Il motore di ricerca per i tuoi acquisti
Categorie

Climatizzatori inverter: comfort e risparmio energetico all’ennesima potenza

Riduzione dei consumi ed incremento delle prestazioni: questi gli obiettivi cui sta puntando con decisione l'evoluzione degli impianti di climatizzazione. Il merito principale è dei condizionatori inverter, modelli di nuova generazione progettati proprio per ottimizzare il proprio funzionamento all'insegna dell'efficienza energetica. Ma i vantaggi di questi climatizzatori non finiscono qui. Infatti, potendo regolare dinamicamente la propria potenza, si mostrano molto più silenziosi dei classici modelli on/off. A seconda del tipo di ambiente su cui agire, potremo scegliere fra condizionatori fissi o portatili. E se ciò che cerchiamo è un prodotto che vada bene anche per l'inverno, le macchine con pompa di calore sono la soluzione perfetta. Pur con un costo leggermente più alto dei prodotti standard, i condizionatori inverter risultano essere un ottimo investimento nel tempo. La nostra guida è pensata per fornirti utili dritte per effettuare l'acquisto. E proprio per questo, abbiamo inserito una selezione dei modelli migliori suddivisi per fasce di prezzo.
Tutte le guide
Indice
Prima dell'acquisto Quanto costa un climatizzatore inverter? Climatizzatori inverter contro modelli on/off Vai alla categoria
Climatizzazione
climatizzatore inverter

Prima dell'acquisto: hai le idee chiare?

Cominciamo la nostra guida ai climatizzatori inverter con un piccolo sommario degli argomenti trattati. I temi da affrontare sono tanti e qui li abbiamo concentrati, introducendoli punto per punto. Se hai la curiosità di sapere quali sono stati i 5 climatizzatori più cercati nel 2018 su Trovaprezzi, leggi il nostro articolo sul Magazine

Il prezzo
Il budget a disposizione molto spesso ci indirizza nella scelta, spingendoci verso modelli appartenenti ad una precisa fascia di prezzo. Non avrebbe, quindi, senso affrontare un tema del genere alla fine. Per questo, apriamo la guida con una selezione dei migliori condizionatori inverter, suddivisi in tre fasce di prezzo: economica, media e alta.

Climatizzatori inverter contro modelli on/off
Per capire come sia possibile coniugare prestazioni superiori con consumi contenuti, è bene accennare al funzionamento di un climatizzatore inverter. Nel cuore della macchina, infatti, trova posto la centralina elettronica responsabile dei tanti vantaggi offerti da questi modelli. 

Una marcia in più con la pompa di calore
In configurazione base, i condizionatori di cui stiamo parlando nascono solo per raffreddare. Ma con un budget superiore, potremo acquistare un modello con pompa di calore da usare anche nei mesi freddi. Qui ne metteremo in evidenza i benefici.

Portatili o fissi?
Altra distinzione fondamentale è quella fra condizionatori fissi e portatili. I primi, provvisti quasi sempre di motore esterno e split interni, si mostrano più potenti ma richiedono lavori d'installazione. I secondi, più agili e compatti, agiscono efficacemente in un unico ambiente. Ne approfondiremo le caratteristiche in questa sezione.

Funzionalità base e smart
Swing, regolazione della potenza del getto e della temperatura, accensione e spegnimento programmati. Ecco alcune delle funzionalità base di un condizionatore, a cui se ne aggiungono altre più evolute, di cui parleremo qui. In particolare, focalizzeremo l'attenzione sulle funzioni smart per il controllo del dispositivo a distanza.

Leggere l’etichetta energetica
Ogni impianto di climatizzazione è corredato da un'etichetta energetica che ne mette in luce le specifiche tecniche. Come vedremo, i dati da analizzare sono molti, informazioni che impareremo a leggere in questo capitolo.

BTU/h: un fattore chiave in fase di scelta
Non presente nell'etichetta energetica, l'indicazione dei BTU/h di un condizionatore è un elemento imprescindibile per scegliere il modello giusto. A questo valore, infatti, si lega la capacità di lavorare con efficacia in un ambiente più o meno grande, se non addirittura sull'intera abitazione.

Pulizia e manutenzione
Per far rendere la macchina al massimo delle proprie potenzialità, è necessario curarne regolarmente la pulizia, in special modo dei filtri. Inoltre, come vedremo qui, è impossibile prescindere da interventi di manutenzione periodica di cui solo tecnici professionisti dovranno farsi carico.

Quanto costa un climatizzatore inverter?

climatizzatore portatile
Partiamo da una considerazione di base: i climatizzatori inverter hanno un costo medio superiore a quello dei modelli on/off. È pur vero che nel tempo l'investimento iniziale si ripaga ampiamente per via di una gestione della potenza e dei consumi ottimizzata. Senza considerare il fatto che il motore di un condizionatore inverter si mostra molto più silenzioso. Operando in modo dinamico, infatti, resta acceso per periodi più lunghi ma impostato al minimo. Evitando frequenti cicli di accensione e spegnimento, non solo migliorano le prestazioni ma aumenta anche il risparmio in bolletta. All'interno della categoria, però, incontriamo prodotti molto differenti in quanto a potenza ed efficienza energetica. Per chi ha un budget a disposizione non troppo alto, la fascia economica del mercato è il terreno di ricerca ideale, comprendendo climatizzatori fissi e portatili entro i 450 euro. Spendendo un po' di più, ci portiamo a casa modelli monosplit più avanzati di fascia media, con tetto massimo posto a 800 euro. Oltre tale cifra, si entra nella fascia alta, quella dei condizionatori top di gamma con motore in grado di spingere fino a 5 split.
(Dati aggiornati ad aprile 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia economica (entro 450 euro)

I modelli che possiamo acquistare con un budget massimo di 450 euro mostrano qualche limite di potenza ma offrono, comunque, un buon rapporto qualità-prezzo. Prendiamo, ad esempio, il climatizzatore Daikin inverter ATXB25C, macchina entry-level dell'apprezzato brand giapponese. Parliamo di un condizionatore monosplit da 9.000 BTU/h e classe energetica A+ sia in raffreddamento che in riscaldamento, aspetto non comune all'interno di questa fascia. Spendendo qualcosa in più, ci portiamo a casa il condizionatore inverter Daitsu 3NDA8505, sempre monosplit. Ma qui la potenza di raffreddamento raggiunge i 12.000 BTU/h, con classe energetica A++. Non manca, inoltre, la predisposizione per le funzionalità smart. Di Daitsu è anche l'unico modello portatile di fascia economica: l'APD-12HK. Siamo di fronte ad un climatizzatore compatto e maneggevole, dotato di pompa di calore ed estremamente silenzioso. Tornando in ambito monosplit, chiudiamo la fascia di prezzo con l'Olimpia Splendid NEXYA S4 E inverter 12 OS-SENEH12EI, modello base del noto marchio italiano. Potente e discreto, conta su 12.000 BTU/h e classe energetica A++. Anche questa macchina, poi, è gestibile a distanza attraverso lo smartphone.
(Dati aggiornati ad aprile 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia media (da 450 a 800 euro)

I climatizzatori inverter di fascia media alzano in modo deciso l'asticella della potenza, mai inferiore a 12.000 BTU/h. Inoltre, sono tutti predisposti per il controllo via app sfruttando la rete Wi-Fi di casa. Il primo modello che vogliamo presentare è il Mitsubishi MSZ-DM35VA, condizionatore inverter con pompa di calore in grado di vantare una classe energetica A+. Simile nelle caratteristiche base è, poi, il Daikin ATX35J3, modello monosplit ad elevata efficienza. Forte di un design sobrio e di dimensioni contenute dello split, si mostra particolarmente discreto. Inoltre, prevede una modalità notte silenziosissima. Con i prossimi due climatizzatori che abbiamo scelto, la potenza sale ancora, raggiungendo i 18.000 BTU/h, fattore che li rende adatti ad ambienti singoli molto grandi o piccoli appartamenti. Il primo è Akai MISTRAL 18.000, macchina con classe energetica A++ in raffreddamento e A+ in riscaldamento. Ancora meglio si comporta il condizionatore monosplit Olimpia Splendid Aryal S1 E inverter 18, forte di una pompa di calore di classe A+++, perfetta per riscaldare la casa nei mesi invernali. Inoltre, si tratta di uno dei più silenziosi in assoluto grazie ai suoi 25 dB massimi all'interno dell'abitazione. 
(Dati aggiornati ad aprile 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Fascia alta (oltre 800 euro)

Componibilitàè la parola chiave della fascia alta. A parte qualche eccezione, infatti, ci troviamo al cospetto di climatizzatori inverter dal motore potente che permette loro di lavorare senza problemi anche con più di uno split. Saremo noi a scegliere come strutturare il nostro impianto di climatizzazione, aggiungendo ulteriori elementi all'occorrenza. Mitsubishi è uno dei marchi più importanti del settore e, proprio per questo, abbiamo selezionato ben due modelli del produttore giapponese. Il primo è il MSZ-EF35VES, condizionatore inverter con classe energetica A+++ in raffreddamento e A++ in riscaldamento al quale possiamo associare fino a 3 split. Simile nelle prestazioni è il secondo modello: il Mitsubishi MXZ-3DM50VA le cui unità interne si mostrano, però, più compatte. Parliamo di un climatizzatore trial split, ognuno dei quali è spinto da 12.000 BTU/h. Andando ancora oltre, entra in scena l'Haier 5U34HS1ERA, provvisto di motore in grado di far lavorare fino a 5 split, sia montati a parete che sul soffitto. Chiudiamo la nostra selezione con un condizionatore monoblocco da montare sulla parte bassa della parete. Parliamo dell'Olimpia Splendid Unico Inverter, modello ultracompatto grazie al motore integrato, silenzioso ed altamente efficiente.
(Dati aggiornati ad aprile 2019 e soggetti a variazione nel tempo)

Climatizzatori inverter contro modelli on/off

climatizzatore smart
Nella nostra guida generale ai climatizzatori, abbiamo visto come il funzionamento di queste macchine sia basato sul moto di un gas refrigerante che passa dal motore agli split, e viceversa. Il compressore è l'elemento che dà il là a questo ciclo il quale, sfruttando le capacità di evaporazione e condensazione del gas, permette al condizionatore di immettere aria fredda nell'ambiente ed espellere quella calda all'esterno. In un modello standard, anche chiamato on/off, il motore lavora alternativamente, accendendosi e spegnendosi all'occorrenza. Quando la temperatura dell'ambiente sale, si avvia in automatico al massimo della potenza e, una volta raggiunto il livello termico desiderato, si spegne. Un climatizzatore inverter, come Mitsubishi MSZ-EF25VEB, invece, lavora a potenza variabile, regolando l'erogazione di aria a seconda delle reali esigenze. Cuore del sistema è una centralina elettrica, capace di gestire la frequenza del motore in modo dinamico. Il compressore, in pratica, funziona a varie velocità, ottimizzando il ciclo in base alla temperatura dell'ambiente. Più concretamente, una volta raggiunto il valore termico impostato, la macchina continuerà a lavorare al minimo, mantenendolo costante. Funzionare a potenza bassa e controllata per lunghi periodi di tempo assicura consumi ridotti rispetto al sistema on/off. Ed infatti, il risparmio energetico medio si assesta su un buon 30%. Oltre a mantenere la temperatura stabile, un condizionatore inverter si mostra anche poco rumoroso. Lavorando al minimo dello sforzo, infatti, anche le emissioni acustiche del motore si mantengono contenute.

I vantaggi della pompa di calore

Un climatizzatore inverter si mostra superiore ad un modello on/off in quanto ad efficienza energetica. Ma è acquistando un sistema con pompa di calore che il salto di qualità si fa ancora più netto. Questo tipo di condizionatore, infatti, ci consente di affiancare la funzione di riscaldamento a quella di raffreddamento, assicurando un controllo termico ideale per tutte le stagioni. E non solo: una macchina con pompa di calore, infatti, può arrivare a sostituire la caldaia a gas anche per ciò che riguarda la produzione di acqua sanitaria. Ma vediamo meglio come funziona un impianto di climatizzazione del genere. Per cominciare, tale meccanismo può trovare spazio sia a bordo di modelli fissi che portatili. Il principio base è semplice e poggia sull'inversione del ciclo che, di norma, è sfruttato per produrre aria fredda. Solitamente, infatti, il gas viene prima condensato e poi fatto evaporare, producendo un'espulsione del calore verso l'esterno ed un'immissione di aria fredda nell'ambiente domestico. Ma grazie alla valvola a 4 vie, i condizionatori inverter con pompa di calore possono operare al contrario. E così, ad essere spinta verso l'esterno è l'aria fredda mentre quella calda è pompata dentro la casa. 

Portatili o fissi: climatizzatori inverter a confronto

La differenza prestazionale fra un climatizzatore inverter ed un modello on/off è evidente. Ma in fase di scelta gli elementi da valutare sono anche altri. La struttura del condizionatore è sicuramente uno dei primi. Parliamo, in buona sostanza della distinzione fra modelli fissi e portatili. Di seguito, pro e contro delle due soluzioni:

Climatizzatore inverter fisso
Siamo al cospetto degli impianti di climatizzazione più diffusi in assoluto. Ci riferiamo a quelli con motore esterno e split interno, collegati attraverso un'apposita canalizzazione. Il compressore è montato in balcone o agganciato attraverso solide staffe alle mura esterne della casa. Lo split, invece, trova posto all'interno, di norma nella parte alta della parete. Il bello di questo sistema è che è modulare, ovvero è possibile espanderlo con altri split, sempre se la potenza del motore è sufficiente. Si tratta, quindi, di un impianto adatto a climatizzare tutta la casa, grazie alle tubazioni nascoste nelle pareti. Di contro, l'installazione di un condizionatore inverter fisso può essere molto laboriosa, proprio per la necessità di montare il sistema di canalizzazione, operazione che potrà essere eseguita solo da tecnici specializzati. Ma qualche difficoltà potrebbe presentarsi anche per l'installazione del motore, specialmente se la nostra casa non è provvista di balconi. In aggiunta, nei centri storici vigono, talvolta, ferree restrizioni sulla cui base è vietato montare il compressore all'esterno di palazzi storici o artisticamente importanti.

Climatizzatore inverter portatile
Non si corre alcun rischio del genere optando per un climatizzatore portatile con tecnologia inverter. In questo caso, infatti, motore e split sono integrati nella stessa struttura che trova posto all'interno della casa. Pratici da trasportare grazie alle ruote di cui sono dotati, i condizionatori portatili possono essere spostati di stanza in stanza. Pur non necessitando di opere murarie importanti per essere installati, non si può prescindere dal realizzare un buco nel muro, fondamentale per espellere l'aria calda attraverso un tubo. E benché sia comodo da spostare, un modello del genere dovrà sempre rimanere in prossimità del muro stesso. A fronte di un prezzo mediamente inferiore rispetto ai climatizzatori fissi, le macchine portatili sono la soluzione ideale per un ambiente unico di dimensioni non superiori ai 30/40 mq. Aspetto negativo di questa tipologia di prodotto è la rumorosità. Generate dal motore, infatti, le emissioni acustiche di un condizionatore portatile sono decisamente più fastidiose per il fatto che il motore stesso è posto all'interno delle mura domestiche.

Funzionalità base e smart

Controllo della temperatura, direzionamento dell'aria, modalità riscaldamento e deumidificazione: tante sono le funzionalità base di un climatizzatore inverter. I modelli più evoluti, poi, sfruttano la connettività Wi-Fi per offrire all'utente comodissime funzioni smart. 

Funzionalità base
Va premesso che ormai ogni climatizzatore fisso e la gran parte dei modelli portatili sono provvisti di telecomando per il controllo a distanza. Una buona parte, poi, prevede un display LCD che indica a grandi caratteri la temperatura impostata ed i programmi scelti. Ampia è la gamma di possibili azioni che il telecomando mette nelle nostre mani, a partire dalla regolazione stessa della temperatura, dell'intensità del getto d'aria e della sua direzione. Chiamato di solito "swing", il movimento delle alette del condizionatore inverter può essere personalizzato a seconda dei nostri gusti. Oltre alla funzione di raffreddamento, i modelli con pompa di calore sono anche in grado di scaldare l'ambiente. Comune ad entrambi è la funzione di deumidificatore mentre è opzionale quella di purificazione dell'aria, identificata con una foglia in concomitanza dell'apposito tasto del telecomando. Accensione programmata e timer sono altre funzioni proprie di tutti i climatizzatori inverter. Mentre solo alcuni modelli prevedono una modalità notturna che alza progressivamente la temperatura, grado dopo grado, man mano che l'ora del risveglio si avvicina.

Funzionalità smart
Sempre più apprezzate dagli amanti della tecnologia, le funzioni smart iniziano a trovare spazio a bordo di quasi tutti gli elettrodomestici. E i condizionatori non fanno eccezione, rappresentando un elemento chiave dell'ecosistema domestico. Parliamo di funzionalità che rientrano nell'ambito della domotica e che sfruttano la connessione alla rete internet di casa per lavorare. Con il climatizzatore collegato al Wi-Fi, potremo controllarlo a distanza, attraverso le app progettate per tale scopo dai marchi leader del settore. Avremo, così, a portata di smartphone, tutte le funzionalità dell'impianto di climatizzazione. Potremo avviarlo mentre siamo sulla via di casa per trovare il clima perfetto al nostro ritorno. Oppure gestire da lontano la funzione di purificazione e ricircolo dell'aria, ideale per eliminare i cattivi odori. Ma i modelli di ultima generazione sono anche in grado di inviarci notifiche sul telefono in caso di malfunzionamenti. E ci avvertono ogni qual volta siano necessari interventi di pulizia e manutenzione. In certi casi, infine, riceveremo un report relativo ai consumi del condizionatore, oltre ad una serie di utili consigli per contenere gli sprechi e tenere basso l'importo della bolletta.

Potenza, consumi e rumorosità: leggere l’etichetta energetica

Obbligatoria per legge, l'etichetta energetica fa da corredo a quasi tutti gli elettrodomestici in commercio, andandone a descrivere le caratteristiche principali. Nel caso dei climatizzatori, si mostra particolarmente ricca di informazioni che tracciano il DNA del prodotto e ci aiutano nella scelta. Proprio per questo, vedremo come leggerla in tutte le sue parti. Prima, però, è doverosa una precisazione. L'etichetta energetica dei condizionatori, infatti, varia a seconda della tipologia scelta. Piccole differenze intercorrono fra modelli monoblocco e split. Ma anche fra macchine pensate solo per raffreddare e climatizzatori inverter con pompa di calore. Ecco, di seguito, maggiori dettagli:

Potenza e consumi
Comune a tutti i modelli è la parte alta dell'etichetta, che comprende il codice prodotto ed il nome dell'azienda costruttrice. Immediatamente sotto, incontriamo il settore più ampio dell'energy label, quello relativo alla classe energetica. Compresa fra A+++ e D, è specchio dell'efficienza energetica del nostro modello. Ma nel caso dei condizionatori con pompa di calore, la classe energetica raddoppia e avremo, quindi, un indicatore aggiuntivo che traduce in lettere l'efficienza nel riscaldamento. Scendendo ancora, possiamo leggere sull'etichetta ulteriori valori numerici legati a consumi e potenza. Per ciò che riguarda i condizionatori inverter monoblocco, il valore EER (Efficienza energetica in raffreddamento) esprime numericamente il comportamento della macchina nel produrre aria fredda. Ma se siamo di fronte ad un climatizzatore con pompa di calore, leggeremo anche un secondo valore. Ci riferiamo al COP, ovvero al coefficiente di prestazione relativo alla funzione di riscaldamento. Presenti anche sui modelli split, i due indicatori prendono il nome, rispettivamente, di SEER e SCOP. In linea generale, man mano che i numeri si fanno più grandi, i consumi scenderanno. Completano il quadro altri due valori molto importanti: la potenza nominale espressa in kW ed i consumi (sempre in kW) per un'ora di utilizzo a precise condizioni regolate dalla normativa europea. Particolarmente interessante si mostra, infine, l'etichetta energetica dei climatizzatori split con pompa di calore. Mentre la classe energetica in raffreddamento è indicata in modo tradizionale, quella in riscaldamento si mostra più articolata. Comprende, infatti, una mappa dell'Europa suddivisa in fasce climatiche. Ogni modello, quindi, si caratterizzerà per tre differenti classi energetiche, variabili in base al clima della regione in cui verrà utilizzato.

Rumorosità
Merita un breve approfondimento anche questo elemento che, specialmente nei modelli portatili, gioca un ruolo chiave. La rumorosità del motore, infatti, può condizionare l'esperienza d'uso, specialmente durante le ore notturne. Per questo, nell'etichetta energetica è sempre presente un valore che la esprime numericamente, avente come unità di misura i decibel. Nei modelli portatili, è reso attraverso un pittogramma che ritrae un altoparlante all'interno di una casa stilizzata. In quelli con motore e split separati, però, i pittogrammi diventano due: uno per la rumorosità interna ed uno per quella esterna all'abitazione.

Il climatizzatore giusto per ogni ambiente: l’importanza dei BTU/h

Non dichiarata nell'etichetta energetica dei climatizzatori inverter, la potenza di raffreddamento è, però, un indicatore fondamentale per individuare il modello adatto alle nostre esigenze. Espressa in BTU/h (British Termal Unit per Hour), ci dà modo di rapportare la potenza del condizionatore a quella dell'ambiente in cui è posizionato. Basti pensare che 9.000 BTU/h sono in grado di lavorare efficacemente su un ambiente di circa 30 mq per avere un'idea più chiara di questo dato. E non a caso, i condizionatori inverter portatili, pensati per ambienti singoli, difficilmente superano i 12.000 BTU/h. Ben diversa è la questione relativa ai climatizzatori con motore esterno e split interni. In questo caso, infatti, i BTU/h possono aumentare anche di molto, consentendoci di collegare più split al compressore e climatizzare due o più ambienti. Attraverso un'altra semplice corrispondenza numerica, poi, potremo associare la potenza di raffreddamento ai consumi energetici. 1.000 BTU/h, infatti, corrispondono all'incirca a 0,3 kW/h. A questi ultimi, poi, si lega un prezzo orario in euro che è possibile reperire sulla bolletta. Così facendo, avremo in mano tutti gli strumenti per poter capire indicativamente quanto ci fa spendere all'ora il nostro climatizzatore inverter.

Pulizia e manutenzione

Poche e semplici sono le operazioni da compiere con regolarità per mantenere elevate le prestazioni del nostro climatizzatore inverter. Polvere e detriti sono i nemici numero uno di queste macchine perché vengono trasportati attraverso l'aria, andandosi ad accumulare intorno al motore e sugli split. Ma pulendo di tanto in tanto questi componenti, il condizionatore potrà lavorare al massimo delle proprie potenzialità. Smontare i filtri degli split è un passaggio obbligatorio da compiere, dopo aver aperto lo sportellino frontale. Realizzati in gomma morbida, i filtri si staccano facilmente e possono essere lavati sotto un getto d'acqua, senza aggiungere detersivi. Una volta asciutti, basterà ricollocarli al proprio posto nel climatizzatore. Per il motore posto all'esterno, invece, potremo usare uno straccio umido o anche una scopa, nel caso in cui sia difficile da raggiungere. Infine, vi sono delle operazioni annuali delle quali solo un tecnico specializzato può farsi carico. Ci riferiamo al controllo del livello del gas refrigerante e, nel caso di condizionatore inverter con motore esterno, dell'ancoraggio di quest'ultimo al balcone o alle mura esterne della casa.

Le marche più popolari