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Tutti i tuoi file a portata di mano: guida all’acquisto delle migliori unità di archiviazione esterne

Nonostante l’era del cloud spinga tantissimi utenti ad archiviare i propri dati online, le unità di memoria di massa continuano a riscuotere un notevole successo. Parliamo di Hard disk e SSD, sistemi differenti progettati per gli stessi scopi: salvare, trasferire ed eseguire file su unità esterne al nostro computer. L’Hard disk è il device più tradizionale perché provvisto di movimento meccanico. L’SSD, al contrario, offre tutti i vantaggi di un chip elettronico privo di oscillazioni. Nella guida, metteremo in evidenza pro e contro delle due unità di archiviazione, presentando anche modelli più evoluti, provvisti di connettività wireless e specifiche certificazioni contro gli urti. E come sempre, metteremo in evidenza i prodotti più interessanti attraverso la nostra selezione suddivisa in fasce di prezzo
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Prima dell’acquisto Quanto costa un'unità di archiviazione esterna? Evoluzione dell’unità di memoria di massa Vai alla categoria
Hard Disk esterni
hard disk esterni

Prima dell’acquisto: hai le idee chiare?

Scegliere l’Hard disk esterno o l’unità SSD presuppone qualche semplice riflessione sull’utilizzo che ne faremo. Quantità di dati da spostare e salvare, velocità di trasferimento richiesta, dimensioni e peso del dispositivo: ecco le prime variabili da considerare. Ma per gli utenti più esigenti, un numero maggiore di protocolli di connettività risulterà fondamentale. Di seguito, abbiamo raccolto tutti i punti chiave in fase di scelta, partendo con quello che è forse il principale: il fattore prezzo.

Il prezzo
Nelle nostre guide siamo soliti inserire una selezione dei prodotti più interessanti che il mercato possa offrire, suddivisi in fasce di prezzo. Utilizzando il consueto approccio, volto a soddisfare le più disparate esigenze, le unità di archiviazione proposte si collocano in fascia media, economica oppure alta. 

Evoluzione dell’unità di memoria di massa
In questo paragrafo di apertura, vogliamo contestualizzare l’evoluzione delle unità di memoria di massa nel tempo. È interessante, infatti, scoprire come siano cambiate radicalmente le loro prestazioni in termini di velocità e capacità negli ultimi 50 anni. Di contro, però, il funzionamento base è rimasto praticamente inalterato.

Come funziona un Hard disk esterno?
In questa sezione sveliamo i segreti dell’Hard disk esterno, descrivendone i principali componenti meccanici e illustrandone il funzionamento. Inoltre, andremo a sottolineare quelle specifiche tecniche che incidono significativamente sulle prestazioni.

Come funziona un’unità SSD esterna?
Lo stesso discorso fatto per l’Hard disk vale anche per gli SSD. Introdotti sul mercato di recente, hanno trasformato il mercato informatico, specialmente per ciò che riguarda i modelli interni. Le unità esterne, comunque, offrono prestazioni solide ed affidabili, oltre che consumi e dimensioni contenute.

HDD vs SDD: il confronto
Dopo aver descritto in modo approfondito le caratteristiche di Hard disk e SSD, qui andiamo a tirare le somme. Vedremo quali sono le differenze più evidenti fra le due unità, stilando un elenco di pro e contro.

Connettività e multimedialità 
Un’unità di archiviazione dati non può fare a meno della porta USB, indispensabile per collegarla al computer o al televisore. In alcuni casi, però, altri formati si aggiungono per garantire una superiore velocità di trasferimento. Senza contare i modelli wireless che ci liberano dal fastidio dei cavi.

Dimensioni, peso e alimentazione
Per chi viaggia per passione e per i professionisti che si spostano per lavoro, dimensioni e peso dell’Hard disk assumono un valore inestimabile. Parliamo di variabili in grado di influenzare la capacità interna dell’unità e le sue performance. In più, se i modelli ultracompatti sono sempre autoalimentati, quelli più massicci sono spesso provvisti di alimentatore esterno.

Design e materiali costruttivi
In conclusione, abbiamo voluto approfondire l’elemento estetico e costruttivo delle unità di massa. Se il design è un aspetto che non condiziona direttamente le prestazioni, la scelta dei materiali può rendere la nostra periferica adatta a scenari di utilizzo differenti, mostrandosi più resistente contro urti e schizzi.

Quanto costa un'unità di archiviazione esterna?

prezzo SSD
Vedremo nel corso della guida come la fra HDD esterno e SSD ci sia una differenza sostanziale in termini di prezzo. A parità di cifra spesa, infatti, i primi vantano una capienza notevolmente superiore e sono ideali per chi abbia la necessità di archiviare grandi quantità di dati. La velocità, invece, è il punto di forza dell’SSD esterno che garantisce prestazioni davvero notevoli nel trasferimento dati. Per questo, nella nostra selezione dei migliori prodotti in commercio, abbiamo incluso entrambe le tipologie di modelli, suddivisi in fasce di prezzo. Si parte con la categoria economica che vede come tetto massimo di spesa 60 euro. Al di là delle caratteristiche dei singoli prodotti, qui parliamo di unità di archiviazione molto semplici, compatte e dotate di cavo USB. Con un budget compreso fra i 60 ed i 150 euro, invece, ci portiamo a casa modelli di fascia media, con capacità maggiore. Più grandi e pesanti, sono anche realizzate con materiali di qualità superiore. Oltrepassata quota 150 euro, si apre la fascia alta della categoria che include HDD e SSD dalle prestazioni solide e provvisti di funzionalità evolute. Alcuni modelli, ad esempio, possono contare sulla velocissima porta Thunderbolt, altri sulla connettività wireless.
(Dati aggiornati a giugno 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 60 euro)

Intuitività è la parola d’ordine per le unità di archiviazione esterne di fascia media. Subito pronte per l’uso, si mostrano leggere e compatte. Prendiamo, ad esempio, l’Hard disk esterno Toshiba Canvio Basics, con memoria da 500 GB. Sobrio nel design, è provvisto di porta USB 3.0 che assicura una buona velocità di trasferimento dati. Spendendo qualche euro in più, ci portiamo a casa il Maxtor M3 Portable, modello da 1 TB con dimensioni molto contenute, essendo realizzato in formato 2.5 pollici. Spostandoci in ambito SSD, la situazione cambia in quanto a capacità. Il Transcend ESD220C, infatti, offre solo 120 GB di spazio dati ma, grazie all’interfaccia USB 3.1 Type-C, garantisce velocità nettamente superiori a qualsiasi Hard disk di fascia economica. Leggermente inferiori sono le performance offerte dall’SSD esterno Intenso Premium Edition. Di contro, però, la capacità interna raddoppia, raggiungendo i 256 GB. Le misure sono un altro punto di forza di questo modello, per via del formato ridotto da 1.8 pollici. Con una lunghezza di circa 9 cm e 50 grammi di peso, è uno dei più comodi da trasportare, anche nel taschino della giacca.
(Dati aggiornati a giugno 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia media (da 60 a 150 euro)

Qualità costruttiva elevata e capacità di tutto rispetto contraddistinguono la fascia media, che abbiamo deciso di aprire con un modello davvero particolare. Parliamo dell’Hard disk esterno Lacie Rugged Mini, nella versione da 1 TB. Relativamente compatto e leggero, conta su un involucro protettivo in gomma che lo tutela contro urti e schizzi. Realizzato nell’appariscente colorazione arancione, è anche provvisto di protezione tramite password. Sempre in ambito HDD, il Western Digital Elements Desktop offre una capacità interna notevolmente superiore, pari a 4 GB. Certo, si tratta di un’unità di archiviazione in formato 3.5 pollici dalle dimensioni generose. E con un peso pari a un chilo, è pensata dichiaratamente per l’uso domestico. Venendo agli SSD inclusi nella nostra selezione, vogliamo presentare due veri e proprio best-buy di fascia media, entrambi con capacità di 500 GB. SanDisk Extreme Portable è un SSD esterno ultracompatto, autoalimentato e provvisto di uscita USB 3.1. Non da meno è il Samsung Portable SSD T5, proposto anche in accattivante colorazione petrolio. 
(Dati aggiornati a giugno 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia alta (oltre 150 euro)

Al top della nostra selezione, incontriamo unità di archiviazione dalle prestazioni professionali, modelli che includono funzionalità aggiuntive di grande utilità. La connettività wireless è una di queste, presente a bordo dell’Hard disk esterno Western Digital My Passport Pro. Con una capacità di 2 TB, non è certo il più spazioso della categoria. Ma ciò che offre va ben oltre, potendo assicurare un trasferimento dati molto rapido anche senza cavi. In quanto a velocità pura, invece, eccelle il Lacie d2, unità di memoria di massa da 6 TB provvista di uscita Thunderbolt 3 che spinge il trasferimento dati fino a 240 MB/s. Le dimensioni lo rendono ideale per l’utilizzo desktop, anche perché funziona con cavo di alimentazione a parete. Vale lo stesso per il Seagate Backup Plus Hub, un HDD leggermente meno veloce ma con capacità di 8 TB. Ottimo per chi ricorre di frequente al backup dati, si mostra perfetto per l’utilizzo aziendale. Concludiamo la nostra selezione con un SSD esterno dal rapporto qualità-prezzo unico. Spendendo poco più di 150 euro, infatti, ci portiamo a casa il Western Digital My Passport, con capacità da 1 TB. Forte di un design originalissimo e bicromatico, assicura una velocità senza paragoni ed una capienza di tutto rispetto. 
(Dati aggiornati a giugno 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Evoluzione dell’unità di memoria di massa

unita archiviazione dati
Dalla nascita del primo Hard disk alla recente svolta del cloud sono trascorsi più di 50 anni. Ma nonostante l’archiviazione dei dati online si stia diffondendo ormai in modo capillare, le unità di memoria fisiche non sono intenzionate a scomparire. Nell’impossibilità di connettersi ovunque a grande velocità leggiamo la ragione più evidente alla base di questa tendenza. Con un Hard disk o un SSD, al contrario, siamo certi di poter accedere ai nostri file in qualsiasi momento. In più, la questione legata alla violazione della privacy spinge molti utenti a dubitare del cloud, ritenendolo poco sicuro. L’evoluzione delle unità di archiviazione dati è stata segnata da tappe di cruciale importanza. Come anticipato in apertura, risale al 1956 la messa in funzione del primo Hard disk della storia. Progettato da IBM, si tratta di un enorme macchinario del peso di una tonnellata e provvisto di 50 dischi. Il tutto per assicurare 5 MB di spazio. Sfruttando il magnetismo per lavorare, rappresenta l’antenato diretto di un’unità di memoria di massa più compatta, diffusasi negli anni ’70. Ci riferiamo al floppy disk, decisamente più comodo da usare, leggero e compatto. I dischi ottici (CD e DVD), nonostante la differenza strutturale funzionano con un principio simile e fanno da ponte fra l’Hard disk e l’SSD. Anche se i primi esemplari di unità di memoria flash di largo consumo risultano essere le pennette USB e le SD card, in circolazione dal 2000 in poi.

Hard disk drive: funzionamento e caratteristiche principali

Eccoci a descrivere concretamente il funzionamento di un Hard disk esterno, valutandone gli elementi costruttivi e le variabili che influenzano le prestazioni. Il tutto di seguito:

Come lavora un Hard disk?
HDD è l’acronimo di Hard disk drive, traducibile con “disco rigido”. È questo un indizio molto chiaro sul modo in cui l’unità di archiviazione lavora, sebbene ad entrare in gioco sia ben più di un disco. Immaginando la sezione trasversale di un Hard disk esterno, vedremmo una serie di dischi impilati del tutto simili a CD, all’interno dei quali trovano posto i nostri dati. Per leggerli occorre, però, un altro componente: la testina. Parliamo di un’appendice mobile capace di spostarsi sopra ogni disco ad altissima velocità, individuando la porzione in cui è posizionata una certa informazione. Nelle fasi di lettura e scrittura non vi è alcun contatto fra disco e testina che, invece, sfruttano il magnetismo per lavorare. A coordinare tutti questi movimenti meccanici è l’unità di controllo dell’hard disk, un chip che traduce gli input elettrici in ingresso in oscillazioni della testina e rotazioni del disco.

Velocità di rotazione e formato
La velocità con cui i dati sono letti, scritti e trasferiti è funzione della velocità di rotazione dei dischi. In altre parole, maggiore è il numero di rotazioni che compiono al minuto, migliori saranno le prestazioni generali. E tale valore, misurabile in rpm (rotazioni per minuto), corrisponde nella maggior parte dei casi a 5400. Ma molto diffusi sono anche i più veloci Hard disk da 7200 rpm. Al di là delle prestazioni, vi è un’altra differenza fra queste due tipologie: il formato. Un modello da 5400 rpm è più compatto rispetto ad uno da 7400, misurando 2.5 pollici contro i 3.5 del secondo. In entrambi i casi, a parità di giri al minuto, la velocità di rotazione diminuisce man mano che ci spostiamo dal centro del disco verso la circonferenza. E ciò significa che per leggere i dati localizzati in posizione periferica occorrerà più tempo rispetto alle informazioni centrali.

La capacità dell’Hard disk
Uno dei punti di forza di tale unità di memoria di massa è la capacità, ovvero lo spazio interno per i dati, legato strettamente al numero di dischi presenti. Man mano che questi aumentano, quindi, cresce anche la capacità di archiviazione. Tanti sono i formati disponibili in commercio ma possiamo dire che un Hard disk esterno 2 TB si mostra una soluzione ideale per la maggior parte degli scenari d’uso quotidiani.

Solid State drive: funzionamento e caratteristiche principali

Non poche sono le caratteristiche che differenziano un SSD da un Hard disk esterno. Oltre alla modalità di funzionamento base, vedremo di seguito quali sono gli aspetti principali da considerare in sede d’acquisto.

Come lavora un SSD?
Solid State Drive è la forma estesa dell’acronimo SSD, traducibile in italiano con “unità a stato solido”. In questo caso, infatti, parlare di disco è improprio, non essendo presente a bordo alcun tipo di componente meccanico in movimento. Un SSD esterno, quindi, è un’unità di memoria di massa interamente elettronica, composta da un controller e banchi di memoria flash analoghi a quelli delle chiavette USB o delle schede SD. Il controller è un microprocessore preposto a coordinare le operazioni di scrittura, lettura e trasferimento dati in modo digitale, senza l’impiego di elementi mobili. E da ciò deriva il principale vantaggio dell’SSD: una velocità nettamente superiore rispetto all’Hard disk. I componenti meccanici, infatti, rappresentano per il sistema un freno proprio perché lavorano a ritmi più bassi. E non a caso, la sostituzione dell’Hard disk di un computer con un’unità SSD si configura come la soluzione perfetta se vogliamo dare nuova vita ad una macchina datata. In ambito di periferiche esterne, per sfruttare al massimo le possibilità di tali unità di archiviazione, è fondamentale che anche il nostro computer ne sia provvisto. 

Formato, velocità e capacità
Il formato standard degli SSD è 2.5 pollici, equivalente al più piccolo disponibile in ambito Hard disk. L’assenza di dischi mobili sovrapposti, infatti, richiede un minor quantitativo di spazio e permette a questi dispositivi di mostrarsi più compatti. La velocità di un SSD, analogamente a quella di un HDD, si misura in MB/s e tale valore non è sempre fisso. Nella lettura dei file, infatti, si avranno prestazioni mediamente superiori rispetto a quelle in scrittura. In quanto a capacità, infine, si parte da 128 Gb per arrivare a superare anche i 4 TB. Il prezzo, però, aumenta in modo significativo con l’incremento dello spazio a disposizione. E questo è uno degli aspetti meno positivi delle unità SSD.

HDD vs SDD: il confronto

Dopo aver introdotto le specifiche principali di SSD e Hard disk esterno, andiamo a vedere concretamente quali sono le differenze operative fra le due periferiche. Abbiamo suddiviso il confronto in punti chiave, elementi che consideriamo particolarmente importanti.

Velocità
Parlando di performance nude e crude, non c’è davvero storia. Le unità SSD stracciano gli Hard disk, offrendo una velocità in lettura e scrittura come minimo doppia. Per fare un esempio concreto, se un Hard disk gestisce in media 200 MB/s, un SSD esterno, come SanDisk Extreme Portable SSD 1TB, elabora dati ad una velocità di almeno 500 MB/s. Ma i modelli più evoluti sul mercato possono raggiungere anche vette superiori ai 3500 MB/s, pari a quasi venti volte le prestazioni di un Hard disk classico.

Consumi e rumorosità
Abbiamo deciso di accorpare questi due punti per un semplice motivo: sono entrambi influenzati dalla presenza o meno di elementi meccanici a bordo dell’unità di archiviazione. Il disco e la testina dell’Hard disk, infatti, richiedono molta più energia per lavorare rispetto al microprocessore dell’SSD. E nel farlo, raggiungono livelli di rumorosità più elevati. Anche in questo caso, quindi, il confronto premia l’SSD.

Resistenza e durata nel tempo 
Resistenza e durata nel tempo potrebbero sembrare la stessa cosa. In realtà, con la prima ci riferiamo alla capacità di assorbire i colpi fortuiti e gli eventuali urti. Le cadute accidentali, infatti, sono tutt’altro che rare e spesso risultano fatali per le periferiche esterne. In tal senso, data la presenza di molti componenti meccanici, gli Hard disk appaiono più fragili. Inoltre, le varie parti sono soggette ad usura e degradazione nel corso degli anni. Con durata nel tempo, invece, ci riferiamo alla capacità di sovrascrivere informazioni prima di raggiungere il limite massimo consentito. Ed in questo caso, è l’SSD a mostrare qualche limite, sebbene si parli di migliaia di cicli di scrittura, un traguardo che difficilmente si raggiunge nel giro di qualche anno.

Capacità e prezzo
Questi due punti conclusivi riportano in pareggio un confronto che, fino ad ora, sarebbe potuto apparire a senso unico. Gli Hard disk, infatti, offrono all’utente tanti GB su cui archiviare dati. Ed il tutto spendendo cifre decisamente più basse rispetto agli SSD. Per fare un esempio concreto, con un budget di 50 euro a disposizione, è possibile acquistare un SSD da 250 GB ed un HDD da 1 TB. Optando per l’Hard disk, quindi, ci portiamo a casa una capacità di archiviazione quattro volte superiore, allo stesso prezzo. In una situazione del genere, entrano in gioco priorità ed esigenze individuali. Se ciò che cerchiamo sono le prestazioni, è l’SSD la scelta che fa al caso nostro. Viceversa, per chi desideri tanto spazio a disposizione, è consigliato l’acquisto di un HDD.

Connettività e multimedialità

Per sfruttare appieno le capacità dell’Hard disk esterno o dell’SSD, è bene conoscere le varie forme di connettività di cui i dispositivi sono dotati. Il tutto considerando che queste periferiche esterne useranno lo stesso tipo di porte ed ingressi per collegarsi sia al nostro computer che ad altri device, come ad esempio una Smart TV. Vediamo, di seguito, le due forme di connettività principali:

Porte ed ingressi fisici 
Il collegamento via cavo resta il sistema più diffuso ed affidabile per connettere un’unità di archiviazione. Ma non tutti i formati offrono le stesse prestazioni, in particolare per quel che riguarda la velocità. Fino a qualche anno fa, lo standard USB 2.0 rappresentava il formato più comune, offrendo all’utente una velocità di trasferimento massima pari a 480 MB/s. Con le successive evoluzioni del protocollo USB, però, le performance delle unità esterne sono migliorate notevolmente. Basti pensare che il formato USB 3.0 ha portato la velocità di trasferimento fino a 5 GB/s, dieci volte tanto quella della precedente generazione. Mentre la USB 3.1, l’ha raddoppiata ulteriormente. Ancora più prestante in termini di trasferimento dati al secondo è il protocollo Thunderbolt, alternativo al formato USB e molto diffuso sui prodotti Apple. Attualmente, infatti, la connettività Thunderbolt 3 spinge la velocità di trasferimento fino a 40 GB/s. A cambiare non è solo la sostanza ma anche l’aspetto. La porta Thunderbolt, infatti, presenta il formato USB Type-C, più compatto dell’USB classico. Ma va detto che se entrambi i device connessi non supportano tale tecnologia, sarà impossibile godere di questa straordinaria velocità.

Connettività wireless
L’ultima frontiera in ambito unità di memoria di massa è rappresentata dai modelli wireless. Parliamo di memorie esterne in grado di sfruttare il protocollo Wi-Fi per trasferire dati senza bisogno di cavi. Utilissime mentre siamo in viaggio, sono dedicate ai professionisti che necessitino di lavorare su file di grandi dimensioni in modo pratico e veloce. Pensate per facilitare lo scambio di dati con uno smartphone o una fotocamera digitale, contano sempre su una batteria interna ricaricabile che assicura una buona autonomia. La stessa, inoltre, può essere sfruttata per ricaricare altri device, comportandosi in modo identico ad una power bank. Infine, le migliori unità di archiviazione wireless prevedono anche slot aggiuntivi per schede di memoria SD.

Dimensioni, peso e alimentazione

Dimensioni e peso di un’unità di memoria di massa esterna si legano direttamente alla capacità di archiviazione. Maggiore è lo spazio a disposizione, più grandi diventano le periferiche. E tale comportamento riguarda soprattutto l’Hard disk esterno, la cui capienza è determinata dal numero di dischi sovrapposti al proprio interno. Ma c’è anche un altro elemento che interagisce con dimensioni e peso, ovvero il tipo di alimentazione presente a bordo. I modelli più compatti traggono energia dal device a cui sono collegati, come ad esempio un computer o un televisore, tramite il cavo USB. Definiti “autoalimentati”, sono sprovvisti di alimentazione a parete. Il motivo è proprio da ricercare nella scarsa potenza che assorbono per funzionare, legata a sua volta alla capacità contenuta ed alle dimensioni compatte. Con un peso di circa 150 grammi e misure che difficilmente eccedono i 10 cm in lunghezza, sono unità di archiviazione ideali per essere trasportate ovunque. La gran parte degli SSD appartiene a questa categoria, così come alcuni Hard disk. Riguardo ai secondi, però, è ben diversa la situazione quando ci troviamo di fronte prodotti dalla grande capacità. Superati i 4 TB, infatti, anche il fabbisogno energetico sale considerevolmente. Per questo, la maggior parte dei modelli prevede un cavo di alimentazione specifico da collegare ad una presa elettrica. Il peso, come è naturale che sia, tende a salire, superando in certi casi i 3 chili.

Design e materiali costruttivi

Se per un Hard disk interno la componente estetica è un elemento trascurabile, nel caso di un’unità di archiviazione esterna le cose cambiano. Il design, infatti, esercita un peso notevole in fase di scelta e può condizionare l’acquisto più delle caratteristiche tecniche. Sebbene le colorazioni nero e argento dominino il mercato, non mancano varianti cromatiche più audaci ed aggressive. Particolarmente eleganti sono, poi,gli HDD e gli SDD bicolore, come Western Digital My Passport da 512GB, così come i modelli decorati con esclusive fantasie sulla superficie esterna. Parlando di materiali costruttivi, le aziende scelgono in genere scocche in policarbonato, un composto plastico in grado di assicurare resistenza e leggerezza. Ma per i viaggiatori più avventurosi sono stati pensate unità di memoria di massa capaci di sopportare urti decisi e cadute. Rivestiti in gomma, come LaCie Rugged Mini 1 TB, questi modelli speciali sono spesso provvisti di certificazioni che ne garantiscono la resistenza. Ma non solo: i modelli più evoluti (e costosi) sono anche in grado di assicurare totale protezione contro polvere e schizzi. Di contro, però, le dimensioni si mostrano un po’ più massicce rispetto alla media.

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