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Fotocamere Reflex, Compatte, Mirrorless o Bridge: segui la nostra guida all'acquisto

Immaginare una classifica delle migliori fotocamere digitali non è certo semplice. La scelta della macchina, infatti, non si lega solo a considerazioni di natura tecnica. A fare la differenza è anche lo stile del fotografo, il design della fotocamera e, in larga parte, il tipo di impiego cui verrà destinata. Fotocamere mirrorless, fotocamere compatte, reflex e bridge: ecco le quattro principali famiglie disponibili in commercio, ciascuna con i propri punti di forza. A seconda del livello della macchina, poi, anche il pubblico di riferimento può cambiare. Principiante, amatore, professionista: per ogni tipo di utente, il mercato ha tantissime soluzioni da offrire. La nostra guida nasce proprio dall’esigenza di fare chiarezza. E per aiutarti ad individuare il modello giusto, abbiamo analizzato e confrontano le varie categorie di macchine fotografiche, inserendo anche una ricca selezione dei migliori prodotti.
migliori fotocamere digitali

Prima dell'acquisto: hai le idee chiare?

Le foto sono un veicolo per i ricordi. E se ben fatte, possono diventare parte integrante dell'arredamento di casa, rendendolo più caldo e personale. Ma per ottenere begli scatti, occorrono i giusti strumenti. Vediamo ora quali elementi tenere in considerazione nel valutare le migliori fotocamere. Ecco, di seguito, i punti chiave della nostra guida.

L'analisi del prezzo
Prescindere da un discorso approfondito sul prezzo non è possibile. Se il budget è limitato, non potremo certo acquistare una reflex top di gamma o una fotocamera compatta professionale. Ma potremo mettere a frutto le conoscenze acquisite per scovare il miglior modello in base al tetto di spesa prefissato. Per agevolarti il compito, abbiamo suddiviso le macchine più interessanti in tre fasce di prezzo: economica, media e alta. 

A ciascuno il suo: modelli a confronto
Fotocamere compatte, fotocamere reflex, fotocamere mirrorless o fotocamere bridge; queste le principali tipologie che offre il mercato. Vedremo come ognuna presenti caratteristiche peculiari in termini di comodità e qualità degli scatti. Per questo, capire quale sia la nostra priorità è un passaggio fondamentale.

Conoscere i componenti
Quali sono le parti che compongono una fotocamera digitale? Ecco una domanda a cui rispondere per capire bene come funzioni la macchina e come sia possibile sfruttarla al meglio. Parleremo, quindi, di corpo macchina, sensore, otturatore, obiettivi, diaframma display, flash e mirino.

Parametri di scatto e messa a fuoco
In una sezione specifica della guida, abbiamo approfondito i principali parametri di scatto, ovvero le variabili su cui intervenire prima di fare una foto. Apertura, tempo di posa e sensibilità ISO: ecco i tre parametri chiave ai quali si aggiunge la messa a fuoco, elemento che incide non poco sull’autonomia energetica della macchina.

Funzioni base e aggiuntive
Le fotocamere mirrorless, come Canon EOS M100, sono diverse a livello strutturale dalle fotocamere compatte, come Sony Cyber-shot DSC-RX100 . E così le reflex dalle bridge. Ma ciò che accomuna tutti i modelli sono alcune funzioni base come lo zoom ed il sistema di messa a fuoco. Spostandoci dalle macchine entry-level a quelle più evolute, poi, incontreremo molte features aggiuntive.

Il peso dei megapixel
Non sempre ad un numero più grande di megapixel corrisponde una più elevata qualità finale dello scatto. Anzi, questa variabile è molto meno influente di quanto potremmo pensare. In un apposito paragrafo chiariamo tutti i dubbi in merito.

Aspetto ed ergonomia
Le fotocamere reflex si mostrano più grandi e massicce delle fotocamere compatte. E, come è naturale che sia, anche più pesanti. Per tale ragione, impugnatura e comandi si vanno diversificando nell’ottica di conseguire la massima ergonomia e comodità d’uso. Parliamo di elementi che fanno sentire il proprio peso anche a livello di design.  

Impariamo a conoscere il menù
Come per i migliori smartphone o i migliori televisori, ogni brand disegna il menù delle fotocamere in modo personale, cercando di proporre al pubblico un'interfaccia grafica che sia intuitiva, semplice e, perché no, carina. Scarno o ricco di impostazioni, minimale o molto elaborato, intuitivo o complesso da padroneggiare: il menù della macchina incide, giocoforza, sull’esperienza d’uso dell’utente.

Formati principali a confronto
JPEG e RAW: ecco i due formati più diffusi per i file d’immagine elaborati dalla fotocamera. Ne parliamo in una specifica sezione, mettendone in luce pro e contro.

Connettività
Scattare non è l'unica peculiarità di una fotocamera digitale. Anche la condivisione delle immagini sta acquisendo sempre maggiore rilevanza. Per farlo al meglio, accanto alle forme tradizionali (USB, HDMI e schede micro SD), si fa fondamentale la connettività wireless, più veloce e orientata ai social.

Quanto costa una fotocamera digitale?

prezzo fotocamere digitali
Quanto conta il budget per l’acquisto di una macchina fotografica? Beh, come per tutti i prodotti tecnologici, può fare la differenza. È pur vero che scegliere un modello top di gamma ha poco senso se siamo fotografi alle prime armi. In tale ottica, è fondamentale far fruttare il budget acquistando la fotocamera adatta al nostro livello tecnico. Per un principiante, optare per fotocamere compatte dal prezzo contenuto, come Rollei Sportsline 60, è fortemente consigliato. Se, invece, non ci accontentiamo di un modello economico ma, allo stesso tempo, siamo amanti della praticità, le fotocamere mirrorless potrebbero essere la soluzione giusta. Il punto è che l'acquisto va soppesato tenendo sempre presente quali siano le vere esigenze. E se la priorità è contenere la spesa, è bene selezionare i prodotti attraverso le migliori offerte online, puntando sul rapporto qualità-prezzo. In tal senso, per darti un aiuto concreto in fase di ricerca, abbiamo suddiviso le fotocamere migliori in tre fasce di prezzo: economica, media e alta. La prima ha come tetto di spesa i 300 euro mentre la seconda raccoglie prodotti compresi fra i 300 ed i 600 euro. Oltre tale soglia, infine, si entra nel terreno delle fotocamere di fascia alta, il cui prezzo può anche eccedere i 2000 euro. 
(Dati aggiornati a luglio 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 300 euro)

All’interno della fascia economica, abbiamo inserito le migliori fotocamere sotto i 300 euro di spesa, escludendo volutamente macchine reflex e mirrorless. Le due categorie, infatti, troveranno ampio spazio nei paragrafi successivi mentre, in questa sezione, ci siamo concentrati sulle fotocamere compatte e bridge. Cominciamo proprio da una compatta entry-level dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Sony Cyber-shot DSC-W830 sintetizza tutto ciò che un fotografo alle prime armi può desiderare. Messa a fuoco precisa, scatto veloce, modalità automatica affidabile: a ciò si aggiunge un pizzico di stile dato dalle molte varianti cromatiche disponibili. All’utente più esperto consigliamo Canon PowerShot SX620 HS, una delle migliori fotocamere compatte in commercio a meno di 200 euro. Leggerissima, sottile e provvista di solida autonomia, vanta un notevole zoom 25x ed un sensore CMOS da 20.2 MP che, lavorando in coppia al processore DIGIC 4+, regala scatti di grande qualità. Nikon Coolpix W150 è un’altra compatta molto interessante, dedicata agli amanti della fotografia subacquea. Colorata e allegra, cela dietro un design arrotondato e minimale un buon sensore da 13.2 pollici. Intuitiva ed iperconnessa, monta un bel display LCD da 2.7 pollici. E concludiamo con una delle migliori fotocamere bridge di fascia economica. Panasonic Lumix DC-FZ82, infatti, rappresenta il perfetto anello di congiunzione fra compatta e reflex. Sobria e potente, ha nell’obiettivo con zoom 60x il proprio punto di forza.
(Dati aggiornati a luglio 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia media (da 300 a 600 euro)

Le fotocamere di fascia media regalano all’utente un ampio ventaglio di possibilità, lavorando efficacemente sia in modalità automatica che manuale. Ad un’ottima autonomia, si affianca un comparto connettività completo che, con approccio social, si orienta verso la multimedialità. In apertura, abbiamo selezionato una delle migliori fotocamere compatte in circolazione: Sony Cyber-shot DSC-HX90. La piccola tuttofare nipponica si mostra sobria ed elegante nel design. E sotto la scocca cela uno straordinario sensore CMOS Exmor R da 18.2 MP. Ma grande qualità è messa in campo anche dall’obiettivo con ottiche Zeiss e zoom 30x. Virando verso l’universo delle fotocamere mirrorless, vogliamo consigliare una macchina dall’eccezionale rapporto qualità-prezzo. Fujifilm X-T100 è uno dei migliori affari di fascia media perché riesce a coniugare la flessibilità di una reflex con la portabilità delle compatte, senza imporci un esborso eccessivo. In ambito di fotocamere più tradizionali, non possiamo non inserire due reflex giapponesi che dividono il mercato: una a marchio Nikon, l’altra costruita dall’eterna rivale Canon. Nikon D3500 venduta con il versatile obiettivo Nikkor 18-55mm, è completa di tutto e rappresenta il mezzo perfetto per cominciare a fotografare seriamente. Simile è l’approccio con cui Canon ha realizzato la reflex EOS 250D in vendita con analogo obiettivo. Straordinario sensore CMOS da 24.1 MP, evoluto processore DIGIC 8, ampio display touch orientabile e ricca connettività: ecco i punti di forza di questo modello.
(Dati aggiornati a luglio 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia alta (oltre 600 euro)

Superata la soglia dei 600 euro, si entra di diritto nella fascia alta della categoria, il terreno di ricerca naturale per le migliori fotocamere mirrorless e reflex. Non è raro, però, imbattersi in qualche fotocamera compatta dalle performance straordinarie. Iniziamo proprio da qui, introducendo la Sony Cyber-shot RX100 VI una compatta top di gamma pensata per gli amatori ed i professionisti. Sensore CMOS Exmor RS da 20.1 MP, obiettivo con zoom 8x e lenti Zeiss, autofocus istantaneo: ecco solo alcune delle specifiche tecniche più interessanti. Spostandoci in ambito di fotocamere mirrorless, abbiamo scelto due modelli concorrenti: uno disegnato da Olympus, l’altro da Fujifilm. Olympus OM-D E-M1 Mark III corpo è una delle migliori mirrorless sotto i 1000 euro, un tripudio di tecnologia con sensore Micro Quattro Terzi da 20 MP. Ma non è certo da meno Fujifilm X-T3, fiore all’occhiello dell’azienda di Tokyo. Disponibile all’acquisto in molteplici configurazioni, lega la propria versatilità ai vari obiettivi sostituibili che è possibile associarle. Ma spicca anche per il design vintage, ispirato ai modelli anni ’70. Passando a descrivere le migliori fotocamere reflex in commercio, non poteva che reiterarsi l’eterno dualismo fra Nikon e Canon, i due colossi della categoria. Nikon D750 è una macchina professionale che, oltre ad eccellere per resa fotografica e connettività, vanta un’insolita leggerezza ed un’autonomia fuori dal comune. Simile nelle caratteristiche, Canon EOS 6D Mark II brilla per rapidità nella messa a fuoco, intuitività del menù e qualità dei vari componenti, sensore e display in primis.
(Dati aggiornati a luglio 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fotocamere digitali a confronto

fotocamere digitali
Al momento dell'acquisto, le possibilità di scelta sono molteplici e si legano a doppia mandata al budget a disposizione. Tendenzialmente, le fotocamere compatte sono le più economiche, per quanto non manchino le eccezioni. Le fotocamere reflex, invece, costano in media di più ma offrono al fotografo un maggior numero di funzioni ed impostazioni. Fotocamere mirrorless e bridge, infine, si pongono a metà strada. Vediamo nel dettaglio queste quattro categorie principali.

Fotocamere compatte
Piccole e leggere, sono perfette per essere infilate in borsa e portate in giro. Pronte per l'uso, prevedono un numero limitato di funzioni, molte delle quali progettate per l’utilizzo con impostazioni automatiche. Sprovviste di mirino, ci permettono di inquadrare i soggetti attraverso il display posto sul retro. Anche in termini di profondità dell’obiettivo, non possono essere paragonate alle reflex ma offrono uno zoom abbastanza limitato. I prezzi partono da meno di 100 euro per superare i 500 quando siamo al cospetto delle migliori fotocamere compatte, come ad esempio la Panasonic Lumix DMC-LX100 .

Fotocamere reflex
In questa categoria trovano posto le migliori macchine fotografiche in circolazione, il cui prezzo può oscillare da circa 300 euro, come nel caso della Nikon D3500, fino agli oltre 2000 euro necessari per acquistare modelli professionali del calibro di Canon EOS 5D Mark IV. Più ingombranti delle compatte, risultano anche più pesanti e, conseguentemente, più scomode da trasportare. D’altro canto, la qualità delle foto si mostra superiore. Inoltre, le reflex sono dotate di mirino ottico che agevola l'inquadratura, migliorando la resa finale degli scatti.

Fotocamere mirrorless
Queste macchine stanno progressivamente conquistando il mercato e sono fra le più curate a livello di design dell'intero panorama. Uniscono la praticità delle compatte ad una delle prerogative delle reflex, ovvero la possibilità di sostituire gli obiettivi in base alle esigenze. E non è una caratteristica da poco, soprattutto in ambiti professionali. Come è evidente dal loro nome, le fotocamere mirrorless non sono provviste di specchio all'interno che riflette l'immagine e sostituiscono il mirino ottico con quello digitale. E sono fra le più costose in circolazione. Si parte, infatti, da 250 euro circa, per superare senza troppa difficoltà i 1000 euro.

Fotocamere bridge
Altra interessante porzione del mercato, è occupata dalle fotocamere bridge. Anche in questo caso, come per le fotocamere mirrorless, vengono messi insieme alcuni elementi delle compatte e delle reflex. In particolare, parliamo di macchine dalle dimensioni contenute ma dotate di un obiettivo unico molto esteso e versatile. Venendo al prezzo, si parte da circa 200 euro ma, come per le altre categorie, si può salire anche di molto se intendiamo pescare fra le migliori fotocamere bridge.

Uno sguardo ai componenti

Capire come funziona una fotocamera ci aiuta ad individuare il modello più adatto alle nostre esigenze. Infatti, oltre ad analizzare le caratteristiche software della macchina, si parte sempre dai componenti fisici per effettuare una valutazione approfondita. E la qualità di tali elementi influenza direttamente la resa degli scatti. Vediamo, quindi, le parti di cui è composto un modello standard.

Corpo macchina
Parliamo ora del telaio della macchina, di quell'elemento che accomuna le fotocamere compatte, come Canon IXUS 185, alle fotocamere reflex, seppure con le dovute differenze. Ciò che cambia, in particolare, sono dimensioni e forma. Nelle reflex, ad esempio, il corpo macchina è più grande e pesante; nelle migliori fotocamere bridge più piccolo e leggero. Al di là delle dimensioni, la forma influenza molto l'ergonomia. Non a caso, le reflex prevedono sempre un'impugnatura antiscivolo. In certi casi, poi, il corpo macchina è realizzato in alluminio per assicurare una maggiore leggerezza. E può essere tropicalizzato, ovvero progettato in modo da resistere a polvere, sporcizia e umidità.

Sensore e processore
Il sensore è il sostituto digitale della vecchia pellicola ed è in grado di tradurre in foto ciò che abbiamo inquadrato, sempre con l'aiuto del processore d'immagine. Per questo, è un elemento di importanza vitale la cui grandezza influenza il risultato finale. Tre sono le tipologie principali sul mercato: i sensori Full Frame che misurano 24x36 mm; gli APS-C da 23x15 mm; i Micro Quattro Terzi (usati in prevalenza per le mirrorless) che misurano 17x13 mm.

Obiettivo, diaframma e otturatore
Può essere unico nelle macchine compatte e bridge oppure sostituibile nelle fotocamere mirrorless e reflex che, non a caso, sono le più versatili. Alternando gli obiettivi, infatti, possiamo inquadrare l'immagine sempre nel modo più adeguato. Composto da una serie di lenti, l'obiettivo standard ha una lunghezza focale di 50 mm. Inoltre, a seconda del modello scelto, sarà in grado di effettuare uno zoom più o meno esteso. All'interno dell’obiettivo trova posto il diaframma, un meccanismo mobile la cui apertura regola la quantità di luce che andrà a colpire il sensore, incidendo non poco sul risultato finale di scatto. Appena di fronte al sensore, poi, abbiamo un altro componente chiave della macchina: l’otturatore. Parliamo di una sorta di tendina che, alternativamente, copre il sensore o lo lascia esposto. È il tempo di posa il parametro che ci consente di gestire il funzionamento dell’otturatore, impostando l’intervallo di tempo durante il quale resterà aperto. 

Display
Posto sul retro della macchina, il display ci consente di osservare la scena che intendiamo immortalare, rivedere gli scatti attraverso la galleria e gestire le impostazioni. Può essere touch oppure no. Ma si tratta in genere di un pannello LCD ad elevata luminosità, con diagonale media di 3 pollici. In certi modelli può anche essere basculante, ovvero in grado di ruotare fino a 180 gradi per risultare visibile da ogni angolazione.

Mirino
Sempre presente a bordo delle reflex, il mirino trova posto anche sulle fotocamere mirrorless. Ma solo nelle prime è di tipo ottico, ovvero utilizza una lente posta all'interno del corpo macchina per riflettere l'immagine reale. Le mirrorless, invece, impiegano un mirino elettronico che funziona come un display, inviando all’occhio l’immagine digitale catturata dal sensore. In questo caso, più è elevata la risoluzione del mirino, migliore è la resa dell’immagine.

Flash
Più potente nelle reflex, meno nelle compatte: il flash illumina i soggetti in condizioni di luce precarie. Posto sopra la macchina, può essere fisso o a scomparsa. Ma nei modelli migliori, c'è sempre la possibilità di aggiungerne uno esterno più luminoso.

Parametri di scatto

Le migliori macchine fotografiche digitali assicurano il pieno controllo sui parametri alla base di ogni scatto, ovvero l'apertura focale, il tempo di posa e la sensibilità ISO. Nelle fotocamere mirrorless, come Canon EOS M5, e nelle fotocamere reflex, come Nikon D5600, la gestione di tali impostazioni da parte dell'utente consente una maggiore personalizzazione dello scatto, offrendo anche una notevole libertà nell’inquadrare i soggetti. Le fotocamere compatte, al contrario, sono progettate per lavorare in automatico, mostrandosi più adatte al principiante. Ma vediamo meglio insieme come questi parametri influiscano sul risultato finale. L'apertura del diaframma regola la quantità di luce che andrà a colpire il sensore. La misurazione di tale parametro avviene su base inversa, ovvero più basso è il valore (ad esempio f/1,4), maggiore è la quantità di luce in ingresso. Inoltre, ad un’apertura superiore del diaframma (f/8, ad esempio), corrisponde un incremento della profondità di campo, ovvero dell'area messa a fuoco dalla macchina. Il tempo di posa, invece, ci dice per quanto tempo la luce colpirà il sensore ed è regolato dall'otturatore, un meccanismo che si apre e si chiude secondo tempi ben precisi che saremo noi ad impostare. Tempi brevi sono adatti a soggetti in movimento, tempi lunghi a foto notturne. Anche la sensibilità ISO ci consente di dare più luce ad uno scatto. Ma aumentandone i valori si può incorrere nel rumore, ovvero una fastidiosa sgranatura dell'immagine che si traduce in perdita di dettaglio.

Messa a fuoco e autonomia

Una messa a fuoco corretta è di vitale importanza per ottenere buone foto. Ma se siamo alle prime armi, è meglio lasciare che sia la macchina a fare tutto, attraverso le impostazioni automatiche di fabbrica. In particolare, nelle fotocamere compatte è l'autofocus a gestire la messa a fuoco in totale autonomia, levandoci le castagne dal fuoco.Per chi, invece, desideri avere un controllo totale sugli scatti, si fa necessario il passaggio alla modalità manuale, fulcro delle migliori fotocamere mirrorless e reflex. In aggiunta, è possibile scegliere fra messa a fuoco fissa, adatta a soggetti fermi, oppure continua, indispensabile per realizzare ottime foto sportive o naturalistiche. In ogni caso, la messa a fuoco deve mostrarsi il più veloce possibile, in modo da garantirci un più elevato numero di scatti ad ogni ricarica. Non a caso, il tipo di messa a fuoco scelto esercita un peso notevole sull’autonomia della macchina. Infatti, se preferiamo la modalità continua alla fissa, verrà consumata molta più batteria e l’autonomia subirà un drastico calo. In linea generale, una macchina di fascia media riesce a scattare circa 400 foto con una ricarica. Ma se prendiamo in esame le fotocamere migliori, sarà anche possibile superare quota 1000 scatti.

Le funzioni principali (base e aggiuntive)

Se la qualità dei componenti è fondamentale sia per le fotocamere compatte che per le fotocamere reflex, anche il corredo di funzioni di cui ogni modello è dotato può fare la differenza. Da un lato abbiamo quelle base, comuni a tutte le macchine. Vi sono, poi, funzionalità speciali di cui solo le migliori fotocamere sono dotate. 

Funzioni base
La modalità automatica è disponibile su tutti i modelli, sulle fotocamere mirrorless, reflex, compatte e a bordo delle fotocamere bridge, come Sony Cybershot Dsc-h300. Ma non mancano modalità di scatto dedicate a scene ben definite. Pensiamo, ad esempio, alle funzioni "paesaggio" o "ritratto", in cui i parametri di scatto sono regolati sulla base di uno specifico soggetto. E vale lo stesso per la modalità notturna o quella dedicata agli scatti in movimento. Altra funzione chiave per qualsiasi modello è lo zoom, che varia la propria portata a seconda dell'obiettivo montato. Da notare, poi, che oltre allo zoom ottico, è spesso previsto quello digitale, ovvero un ulteriore ingrandimento operato dal software della macchina e non dalle lenti. Immancabile è anche la modalità video, con risoluzione variabile da Full HD a 4K a seconda del modello scelto. Nelle fotocamere professionali, inoltre, all'elevata risoluzione si somma una resa delle immagini molto accurata attraverso la stabilizzazione ottica dei video, di cui parleremo di seguito. Ma non dobbiamo sottovalutare la possibilità di aggiungere un microfono esterno per carpire al meglio il suono.

Funzioni aggiuntive
Importantissimo in ambito naturalistico e sportivo, lo scatto continuo ci consente di eseguire una raffica di foto ad un soggetto in movimento, per poi scegliere la migliore. Nei modelli più evoluti, la velocità dello scatto continuo può davvero cambiare il volto ad una foto, specie impostando un valore di 20 o più fps (frame per secondo). Se stiamo girando un video, invece, è la stabilizzazione dell'immagine a rivelarsi utilissima. La stabilizzazione digitale ritaglia e ruota le immagini consecutive in modo che siano il più simili possibile. Quella ottica, invece, lavora in modo meccanico attraverso il movimento di lenti flottanti, capaci di oscillare e spostarsi per assecondare il movimento. In ambito professionale, poi, è molto comune sfruttare le potenzialità dell'HDR per migliorare una foto dal punto di vista della gamma dinamica. Acronimo di High Dinamic Range, l'HDR è riesce a scattare tre foto in contemporanea allo stesso soggetto ma variando l’esposizione. E questo si rivela particolarmente utile qualora il soggetto in primo piano risulti molto diverso a livello cromatico rispetto allo sfondo. Le tre foto scattate, ognuna con gamma dinamica differente, vengono poi mixate dalla macchina per ottenere un'unica immagine più equilibrata. 

Il peso dei megapixel

La corsa all'aumento di megapixel in ambito fotografico sembra irrefrenabile. E non solo per ciò che riguarda le fotocamere compatte o le reflex ma anche per smartphone e tablet. La questione, però, solleva qualche dubbio ed appare abbastanza spinosa. Infatti, è pensiero comune che una fotocamera da 10 MP, ovvero 10 milioni di pixel, sia ormai vecchia e inadeguata. In realtà, tale risoluzione è più che sufficiente per le esigenze di quasi tutti gli utenti non professionisti. Per fare un esempio chiarificatore, 10 MP corrispondono a 4000x2500 pixel, una risoluzione più elevata del tanto sbandierato 4K dei TV di ultima generazione. In sostanza, per rivedere le nostre foto sul portatile o anche sul televisore di casa, 10 MP sono anche troppi. Diventano pochi, solo se si vuole realizzare un ingrandimento di dimensioni molto importanti. Non lasciamoci, quindi, ingannare dal numero di megapixel che, in certe fotocamere mirrorless, possono superare anche i 20. Senza considerare alcune reflex che toccano quota 50 MP. In conclusione, nel confronto fra fotocamere, alla variabile megapixel va dato il giusto peso. Un valore particolarmente alto di megapixel, in sostanza, si rivela necessario solo per i fotografi professionisti.

Aspetto, ergonomia e disposizione dei comandi

Le fotocamere reflex, come la Nikon D3400 + 18-55mm, si caratterizzano per un corpo macchina più grande rispetto alle fotocamere compatte, mirrorless e bridge. Inoltre, prevedono sempre un'impugnatura sul fianco destro utile a garantire la presa con una mano mentre, con l'altra, sosteniamo l’obiettivo. Più pesanti ma anche più stabili, le reflex assicurano un'ergonomia migliore rispetto alle altre tipologie di macchine. Ma a livello estetico, le fotocamere mirrorless sono le più interessanti. Spesso di ispirazione vintage nel design, si rifanno ai modelli di un tempo, attualizzandone la tecnologia. Basti pensare alla serie PEN della Olympus o alla Fujifilm X-T3. Dotate di impugnatura appena accentuata, queste macchine sono un po' meno comode delle reflex ma, di contro, più facili da infilare in borsa. Il top della trasportabilità, invece, sono le fotocamere compatte professionali (e non). Piccolissime e leggere, possono essere usate anche con una sola mano, sebbene ciò che si guadagna in maneggevolezza, si perde in stabilità dell'immagine. In ultimo, nel confrontare l’ergonomia delle fotocamere digitali, non dimentichiamo di considerare la disposizione dei comandi e la loro facile raggiungibilità anche per fotografi con mani piuttosto minute.

Menù e interfaccia grafica

Fotocamere compatte, reflex, mirrorless e bridge: indipendentemente dal modello scelto, il tasto menù è il fulcro attraverso il quale gestire le impostazioni. Ma le funzioni cambiano in base al tipo di macchina e al grado di evoluzione del prodotto scelto. Ed il tutto è declinato attraverso l'interfaccia grafica, ovvero il layout che ogni costruttore propone per i propri modelli. Navigando il menù, potremo controllare una buona serie di impostazioni e parametri di scatto tramite specifici tasti posti vicino al display. In aggiunta, un joystick di forma rotonda dà accesso a comandi rapidi utilizzabili durante la messa a fuoco. Sulle fotocamere mirrorless come anche sulle reflex, sono presenti alcuni tasti fn personalizzabili ai quali assegnare una funzione ben precisa, in base alle nostre esigenze personali. Accedendo al menù, inoltre, potremo regolare la risoluzione delle foto ed il loro formato. Ma anche la luminosità del display ed eventuali impostazioni di risparmio energetico. E sarà possibile gestire la galleria, attraverso l'eliminazione degli scatti che non ci piacciono o la formattazione della scheda di memoria. Sempre attraverso il menù, potremo applicare degli effetti alle foto, sia prima che dopo aver scattato. Il numero di funzioni presenti a bordo differenzia le migliori fotocamere da quelle di fascia economica. L’interfaccia grafica, invece, è un elemento trasversale che accomuna i modelli dello stesso brand. In tal senso, solo osservando i menù di fotocamere concorrenti è possibile decidere quale sia il più intuitivo per noi.

JPEG contro RAW: formati a confronto

Quando si parla di formati dei file immagine, è bene valutare a monte il tipo di utilizzo che faremo delle foto scattate. Il formato più comune in assoluto è il JPEG, impostato di default sia sulle fotocamere compatte economiche, come Kodak PIXPRO Friendly Zoom FZ53, che sulle reflex più performanti, come Nikon D7500. Leggero e compresso, ci permette di scattare velocemente, ottenendo immagini che raramente eccedono i 5 MB di dimensioni. In alternativa, è possibile selezionare dal menù il formato RAW, disponibile sulle migliori fotocamere compatte, oltre che sulle reflex, sulle bridge e sulle fotocamere mirrorless. Molto più pesante del JPEG, un file RAW ci mostra l'immagine così come è stata scattata, senza alcuna rielaborazione digitale da parte della macchina. Ottimo in fase di postproduzione, il formato RAW ci permette di regolare molti parametri dell’immagine in un secondo tempo. Ci riferiamo, ad esempio, al bilanciamento del bianco, alla gamma cromatica e al range dinamico. Di contro, però, richiede molto più spazio sulle schede di memoria e, per via del peso notevole, potrebbe rallentare le macchine meno potenti. Tirando le somme, si consiglia l'utilizzo del JPEG ai fotografi alle prime armi. Mentre il formato RAW diventa l'arma in più dei professionisti, la chiave attraverso cui sfruttare al massimo le potenzialità delle fotocamere migliori.

Connettività

Condividere immagini è parte integrante del nostro essere, un’attività che svolgiamo in modo naturale e quotidiano. Farlo con lo smartphone è l'operazione più semplice che ci sia ma, da qualche anno a questa parte, vale lo stesso anche per le migliori fotocamere. Il tutto grazie alla connessione Wi-Fi, al Bluetooth o, in alternativa all'NFC. Sebbene il wireless abbia cambiato le nostre vite, la connettività realizzata attraverso porte fisiche resta ancora ampiamente utilizzata. Vediamo come funzionano le due modalità a bordo delle fotocamere digitali.

Connettività fisica
In questa sezione parliamo di cavi, porte, ingressi e vani in cui inserire schede di memoria. È questa una forma di connettività basata sul contatto fisico fra due elementi hardware ed è disponibile sia sulle reflex di fascia alta che sulle fotocamere compatte. Per iniziare, prendiamo in considerazione i formati USB e HDMI. L’ingresso USB ci consente di trasferire in modo veloce le nostre foto ad un computer ed è indispensabile per ricaricare la batteria della fotocamera senza estrarla dal corpo macchina. La porta HDMI, invece, ci dà la possibilità di collegare la fotocamera ad una TV per vederne i contenuti in alta definizione, audio compreso se si tratta di filmati. Anche le schede di memoria SD sono una forma di connettività fisica. Piccole e sottili, vantano una notevole capacità di immagazzinamento dati che varia a seconda del formato di memoria scelto. Una volta estratte dalla fotocamera, tali schede possono essere lette direttamente da un portatile, rendendo più pratico il trasferimento delle immagini. 

Connettività wireless
Nel confronto fra fotocamere digitali, svolge un ruolo di primo piano la connettività wireless. Ci riferiamo, in particolare al Wi-Fi, presente a bordo di modelli evoluti, come Panasonic Lumix G DMC G7  ma anche di compatte piuttosto semplici, come Nikon Coolpix W100. Grazie a tale connessione, potremo condividere le immagini in tempo reale, anche sui social. E se la macchina è provvista di GPS, sarà possibile geolocalizzare ogni scatto. Attraverso il Bluetooth, invece, diventa semplicissimo scambiare file con altri dispositivi senza bisogno di fili. Stessa cosa vale per l'NFC ma, in questo caso, basterà far entrare in contatto i due device. Oltre alla condivisione ed allo scambio, la connettività wireless ci permette di gestire la fotocamera da remoto, ovvero dallo smartphone. Stabilendo tale tipo di connessione e sfruttando le apposite app realizzate dalle varie aziende produttrici, potremo controllare l’autoscatto, cambiare le impostazioni e riprodurre sul telefono la galleria presente sulla nostra macchina.

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