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Trova le migliori stufe, segui la nostra guida all'acquisto

Per chi desideri rendere calda e accogliente la propria casa, installare una stufa o un camino può rappresentare la soluzione giusta. Optando per una stufa canalizzata sarà possibile riscaldare l’intera abitazione e, in certi casi, anche l’acqua nell’impianto idrico. A differenza della stufa, il camino è inglobato nella struttura muraria. La prima, quindi, potrà anche essere spostata in un momento successivo. In entrambi i casi, in fase d’acquisto dovremo valutare alcuni elementi chiave. In particolare, a seconda dell’uso che se ne vorrà fare (scaldare tutta la casa o semplicemente arredare), andrà scelta l’adeguata potenza dell’apparecchio di riscaldamento, oltre che il combustibile giusto. Il mercato ha davvero tanto da offrire ed i modelli in commercio si differenziano per prezzo e prestazioni. Stufa a pellet, una stufa a legna, una stufa a gas o bioetanolo: con la nostra guida all’acquisto andrai sempre sul sicuro. 
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Indice
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Stufe, Camini e Riscaldamento
stufa a legna

Prima dell'acquisto: hai le idee chiare?

Riscaldare casa attraverso una classica caldaia a metano come Hermann Saunier Duval Themis Condens o una caldaia a GPL come Beretta Ciao S 24 CAI GPL non è l'unica soluzione possibile. Le alternative non mancano, a partire dalle stufe a legna o dalle stufe a gas. Senza tralasciare le stufe a pellet altamente efficienti. O magari, possiamo optare per una termostufa o un camino canalizzato. Per aiutarvi nella scelta, abbiamo riassunto di seguito i punti salienti da analizzare in fase d'acquisto:

Prezzo
Come di consueto, abbiamo collocato in apertura la variabile più influente. E mai come in questo caso, data l'elevata eterogeneità dei modelli presenti, sarà importante posizionarli nelle relative fasce di prezzo. Economica, media e alta: queste le tre categorie pensate per aiutarti a scegliere sulla base del budget a disposizione.

Scaldare tutta la casa o una sola stanza?
La domanda ha un peso cruciale e si collega strettamente alle nostre esigenze ed abitudini. Per scaldare una sola stanza può bastare una stufa a gas di piccole dimensioni, un camino o una stufa a legna. Ma se la superficie aumenta, ricorrere a un sistema canalizzato può risultare più efficace.

Dimensioni e design
Un caminetto tradizionale in muratura occupa più spazio di un camino a bioetanolo o una stufa a gas. Ma il calore prodotto è notevolmente superiore. Molto bene si comportano anche le stufe a pellet e quelle a legna che, oltretutto, offrono spesso un design ricercato facile da abbinare all’arredamento di casa.

Non sottovalutare i materiali
Ceramica, ghisa e pietra ollare sono ottimi materiali per una stufa perché trattengono a lungo il calore e lo sprigionano gradualmente. Non si può dire lo stesso dell'acciaio che, essendo un ottimo conduttore, disperde il calore in fretta.

Quale combustibile scegliere?
Legna, pellet, gas o bioetanolo: tanti sono i combustibili disponibili in commercio, ognuno contraddistinto da vantaggi e svantaggi intrinseci. Ma possiamo dire che i primi due sono i migliori in quanto a calore sprigionato, efficienza energetica e sostenibilità.

Valutare l'installazione
A seconda di come è strutturata la nostra casa, potremo optare per una stufa più o meno grande, un sistema fisso oppure mobile ed un impianto canalizzato oppure no. Mentre le stufe a pellet hanno sempre bisogno di una canna fumaria, una presa per l'aria ed una per l'elettricità, quelle a legna necessitano solo delle prime due. Così come i camini. Le soluzioni a bioetanolo, invece, non richiedono neanche la canna fumaria. E tutto ciò, al momento dell'installazione, ha un peso non da poco.

Le funzioni aggiuntive
Timer per accensione e spegnimento, ventole aggiuntive per propagare il calore in modo omogeneo, deumidificatore e, eventualmente, possibilità di sfruttare un telecomando. Ecco alcune delle funzioni presenti nelle stufe di livello più alto. Ma per risparmiare qualcosa, se ne può fare anche a meno.

Quanto costa una stufa?

prezzi stufe
L'analisi dei costi necessari per riscaldare casa prende in esame molteplici variabili. Per prima cosa, quante stanze deve servire l'impianto. E poi, la tipologia di combustibile scelto. Senza dimenticare l'efficienza energetica e la componente estetica. Premesso che racchiudere tanti differenti prodotti in categorie di prezzo schematiche non è operazione semplice, abbiamo cercato di suddividerli in tre grandi fasce: economica, media e alta. Avendo a disposizione un budget ben preciso, infatti, sarà più semplice inquadrare il modello giusto per noi. Nella prima fascia, trovano posto esclusivamente stufe a gas e camini a bioetanolo dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, il cui limite di spesa massimo è posto a 300 euro. Oltre tale soglia, si entra nella fascia media, che accoglie prodotti di più ampio respiro, fra cui interessantissime stufe a legna e a bioetanolo. Superato il limite della fascia media, fissato a 600 euro, ci troviamo nel terreno dei modelli di punta delle varie aziende costruttrici. Incontriamo in questa categoria diverse stufe a pellet estremamente efficienti e convenienti. Ma non manca la scelta anche per chi sia alla ricerca di un termocamino, come Vulcano Termocamino 30 che assicuri un riscaldamento completo della casa e dell’acqua sanitaria.
(Dati aggiornati a ottobre 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 300 euro)

La fascia economica della nostra selezione racchiude prodotti piuttosto compatti e semplici. Parliamo di stufe a gas e modelli a bioetanolo efficienti ed abbastanza rispettosi dell’ambiente. Fra i camini a bioetanolo più economici in assoluto, troviamo il Tecno Air System Torcello, acquistabile con meno di 50 euro. Piccolissimo e disponibile in tante varianti cromatiche, non richiede la presenza di una canna fumaria né interventi di installazione. Divertente e parco nei consumi, rallegra l’ambiente con la propria fiamma viva. Con circa 200 euro in più, ci portiamo a casa un prodotto decisamente più performante in quanto a calore sprigionato. Si tratta del camino a bioetanolo Treviso, sempre di Tecno Air System. Pratico e funzionale, si monta a parete trasformandosi in elegante elemento d’arredo. Anche in questo caso non è richiesta la canna fumaria e la potenza si fa notevole, raggiungendo i 3 KW. In ambito di stufe a gas, la Sicar Eco 42T è una delle più interessanti nel rapporto qualità-prezzo. Funzionante a metano attraverso un sistema ventilato ad infrarossi, si mostra estremamente solida e ben costruita. Molto versatile, si presta per il posizionamento a terra o a parete. E chiudiamo con un’altra stufa a gas, ma questa volta da esterno. Qlima PGF1211, infatti, è un modello a fungo perfetto per il giardino. Accattivante nel design, offre ben 11 KW di potenza.
(Dati aggiornati a ottobre 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia media (da 300 a 600 euro)

Una volta varcata la soglia della fascia media, la scelta si fa più ampia. Su questo terreno, le grandi aziende costruttrici si sfidano a suon di modelli potenti e dal prezzo contenuto. In particolare, sono le stufe i prodotti più diffusi, disponibili in molte varianti cromatiche diverse. Fra le più economiche, incontriamo La Nordica Tea, stufa a legna in acciaio e ghisa dalle dimensioni piuttosto contenute. 6.6 sono i KW di potenza erogati, ideali per riscaldare un unico ambiente di medie dimensioni. Analoga a livello estetico ma differente nel funzionamento è la stufa a bioetanolo ventilata Tecno Air System Ruby Elegance. Pur dotata di potenza inferiore rispetto al modello precedente, la solida costruzione la rende estremamente efficiente. In più, è provvista di telecomando per il controllo a distanza. In ambito di stufe a pellet, poi, abbiamo selezionato un vero best-buy di fascia media: Eva Calòr Camilla. Curatissima nel design, si mostra anche fra le meno energivore in circolazione. Contenute sono le emissioni inquinanti e la potenza di 5.16 KW la rende perfetta per piccoli appartamenti e monolocali. In ultimo, abbiamo scelto un camino a bioetanolo dalle prestazioni molto affidabili. Stones Family FP/015 è la soluzione ideale per un salotto di medie dimensioni sprovvisto di camino a muro. Pratico da installare a terra, riscalda l’ambiente col proprio stile unico.
(Dati aggiornati a ottobre 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia alta (oltre 600 euro)

La fascia alta della nostra selezione vede confrontarsi soprattutto le stufe a pellet, caratterizzate da un prezzo medio più alto rispetto alle altre soluzioni. Emissioni inquinanti contenute ed efficienza energetica restano, però, al top. Prendiamo, ad esempio, La Nordica Luisella, stufa a pellet a libera installazione dalle dimensioni molto discrete. Velocissima a riscaldarsi e dotata di timer per accensione e spegnimento programmati, è anche provvista di telecomando. Decisamente più potente e costosa è la Cadel Prince 3, stufa a pellet canalizzata da ben 11 KW. Silenziosissima e ricca di funzionalità evolute, può lavorare come sistema di riscaldamento autonomo della casa. Ulteriore passo avanti è rappresentato dalla termostufa a pellet King Idro, in grado non solo di riscaldare gli ambienti ma anche l’acqua sanitaria. La potenza raggiunge addirittura i 14 KW ed il prezzo nettamente più alto rispetto agli altri modelli è giustificato dalla possibilità di portare a casa un impianto di riscaldamento totalmente indipendente. Concludiamo alla grande con il termocamino a legna Vulcano 25. Imponente nelle dimensioni, monta un enorme braciere che lo rende ideale per ambienti molto estesi. La potenza, pari a 26.5 KW, rappresenta il vertice massimo della nostra selezione.
(Dati aggiornati a ottobre 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Gli elementi base di una stufa

stufa a pellet
Elemento estetico e confort sono aspetti importanti da valutare in fase di scelta. Ma a contare ancora di più sono le caratteristiche tecniche della stufa, il modo in cui lavora ed il tipo di combustibile impiegato. A seconda del modello scelto, per l’installazione di una stufa possono essere necessarie una canna fumaria, una presa elettrica e una presa ad aria. Le stufe hanno un sistema di combustione che le distingue in catalitiche e non catalitiche, un rivestimento come nel caso delle stufe in ghisa, delle stufe in maiolica o in cotto o pietra. Possono diffondere il calore per irraggiamento o convezione ed essere alimentate da vari tipi di combustibile: legna, pellet, gas o anche bioetanolo. Una volta stabilito l’ambiente in cui collocare la stufa, è bene valutare la facilità d’accesso alla camera di combustione. Introdurre velocemente e senza sforzo il combustibile tramite lo sportello, infatti, si rivela un requisito fondamentale sulla lunga distanza. Ma tale aspetto incide anche sulla sicurezza, permettendoci di tenere aperto lo sportello solo per il tempo strettamente necessario. E limitando eventuali rischi di ustione. Giusta altezza dello sportello e presenza di maniglie comode e isolate termicamente sono altri due fattori da considerare se vogliamo ridurre al minimo i rischi. In commercio esistono tante tipologie di stufe differenti, capaci di integrare o addirittura sostituire il sistema di riscaldamento già presente. Di seguito ne approfondiamo le caratteristiche.

Stufa a pellet: versatilità e consumi ridotti

Sempre più diffuse ed apprezzate, le stufe a pellet puntano con decisione sulla versatilità, assicurando anche una spesa in bolletta più contenuta rispetto ad altri sistemi. Parliamo di modelli alimentati da un combustibile cosiddetto ecologico perché ricavato dagli scarti di lavorazione del legno senza aggiunta di additivi o coloranti. Come per ogni impianto di riscaldamento, la prima cosa da fare è rilevare con precisione la dimensione dell’ambiente che si vorrà riscaldare, attraverso il calcolo del volume espresso in metri cubi. Per avere un’idea orientativa, tenete presente che in un appartamento di 90 mq, con soffitto alto 2,7 metri, dotato di coefficiente di coibentazione buono (pari a 0,04), potrà andar bene  una stufa a pellet di 9 kw. Le stufe a pellet consentono di riscaldare vari ambienti contemporaneamente, sfruttando apposite griglie collocate nella parte superiore della stufa. L’aria calda, infatti, viene spinta verso l’esterno da un ventilatore e, attraverso un impianto di canalizzazione, raggiunge le altre stanze. Ulteriori vantaggi di tale sistema sono la grande autonomia e la praticità delle stufe a pellet programmabili, perfette per regolare la temperatura in base alle nostre esigenze. Fra i limiti da considerare, però, va detto che le stufe a pellet, diversamente dalle termostufe, non sono collegabili all’impianto termoidraulico di casa. 

Stufa a legna: tradizione e basso impatto ambientale

Il fascino e il profumo di una stufa a legna richiama il calore domestico di una volta. Se non avete un camino, ma non potete rinunciare a qualcosa che lo ricordi molto, questo apparecchio di riscaldamento ne è l’evoluzione più efficace. La legna, poi, è il combustibile ecologico per eccellenza, oltre a mostrarsi decisamente economico. Adatte ad ambienti fino a 120 mq, le stufe a legna possono avere la camera di combustione rivestita in modo differente. Per chi cerchi un ottimo conduttore termico, resistente e decorabile, la stufa a legna in ghisa è la scelta verso la quale orientarsi. Se da un lato impiegherà più tempo a raggiungere la temperatura, un modello del genere riuscirà dall’altro a mantenerla più a lungo.
Se puntate ad una riduzione delle emissioni nocive, la stufa a legna in acciaio è quello che fa per voi. Grazie all'impiego di tale metallo, infatti, scalda più velocemente e, oltre alla legna, brucia anche materiali e gas di combustione. Esistono, poi, altre alternative quali la maiolica o la pietra ollare, materiali che assorbono e rilasciano il calore lentamente facendolo durare a lungo. E se volete unire l’utile al dilettevole, puntando su un apparecchio da usare anche in cucina, potete valutare le stufe a legna con forno. La stufa a legna è composta da una camera di combustione chiusa, un sistema di ventilazione utile per regolare l’intensità del calore a seconda della necessità ed una canna fumaria, anche collegabile a quella condominiale. Infine, diversamente da quella a pellet, la stufa a legna non necessita di un collegamento alla presa elettrica per funzionare.

Stufa a gas: metano e GPL a confronto

Se la vostra abitazione non dispone di una canna fumaria e non potete quindi considerare la possibilità di una stufa a pellet o a legna, può valer la pena valutare l’acquisto di una stufa a gas che negli ultimi tempi sta conoscendo una rinnovata popolarità. Se l’abitazione non è raggiunta dalla fornitura di  gas metano, una soluzione ecologica ed integrabile nel sistema di riscaldamento già presente è offerta dalla stufa a GPL. Generalmente di forma rettangolare, con un vano per la bombola e un rubinetto a cui collegare il tubo, le stufe a gas possono essere catalitiche o a infrarossi a seconda del numero di pannelli di irraggiamento del calore di cui dispongono. Le stufe a gas catalitiche hanno una superficie più estesa ma la potenza di riscaldamento è limitata. Le stufe a gas a infrarossi, invece, sono dotate di tre pannelli in ceramica che trattengono meglio il calore. Si mostrano, quindi, più efficaci per il riscaldamento di ambienti più grandi e possono essere regolate attraverso l’accensione indipendente dei vari pannelli in ceramica. Elemento comune ad entrambe le tipologie è la valvola di sicurezza che scongiura la fuoriuscita di gas in caso di spegnimento della fiamma. Così come l’analizzatore di ambiente che rileva se il livello di CO2 ha superato la soglia consentita (1,5%) e spegne in automatico la stufa. Per tenere alto il livello di sicurezza, comunque, sarà sempre necessaria l’azione di un esperto per cambiare la bombola o attuare qualsiasi intervento di controllo e manutenzione.

Stufa e camino a bioetanolo: praticità e sicurezza

Per chi non voglia rinunciare al fascino sprigionato dal crepitio di un camino acceso, le stufe a bioetanolo, rappresentano la perfetta soluzione. Caratterizzate da un potere calorifico modesto, offrono la possibilità di valorizzare l’arredo di casa con un oggetto esteticamente simile ad un caminetto, che non necessita però di canna fumaria, né di allacciamento a gas o presa elettrica. Il bioetanolo è, infatti, un combustibile liquido sicuro, ad impatto ambientale sostenibile. In più, non richiede di rimuovere ceneri e fuliggine dopo l’uso. Alcune valutazioni preliminari sono, però, indispensabili per individuare il biocamino più adeguato alle singole esigenze, partendo dal presupposto che parliamo di strumenti adatti a riscaldare ambienti di dimensioni piuttosto contenute. Per fare un esempio, un camino a bioetanolo da 3,5 KW è indicato per ambienti fino a 40 mq. Molto importante è considerare la potenza nominale della biostufa (fattore che ne definisce il potere termico) e la capacità del suo serbatoio. Tali elementi, cui si aggiunge quello estetico, danno un’idea più chiara dell’investimento necessario. A livello strutturale, i biocamini possono poggiare su superfici piane, quali tavoli, mensole o pavimenti (eccetto il parquet). Possono essere appesi alle pareti o incassati, previa adeguata opera muraria. Sia in ambito di camini a bioetanolo da incasso che di camini a bioetanolo da parete, la scelta non manca. Non va però dimenticato che, seppur in minima quantità, questa tipologia di stufa produce anidride carbonica. Sarà, pertanto, opportuno areare il locale ogni 4 ore di utilizzo continuo ed evitare di collocarla in camera da letto o in ambienti molto piccoli.

Caminetto tradizionale: calore e confort unici

camino
Da sempre associato ad un’atmosfera di calda convivialità, il caminetto può essere alimentato a legna, a pellet o bioetanolo (biocamino). E può fungere da complemento di arredo oppure provvedere al riscaldamento di tutta la casa, tramite apposite canalizzazioni. A seconda dell’ambiente in cui verrà collocato e dell’uso cui sarà destinato, è possibile scegliere diverse tipologie di camino, fra cui il camino incassato o semi incassato. Il camino esterno, con cappa a vista, poi, offre una visuale a 360 gradi ed è pensato per locali piuttosto ampi. In fase di scelta del camino, generalmente incastonato nel muro, è fondamentale accertare la disponibilità di spazio per la canna fumaria e la presa d’aria. Altrettanto essenziali sono poi il focolare, la griglia (generalmente in ghisa), il cassetto raccogli cenere, la cappa ed il comignolo. Piedritti ed architrave, infine, possono essere realizzati in marmo, mattoni, legno o pietra, in base al gusto personale. Per evitare che la maggior parte del calore si disperda nei fumi, specialmente se si sceglie un camino aperto, è importante valutare l’aggiunta di una valvola di regolazione del tiraggio manovrabile con una manopola oppure tramite una catenella. Per la scelta del combustibile, infine, è bene effettuare valutazioni pratiche e di buon senso. Ad esempio, si rivela poco proficuo optare per un caminetto a legna se la l’abitazione non ha spazio per conservare i ceppi o se si vive in luoghi dove il reperimento del combustibile è difficile.

Termostufa: la soluzione più completa

stufa termica
Termostufa a pellet e termostufa a legna, sono pensate per chi abbia scelto di collegare questo generatore di calore all’impianto termoidraulico della casa, integrando quindi il sistema di riscaldamento già esistente.
Grazie ad un grosso scambiatore di calore la termostufa può quindi riscaldare tutte le stanze tramite i termosifoni, come pure produrre acqua calda sanitaria. Per chi necessiti di grosse quantità di acqua calda sfruttabile anche dopo diverse ore dallo spegnimento della termostufa, basterà acquistare a parte un serbatoio di accumulo. Fondamentale per una diffusione e regolazione ottimale del calore prodotto dalla termostufa, è il materiale di cui è rivestita. Oltre alle termostufe in maiolica, in ceramica e ghisa, sono i modelli in pietra ollare e cotto ad immagazzinare meglio il calore prodotto dalla termostufa per poi diffonderlo gradualmente nei locali adiacenti. Meno efficaci sono, invece, le termostufe rivestite in metallo e acciaio poiché tendono a surriscaldarsi. Benché non sia in grado di sostituirla in toto, la termostufa è affine alla caldaia da un punto di vista tecnico. La prima, però, può essere installata direttamente in casa e non per forza in un locale apposito. Necessita, poi, di una canna fumaria che finisca sul tetto e di elettricità per funzionare. Caratterizzata da una capacità termica che va dai 13 ai 35 KW, è in grado di scaldare ambienti anche piuttosto grandi. Basti pensare che, ad esempio, una termostufa da 15 KW è adatta a spazi di 120 mq e oltre. In ultimo, va tenuto presente che, pur essendo provvista del kit necessario per l’integrazione e la compensazione del sistema di riscaldamento esistente, l’installazione della termostufa richiede importanti opere murarie. Ecco perché sarebbe meglio valutare questo tipo di investimento in caso di lavori di ristrutturazione.

Termocamino: un sistema economico ed ecologico

camino termico
Un termocamino, alimentato a legna, pellet o bioetanolo, è in grado di riscaldare tutta la casa, compresa l’acqua dei termosifoni attraverso il collegamento all’impianto idraulico domestico. Può svolgere il ruolo di unica fonte di calore o di sistema aggiuntivo, combinando gli effetti del proprio combustibile a quelli del gas. Costituito da un monoblocco in ghisa o acciaio coibentato, prevede un rivestimento esterno in lamiera zincata, disponibile in molteplici varianti cromatiche. A livello strutturale, il termocamino è composto da un cavità nella quale avviene la combustione vera e propria, una canna fumaria e un canale di fumo che collega il corpo alla canna fumaria. Il rivestimento, poi, si unisce al soffitto tramite la cappa e, nel caso in cui il termocamino sia alimentato a legna o pellet, saranno presenti anche un cassetto raccogli cenere ed una griglia di areazione.

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