delle cappe per cucina su base annuale, espresso in kWh. E possiamo affermare che un valore di 50 rappresenta un buon compromesso fra prestazioni e risparmio energetico. Proseguendo con la lettura, in basso a sinistra troviamo un simbolo a forma di elica che rappresenta la classe di efficienza fluidodinamica. Sintesi fra potenza, pressione e capacità aspirante di una cappa, è espressa dalle lettere comprese fra G e A. In modo del tutto analogo vengono mostrati anche i consumi della lampada integrata e la capacità di filtraggio dei grassi. La rumorosità della cappa, invece, si misura in decibel (dB), con valori mediamente compresi fra 50 e 70.

La variabile rumorosità

Associare al funzionamento delle cappe da cucina un po' di rumore è cosa fisiologica. Del resto, il cuore pulsante è un vero e proprio motore elettrico dotato di ventola aspirante. Ma ci sono dei limiti alla rumorosità di una cappa cucina che non andrebbero mai superati. Proprio per controllare questa variabile, è presente sull'etichetta energetica una voce apposita, contraddistinta dal simbolo di un altoparlante. Il valore che troveremo a fianco è espresso in dB e ci indica il livello acustico raggiunto dalla cappa al massimo della potenza. Delle tre velocità di cui quasi tutte le cappe per cucina sono provviste, tale numero si riferisce alla terza. Le prime due, invece, avranno valori molto più bassi ma anche la capacità d'aspirazione sarà inferiore. I modelli più evoluti fanno registrare livelli acustici record, anche al di sotto dei 50 dB. Ma la media dei prodotti in commercio si assesta fra 50 e 70. Oltre tale soglia, possiamo parlare di cappa rumorosa ed il suono avrà un volume talmente elevato da coprire quello del televisore o rendere una conversazione difficoltosa. Per ridurre drasticamente la rumorosità dell'elettrodomestico si può ricorrere ad una soluzione radicale: montare un motore esterno per cappe da cucina. Appeso ad una parete o installato su un balcone, offre gli stessi vantaggi, in termini di rumorosità, di un climatizzatore.

Design e materiali costruttivi

Una cappa da cucina a scomparsa rimane chiusa dentro un pensile e si mostra solo quando andiamo ad aprire gli sportelli. Un modello a vista, invece, si posiziona immediatamente sotto il mobile oppure occupa per intero la parete. In tal caso, la componente estetica assume un valore fondamentale e la cappa cucina svolge il ruolo di elemento d'arredo. Ci riferiamo, in modo particolare, ai modelli a imbuto rovesciato o a quelli dotati di superficie rettangolare inclinata. Eleganti e solide, queste cappe da cucina sono realizzate con materiali di qualità, pregevoli anche nel design. E non parliamo solo di acciaio inox ma anche di vetro temperato e ferro laccato. Esteticamente molto accattivanti sono anche i modelli da soffitto, quelli pensati per cucine con isola che ospiti il piano cottura. Posizionate a distanza dalle pareti esterne, vengono agganciate in alto, anche incassate nel controsoffitto. Cappe per cucina del genere possono mostrarsi completamente piatte o a forma di fungo rovesciato. Ma vi sono anche modelli di forma tondeggiante, appese al soffitto con cavi d'acciaio. Bianche, nere o color metallo, sono cappe dal prezzo nettamente superiore alla media, dovuto ad uno sforzo di progettazione superiore a quello richiesto per i modelli standard.

Controlli e funzioni smart

Le cappe da cucina standard, da incasso o a vista, prevedono controlli analogici molto semplici. Tramite una levetta o dei tasti, possiamo accendere il motore e regolarlo su una delle velocità disponibili. Un altro comando, invece, ci permette di accendere la luce. Troviamo le stesse regolazioni base anche su modelli più avanzati, sono però, spesso, cappe provviste di comandi touch. Ma oltre a queste funzioni, ne prevedono altre molto interessanti. Alcune sono cappe per cucina dotate di timer per programmare l'accensione e lo spegnimento. E di una spia che si accende quando il filtro è da pulire. Per non parlare del booster, un ulteriore incremento di potenza da sfruttare nel caso in cui i fumi siano particolarmente intensi. I modelli di ultima generazione presentano anche delle funzionalità smart, legate alla connettività Wi-Fi. Una volta che la cappa da cucina è in rete, tramite un'app dedicata, potremo avviarla a distanza per effettuare un ricambio d'aria in cucina. E ancora, essere avvertiti in tempo reale qualora la cappa rilevi dei fumi mentre siamo fuori. Infine, avremo la possibilità di accendere la lampada da remoto per utilizzarla come luce guida.

Quanto conta la pulizia dei filtri?

Pulire o sostituire i filtri della cappa da cucina ad intervalli regolari è un accorgimento indispensabile per farla funzionare al meglio. In aggiunta, una manutenzione corretta previene anche il pericolo d'incendio causato dall'accumulo di grasso nel filtro. Ed è proprio il filtro antigrasso ad essere presente sia nelle cappe filtranti da cucina che in quelle aspiranti. Si tratta di una griglia di metallo o materiale sintetico con disegno a nido d'ape, in grado di catturare le particelle di grasso contenute nei fumi di cottura. Per lavorare sempre al meglio, tale filtro va pulito ogni due o tre mesi, lavandolo a mano con acqua calda e bicarbonato o anche in lavastoviglie. Le sole cappe da cucina filtranti, oltre al filtro antigrasso, sono provviste anche di quello antiodore. Parliamo di un componente cilindrico collegato al motore che, sfruttando i benefici dei carboni attivi, toglie al vapore i cattivi odori. Successivamente, l'aria verrà reimmessa nell'ambiente pulita e priva di sgradevoli aromi. Mentre il filtro antigrasso delle cappe per cucina è facilmente lavabile, quello antiodore va sostituito ogni 6 mesi per garantire un perfetto ricambio dell'aria.

Quanto costa una cappa da cucina?

prezzi cappe da cucina
Per chi avesse un budget estremamente limitato, l'acquisto della cappa da cucina online potrebbe riservare sorprese interessanti. Infatti, controllando le offerte disponibili sul web, è possibile scovare occasioni decisamente allettanti, che ci permettano di portare a casa cappe da cucina base anche con meno di 50 euro. Parliamo di modelli semplici, privi di fronzoli e provvisti delle sole funzioni da cui non si può prescindere. Ma che, comunque, lavorano bene. Alzando l'asticella qualitativa, vedremo che anche il prezzo si regolerà di conseguenza. E le cappe per cucina di fascia media e alta, assicureranno una maggiore efficienza energetica, ovvero prestazioni ottimali con consumi contenuti. Al top della categoria, si posizionano quei modelli provvisti di funzionalità smart, controlli touch e sofisticati sistemi di rilevamento delle perdite di gas e fumi. Senza contare quanto pesa a livello di prezzo la scelta di un modello dal design moderno o particolarmente ricercato. Per questo, con l'intenzione di venire incontro alle esigenze di tutte le tipologie di clienti, abbiamo preparato una selezione delle migliori cappe da cucina suddivise per fascia di prezzo. Sotto i 100 euro, parliamo di prodotti economici mentre, da 100 a 200 euro, di modelli di fascia media. Oltre tale soglia si entra nella fascia alta, terreno delle cappe top di gamma. 
(Dati aggiornati a ottobre 2018)

Cappe da cucina economiche (entro 100 euro)

Benché la fascia economica delle cappe per cucina abbia come limite 100 euro, anche al di sotto dei 50 euro è facile scovare offerte molto convincenti, specialmente online. I modelli che abbiamo selezionato sono essenziali e minimalisti a livello estetico ma lavorano bene. Certo, i consumi non saranno fra i più bassi della categoria ma, del resto, qualche compromesso è d'obbligo per chi abbia l'esigenza di spendere poco. Fra le cappe da cucina Best, ad esempio, troviamo la Best Cernobbio, modello da incasso, da 52 cm. Di prezzo analogo, anch'essa costruita da incasso ma da 60 cm, c'è la cappa da cucina Elica Elibloc 9 ST GR A/60. In questo caso, però, il design appare più curato e rifinito. Alzando di poco l'asticella, possiamo optare per la cappa da cucina Faber Inca Smart LG A52. Molto buona a livello di emissioni acustiche, la potenza aspirante di 300 m³/h la rende adatta ad una cucina di medie dimensioni. Restando sempre entro i 100 euro abbiamo la cappa a parete Elica Missy IX/A/60. Provvista del tipico design ad imbuto rovesciato, si sposa perfettamente con un ambiente dallo stile moderno.
(Dati aggiornati a ottobre 2018)

Cappe da cucina di fascia di prezzo media (da 100 a 200 euro)

Superando la soglia dei 100 euro, ciò che si nota subito nelle cappe da cucina selezionate, è una migliore efficienza energetica. In altre parole, ad una più elevata potenza aspirante di questi modelli, si affianca anche una minore richiesta di energia. Si parte bene con la cappa a parete Franke FCL 602, il cui prezzo si assesta proprio intorno ai 100 euro. La potenza aspirante raggiunge i 420 m³/h e parliamo di un modello provvisto di ben due lampade. A ridosso dei 200 euro, le cose si fanno più interessanti ed il design più curato. Prendiamo, ad esempio, la cappa da cucina Elica Shire BK/A/60, modello a parete realizzato in vetro nero. La classe energetica B la colloca quasi al top dell'efficienza energetica, così come dell'efficienza fluidodinamica. Molto bassi anche i consumi delle lampade e la rumorosità. Chiudiamo la fascia media con la Faber Inca Lux Eg8 X A52, cappa da incasso dotata di ben 4 velocità e potenza di aspirazione che raggiunge i 660 m³/h.
(Dati aggiornati a ottobre 2018)

Cappe da cucina di fascia di prezzo alta (oltre 200 euro)

La caratteristica di questa fascia di cappe da cucina è la qualità senza compromessi dei componenti che ne determina l'ottimo funzionamento e la raffinatezza estetica. Acciaio, vetro, ferro laccato: parliamo di modelli in cui il design ricopre un ruolo di primo piano. Come nel caso della bellissima cappa da cucina Elica Hidden IXGL/A/90, modello da incasso piatto e dalle dimensioni generose, in grado di erogare una potenza aspirante massima di quasi 500 m³/h. Il prezzo si assesta di poco sopra i 250 euro. Facendo un balzo notevole in avanti e, portandoci intorno ai 450 euro, incontriamo altri tre prodotti estremamente interessanti. Ci riferiamo alla cappa da cucina Faber Chloè, modello a parete in stile country da ben 700 m³/h. Non da meno è la cappa per cucina con isola Elica Naked IX/F/ 25. Parliamo di un modello sospeso da fissare al soffitto, caratterizzato dal design circolare molto originale. Chiudiamo la nostra carrellata con la cappa da cucina Falmec Nuvola. Potentissima ed altamente efficiente, è anche provvista di tasti elettronici e telecomando.
(Dati aggiornati a ottobre 2018)

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