Beats Studio Buds versus Flex, quando lo stile sfida l’essenzialità

Sfida tra un auricolare wireless e un true wireless con sistema attivo di cancellazione del rumore. Quale scegliere?
Di Dario d'Elia 21 agosto 2021
Beats Flex vs Studio Buds

I Beats Flex e Beats Studio Buds sono gli ultimi modelli di auricolari wireless di uno dei marchi più modaioli del settore, che per di più dal 2014 è di proprietà Apple. Tecnologicamente infatti ci sono delle analogie con le linee AirPods, e la compatibilità con gli iPhone o gli iPad è nettamente superiore rispetto alla concorrenza. Il motivo si deve al fatto che i Beats Flex montano lo stesso chip Apple del primo modello Airpods venduto fino al 2019. E i Beats Studio Buds, pur affidandosi ad hardware differente, si abbinano ai prodotti Apple semplicemente aprendo la custodia. Cerchiamo però di comprendere meglio le differenze e qual è la soluzione migliore alle proprie esigenze. Fermo restando il fatto che entrambi sono caratterizzati da prezzi competitivi. I Flex hanno un prezzo di listino di 49,95 euro mentre gli Studio Buds 149,95 euro.

Design agli antipodi

I Beats Flex sono un modello di auricolari wireless che strizza l’occhio a ciò che è passato di moda, mentre gli Studio Buds a un passato che è di moda. Al netto dei giochi di parole il primo è un prodotto che si affida ancora al collegamento via per cavo tra auricolari e Bluetooth 5.0 per lo streaming. Il materiale plastico è di qualità, inoltre i diffusori hanno una calamita che consente l’interruzione della musica e di agevolarne il trasporto al collo. Per l’interazione bisogna usare le due isolette integrate sui cavi che ospitano i tasti accensione, multi-funzione e volume. Per la ricarica si sfrutta la porta USB-C. Non manca poi il microfono sia per le chiamate che per l’assistente vocale. Manca però qualsiasi tipo di certificazione di protezione per pioggia o polvere.

Beats Studio Buds

Beats Studio Buds


Gli Studio Buds sono invece un modello di auricolari wireless Bluetooth 5.2 con sistema attivo di cancellazione del rumore. Rispetto ad altri modelli giocano su un design molto identitario che ricorda i pulsanti dei mangiacassette. Soprattutto la colorazione rossa risulta allegra e appariscente. Premendo i tasti è possibile gestire la riproduzione delle tracce, le chiamate, la cancellazione del rumore e l’assistente vocale. Per regolare il volume si affida alla app (con Android), oppure direttamente l’interfaccia dello smartphone oppure Siri. Sono resistenti al sudore e agli spruzzi d’acqua ma hanno una certificazione di protezione limitata a IPX4; la stabilità però potrebbe essere migliore.

In sintesi i Beats Flex sono per un impiego quotidiano senza troppe cautele, mentre gli Studio Buds sono un prodotto più sofisticato. I primi risultano gradevoli e senza infamia e senza lode. I secondi hanno più personalità ma potrebbero non piacere.

Nell’audio non c’è confronto

Inutile girarci intorno. I Beats Flex riproducono la musica e l’audio in genere in maniera accettabile e comunque meglio di un prodotto cinese low-cost; i Beats Studio Buds sono di una classe nettamente superiore con bassi più pronunciati e un migliore dettaglio. Se però si decide si fare un parallelo tra i Flex e magari i Sony WI-C200 oppure i JBL T110BT, Beats sembra avere una marcia in più. Gli Studio Buds nella loro categoria scontano forse tanta concorrenza e le promozioni sui vecchi modelli come ad esempio Jabra Elite Active 75t oppure ancor di più Sony WF-1000XM3 (qui la recensione) che fino a qualche anno fa era un punto di riferimento del segmento. Ad ogni modo entrambi i modelli Beats per la loro classe di prezzo si difendono, ma nelle chiamate gli Studio Buds fanno nettamente meglio. Il sistema di cancellazione del rumore merita senza dubbio la sufficienza, ma non sfiora lontanamente l’eccellenza delle Bose QuietComfort Earbuds (qui la recensione).

Beats Flex

Beats Flex

Ottima autonomia per entrambi

I Flex sono imbattibili per l’autonomia: in condizioni ideali si arriva a sfiorare le 12 ore. Inoltre nel caso in cui si rimanga a zero bastano davvero 10 minuti di ricarica per ottenere circa 90 minuti di riproduzione. Su questo fronte anche gli Studio Buds si difendono bene poiché assicurano circa 8 ore di ascolto e sfruttando la custodia sono disponibili altre due ricariche aggiuntive. Complessivamente, se non si esagera con il sistema attiva di cancellazione del rumore si arriva a circa 24 ore. La funzione Fast Fuel permette con 5 minuti di ricarica via cavo USB-C quasi 60 minuti di riproduzione. Peccato solo che la custodia degli Studio Buds sia priva del supporto alla ricarica wireless. Ad ogni modo complessivamente i Flex sono ideali per quelle lunghe giornate fuori casa e in movimento.

In conclusione

Nella battaglia metropolitana quotidiana probabilmente le Flex sono il miglior alleato. Difficile perderli tenendole al collo. Abbastanza resistenti, anche se privi della resistenza ad acqua e polvere. E infine una qualità audio più che adeguata per ogni attività, soprattutto se si considera il prezzo. I Beats Studio Buds sono più modaioli e hanno il plus della cancellazione del rumore. Forse non proprio al top ma accettabile. La qualità audio è soddisfacente. Peccato solo che nello sport la stabilità degli auricolari non è massima. Il prezzo è in linea con la concorrenza.

Dario d'Elia
Dario d'Elia

Sono nato nel 1974, esattamente nel momento in cui l'era digitale stava iniziando a varcare i confini dei laboratori per entrare nelle case. Risale proprio a quel periodo uno dei primi microcomputer: il "famoso" IMSAI 8080, che Matthew Broderick usò nel 1983 per violare il supercomputer del Norad nel film "Wargames". Ecco, sono cresciuto in quel periodo di transizione e...Leggi tutto

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