Scegli le migliori fotocamere digitali: guida all'acquisto | Trovaprezzi.it
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Reflex, compatte, mirrorless o bridge: qual è la più adatta al vostro stile?

Immaginare una classifica delle migliori fotocamere digitali è compito quanto mai arduo. Sì, perché di tipologie in commercio ce ne sono tante, ad esempio, la scelta tra fotocamere mirrorless e fotocamere compatte è veramente molto ampia. Ciascuna macchina fotografica è pensata per un pubblico di riferimento che può essere composto da principianti, amatori o professionisti e in base al modello scelto, cambieranno caratteristiche e funzionalità. Senza considerare l'approccio estetico che differenzia i vari brand. Solo attraverso un confronto fra macchine fotografiche estremamente approfondito sarà possibile avere in mano le chiavi per decidere in modo consapevole. Da questa esigenza nasce la nostra guida, uno strumento completo per aiutarvi al meglio in fase d'acquisto.
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Prima dell'acquisto Che caratteristiche deve avere una fotocamera? Quanto costa una fotocamera digitale? Vai alla categoria
Fotocamere Digitali
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Prima dell'acquisto: hai le idee chiare?

Foto ben fatte non solo ci danno la possibilità di ricordare un momento vissuto. Ma possono diventare parte integrante dell'arredamento di casa, rendendolo più caldo e personale. Ma per fare belle foto, occorrono i giusti strumenti. Vediamo ora quali elementi tenere in considerazione nel valutare le migliori fotocamere.

Ad ognuno il suo: modelli a confronto
Fotocamere compatte, fotocamere reflex, fotocamere mirrorless o fotocamere bridge; queste le principali tipologie che offre il mercato. Vedremo come ognuna presenti caratteristiche peculiari in termini di comodità e qualità degli scatti. Per questo, capire quale sia la nostra priorità è un passaggio fondamentale.

Conoscere i componenti
Quali sono le parti che compongono una fotocamera digitale? Ecco una domanda a cui rispondere per capire bene come funzionino questi modelli e come sia possibile sfruttarli al meglio. Parleremo di corpo macchina, sensore, obiettivi, display, flash e mirino.

Funzioni base e aggiuntive
Le fotocamere mirrorless come Canon EOS M sono diverse a livello strutturale dalle fotocamere compatte come Sony Cyber-shot DSC-RX100 . E così le reflex dalle bridge. Ma ciò che le accomuna sono funzioni base come lo zoom ed il sistema di messa a fuoco. Ma salendo di livello, incontreremo anche molte features aggiuntive.

Il peso dei megapixel
Non sempre un numero più grande di megapixel corrisponde ad una più elevata qualità finale dello scatto. Anzi, questa variabile è molto meno influente di quanto potremmo pensare. 

Aspetto ed ergonomia
Fotocamere grandi formato digitale si caratterizzano per dimensioni maggiori rispetto alle fotocamere compatte. E, di conseguenza, anche il peso fa segnare una notevole differenza. Per questo, conta molto l'impugnatura e la disposizione dei comandi che deve essere la più comoda possibile. In altre parole, parliamo di ergonomia. Ma senza tralasciare il design.

Impariamo a conoscere il menù
Come accade per i migliori smartphone o i migliori televisori, ogni brand disegna il menù in autonomia, optando per un'interfaccia grafica che sia intuitiva, semplice e, perché no, anche carina. Inoltre, è quasi sempre possibile personalizzare certi comandi in base alle nostre esigenze.

Connettività
Scattare non è l'unica peculiarità di una fotocamera digitale. Anche la condivisione delle immagini svolge un ruolo di fondamentale importanza. Per farlo, oltre alla connettività tradizionale (USB, HDMI e schede micro SD), sta spopolando quella wireless, più veloce e orientata ai social.

L'analisi del prezzo
Prescindere da un discorso approfondito sul prezzo non è possibile. Se la nostra disponibilità economica è limitata, non potremo certo acquistare una reflex top di gamma o una fotocamera compatta professionale. Ma potremo mettere a frutto le nostre conoscenze per scegliere il miglior modello in base al budget di cui disponiamo.

Introduzione alle caratteristiche: tipologie a confronto

fotocamera digitale
Al momento di effettuare l'acquisto, le possibilità di scelta sono davvero tante e sono legate a doppia mandata al budget a disposizione. Tendenzialmente, le fotocamere compatte sono le più economiche, per quanto non manchino le eccezioni. Le fotocamere reflex, invece, ci danno molte più possibilità, poiché ci permettono di intervenire su un numero maggiore di parametri di scatto. E sono più care. Ma vediamo nel dettaglio le quattro categorie principali:

Fotocamere compatte
Piccole e leggere, si prestano bene ad essere infilate in borsa e portate in giro. Pronte per l'uso, si caratterizzano per un numero limitato di funzioni che le rendono particolarmente adatte all'uso con impostazioni automatiche. Sprovviste di mirino, ci permettono di inquadrare i soggetti grazie al display posto sul retro. Anche a livello di obiettivo, non possono essere paragonate alle reflex ed offrono uno zoom abbastanza limitato. I prezzi partono da meno di 100 euro per superare i 700 quando siamo al cospetto delle migliori fotocamere compatte come ad esempio Panasonic Lumix DMC-F3

Fotocamere reflex
In questa categoria troviamo le migliori macchine fotografiche in circolazione, il cui prezzo può andare da circa 300 euro come Nikon D3400 + 18-55mm  fino a ben oltre i 2000 euro come Canon EOS 5D Mark IV, se consideriamo i modelli professionali. Più ingombranti delle compatte, risultano anche più pesanti e, mediamente, più scomode da trasportare. Ma la qualità è decisamente superiore. Inoltre, sono dotate di mirino ottico che rende l'inquadratura perfetta e migliora i risultati in fase di scatto.

Fotocamere mirrorless
Queste macchine stanno progressivamente conquistando il mercato e sono fra le più curate a livello di design dell'intero panorama. Uniscono la praticità delle compatte alla possibilità offerta dalle reflex di sostituire gli obiettivi in base alle esigenze. E non è una caratteristica da poco, soprattutto se la fotografia è il nostro mestiere. Come è evidente dal loro nome, le fotocamere mirrorless non sono provviste di specchio all'interno che riflette l'immagine e, di conseguenza, neanche di mirino. E sono fra le più costose in circolazione. Si parte, infatti, da 250 euro circa, per superare senza troppa difficoltà i 1000 euro.

Fotocamere bridge
Altra interessante porzione del mercato, è occupata dalle fotocamere bridge. Anche in questo caso, come per le fotocamere mirrorless, vengono messi insieme alcuni elementi delle compatte e delle reflex. In particolare, parliamo di macchine dalle dimensioni contenute ma dotate di un obiettivo unico molto esteso e versatile. Venendo al prezzo, si parte da circa 200 euro ma, come per le altre categorie, si può salire anche di molto se scegliamo fra le migliori fotocamere bridge.

Uno sguardo ai componenti

Capire come funziona una fotocamera può risultare utile mentre ci apprestiamo all'acquisto. Infatti, al di là delle caratteristiche software presenti a bordo, si parte sempre dai componenti fisici per effettuare una valutazione. E la qualità di tali elementi influenza direttamente la resa degli scatti. Vediamo, quindi, le parti di cui è composto quasi ogni modello:

Corpo macchina
Parliamo ora del telaio della macchina, di quell'elemento che accomuna le fotocamere compatte come Easypix Aquapix W1400 alle fotocamere reflex, seppure con le debite differenze. Ciò che cambia, in particolare, sono le dimensioni e la forma. Nelle reflex, ad esempio, il corpo macchina è più grande e pesante; nelle migliori fotocamere bridge più piccolo e leggero. Al di là delle dimensioni, la forma influenza molto l'ergonomia. Non a caso, le reflex prevedono sempre un'impugnatura antiscivolo. In certi casi, poi, è realizzato in alluminio per assicurare una maggiore leggerezza. E può essere tropicalizzato, ovvero resistente a polvere, sporcizia e umidità.

Sensore e processore
Il sensore è il sostituto digitale della vecchia pellicola ed è in grado di tradurre in foto ciò che abbiamo inquadrato, sempre con l'aiuto del processore d'immagine. Per questo, è un elemento di importanza vitale la cui grandezza influenza il risultato finale. 3 sono le tipologie presenti sul mercato: i sensori Full Frame che misurano 24x36 mm e sono i migliori; gli APS-C da 23x15 mm; i Micro Quattro Terzi  (usati solo da pochi produttori) che misurano 17x13 mm.

Obiettivo e diaframma
Può essere unico nelle macchine compatte oppure sostituibile nelle fotocamere mirrorless e nelle reflex. E ciò determina notevoli differenze in termini di versatilità. Alternando gli obiettivi, infatti, possiamo inquadrare l'immagine sempre nel modo più adeguato. Composto da una serie di lenti, l'obiettivo standard ha una lunghezza focale di 50 mm. Inoltre, a seconda del modello, è in grado di effettuare uno zoom più o meno esteso. All'interno trova posto il diaframma, la cui apertura influenza molto lo scatto, essendo in grado di far entrare una maggiore o minore quantità di luce.

Display
Posto sul retro della macchina, il display ci consente di osservare la scena che intendiamo immortalare, rivedere gli scatti attraverso la galleria e gestire le impostazioni. Può essere touch oppure no. Ma si tratta sempre di un modello LCD ad elevata luminosità, con diagonale media da 3 pollici. In certi modelli può essere basculante, ovvero in grado di ruotare fino a 180 gradi per essere visibile da ogni angolazione.

Mirino
Sempre presente a bordo delle reflex, lo si può trovare anche su alcune fotocamere compatte professionali. Ma solo nelle prime è ottico, ovvero utilizza una lente posta all'interno del corpo macchina per riflettere l'immagine reale. Se è elettronico, invece, funziona come un display. In questo caso, più è alta la risoluzione, meglio è.

Flash
Più potente nelle reflex, meno nelle compatte, il flash serve ad illuminare soggetti in condizioni di luce precarie. Posto sopra la macchina, può essere fisso o a scomparsa. Ma nei modelli migliori, c'è sempre la possibilità di aggiungerne uno esterno più luminoso.

Parametri di scatto

Non tutte le macchine fotografiche ci consentono di controllare quei parametri che stanno alla base di ogni scatto. Parliamo, precisamente, dell'apertura focale, del tempo di posa e della sensibilità ISO. Le fotocamere compatte più economiche, ad esempio, fanno tutto in automatico, non permettendoci di agire su questi parametri in modo manuale. Nelle fotocamere mirrorless come Canon EOS M5 e nelle fotocamere reflex come Nikon D5600  invece, il controllo di tali impostazioni da parte dell'utente assicura una maggiore libertà in fase di scatto, offrendo anche un notevole livello di personalizzazione alle immagini. Ma vediamo meglio insieme come questi parametri influiscano sul risultato finale. L'apertura del diaframma regola la quantità di luce che colpirà il sensore. La misurazione di tale parametro avviene su base inversa, ovvero più basso è il valore (ad esempio f/1,4), più luce entra. Inoltre, più si apre il diaframma (f/8, ad esempio) e maggiore sarà la profondità di campo, ovvero l'area messa a fuoco dalla macchina. Il tempo di posa, invece, ci dice per quanto tempo la luce colpirà il sensore ed è regolato dall'otturatore, un meccanismo che si apre e si chiude secondo tempi ben precisi. Tempi brevi sono adatti a soggetti in movimento, lunghi a foto notturne. Anche la sensibilità ISO ci consente di dare più luce ad uno scatto. Ma aumentandone i valori si può incorrere nel rumore, ovvero un fastidioso sgranamento dell'immagine.

Messa a fuoco e autonomia

Una messa a fuoco corretta è di vitale importanza per ottenere buone foto. Ma se siamo alle prime armi, è meglio lasciare che sia la macchina a fare tutto, come nel caso delle fotocamere compatte che utilizzano, di norma, l'autofocus. Qualora, invece, si voglia avere più controllo sugli scatti, possiamo passare alla modalità manuale, presente sempre sulle fotocamere mirrorless dei migliori brand e sulle migliori reflex. In aggiunta, sarà possibile scegliere fra messa a fuoco fissa, adatta a soggetti fermi, oppure continua, indispensabile per realizzare ottime foto sportive o naturalistiche. In ogni caso, la messa a fuoco dovrà essere il più veloce possibile per garantirci un più elevato numero di scatti. Va detto però, che il tipo di messa a fuoco scelto avrà ripercussioni sulla durata della batteria. Infatti, se optiamo per la modalità continua, verrà consumata molto più batteria rispetto a quella fissa, facendo calare drasticamente l'autonomia. Più in generale, una macchina di fascia media riesce a scattare circa 400 foto con una ricarica. Ma se prendiamo in esame le fotocamere migliori, sarà anche possibile superare quota 1000.

Le funzioni principali (base e aggiuntive)

Se la qualità degli scatti è l'aspetto principale nelle fotocamere compatte come nelle fotocamere reflex, anche il corredo di funzioni di cui ogni modello è dotato può fare la differenza. Da un lato abbiamo impostazioni base, comuni a tutte le macchine, dall'altro ve ne sono alcune speciali di cui solo le migliori fotocamere sono dotate. Vediamoli insieme:

Funzioni base
La modalità automatica accomuna tutti i modelli, dalle fotocamere mirrorless alle fotocamere bridge come Sony Cybershot Dsc-h300. Ma vi sono modalità di scatto dedicate a scene ben definite. Pensiamo, ad esempio, alle funzioni "paesaggio" o "ritratto", in cui i parametri di scatto sono regolati sulla base dello specifico soggetto. E vale lo stesso per la modalità notturna o quella dedicata ai soggetti in movimento. 

Altra funzione fondamentale in qualsiasi modello è lo zoom, che varia la propria portata a seconda dell'obiettivo presente. Da notare, poi, che oltre allo zoom ottico, esiste quello digitale, ovvero un ulteriore ingrandimento operato dal software della macchina e non dalle lenti.

Immancabile è anche la modalità video, con risoluzione variabile da Full HD a 4K a seconda del modello. Nelle fotocamere per video professionali, ad esempio, all'elevata risoluzione si somma una più accurata resa delle immagini, senza sottovalutare la possibilità di avere un microfono esterno per carpire al meglio il suono.

Funzioni aggiuntive
Importantissimo in ambito naturalistico e sportivo, lo scatto continuo ci consente di eseguire una raffica di foto ad un soggetto in movimento, per poi scegliere la migliore. Nei modelli più evoluti, la velocità dello scatto continuo può davvero cambiare il volto ad una foto e, in certi casi, è possibile scattare fino a 24 fps (foto al secondo).

In ambito professionale può diventare necessario sfruttare le potenzialità dell'HDR per migliorare una foto dal punto di vista della gamma dinamica. Acronimo di High Dinamic Range, l'HDR è capace di scattare 3 foto contemporaneamente allo stesso soggetto ma con esposizione diversa. E questo si rivela particolarmente utile quando abbiamo un soggetto in primo piano e uno sfondo cromaticamente molto differenti. Le 3 foto scattate, ognuna diversa a livello di gamma dinamica, vengono poi mixate dalla macchina per ottenere un'immagine più equilibrata.

Nello scattare una foto in movimento o girando un video, la stabilizzazione dell'immagine si rivela utile per ottenere un buon risultato. Quella digitale ritaglia e ruota le immagini consecutive in modo che siano il più simili possibile. Quella ottica, invece, è di natura meccanica e tale assestamento avviene grazie a lenti flottanti, capaci di oscillare e spostarsi. 

Il peso dei megapixel

La corsa all'aumento di megapixel in ambito fotografico sembra irrefrenabile. E non solo per ciò che riguarda le fotocamere compatte o le reflex ma anche per smartphone e tablet. La questione, però, solleva qualche dubbio ed appare abbastanza spinosa. Infatti, è pensiero comune che una fotocamera da 10 MP, ovvero 10 milioni di pixel, sia ormai vecchia e inadeguata. In realtà, tale risoluzione è più che sufficiente per le esigenze di quasi tutti i gli utenti non professionisti. Per fare un esempio chiarificatore, 10 MP corrispondono a 4000x2500 pixel, una risoluzione ben più elevata di quella 4K presente nei TV di ultima generazione. In sostanza, per rivedere le nostre foto sul portatile o anche sul televisore di casa, 10 MP sono anche troppi. Diventano pochi, solo se si vuole realizzare un ingrandimento di dimensioni molto significative. Non lasciamoci, quindi, ingannare dal numero di megapixel che, in certe fotocamere mirrorless, possono superare anche i 20. Senza considerare alcune reflex che fanno lievitare la cifra fino a 50. In conclusione, nel confronto fra fotocamere, alla variabile megapixel va dato il giusto peso e, solo se siamo professionisti, può diventare necessario un valore particolarmente alto.

Aspetto, ergonomia e disposizione dei comandi

Le fotocamere reflex, anche di livello economico come Nikon D3400 + 18-55mm, si caratterizzano per un corpo macchina più grande rispetto alle fotocamere compatte come Canon IXUS 185, alle fotocamere mirrorless ed alle fotocamere bridge. Ma sono dotate sempre di un'impugnatura sul fianco destro, utile a garantire la presa con una mano mentre, con l'altra, si agisce sulla ghiera dell'obiettivo. Più pesanti ma anche più stabili, le reflex offrono un'ergonomia decisamente migliore. Ma a livello estetico, le fotocamere mirrorless sono le più interessanti. Ispirate spesso ad un design vintage, si rifanno ai modelli di un tempo, attualizzandone la tecnologia. Basti pensare alla serie PEN della Olympus o alla Fujifilm X-T10. Dotate di impugnatura appena accentuata, queste macchine sono un po' meno comode delle reflex ma, al contempo, più facili da infilare in borsa. Al top della trasportabilità abbiamo, invece, le fotocamere compatte professionali (e non). Piccolissime e leggere, possono essere usate anche con una sola mano. Certo, quello che si guadagna in maneggevolezza, si perde in stabilità dell'immagine. In ultimo, nel confronto fra fotocamere, non dimentichiamo di considerare la disposizione dei comandi. Infatti, meglio sono posizionati e più facile sarà ottenere scatti di qualità. 

Menù e interfaccia grafica

Il tasto menù è presente su tutti i modelli, dalle fotocamere compatte alle reflex. Ma le funzioni cambiano in base al prezzo e al grado di evoluzione del prodotto scelto. Senza contare l'interfaccia grafica, ovvero le scelte di natura estetica che ogni costruttore propone per i propri modelli. Attraverso il menù, potremo controllare tutta una serie di impostazioni e parametri di scatto. E ciò avviene attraverso specifici tasti posti vicino al display e, di frequente, un joystick di forma rotonda che dà accesso a comandi rapidi utilizzabili durante la messa a fuoco. Inoltre, le fotocamere mirrorless come anche le bridge, sono provviste di tasti fn personalizzabili ai quali assegnare una funzione ben precisa, in base alle nostre esigenze personali. Accedendo al menù, inoltre, potremo regolare la risoluzione delle foto, la loro qualità ed il formato. Ma anche la luminosità del display ed eventuali impostazioni di risparmio energetico. Per non parlare della gestione della galleria, attraverso l'eliminazione gli scatti che non ci piacciono o la formattazione della scheda di memoria. Sempre attraverso il menù, potremo applicare degli effetti alle foto, sia prima che dopo aver scattato. Più o meno intuitivo, organizzato bene oppure caotico, il menù ha un peso importante nella scelta ed è un elemento che distingue le migliori fotocamere da quelle di fascia economica.

JPEG contro RAW: formati a confronto

Quando si parla di formati, è bene valutare a monte il tipo di utilizzo che faremo delle foto scattate. Il più comune in assoluto è il JPEG, disponibile su tutti i modelli, dalle fotocamere compatte economiche come  Kodak Pixpro FZ43  alle reflex più performanti come Nikon D7500. Leggero e compresso, ci permette di scattare velocemente, ottenendo immagini che raramente vanno oltre i 5 MB ciascuna. Il formato RAW, invece, è presente sulle migliori fotocamere compatte, oltre che sulle reflex e sulle fotocamere mirrorless. Molto più pesante del JPEG, ci mostra l'immagine così come è stata scattata, senza alcuna rielaborazione digitale da parte della macchina. Ottimo in fase di postproduzione, il formato RAW ci offre la possibilità di regolare vari parametri in un secondo tempo. Ci riferiamo, ad esempio, al bilanciamento del bianco, alla gamma cromatica e al range dinamico. Di contro, però, richiede molto più spazio sulle schede di memoria e, per via del peso, potrebbe rallentare le macchine meno potenti. Tirando le somme, si consiglia l'utilizzo del JPEG ai fotografi alle prime armi. Mentre il formato RAW diventa l'arma in più per i professionisti, potendo così sfruttare tutte le potenzialità delle fotocamere migliori.

Connettività

La condivisione delle immagini ha assunto un peso notevole fra le nostre abitudini. Farlo con lo smartphone è l'operazione più naturale che ci sia e, da qualche anno a questa parte, vale lo stesso anche per le migliori fotocamere. Il tutto grazie alla connessione Wi-Fi, al Bluetooth o, in alternativa all'NFC. Ma la connettività tradizionale attraverso porte fisiche continua a svolgere un compito imprescindibile. Vediamo come funzionano le due modalità:

Connettività tradizionale
Parliamo di cavi, porte, ingressi e vani in cui inserire schede di memoria. Quasi tutte le fotocamere compatte non ne sono provviste mentre non mancano mai nelle reflex e nelle mirrorless. In particolare, ci riferiamo alle porte USB e HDMI. La prima, in particolare, ci permette di trasferire in modo abbastanza veloce le nostre foto ad un computer. La seconda, invece, ci dà la possibilità di collegare la macchina ad un TV per vederne i contenuti in alta definizione, audio compreso se si tratta di filmati. Poi, non manca mai un vano per le schede di memoria di tipo SD, piccole e sottili ma dalla notevole capacità. Una volta estratte dalla fotocamera, tali schede possono essere lette direttamente da un portatile. Per quel che riguarda la ricarica, invece, alcune fotocamere mirrorless e quasi tutte le reflex ci consentono di estrarre la batteria per poterla sostituire in corso d'opera, se siamo rimasti a secco di energia. Resta valida, ovviamente, la possibilità di lasciarle all'interno del corpo macchina ed effettuare la ricarica tramite apposito cavo d'alimentazione.

Connettività wireless
Nel confronto fra fotocamere, svolge un ruolo di primo piano la connettività wireless. Ci riferiamo, in particolare al Wi-Fi, sempre più presente a bordo dei modelli evoluti come . Panasonic Lumix G DMC G7  ma, talvolta, anche delle compatte più semplici come Nikon Coolpix W100. Grazie a tale connessione, potremo condividere le immagini in tempo reale, anche sui social. E se la macchina è provvista di GPS, sarà possibile geolocalizzare ogni scatto. Col Bluetooth, invece, potremo trasferire foto verso un altro dispositivo senza bisogno di fili. Stessa cosa vale per l'NFC ma, in questo caso, basterà far toccare i 2 device. Oltre alla condivisione ed allo scambio, la connettività wireless ci permette di gestire la fotocamera da remoto, ovvero dallo smartphone. Stabilendo tale tipo di connessione e sfruttando le apposite app realizzate da ciascuna azienda produttrice, potremo controllare lo scatto a distanza, cambiare le impostazioni e riprodurre sul telefono la galleria presente sulla nostra macchina.

Quanto costa una fotocamera digitale?

prezzi fotocamere
Quanto conta il budget da investire nell'acquisto di una macchina fotografica? Beh, come per tutti i prodotti tecnologici, può fare la differenza. Ma ha un peso ancora maggiore il modo in cui decidiamo di spendere la somma a disposizione. Se siamo alle prime armi, acquistare una reflex di ultima generazione ha poco senso. Optare per fotocamere compatte dal prezzo contenuto come Rollei Sportsline 64 è sicuramente la scelta più indicata. Se, invece, non ci accontentiamo di un modello economico ma, allo stesso tempo, siamo amanti della praticità, le fotocamere mirrorless potrebbero essere la risposta giusta. Il punto è che l'acquisto va soppesato bene tenendo sempre presente quali siano le vere esigenze. E se la priorità è risparmiare, è bene selezionare i prodotti cercando le migliori offerte online e puntando sul rapporto qualità-prezzo. In tal senso, per aiutarvi nella ricerca, abbiamo suddiviso le fotocamere migliori in 3 fasce: economica, media e bassa. La prima ha come limite di prezzo i 300 euro, la seconda i 600 euro e la terza, potenzialmente, più di 2000 euro. Ma per rendere l'analisi meno dispersiva, ci siamo limitati a modelli di fotocamere con prezzi compresi entro i 1000 euro.
(Dati luglio 2018)

Fotocamere digitali economiche (entro 300 euro)

Pur essendo presenti in commercio modelli dal prezzo inferiore ai 100 euro, come la Nikon Coolpix A10, abbiamo deciso di estendere il limite della fascia economica fino a 300 euro. Così facendo, oltre ad alcune fotocamere compatte e bridge, abbiamo potuto includere anche un'interessante reflex entry-level. Parliamo della Canon EOS 1300D, il cui prezzo per il solo corpo macchina è di poco inferiore al limite che ci siamo imposti. Si tratta di una reflex completa, leggera e dalla buona autonomia, ottima per prendere dimestichezza col mondo della fotografia. Volendo spendere di meno, comunque, le alternative non mancano. A circa 170 euro, abbiamo la Panasonic Lumix TZ57, compatta dal design riuscito e dotata di sensore da 16 MP. Forte di un grande display posteriore, è ricca di funzioni e molto leggera. Salendo di livello, fra le migliori fotocamere compatte di questa fascia, abbiamo la Canon EOS M10, a circa 250 euro. Piccolissima e altamente performante, è dotata di Wi-Fi. Inoltre, l'autonomia solida e l'ottimo sensore la rendono una delle fotocamere compatte Canon migliori. In conclusione, dopo aver messo varie fotocamere bridge a confronto, abbiamo incluso nell'elenco la Sony Cybershot Dsc-h300. A meno di 200 euro, infatti, risulta essere una soluzione versatile e di qualità.
(Dati luglio 2018)

Fotocamera di fascia di prezzo media (da 300 a 600 euro)

Oltre i 300 euro, non è raro incontrare macchine con buonissime caratteristiche, che possono vantare anche un design ricercato ed una certa attenzione in fase costruttiva. Fra le fotocamere compatte Sony, un esempio lampante è la Sony DSC-WX500, il cui prezzo si aggira intorno ai 350 euro. Oltre a poter contare su uno zoom ottico 30x, un sensore da 18 MP e lenti Zeiss, è dotata di un bellissimo display basculante, in grado di ruotare di 180 gradi. Così facendo, potremo anche scattarci un selfie senza difficoltà. Inoltre, non le mancano il Wi-Fi e l'NFC, non troppo comuni a bordo delle fotocamere compatte. Parlando, invece, di fotocamere mirrorless, non possiamo escludere la Olympus PEN E-PL8, venduta a poco meno di 500 euro con tanto di obiettivo 14-42. Facile da gestire in automatico, dà il massimo in modalità manuale, potendo controllare al meglio tutti i parametri di scatto. Inoltre, si distingue per il peculiare design vintage. Diametralmente opposta a livello estetico è la Pentax K-S2, reflex solida, concreta e un po' spartana. Qui, a fare la differenza sono le prestazioni, grazie al sensore da 20 MP, al display orientabile e alla presenza del Wi-Fi. Per circa 600 euro, è una delle fotocamere migliori in commercio.
(Dati luglio 2018)

Fotocamere digitali top di gamma (oltre 600 euro)

Eccoci arrivati al top della categoria, a descrivere le fotocamere migliori in assoluto, comprese fra i 600 ed i 1000 euro. Si parte alla grande con una reflex si altissimo livello: la Canon EOS 800D. Si tratta di un modello professionale, con sensore da 24 MP e ricca dotazione di accessori compresi nella confezione. Dotata di ergonomia perfetta, riesce a scattare ad una grande velocità, grazie alla messa a fuoco sempre precisa. Ottima anche per i video, offre per circa 750 euro (solo corpo) un notevole rapporto fra prezzo e prestazioni. Parlando di fotocamere mirrorless, invece, la Fujifilm X-T20 è quanto di meglio si possa chiedere sotto i 1000 euro. Robusta, ben costruita, compatta e convincente a livello di design, mostra i muscoli quando c'è da scattare. La qualità superiore dei componenti ed un'interfaccia grafica particolarmente intuitiva, la rendono ideale per immortalare soggetti in movimento. E concludiamo il nostro confronto fra fotocamere con la Nikon D7500, in vendita anch'essa a circa 1000 euro. Macchina DSLR Full Frame con sensore da 20,9 MP, si mostra adatta ad un utilizzo professionale. Rapida e flessibile, vanta anche una notevole autonomia. 
(Dati luglio 2018)

Le marche più popolari