Il motore di ricerca per i tuoi acquisti
Menu

Aria pulita e ambiente sano: guida ai migliori purificatori d’aria

Igienizzazione e sanificazione: l’emergenza Coronavirus ci ha insegnato quanto queste due pratiche risultino fondamentali per combattere il contagio, limitando il diffondersi di microorganismi potenzialmente pericolosi. Spray, mascherine e pulitori a vapore: ecco alcuni degli strumenti più efficaci contro il proliferare del virus. Ma un valido aiuto è assicurato anche dai purificatori d’aria. Parliamo, in buona sostanza, di ventilatori che risucchiano l’aria dagli ambienti e, attraverso appositi filtri interni, la restituiscono più sana. Ripulire l’aria da batteri, polveri, pollini, muffe e fumi nocivi: questo il compito svolto dai migliori modelli in commercio. Nella nostra guida ne abbiamo analizzato il funzionamento, prendendo in considerazione le tante variabili da considerare in fase di scelta. E abbiamo raccolto i device più interessanti, suddividendoli in fasce di prezzo.
purificatori d'aria

Prima dell’acquisto: hai le idee chiare?

Nel nostro approfondimento sui purificatori d’aria, ampio spazio è stato dedicato alle specifiche tecniche che ne regolano le prestazioni. Portata del flusso d’aria, indice CADR, qualità dei filtri: ecco alcuni elementi imprescindibili, ai quali si sommano anche fattori di natura estetica. Di seguito trovi riassunti tutti i temi affrontati.

Il prezzo
Il miglior purificatore d’aria è quello che soddisfa appieno le singole esigenze dell’utente. Non è necessario, quindi, spendere cifre esorbitanti per portarsi a casa un prodotto funzionale e pratico. Ma se siamo alla ricerca di features aggiuntive e tecnologie evolute, l’asticella del prezzo è destinata ad alzarsi. Fascia economica, media e alta: ecco le tre categorie in cui abbiamo suddiviso i modelli scelti.

I nemici dell’igiene e della salute
Invisibili ad occhio nudo, miliardi di microorganismi e particelle popolano l’aria che respiriamo. Ed in alcuni casi possono risultare pericolosi per la salute. Ecco perché è bene conoscere il nemico prima di affrontarlo. In questa sezione parleremo, quindi, di virus, batteri, muffe, acari, pollini e fumi.

Come funziona un purificatore d’aria?
Semplice quanto efficace, il purificatore d’aria opera una sanificazione dell’aria sfruttando l’azione di alcuni filtri che operano assieme. Qui vedremo come.

La scelta in base all’ambiente di destinazione
Non tutti i purificatori d’aria mostrano la stessa efficacia. Alcuni modelli, infatti, si adattano alla perfezione a piccoli ambienti domestici mentre altri lavorano efficacemente anche in ambiti più ampi, come ad esempio un ufficio. Ecco perché abbiamo raccolto i fattori che influenzano tale comportamento.

L’importanza dei filtri
Come accennato in precedenza, un buon sanificatore d’aria deve montare filtri di qualità, componenti chiave nel processo di purificazione ambientale. Filtri antipolvere, HEPA, a carboni attivi e a raggi ultravioletti: questi i più comunemente impiegati.

Funzioni base e funzioni aggiuntive
Per operare in modalità base, il purificatore d’aria non richiede particolari impostazioni aggiuntive, configurandosi come sistema piuttosto semplice. I modelli più evoluti, però, prevedono funzionalità pensate per rendere l’esperienza più comoda. Ne parliamo qui.

Pro e contro dello ionizzatore
Lo ionizzatore contribuisce a purificare l’aria innescando una reazione chimica che fa depositare a terra o sulle pareti le particelle. Dopo averne descritto il funzionamento, andremo ad evidenziare pro e contro di questo sistema (nel Magazine di Trovaprezzi, Purificare e igienizzare l'aria con gli ionizzatori).

Consumi e rumorosità
Consumi energetici e rumorosità vanno spesso a braccetto poiché quando il device opera alla massima potenza produce anche emissioni acustiche superiori alla media. Per fortuna, diversi modelli prevedono una modalità notte silenziosa.

Peso, dimensioni e design
Alti e sottili oppure tozzi ed ingombranti, ultraleggeri o dal peso importante: ecco come possono mostrarsi i purificatori d’aria. In questo paragrafo ne metteremo in luce gli aspetti puramente estetici.

Il diffusore di aromi
In ultimo, un piccolo approfondimento sul diffusore di aromi, un sistema compatto che non sostituisce il purificatore ma contribuisce a rendere l’aria più fresca, profumata e gradevole.

Quanto costa un purificatore d'aria?

prezzo migliori purificatori d'aria
Il purificatore d’aria, sebbene si mostri piuttosto semplice a livello costruttivo e funzionale, monta al proprio interno filtri dal prezzo non proprio contenuto. Ci riferiamo, in particolare, al filtro HEPA e a quello a carboni attivi, per non parlare dell’ancora più caro filtro a raggi UV. Per tale ragione, difficilmente troveremo prodotti di qualità ad un prezzo davvero stracciato. 100 euro, infatti, è la cifra di partenza per portarsi a casa un prodotto di buona qualità che operi una sanificazione ambientale efficace. Non a caso, tale cifra fa da spartiacque fra la classe economica e la media. Ma i modelli più abbordabili risultano essere, comunque, abbastanza completi e performanti, peccando solo un po’ in quanto a potenza. Con l’ingresso nella fascia media della categoria, le cose si fanno più interessanti. Il budget massimo sale a 180 euro, assicurando molte possibilità di scelta in più. E le prestazioni tendono a salire di livello, al pari della qualità dei filtri. Ma è anche il design a risultare maggiormente curato. In ultimo, per chi sia alla ricerca dei migliori purificatori d’aria in commercio, è la fascia alta il terreno di caccia perfetto. Stile unico, attenzione in fase di assemblaggio e tanta tecnologia: ecco alcuni elementi comuni ai purificatori d’aria più evoluti, silenziosi e ricchi di funzionalità. Di seguito, abbiamo raccolto e suddiviso in fasce di prezzo il meglio in circolazione.
(Dati aggiornati a giugno 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 100 euro)

Per chi si trovi ad acquistare per la prima volta un purificatore d’aria, optare per un modello economico potrebbe essere la giusta soluzione. Se saremo soddisfatti dell’investimento, potremo anche sceglierne un secondo da posizionare in un altro ambiente della casa, andando a coprire una porzione di superficie più ampia. Il limite dei modelli entry-level, infatti, riguarda la potenza e la portata del flusso d’aria. Per il resto, però, si mostrano abbastanza completi e funzionali. Sul versante estetico non brillano per cura delle linee ma è questo un aspetto per molti secondario. Apriamo la nostra selezione con un modello in grado di operare una buona sanificazione all’interno di ambienti di medie dimensioni. Daitsu 3NDA0031, pur mostrandosi spartano nelle linee, lavora molto bene grazie alla notevole capacità purificante operata dal filtro HEPA e dal filtro ai carboni attivi. Quattro sono le velocità da impostare per regolare il rapporto fra efficacia e rumorosità. In aggiunta, conta anche sul supporto dello ionizzatore. Discorso simile vale per Argo PURY, un purificatore d’aria a torre slanciato ed elegante. Provvisto di modalità notte, prevede anche il timer per lo spegnimento automatico. Analogo al precedente modello in quanto a potenza e capacità dei filtri, risulta un po’ più leggero e pratico da spostare da una stanza all’altra. E chiudiamo con un device che esce un po’ dagli schemi: il diffusore per aromi Nodis ZEN3. Piccolo, leggero ed economico, è progettato per coadiuvare il lavoro del purificatore, profumando gli ambienti con delicate fragranze.
(Dati aggiornati a giugno 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia media (da 100 a 180 euro)

Ciò che colpisce subito dei purificatori d’aria di fascia media è il design. Abbandonate le forme spartane e pesanti che caratterizzano i prodotti più economici, qui prevale la leggerezza. E non parliamo solo di peso in senso stretto ma anche di una certa leggiadria di forme e linee. Beurer LR200 è un valido esempio di tale approccio elegante e curato. Questo purificatore d’aria con ionizzatore integrato lavora molto bene in ambienti fino a 28 m2, operando una sanificazione dell’aria efficace grazie al triplo filtro. Comodo e versatile, si gestisce attraverso precisi comandi touch. Ancora più leggero è il Philips AC0819 purificatore da tavolo che sta bene anche sopra il comodino. Silenziosissimo ed efficiente, estende fino a 49 metri quadri la propria area operativa. Dotato di tre velocità e un filtro cilindrico di grande qualità, riesce a bloccare ed intrappolare il 99.5 delle particelle dannose organiche e non. Un ulteriore passo in avanti tecnologico è rappresentato dal purificatore d’aria Xiaomi Mi Air Purifier 2H. Piccolo, leggero e smart, vanta un notevole indice CADR di 260m3/h. Forte di consumi molto contenuti, è anche gestibile da remoto attraverso un’apposita app ed il supporto agli assistenti vocali Amazon e Google. E per chi sia alla ricerca dell’esperienza Xiaomi al top, consigliamo il Mi Air Purifier 3H, evoluzione del modello base. Display OLED e superiore capacità filtrante ne sono i tratti distintivi. 
(Dati aggiornati a giugno 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia alta (oltre 180 euro)

Soluzioni tecnologiche al servizio della salute: ecco come potremmo riassumere l’identità dei purificatori d’aria di fascia alta. Sì, perché questo bacino di prodotti racchiude il meglio in circolazione, i modelli più evoluti ed al contempo esteticamente accattivanti. Fra i migliori purificatori d’aria per rapporto prezzo/prestazioni, non potevamo non includere Beurer LR330, il cui grande vantaggio è quello di integrare nella scocca anche un umidificatore per ambienti che, lavorando assieme al sanificatore, restituisce un’aria pulita e sana. Anche il Philips AC 2887 eccelle per capacità filtrante e si mostra più snello nelle linee non montando al proprio interno un serbatoio per l’acqua. Efficiente in ogni frangente, monitora la qualità dell’aria in totale autonomia, grazie all’avanzato sistema AeraSense. Dotato di display e comandi intuitivi, segnala in tempo reale lo stato dell’aria ed i livelli di inquinanti presenti. Per chi sia alla ricerca del top in quanto a performance, non possiamo che consigliare un purificatore d’aria Dyson. Il primo dei due modelli selezionati è Dyson Pure Cool Me, vero best-buy dell’azienda britannica. Leggero, compatto e forte di un design futuristico, funziona in automatico ma può anche essere gestito a distanza attraverso il telecomando. Ben costruito e arricchito da un display LCD, integra filtri cilindrici straordinari. E ancora meglio si comporta Dyson Pure Cool Tower, il cui design a torre è inconfondibile. Adatto anche per ambienti molto estesi, è gestibile da remoto attraverso l’app Dyson Link. Provvisto di connettività Bluetooth e Wi-Fi, è il purificatore d’aria smart per eccellenza.
(Dati aggiornati a giugno 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Combattere i nemici dell’igiene e della salute in casa

filtro purificatori d'aria
AQI è l’acronimo di Indice di Qualità dell’Aria, un indicatore che descrive il livello di inquinamento atmosferico. Valido per gli spazi aperti, monitora le concentrazioni di vari inquinanti, fra cui il monossido di carbonio ed il particolato. Nel nostro Paese è il nord a soffrire maggiormente per la presenza massiccia di sostanze inquinanti. E soprattutto nell’area della Pianura Padana tali concentrazioni elevate si legano alla sviluppata attività industriale che si combina ad una naturale stagnazione dell’aria. Allevamenti intensivi e gas di scarico delle vetture contribuiscono ancora di più ad estendere la portata del fenomeno. Un errore comune è pensare che la casa sia un luogo sicuro perché protetto dalle mura domestiche. In realtà, è tutto il contrario e la mancanza di areazione è spesso foriera di un superiore tasso di inquinamento. Scegliendo un buon purificatore d’aria è possibile operare una sanificazione degli ambienti, abbassando considerevolmente il livello degli inquinanti. Ma oltre ai fumi potenzialmente tossici presenti nell’aria, molti altri sono i nemici dell’igiene e della salute casalinga. Pensiamo, ad esempio, ai virus, microorganismi il cui potenziale pericoloso varia in base al numero ed alla virulenza. Anche gli acari possono rivelarsi dannosi per chi sia colpito con frequenza da allergie. E lo stesso vale per i soggetti sensibili alle particelle organiche disperse nella polvere, come ad esempio i residui di pelle. Ma anche pollini, allergeni e muffe rappresentano una minaccia per il benessere in casa. I migliori purificatori d’aria sono validi alleati in questa lotta tutta casalinga, una battaglia dalla quale dipende la nostra salute e quella dei nostri cari.

Come funziona un purificatore d’aria?

Il purificatore d’aria è un dispositivo dal funzionamento piuttosto semplice, pensato per operare una sanificazione degli ambienti in totale autonomia, senza richiederci alcun tipo di sforzo. Ad essere sanificata, naturalmente, è l’aria che è sottoposta ad un ricambio continuo. Per ottenere un’igienizzazione profonda delle superfici, invece, si fa necessario il ricorso ad un pulitore a vapore, segui la nostra guida all'acquisto. La struttura del purificatore d’aria è, di norma, a torre ed è alimentato elettricamente. Più o meno pesante che sia, può montare quattro ruote sul fondo che ne agevolano lo spostamento. Provvisto spesso di display per una rapida visualizzazione delle impostazioni, è gestibile attraverso comandi fisici e, raramente, di tipo touch. Il cuore del dispositivo è l’aspiratore d’aria, una ventola che risucchia l’aria e la spinge forzatamente attraverso i filtri e poi verso l’esterno. Disponibili in molteplici differenti tipologie, sono gli stessi filtri a bloccare microorganismi ed inquinanti dispersi nell’aria, andandoli ad intrappolare. La capacità filtrante del purificatore d’aria, quindi, si lega giocoforza alla qualità dei filtri che, a seconda del tipo, stoppano particelle di differenti dimensioni. E per mantenerne inalterata l’efficacia dei filtri, è fondamentale pulirli regolarmente e sostituirli con una certa frequenza

Scegliere il purificatore in base all’ambiente di destinazione

Ogni purificatore d’aria garantisce un certo numero di ricambi d’aria ogni ora e tale valore si lega alla qualità e alla potenza del sistema. Ma prima di approfondire l’argomento, è bene precisare che non tutti gli ambienti domestici raccolgono la stessa quantità di microorganismi contaminanti e particelle inorganiche. Cucina e locale lavanderia sono le stanze a maggior rischio per via della superiore umidità che favorisce il proliferare delle muffe. Bagno e soggiorno si posizionano un gradino sotto mentre le stanze da letto risultano di base le più pulite. Vediamo di seguito come individuare il miglior purificatore d’aria a seconda della superficie dell’ambiente, tenendo conto di due indicatori: il flusso d’aria ed il CADR.

Flusso d’aria
Indicata quasi sempre sulla confezione o all’interno del libretto d’istruzioni, la portata del flusso d’aria equivale alla quantità d’aria che attraversa il purificatore in un’ora. Espressa in metri cubi orari (m3/h), è un’informazione che ci aiuta nella scelta ma non si rivela così decisiva poiché l’aria che attraversa il dispositivo non equivale all’aria che da esso è filtrata e ripulita. Per conseguire un’ottimale sanificazione degli ambienti, quindi, è meglio considerare l’indice CADR.

Indice CADR 
CADR è l’acronimo di Clean Air Delivery Rate, traducibile in italiano con “tasso di emissione di aria pulita”. Sempre espresso in m3/h, tale valore risulta più affidabile rispetto al semplice flusso d’aria. Il CADR indica con una certa precisione quanta aria verrà pulita dal purificatore in un’ora, offrendoci un dato decisamente più concreto per individuare il giusto modello a seconda dell’ambiente da risanare. Per fare un esempio, concreto, un device con CADR pari a 265 m3/h è l’ideale soluzione per una stanza di 20 metri quadri. Sulla base di questa corrispondenza, è sufficiente rapportare il valore alla reale superficie dell’ambiente (o degli ambienti) per ottenere il massimo dal purificatore. Tale certificazione, però, non è obbligatoria per legge in Europa, essendo stata sviluppata in origine dai produttori americani dell’AHAM (Association of Home Appliance Manufacturers). È piuttosto comune, quindi, non trovare l’indice CADR su prodotti realizzati da marchi non americani. Basti pensare, ad esempio, che nei purificatori d’aria Dyson, fra i più noti e diffusi a livello globale, il dato viene omesso. Il brand leader dell’intera categoria, infatti, ha sede a Malmesbury, nel Regno Unito. In ogni caso, qualora manchi l’indice CADR, è di solito indicata la dimensione dell’ambiente per cui il prodotto è consigliato.

L’importanza dei filtri

Ogni purificatore d’aria è provvisto di filtri, componenti chiave nel processo di sanificazione dell’aria. Attraversando i vari filtri, virus, allergeni e contaminanti presenti nel flusso d’aria vengono bloccati ed intrappolati. Col tempo, però, la saturazione dei filtri abbassa la loro efficacia in modo sensibile. E proprio per questo, vanno sostituiti con regolarità, in media ogni tre mesi. Ogni filtro è in grado di contrastare particelle di dimensioni differenti. Ecco perché i migliori purificatori d’aria ne prevedono più di uno in sequenza. Griglia quadrangolare o cilindro: ecco le forme principali in cui sono realizzati i filtri, a seconda del dispositivo sul quale vengono montati.

Filtro antipolvere
La prima barriera difensiva contro le sostanze contaminanti è il filtro antipolvere. Molto semplice a livello costruttivo, è un filtro di plastica piuttosto grossolano che blocca meccanicamente le particelle più grandi. I filtri antipolvere, in genere, possono essere lavati e riutilizzati senza troppi problemi. Va, però, detto che sono i meno efficaci contro fumi nocivi e particolato. 

Filtro ai carboni attivi
Una volta che il filtro antipolvere ha eliminato dall’aria parte delle sostanze dannose, entra in gioco il filtro ai carboni attivi, decisamente più avanzato e costoso. Il funzionamento, in questo caso, non è di natura meccanica ma chimica. Filtri del genere sono realizzati a partire da materiali ricchi di carbonio: torba e legno in primis. Attraverso un processo di carbonizzazione che si avvia a temperature molto alte (1000 gradi circa), fra un atomo di carbonio e l’altro si formano dei pori microscopici. E proprio questi minuscoli forellini sono i responsabili dell’azione filtrante dei carboni attivi, presenti in forma granulare. Man mano che l’aria passa attraverso il filtro, infatti, fumi, odori sgradevoli e gas inquinanti vi restano intrappolati. Ottimi contro le polveri sottili, riescono a bloccare anche particelle più piccole di 0.1 micron.

Filtro HEPA
HEPA è l’acronimo di High Efficiency Particulate Air e, come si evince dal nome, parliamo di filtri molto efficaci contro il particolato. Ma non solo, poiché fermano egregiamente anche particelle di dimensioni superiori, fra cui polvere e pollini. Filtri del genere trovano spazio sui modelli più performanti. Non a caso, nei purificatori d’aria Philips, Dyson e Xiaomi sono sempre presenti. Il filtro HEPA si compone di svariati strati di fibra di vetro affiancati a formare una barriera protettiva invalicabile per la maggior parte dei contaminanti. 

Filtro ai raggi ultravioletti
Presente solo sui modelli più evoluti, il filtro ai raggi ultravioletti non è altro che una lampada in grado di emettere luce blu sterilizzante. Analogamente ai macchinari utilizzati da barbieri e parrucchieri per igienizzare gli strumenti di lavoro, il filtro UV elimina efficacemente la maggior parte dei microorganismi (virus e batteri) e delle particelle organiche (muffe).

Funzioni base e funzioni aggiuntive

Specchio della semplicità funzionale del purificatore d’aria sono le limitate funzioni di cui è provvisto. Del resto, si tratta di un dispositivo che una volta acceso gestisce in automatico il lavoro, senza richiedere particolari impostazioni all’utente. Ecco perché i comandi del device sono pochi e intuitivi, spesso posti nei pressi di un display LCD che mostra i livelli di potenza. La presenza del telecomando, inoltre, può rendere più confortevole l’esperienza d’uso. Vediamo di seguito le principali funzioni del prodotto.

Regolazione della potenza
La regolazione della potenza è l’impostazione più importante che potremo controllare manualmente o con il telecomando. A seconda della potenza erogata, l’aspiratore aria del purificatore convoglia al proprio interno un flusso variabile. E tale portata impatta in modo significativo sul tempo necessario al device per ricambiare l’aria. Ma variando i livelli di potenza è anche possibile tarare il funzionamento del purificatore sulla superficie dell’ambiente in cui è posizionato.

Timer 
Altra funzione basa davvero utile è il timer, attraverso il quale selezionare un intervallo di tempo al cui scadere il dispositivo si spenga. A bordo dei migliori purificatori d’aria, poi, il timer si trasforma in vero e proprio orologio, da regolare per impostare orari di accensione e spegnimento programmati. 

Deumidificatore
Parlando di deumidificatore, si entra nel terreno delle funzioni aggiuntive. Solo i modelli più costosi, infatti, racchiudono al proprio interno tale utilissima feature. L’azione del deumidificatore, infatti, supporta quella del purificatore d’aria, nell’ottica di una più profonda sanificazione domestica. Attraverso l’eliminazione di parte dell’umidità dall’aria, infatti, si limita il propagarsi delle muffe che, in ambienti particolarmente umidi, trovano il proprio habitat naturale.

Sensore qualità dell’aria
Anche in questo caso, siamo al cospetto di una funzione disponibile solo sui modelli più tecnologicamente avanzati. Il sensore di qualità dell’aria monitora lo stato del nostro ambiente quando il purificatore è in funzione, associando a tale rilevamento una segnalazione visiva in forma di LED. A seconda del colore mostrato dalla spia, avremo un’idea chiara della qualità dell’aria. Per fare un esempio concreto, quando il LED si colora di rosso, saremo al cospetto di un ambiente molto inquinato. Al colore verde, invece, corrisponde un buon livello dell’aria.

Funzioni smart
Sempre più diffuse a bordo di elettrodomestici e device casalinghi, le funzioni smart si legano strettamente alla connettività domestica basata sulla rete Wi-Fi. I purificatori d’aria non fanno eccezione e, alcuni dei prodotti più evoluti in commercio sono gestibili da remoto attraverso un’apposita app per smartphone. E sempre attraverso l’applicazione, sarà possibile controllare i flussi d’aria, monitorare la qualità dell’ambiente, impostare il timer e fare un check sull’usura dei filtri.

Ionizzatore: pro e contro

A bordo dei migliori purificatori d’aria è spesso inclusa la funzione di ionizzazione, un sistema che sfrutta i legami chimici per eliminare alcune particelle sospese in aria. Pollini, muffe, batteri e fumi, infatti, sono sostanze volatili caricate positivamente che fluttuano nell’ambiente senza depositarsi a terra. Per contrastarne il proliferare, lo ionizzatore non fa che immettere nell’aria molecole con carica opposta. In pratica, l’aria che fuoriesce dal purificatore assume carica negativa, ovvero un numero di elettroni superiore a quello dei protoni. Parliamo per la precisione di ioni di ossigeno, molecole la cui carica attrae naturalmente le particelle con carica negativa. In parole semplici, le molecole sospese in aria si uniscono agli ioni emessi dal dispositivo e, pesando di più, precipitano a terra o si attaccano alle pareti dell’ambiente. Sebbene, quindi, tali particelle siano ancora in circolazione, ora sono più semplici da eliminare poiché disposte a contatto con le superfici. L’aria ionizzata, però, contiene una piccola percentuale di ozono, elemento dannoso per l’essere umano se respirato in grandi quantità. L’ozono, infatti, può addirittura inasprire nei soggetti predisposti gli effetti respiratori legati a pollini ed allergeni. Con lo scopo di tutelare la salute degli utenti, quindi, l’azione degli ionizzatori deve mantenersi entro limiti ben precisi. E proprio per questo, non risulta così efficace come dovrebbe.

Consumi energetici e rumorosità

La rumorosità del purificatore d’aria si lega strettamente ai consumi: ecco perché abbiamo trattato i due temi nella stessa sezione. In altre parole, a seconda del livello di potenza a cui il dispositivo lavora, le emissioni acustiche si fanno più o meno fastidiose. Ragionando sull’assorbimento energetico, possiamo dire che in media ammonta a 40 W ogni ora, un valore piuttosto basso se paragonato ad altri dispositivi per il trattamento aria, come ad esempio i climatizzatori. Il consumo può oscillare da 10 a 100 W a seconda del tipo di impiego che ne faremo, salendo con decisione se si attiva il sistema di ionizzazione. Ma risulta, comunque, un dato trascurabile, tanto che per i purificatori d’aria non è prevista per legge alcuna etichetta energetica. Anche per il fattore rumorosità, possiamo fornire dati medi che tratteggiano il profilo delle emissioni acustiche. 40 dB (decibel) è il valore di riferimento e corrisponde ad una rumorosità abbastanza contenuta. Ma come per i consumi, il livello di potenza gioca un ruolo decisivo. E se funzionando al minimo, un buon modello emette circa 20 dB, alcuni purificatori raggiungono e superano quota 60 dB. La buona notizia è che i migliori purificatori d’aria includono sempre una modalità notte, pensata per abbassare le emissioni e permetterci di dormire serenamente. 

Peso, dimensioni e design

Poiché parliamo di dispositivi portatili, la maneggevolezza del purificatore d’aria gioca un ruolo chiave in fase di scelta. Trasferire un oggetto di 3 chili è ben diverso dal muovere un device che ne pesi 10. E proprio per questo, i modelli più massicci ed ingombranti sono spesso provvisti di ruote sul lato inferiore, pensate per garantire agili spostamenti. La variabile peso ha una certa incidenza anche sulle dimensioni, ma è vero anche il contrario. Certo è che i sistemi di sanificazione a torre sono i più diffusi e comuni. Alti e slanciati, si mostrano molto gradevoli a livello estetico. E rispetto ai purificatori dalla massiccia forma a parallelepipedo, sono più semplici da collocare in un contesto domestico. In più, possono essere orientati con facilità e, in molti casi, integrano un motorino che permette loro di ruotare mentre sono in funzione. Non mancano, poi, veri e propri capolavori di design, ovviamente fra i modelli più costosi ed evoluti. Provvisto di linee sinuose ed accattivanti, l’aspiratore aria di fascia alta brilla nell’estetica, anche grazie all’impiego di materiali pregiati. Fra i più stilisticamente accattivanti, i purificatori d’aria Dyson fanno storia a sé. E sotto una scocca al limite del fantascientifico, batte un cuore tecnologicamente avanzato.

Diffusore di aromi: un gradevole complemento al purificatore d’aria

Pur non sostituendo il purificatore d’aria in alcun modo, il diffusore d’aromi ne può rappresentare un gradevole corredo. Non parliamo, quindi, di un sistema di sanificazione quanto, semmai, di un profumatore per ambienti, il cui scopo è quello di rendere piacevole l’aria respirata in casa. Ampiamente utilizzato per l’aromaterapia, il diffusore aromi elettrico produce anche un benefico relax, andando ad alleviare lo stress. Piccoli e compatti, questi device sono molto curati nel design. Costruiti spesso con forma ovale, come nel caso di Argo Baby Joy, integrano sovente inserti in legno che li rendono molto eleganti. Ma non mancano modelli con lampada a LED integrata, in grado di sostituire in toto le candele profumate. E nel caso del Beurer LA20, i LED possono cambiare colore così da amalgamarsi al meglio con i mobili e gli accessori d’arredamento. Inoltre, i prodotti più completi sono provvisti di telecomando per una comoda gestione delle impostazioni. Pensiamo, ad esempio, ad HoMedics ARM-710BL-WW Ellia Rise, un vero concentrato di tecnologia e stile. E non mancano diffusori con umidificatore incorporato, fra cui spicca Nodis ZEN1. Ma come funziona un diffusore di aromi? Semplice: dopo aver riempito il serbatoio interno con oli essenziali disciolti in acqua e aver avviato il dispositivo, un sistema ad ultrasuoni produce un’evaporazione a freddo del liquido, con conseguente emissione di sostanze profumanti nell’ambiente.
(Dati aggiornati a giugno 2020 e soggetti a variazione nel tempo)

Le marche più popolari

Torna su