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Cappe da cucina: trova il modello giusto per il tuo piano cottura

Cappa aspirante o filtrante, incassata nei pensili o a vista, in stile moderno oppure vintage: le variabili d’acquisto per le cappe da cucina non sono poche. Ma su una cosa non ci sono dubbi: parliamo di un elettrodomestico da associare necessariamente al piano cottura. Una cucina senza cappa, infatti, può rappresentare un pericolo per chi la utilizza. E proprio per questo, la coesistenza dei due componenti è obbligatoria per legge. Fra i molti modelli presenti in commercio le differenze non mancano, a partire dal tipo di funzionamento per arrivare al design. E per capire qual è la cappa perfetta per la tua cucina, non dovrai fare altro che leggere la nostra guida, al cui interno troverai anche una ricca selezione di prodotti suddivisi per fasce di prezzo.
cappa aspirante

Prima dell'acquisto: hai le idee chiare?

I requisiti fondamentali per una buona cappa da cucina sono due: una soddisfacente potenza aspirante e una notevole efficienza energetica. Ma non sono gli unici. Infatti, oltre agli aspetti puramente tecnici, le cappe da cucina rappresentano anche un elemento d'arredo per la cucina, specialmente se sono a vista. Senza considerare il fattore rumorosità che spesso viene sottovalutato. Di seguito, abbiamo riassunto questi e altri elementi che influenzano l'acquisto:

Prezzo
Le variabili che fanno lievitare il prezzo di una cappa non sono poche e, oltre alla potenza del motore, contano molto i dettagli estetici. Ma per chi abbia un budget limitato, conviene puntare esclusivamente sulla qualità, rivolgendosi a modelli di fascia economica, il cui prezzo si mantiene al di sotto dei 100 euro. Da 100 a 200 euro, invece, parliamo di fascia media mentre, oltre tale soglia, di fascia alta.

Le tipologie principali
La distinzione base è piuttosto semplice: abbiamo, infatti, le cappe aspiranti e le cappe filtranti per cucina. Le prime sono dotate di tubo per lo scarico esterno mentre le seconde ripuliscono i vapori provenienti dal piano cottura reimmettendoli nel medesimo ambiente. Il tutto con risultati non poco differenti.

Dimensioni e installazione
Per le cappe sono previste misure standard che le rendono compatibili con la maggior parte dei piani cottura. A seconda delle dimensioni, inoltre, può variare il tipo di installazione. È possibile scegliere, infatti, fra cappe da incasso, modelli da parete o da soffitto.

Come si misura la qualità di una cappa?
Il compito delle cappe per cucina sulla carta appare semplice: aspirare i cattivi odori, filtrarli ed espellerli. Bisogna, però, verificare come questo delicato compito venga svolto. Per valutare bene la qualità generale di una cappa, dovremo considerarne la potenza e la capacità aspirante. E dare uno sguardo ai consumi energetici.

La variabile rumorosità
Si misura in decibel ed è un valore sempre specificato nell'etichetta energetica. Del resto, non dobbiamo dimenticare che all'interno della cappa è presente un vero e proprio motore. Naturalmente, meno sono i decibel, minore sarà il livello di inquinamento acustico. 

Design e materiali
In questa sezione si parla prevalentemente di estetica, per quanto la qualità dei materiali influisca anche sulla durata della cappa nel tempo. Oltre all'acciaio, vengono utilizzati di frequente il vetro temperato ed il ferro laccato. E poi, a seconda che sia freestanding o da incasso, le linee possono cambiare significativamente.

Controlli e funzioni aggiuntive
Pulsanti e leve molto semplici trovano spazio sui modelli base mentre comandi touch e spie luminose caratterizzano quelli più evoluti. Ma, oltre alla tipologia di controlli presenti, salendo di prezzo, aumentano anche le funzioni aggiuntive. Pensiamo, ad esempio, al timer per l'accensione programmata o al booster per la potenza.

Manutenzione e pulizia
Non c'è dubbio che per prendersi cura della cappa si faccia necessario iniziare da una buona pulizia generale. Vedremo, quindi, quali sono gli elementi da pulire o sostituire regolarmente.

Quanto costa una cappa da cucina?

prezzi cappe da cucina
Per chi abbia un budget limitato, l'acquisto della cappa da cucina online potrebbe riservare sorprese interessanti. Infatti, controllando le offerte disponibili sul web, è possibile scovare occasioni decisamente allettanti, che ci permettano di portare a casa cappe da cucina base anche con meno di 50 euro. Parliamo di modelli semplici, privi di fronzoli e provvisti delle sole funzioni davvero imprescindibili. Alzando l'asticella qualitativa, vedremo che anche il prezzo si regola di conseguenza. E le cappe per cucina di fascia media assicurano una maggiore efficienza energetica, ovvero prestazioni ottimali con consumi contenuti. Al top della categoria, si posizionano quei modelli provvisti di funzionalità smart, controlli touch e sofisticati sistemi di rilevamento delle perdite di gas e fumi. Senza contare quanto pesi in termini di prezzo finale la scelta di un modello dal design moderno e particolarmente ricercato. Per soddisfare le esigenze di tutte le tipologie di clienti, abbiamo preparato una selezione delle migliori cappe da cucina suddivise per fasce di prezzo, privilegiando alle cappe filtranti i modelli con aspirazione perché tendenzialmente più efficaci e puliti. Sotto i 100 euro, parliamo di prodotti economici mentre, da 100 a 200 euro, di modelli di fascia media. Oltre tale soglia si entra nella fascia alta, terreno delle cappe top di gamma.
(Dati aggiornati a settembre 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 100 euro)

Una cappa per cucina di fascia economica, pur con qualche limite in termini di potenza e design, resta un elettrodomestico affidabile, certificato secondo la normativa vigente. In tal senso, anche per chi cerchi il risparmio ad ogni costo, la sicurezza non viene mai meno. Cominciamo con una classica cappa cucina filtrante: la Elica Estraibile. Come anticipato dal nome stesso, si tratta di un modello con frontalino pieghevole che punta tutto sulla semplicità. Disponibile in variante da 60 e 90 cm, si comporta bene nell’uso di tutti i giorni. Con Faber TCH04 SS19A si fa un notevole salto avanti a livello prestazionale. Appartenente alla categoria delle cappe aspiranti per cucina, monta un frontalino in vetro molto elegante. Pur non brillando per silenziosità, vanta ben 295 m3/h di capacità aspirante. Un po’ meno potente ma anche più sobria è la Smeg KSEIR62, cappa cucina da incasso con meccanismo filtrante. Perfettamente inserita nel mobile sopra il piano cottura, si comporta piuttosto bene, specie alla massima velocità. Lineare ed intuitiva, si distingue per il bel display integrato. E concludiamo con una cappa aspirante con suggestivo frontalino estraibile in orizzontale. Electrolux LFP316S brilla a livello di design ma non è da meno nelle performance, grazie ai 360 m3/h di capacità aspirante. In più, prevede una doppia luce che regala un’illuminazione precisa e capillare del piano di lavoro.
(Dati aggiornati a settembre 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia media (da 100 a 200 euro)

Il passaggio dalla fascia economica alla fascia media porta con sé inevitabili differenze estetiche e prestazionali. Le cappe per cucina si fanno più stilose e rifinite, oltre a spingere con decisione sull’acceleratore della potenza aspirante. Cominciamo bene con il modello Smeg KSG70HE, una cappa cucina a scomparsa dalla sobrietà unica. Progettata per l’incasso, può essere utilizzata sia con la canna fumaria che senza, a mo’ di cappa filtrante. Ottima la potenza di aspirazione di 406 m3/h. Ancora meglio riesce a fare la Faber Value 90, cappa cucina a parete che raggiunge quota 430 m3/h. Siamo al cospetto di un modello freestanding a imbuto in grado di unire efficienza energetica, illuminazione abbondante e notevole silenziosità. Sempre nella stessa categoria di modelli rientrano le cappe aspiranti per cucina Best della linea Beta STD. Disponibili in variante da 60 e 90 cm, color argento oppure nera, mostrano linee squadrate e leggere di grande raffinatezza. Provviste di due filtri in metallo al quale è possibile aggiungerne un terzo ai carboni attivi, sono il top della versatilità di fascia media. In ultimo ma non per importanza, abbiamo scelto un grande prodotto di uno dei brand leader del settore. Elica Tonda IX F/90, come svela il nome stesso, è un modello a imbuto stondato e circolare da installare a parete. Armoniose sono le linee e pregiati i materiali costruttivi utilizzati. In più, all’interno batte un cuore potente che spinge la potenza aspirante fino a 400 m3/h.
(Dati aggiornati a settembre 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia alta (oltre 200 euro)

Superato il tetto di spesa dei 200 euro, il balzo di qualità si fa subito evidente. La fascia alta, infatti, racchiude cappe aspiranti da cucina in grado di eccellere sia per potenza che per design. Prendiamo, ad esempio, la cappa da cucina Falmec Virgola Plus, venduta in variante da 60 e 90 cm. Modello a parete dalle dimensioni generose, è una cappa progettata per l’incasso dall’invidiabile potenza aspirante di 600 m3/h. Spostandoci in ambito freestanding, abbiamo scelto una cappa per cucina disponibile in molteplici varianti cromatiche, fra cui anche il blu ed il verde. Parliamo della Franke FSMD 508, cappa elegante e ricercata da installare a parete. Modello fra i più silenziosi in circolazione, tocca quota 650 m3/h di capacità aspirante. Ancora più prestante è la cappa Faber Cylindra, pensata per un piano cottura montato ad isola. Peculiare è la forma a cilindro che ne delinea i tratti estetici, così come è altissima la qualità dei materiali costruttivi. Installata sul soffitto, illumina ottimamente l’intera area sottostante. E cosa non da poco, vanta ben 750 m3/h di potenza aspirante. Concludiamo la nostra selezione di fascia alta nel miglior modo possibile, ovvero con due prodotti top di gamma a marchio Elica. La cappa Thin, proposta in varie dimensioni differenti, è un classico modello a imbuto dalle linee squadrate e sobrie. Mentre Elica Cloud Seven è un vero tripudio di stile e tecnologia. Cappa aspirante da incassare nel soffitto, alle solide prestazioni affianca un design a plafoniera che la rende davvero unica. 
(Dati aggiornati a settembre 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Il ruolo della cappa da cucina

cappa da cucina nera
Con l’entrata in vigore della legge 46/90 (poi sostituita dal DM 37/08), le cappe da cucina sono diventate obbligatorie e, ovunque ci sia un piano cottura, non può mai mancare la relativa cappa. Tale normativa si fa particolarmente necessaria nelle cucine professionali dei ristoranti, laddove l'uso prolungato dei fornelli può risultare nocivo per la salute, per via della produzione di vapori carichi di grassi e odori sgradevoli. Per quanto in misura inferiore, vale lo stesso ragionamento anche fra le quattro mura domestiche, ambiente in cui la cappa da cucina svolge un ruolo chiave, ripulendo l'aria dai cattivi odori e dalle sostanze grasse volatili provenienti dai cibi. Ma non solo: la cappa limita anche la pericolosità dei fumi di cottura che, specialmente nel caso delle carni, risultano dannosi per la salute se respirati a lungo. Provviste sempre di lampade a fluorescenza o a led, le cappe per cucina hanno anche il compito di illuminare il piano cottura e i piani di lavoro limitrofi. Data l'importanza di tale elettrodomestico, è fondamentale che venga installato a dovere. Pertanto, sempre per legge, solo un tecnico specializzato può farsi carico del lavoro. E questo per garantire il corretto funzionamento dell'impianto e preservare la nostra salute. 

Struttura della cappa e tipologie principali

Una cappa da cucina standard si costituisce di pochi componenti fondamentali. Il primo in assoluto è il motore elettrico che ha lo scopo di aspirare fumi e vapori provenienti dal piano cottura. E la cui potenza dovrebbe essere commisurata alla metratura della stanza. Costruite di solito in acciaio, le cappe da cucina prevedono, poi, una griglia attraverso la quale passa l'aria e uno o più filtri, progettati per ripulirla dalle sostanze grasse e dannose. Di seguito, i fumi vengono espulsi tramite un'apposita apertura o, in alternativa, la canna fumaria. Il funzionamento è semplice e ciò che differenzia le due principali tipologie di cappe presenti in commercio è proprio il modo in cui l'aria viene fatta uscire. Vediamone insieme le caratteristiche.

Cappe aspiranti
Largamente diffuse nei ristoranti, le cappe aspiranti per cucina sono le migliori a livello funzionale dato che espellono i fumi esternamente. Come previsto per una stufa o per la caldaia, infatti, devono essere dotate di canna fumaria esclusiva, dedicata unicamente a convogliare i vapori della cottura fuori dalla cucina. A livello di installazione, questi modelli creano qualche difficoltà in più, perché il tubo va posizionato appena sopra la cappa e portato fino ad una parete che dà sull'esterno. Successivamente, attraverso un buco nel muro, i fumi verranno fatti uscire. Proprio per questa maggiore complessità in fase di montaggio, una cappa aspirante per cucina vincola il posizionamento del piano cottura in prossimità di un muro esterno. Per quel che riguarda i filtri, la canna aspirante è in genere provvista solo del sistema antigrasso. Gli odori sgradevoli, invece, sono espulsi tramite la canna fumaria.

Cappe filtranti
Presenti nella maggior parte delle abitazioni, le cappe filtranti offrono un vantaggio notevole in fase d'installazione. L'assenza della canna fumaria, prerogativa di tale tipologia, non lega il piano cottura ad una posizione precisa, fattore che assicura molta più libertà in fase di progettazione della cucina. Il risvolto della medaglia, però, è una minore capacità di pulire l'aria rispetto ai modelli aspiranti. Al posto dell'espulsione dei fumi, il funzionamento delle cappe filtranti si basa sul ricircolo dell'aria. Quest'ultima, in pratica, viene aspirata, filtrata più volte e rimessa in circolo nello stesso ambiente dopo essere stata pulita. Non potendo spingere fuori l'aria, tali modelli richiedono una maggiore capacità filtrante, conseguibile attraverso un filtro secondario. Per questo, oltre a quello antigrasso, presente anche nelle cappe aspiranti, ne montano anche uno antiodore. Mentre il primo è realizzato, di solito, in metallo o materiali sintetici, il secondo, quasi sempre di forma circolare, sfrutta i carboni attivi per catturare gli odori. 

Dimensioni e posizionamento della cappa

Per risultare a norma di legge, le cappe da cucina devono misurare in larghezza da 60 cm a 120 cm. Ma, requisito imprescindibile, non possono risultare più corte del piano cottura, obbligo dettato dalla necessità di aspirare i fumi provenienti dal basso in modo efficace. Inoltre, anche per l’altezza non mancano delle regole precise e la distanza fra fornelli e cappa cucina deve necessariamente essere compresa fra 65 e 90 cm. A livello di posizionamento, invece, ci sono modelli che si montano appena sotto i pensili della cucina. Ma esistono anche varianti da incasso, da inserire direttamente all'interno del mobile. Invisibili e discrete, parliamo di cappe per cucina che funzionano in tutto e per tutto come le altre. Per chi, invece, desideri una cappa a vista, il mercato offre un'ampia scelta di modelli differenti per forma e materiali costruttivi. Ma le cappe "a imbuto capovolto" sono le più diffuse e svolgono, oltre al proprio compito naturale, quello di elemento d'arredo. Se questi speciali modelli si fissano alla parete in verticale, ve ne sono anche altri che si possono ancorare più in alto. Parliamo, nello specifico, delle cappe a soffitto per isola o penisola, da posizionare anche al centro della cucina. 

Come si misura la qualità di una cappa?

Mettendo da parte per il momento l'aspetto estetico, cercheremo di capire quali sono i fattori da considerare per valutare la qualità di una cappa da cucina. E per qualità intendiamo la capacità di aspirare ed espellere i fumi nel modo più efficace ed efficiente possibile. Posto che le differenze fra una cappa aspirante per cucina ed una filtrante sono considerevoli, affronteremo l'argomento per linee generali, fatta eccezione per il discorso sulla pressione, prerogativa delle sole cappe aspiranti. Ecco di seguito le tre variabili principali che entrano in gioco:

La potenza
Si misura in Watt ed è indicazione del consumo energetico. Ma c'è differenza fra potenza nominale ed energia consumata. La prima, infatti, traduce numericamente l'utilizzo di risorse elettriche della cappa in tempo reale. E tale valore si mantiene costante dal momento dell'accensione fino allo spegnimento. In media, la potenza di una cappa standard si assesta intorno ai 150 W ma modelli particolarmente performanti possono arrivare anche a 300. L'energia, invece, si misura in Wh (wattora) o kWh (chilowattora) e ci mostra l'entità del consumo su base oraria. Dei due valori, solo il secondo appare nell'etichetta energetica delle cappe da cucina, in questo caso su base annua. E chiaramente, più è contenuto, maggiore sarà l'efficienza.

La potenza di aspirazione
Le cose cambiano quando parliamo di potenza (o capacità) aspirante. In questo caso, infatti, il valore sta ad indicare la quantità d'aria che le cappe per cucina riescono a aspirare ed espellere in un'ora. L'unità di misura è il metro cubo orario (m3/h) ed un buon valore non è mai inferiore a 300. È buona abitudine, infatti, che la quantità oraria d'aria assorbita sia pari ad almeno otto volte il volume della stanza. Così facendo, in un'ora verrà ricambiata altrettante volte. Per fare un esempio pratico, prendiamo in considerazione una cucina di 15 m2, il cui volume corrisponde a 40 m3 circa. In questo caso, con una cappa da 400 m3/h, tutta l'aria presente verrà aspirata ed espulsa ben dieci volte. E si tratta di un ottimo risultato.

La pressione
Questo dato è previsto solo per le cappe aspiranti e misura la forza con cui i fumi vengono spinti lungo la canna fumaria verso l'esterno. Maggiore sarà tale valore e migliore sarà il comportamento dell'elettrodomestico. Misurabile in Pascal (Pa), l’indice della pressione tende ad abbassarsi qualora il percorso della cappa risulti particolarmente lungo e tortuoso. 

Leggere l'etichetta energetica

È solo dal primo gennaio 2015 che l'etichetta energetica è obbligatoria anche per le cappe da cucina. Strumento fondamentale per capire come funzioni il prodotto e quanto sia energivoro, l’energy label raccoglie tante informazioni che è bene conoscere per poter scegliere consapevolmente. Il dato più in evidenza è la classe energetica che ci mostra a colpo d'occhio il livello d'efficienza di ogni cappa da cucina. Procedendo dalla classe G fino alla A++, avremo prodotti sempre migliori e, ovviamente, più costosi. A tradurre numericamente la classe energetica, ci pensa un altro indicatore presente sull'etichetta. Ci riferiamo al consumo energetico delle cappe per cucina su base annuale, espresso in kWh. E possiamo affermare che un valore pari a 50 rappresenta un buon compromesso fra prestazioni e risparmio energetico. Proseguendo con la lettura, in basso a sinistra troviamo un simbolo a forma di elica che rappresenta la classe di efficienza fluidodinamica. Sintesi fra potenza, pressione e capacità aspirante di una cappa, è espressa da lettere comprese fra G e A, analogamente alla classe energetica. In modo del tutto analogo vengono mostrati anche i consumi della lampada integrata e la capacità di filtraggio dei grassi. La rumorosità della cappa, invece, si misura in decibel (dB), con valori mediamente compresi fra 50 e 70.

La variabile rumorosità

Associare un po' di rumore al funzionamento delle cappe da cucina è fisiologico. Del resto, il cuore pulsante dell’elettrodomestico è un vero e proprio motore dotato di ventola aspirante. Ma ci sono dei limiti alla rumorosità di una cappa cucina che non andrebbero mai superati. Proprio per controllare questa variabile, è presente sull'etichetta energetica una voce apposita, contraddistinta dal simbolo di un altoparlante. Il valore che leggeremo appena sotto è espresso in dB e ci indica il livello acustico raggiunto dalla cappa al massimo della potenza. Delle tre velocità di cui quasi tutte le cappe per cucina sono provviste, quindi, tale cifra si riferisce alla terza. Le prime due, invece, avranno valori molto più bassi ma anche la capacità d'aspirazione risulterà inferiore. I modelli più evoluti fanno registrare livelli acustici record, anche al di sotto dei 50 dB. Ma la media dei prodotti in commercio si assesta fra 50 e 70 dB. Oltre tale soglia possiamo parlare di cappa rumorosa e le emissioni da essa prodotte avranno un volume talmente elevato da coprire anche quello del televisore e, magari, rendere una conversazione difficoltosa. Per ridurre drasticamente la rumorosità dell'elettrodomestico si può ricorrere ad una soluzione radicale: montare un motore esterno per cappe da cucina. Appeso ad una parete o installato su un balcone, offre gli stessi vantaggi, in termini di rumorosità, di un climatizzatore.

Design e materiali costruttivi

Una cappa da cucina a scomparsa rimane chiusa dentro un pensile e si mostra solo quando andiamo ad aprire gli sportelli. Un modello a vista, invece, si posiziona immediatamente sotto il mobile oppure occupa per intero la parete. In tal caso, la componente estetica assume un valore fondamentale e la cappa cucina si fa anche elemento d'arredo. Ci riferiamo, in modo particolare, ai modelli a imbuto rovesciato o a quelli dotati di superficie rettangolare inclinata. Eleganti e solide, queste cappe da cucina sono realizzate con materiali di qualità, pregevoli anche nel design. E non parliamo solo di acciaio inox ma anche di vetro temperato e ferro laccato. Esteticamente molto accattivanti sono anche i modelli da soffitto, quelli pensati per cucine con isola (o penisola) che ospiti il piano cottura. Posizionate a distanza dalle pareti esterne, vengono agganciate al soffitto o incassate nel controsoffitto. Cappe per cucina del genere possono mostrarsi completamente piatte o a forma di fungo rovesciato. Ma vi sono anche modelli di forma tondeggiante, assicurati al soffitto con cavi d'acciaio. Bianche, nere o color metallo: parliamo di cappe dal prezzo nettamente superiore alla media, dovuto ad un impegno in sede di progettazione superiore a quello richiesto per i modelli standard.

Controlli e funzioni smart

Le cappe da cucina standard, da incasso o a vista, prevedono controlli analogici molto semplici. Tramite una levetta o dei tasti, possiamo avviare il motore e regolarlo su una delle velocità disponibili. Un altro comando, invece, ci permette di accendere la luce. Troviamo le stesse regolazioni base anche su modelli più avanzati, sebbene si tratti spesso di cappe provviste di comandi touch. Ma a fianco delle funzioni standard, i prodotti di nuova generazione ne prevedono alcune aggiuntive molto interessanti. Pensiamo alle cappe per cucina dotate di timer per programmare l'accensione e lo spegnimento. E di una spia che si accende quando il filtro è da pulire. Per non parlare del booster, un ulteriore incremento di potenza da sfruttare nel caso in cui i fumi siano particolarmente intensi. I modelli di fascia alta, poi, possono anche offrire delle evolute funzionalità smart, legate alla connettività Wi-Fi. Una volta che la cappa da cucina è in rete, tramite un'app dedicata, potremo avviarla a distanza per effettuare un ricambio d'aria in cucina. E ancora, essere avvertiti in tempo reale qualora la cappa rilevi dei fumi mentre siamo fuori casa. Infine, avremo la possibilità di accendere la lampada da remoto per utilizzarla come luce guida.

Quanto conta la pulizia dei filtri?

Pulire o sostituire i filtri della cappa da cucina ad intervalli regolari è un accorgimento indispensabile per farla funzionare al meglio. In aggiunta, una manutenzione corretta dell’elettrodomestico previene anche il pericolo d'incendio causato dall'accumulo di grasso nel filtro. Presente sia nelle cappe filtranti da cucina che in quelle aspiranti, il filtro antigrasso è una griglia di metallo o materiale sintetico con disegno a nido d'ape, in grado di catturare le particelle di grasso contenute nei fumi di cottura. Per lavorare sempre al meglio, tale filtro va pulito ogni due o tre mesi, lavandolo a mano con acqua calda e bicarbonato o anche in lavastoviglie. Le cappe da cucina filtranti, oltre al filtro antigrasso, sono provviste anche del filtro antiodore. Parliamo di un componente cilindrico collegato al motore che, sfruttando i benefici dei carboni attivi, toglie al vapore i cattivi odori. Successivamente, l'aria viene reimmessa nell'ambiente pulita e priva di sgradevoli aromi. Mentre il filtro antigrasso delle cappe per cucina è facilmente lavabile, quello antiodore va sostituito ogni sei mesi per garantire un perfetto ricambio d'aria in cucina.

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